Veneto Promozione chiude nel silenzio della Regione: Zaia ha licenziato 20 lavoratori

Venezia 17 nov. 2017 –    “Prima Veneto Nanotech, adesso Veneto Promozione: un’altra azienda che chiude, ancora persone che perdono il lavoro. Solo tre anni fa la Regione aveva dichiarato come Veneto Promozione fosse strategica, invece oggi questa realtà viene smantellata senza aggiungere nulla, in un silenzio, in primis di Zaia, davvero assordante”. La protesta del Partito Democratico è affidata a una nota sottoscritta dalla consigliera Francesca Zottis, dal capogruppo Stefano Fracasso e dai colleghi Bruno PigozzoOrietta Salemi e Claudio Sinigaglia, a margine delle audizioni sul bilancio iniziate oggi in Prima commissione.  “Abbiamo ascoltato il grido d’allarme della Cgil, la disperazione per una soluzione positiva che non si è voluto trovare. Il 2017 è passato senza risposte né a livello occupazionale né in merito alla gestione in materia di turismo e promozione, poiché non esiste un piano strategico. Chiude un’azienda che non ha avuto problemi economici, vittima di una conflittualità tra Regione e Camere di Commercio. Alla fine a rimetterci sono i dipendenti qualificati che restano a casa, ma anche tutto il sistema economico, visto che nel corso degli anni Veneto Promozione ha realizzato numerose attività di sostegno, soprattutto in tema di internazionalizzazione”.

“La Regione – concludono i consiglieri democratici – continua a tacere: se noi, come i sindacati, ci stiamo sbagliando lo dimostri con i fatti ed espliciti i progetti su cui sta lavorando.  Ad oggi l’unica certezza è che Zaia tace e applica il motto prima i veneti per licenziare 20 persone. È vergognoso che nel periodo di crisi che stiamo vivendo, la Giunta veneta alimenti la crisi stessa”.

In vista del referendum: al Veneto arriva già il 90% delle tasse!

Una analisi condotta dal prof. Luciano Greco, professore di Scienze e Finanze dell’Università di Padova e direttore del Centro di Ricerca Interuniversitario sull’Economia Pubblica incentrata, ha mostrato come il Veneto riceva già il 90% delle tasse che paga al fisco italiano, un valore non molto diverso da quello calcolabile nei confronti delle regioni autonome. Ecco quindi come il castello di carte di Zaia, costruito su slogan generalisti, cada rovinosamente a terra.

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Il Pdl 23, alias “Azienda Zero”: perchè non va?

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Il 31 Maggio 2016 ha visto l’approvazione del testo definitivo del Pdl 23, detto comunemente “Azienda Zero”. La sua storia è lunga e travagliata, e rimandiamo a questa pagina per leggere della sua evoluzione nel tempo, fin dai punti critici iniziali. Di seguito potrete trovare un breve riassunto delle sue caratteristiche e una lista delle criticità che devono essere assolutamente affrontate nelle prossime sedute del Consiglio!Leggi tutto

Azienda Zero, il mio intervento in consiglio regionale!

1418833244396_aula_035-ridottaColleghi consiglieri,

Giusto un anno fa Luca Zaia depositava il Pdl 23!
Un provvedimento che veniva clamorosamente respinto durante le audizioni in commissione. Bocciato dal territorio, dalle conferenze dei sindaci, dagli ordini e dagli operatori socio sanitari. La proposta allora prevedeva l’istituzione di 7 Ulss, non contemplava la figura del Direttore del Sociale, con un’Azienda zero indecifrabile: un né carne né pesce che non era Ente e neppure Azienda.

La proposta era priva, ed è ancora priva, di uno studio di fattibilità, di un libro bianco, di un’analisi per poter comprendere appieno le ragioni delle scelte e per capire le conseguenze che tali scelte producono nel territorio.
Si tratta di un salto nel buio, di una proposta di rottura che non rappresenta al contempo alcuna proposta di innovazione del modello sociosanitario veneto.Leggi tutto

Zaia e il nuovo IOV a Castelfranco!

imageClamoroso: Zaia e Mantoan vogliono realizzare un altro IOV a Castelfranco, uno Iov più grande di quello di Padova, con attività sia medico-oncologica che chirurgica. Il 30/12 l’assessore regionale alla sanità Coletto ha fatto approvare dalla giunta una modifica alle schede ospedaliere regionali, che rivoluzionerà la rete oncologica del Veneto. Saranno infatti  creati ben 13 apicalità e 200 posti letto a Castelfranco, “vincendo” il confronto con Padova   si difende solo con 12 apicalità e 120 posti letto!

Ormai Zaia ha già consentito da tempo che Verona diventi la prima sede sanitaria veneta e ha costruito a Treviso la seconda piazza! Padova viene con questo atto ulteriormente retrocessa… La colpa è anche di Bitonci, che ha tre anni fa ha interrotto il percorso per la costruzione del nuovo ospedale di Padova, che avrebbe contenuto sicuramente il nuovo Iov senza bisogno di spezzettarlo in più sedi!

LEGGI LA MODIFICA ALLE SCHEDE OSPEDALIERE 

Allegati

C’era una volta il Pdl 23 (Azienda Zero)!

1435233128242_Palazzo_Ferro_FiniZaia ha rinnegato il suo progetto di legge, presentato sei mesi fa. 
C’era una volta il PDL 23!

Ve lo ricordate? Proponeva l’azienda zero e sette ulss, una per provincia!
Zaia ha rinnegato il progetto di legge che ha presentato non più tardi di sei mesi fa. I suoi consiglieri non sono riusciti a far diventare legge quella proposta, che in realtà faceva acqua da tutte le parti, ma Luca presidente l’ha definitivamente fatta tramontare nominando due dg per la provincia di venezia e due per quella di vicenza. Nominati per cinque anni e perciò il pdl 23 con le ulss provinciali è sepolto definitivamente.
Non si capisce perché a Venezia – ci stava in realtà l’ulss metropolitana – e a Vicenza debbano esserci due ulss e a Padova, Verona, Treviso, Belluno, Rovigo … no! Non tirateci fuori la storia della specificità, perché sia a Feltre che nella bassa padovana hanno fatto della specificità la loro ragione di vita e perché a treviso , a padova e a verona possiamo trovare le stesse motivazioni che hanno dato vita alla seconda ulss di venezia e vicenza.
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Breve storia del raggiro chiamato “Completamento della SR 10”

image-2Dopo la metropolitana di superficie, il nuovo ospedale di padova ecco un’altra incompiuta di Zaia : l’SR10.
Il tratto che doveva unire Carceri a Legnago e che era stato sbandierato in pompa magna come prossimo a partire, anche durante l’ultima campagna elettorale regionale, si è arenato privo di finanziamenti.
Infatti ieri il consiglio regionale ha cancellato il finanziamento pubblico di 36 milioni necessario per chiudere la convenzione e iniziare l’opera; finanziamento inserito ad aprile 2015 nel bilancio della Regione per affrontare la campagna elettorale! Che raggiro!
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