Nuove schede ospedaliere, cosa cambia per il Veneto

Sono state approvate dalla giunta il 13 Marzo le nuove schede ospedaliere del Veneto, all’interno del Piano Socio Sanitario Regionale 2019-2023.

Di seguito, una mia riflessione a riguardo e una sintesi di alcune previsioni nelle singole Ullss, nelle Aziende Ospedaliere di Padova e Verona, e per l’Istituto Oncologico Veneto. In allegato, in fondo alla pagina, troverete invece il testo completo.

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Giunta approva schede ospedaliere. Sinigaglia: nessuna rivoluzione, solo tagli

Ogni volta che Zaia apre bocca sembra che sia accaduta una rivoluzione epocale. Basterebbe invece chiedere agli addetti ospedalieri e ai cittadini di realtà come ad esempio Dolo, Belluno, Asiago, Rovigo, Adria, Castelfranco, Sandonà, Verona o Padova per capire che le schede approvate presentano molte scelte sbagliate. Non a caso lo stesso Zaia ammette che tra qualche mese verranno corrette per tranquillizzare così i tanti che stanno protestando”.

Questo il commento del consigliere regionale del PD e vice presidente della commissione sociosanitaria, Claudio Sinigaglia, dopo l’approvazione da parte della Giunta delle schede ospedaliere.

Che si tratti solo si tagli è confermato dal fatto che non viene previsto nulla nel territorio in termini di strutture intermedie. Ciò che è scritto sulla carta ha bisogno di investimenti per diventare realtà. Così invece – conclude Sinigagliavengono annunciate promesse che non verranno mantenute perché mancano le risorse legate al risparmio nell’utilizzo dei posti letto ospedalieri”.

29.09 Corriere del Veneto – Intervista a Sinigaglia

Alle 8 di venerdì, dopo una maratona in commissione Sanità durata 22 ore per l’approvazione delle schede ospedaliere, il vicepresidente Claudio Sinigaglia ha avuto la forza di presentare un ennesimo emendamento, approvato. E’ riuscito a imporre il parere della commissione sull’attribuzione a medici ospedalieri o universitari dei primariati, prima per delibera lasciata solo alla scelta di governatore e rettori. Leggi l’articolo

29.09cdv

 

Schede ospedaliere. Sinigaglia: “Resta buio assoluto sui servizi territoriali”

Venezia, 27/09/2013

La strada imboccata da Lega e PdL è chiara: tagliare posti letto ospedalieri senza garantire in cambio servizi e risorse nei territori. Quando e dove vedranno la luce gli ospedali di comunità, le strutture intermedie, gli hospice, i centri per l’alzheimer e la sclerosi multipla? Perché dimezzare il numero dei distretti? Perché eliminare un gran numero di responsabili di psichiatria, per l’infanzia e l’adolescenza, per la disabilità e la non autosufficienza? Su tutti questi nodi rimane il buio assoluto”.

Il commento è di Claudio Sinigaglia, consigliere regionale del Pd e vice presidente della commissione Sociosanitaria, dove sono state approvate le schede di programmazione ospedaliera delle singole Ulss, provvedimento sul quale il Pd ha espresso il proprio voto contrario.

Purtroppo, accanto ad alcune correzioni positive, rimangono molti aspetti lacunosi ed incerti. Non c’è innanzitutto alcuna data certa o meccanismo automatico per costringere i Direttori Generali delle Ulss e le Conferenze dei sindaci ad attivare gli ospedali di comunità ed attivare i medici di base a lavorare in equipe e a disposizione per tutta la giornata. Cose che avevamo chiesto con chiarezza”.

Sinigaglia sottolinea il fatto che “abbiamo formulato centinaia e centinaia di emendamenti migliorativi ed abbiamo inchiodato la maggioranza ad un lavoro senza sosta. Sono elementi positivi l’inserimento, negli ospedali dei capoluoghi, del servizio di psicologia ospedaliera; l’applicazione della legge sul diabete, con una struttura complessa per provincia, una semplice per ogni Ulss e la rete dei medici di base; il conferimento dei posti letto, per i pazienti provenienti da altre regioni, negli ospedali privati accreditati e in quelli pubblici: in particolare Padova e Verona avranno 120 posti letto ciascuno, dedicati a questa funzione”.

Qualche passo in avanti è stato compiuto negli ospedali organizzati in due sedi come Dolo-Mirano e San Donà-Portogruaro: la proposta della Giunta di separare le funzioni, e cioè inserire in uno dei due ospedali la medicina e la riabilitazione e nell’altro la chirurgia, è stata parzialmente superata su nostra pressione, con l’attivazione di una appropriata sede chirurgica in entrambe le sedi”.

Ma per l’esponente democratico “sono ancora tante le fragilità del sistema ospedaliero che le indecisioni della maggioranza non hanno risolto: la rete di emergenza-urgenza, rinviata ad un esame più attento, la sicurezza di alcuni punti nascita, i doppioni di reparti collocati a poca distanza e scarsamente produttivi, la dislocazione di tanti servizi ad personam, la disparità di privilegi di cui alcune Ulss godono ancora su altre, tema spinoso soprattutto in vista di ulteriori riduzioni di finanziamento. Serve sicuramente una guida diversa per governare meglio il sistema sanitario veneto”.