Salute mentale, salasso per Comuni e famiglie. La Regione aumenta i costi in maniera insostenibile

La denuncia di Sinigaglia e Fracasso (PD): “Salute mentale, salasso per Comuni e famiglie. La Regione aumenta i costi in maniera insostenibile”

Venezia, 7 febbraio 2017
“Zaia non aumenta le tasse, però fa crescere in maniera spropositata il costo dei servizi a danno dei Comuni e delle famiglie, a cui presenta la stangata”. È quanto affermano Claudio Sinigaglia e Stefano Fracasso a proposito dell’inserimento di persone nelle strutture che fanno parte della filiera della Salute Mentale: il nuovo provvedimento verrà discusso domani in Quinta commissione.

“La Giunta innalza la compartecipazione a livelli insostenibili. La delibera è stata licenziata il 29 dicembre e, con la scusa di approvare i nuovi Lea, cambia radicalmente i costi delle strutture (i tetti massimi), il valore della quota sanitaria a carico del Fondo sanitario regionale e di quella sociale a carico dei Comuni e delle famiglie. La differenza rispetto alla delibera del 2013 è enorme. Alle amministrazioni locali e alle famiglie – spiegano – viene richiesto, in totale, un aumento pari a circa 7 milioni di euro (6.986.830 per la precisione). Menomale che Zaia aveva detto ‘non metteremo le mani in tasca ai veneti’. Questi aumenti andranno a colpire utenti tra i più fragili in campo sociosanitario”.Leggi tutto

Medici di Base, i soldi non c’entrano: la regione non faccia ricatti!

Venezia, 13 nov. 2017  – “La risposta della Regione ai medici di base è inqualificabile e assomiglia a un ricatto. Di fronte a una protesta con tanto di sciopero per il mancato sviluppo del Piano sociosanitario del Veneto e in particolare delle medicine di gruppo integrate, l’assessore Coletto replica che guadagnano troppo rispetto alle ore lavorate. Ma che razza di risposta è?”. Questo il commento del Consigliere del Partito Democratico Claudio Sinigaglia alle affermazioni dell’assessore alla Sanità in merito allo stato di agitazione dei medici di famiglia.

“Un’uscita priva di senso, visto che non sono certo i soldi l’oggetto del contendere, ma una diversa organizzazione dei servizi, prevista proprio dal Piano sociosanitario regionale. È inaccettabile quanto dice Coletto – prosegue l’esponente democratico – perché è stato lui stesso a proporre un’indennità a fronte delle nuove competenze assegnate ai medici di base nel 2015, rispetto alle funzioni collegate alla cura della cronicità, come diabete, problemi cardiaci, asma. Allora era d’accordo nel garantire loro un riconoscimento. E quindi? Anche se avesse cambiato idea è inaccettabile tirare fuori questi argomenti in una trattativa sindacale che riguarda tutt’altro. Altrimenti è un ricatto, chiamiamolo col suo nome”.

“Il muro alzato dalla Regione – insiste il vicepresidente della Prima commissione – è sbagliato. L’assessore, oltre ad andare a ledere la libertà di espressione, denigra un’intera categoria, umilia quei medici di base che dovrebbero diventare attori fondamentali per gestire la cronicità, che è la vera sfida del sistema sociosanitario. Così facendo anziché risolvere i problemi, li va ad aggravare”.

Il blocco degli accreditamenti delle strutture sociosanitarie pesano sugli anziani e disabili

Venezia, 13 ott. 2017   – “Quanto sta accadendo con il blocco degli accreditamenti è vergognoso, la Giunta non può far finta di niente. Le richieste di accesso ai servizi residenziali per anziani e, soprattutto, per disabili, sono in aumento e con questa situazione di stallo sempre più famiglie sono costrette a rivolgersi a strutture private con meno garanzie in termini di appropriatezza delle cure dei pazienti, oltre a dover  affrontare costi insostenibili. Non possiamo permettere l’anarchia in un settore così delicato che riguarda le fasce più deboli della popolazione”.

La denuncia, affidata a una nota congiunta, è dei consiglieri regionali del Partito Democratico Bruno Pigozzo e Claudio Sinigaglia, che informano “di essere primi firmatari di un’interrogazione, sottoscritta anche dal capogruppo Stefano Fracasso e dai colleghi Graziano Azzalin, Alessandra Moretti, Orietta Salemi, Andrea Zanoni, Francesca Zottis, nonché da Cristina Guarda della lista AMP, in cui chiediamo alla Giunta di intervenire con urgenza in merito”.

“Avevamo denunciato tutto per tempo – puntualizzano gli esponenti dei Democratici – purtroppo siamo stati facili profeti. Già a dicembre dello scorso anno, evidenziammo le ricadute negative della revisione decisa dalla Giunta (delibera n. 1861 del 25 novembre 2016) sulle procedure amministrative necessarie al rilascio dell’accreditamento per le strutture sociosanitarie riguardanti anziani, disabili, minori e dipendenze. La tempistica si sarebbe inevitabilmente allungata e, inoltre, attribuendo alla Quinta Commissione consiliare un compito di vaglio, c’era il rischio di politicizzazione nelle scelte”.

“A questo – continuano i consiglieri regionali – si è aggiunta la sospensione degli accreditamenti per nuovi soggetti, prevista dalla delibera n. 2174 del 23 dicembre 2016, che ha riguardato anche strutture già realizzate e autorizzate secondo la programmazione territoriale dei Piani di Zona. Un danno, questo, per chi aveva attivato le procedure obbligatorie per erogare i servizi, con tanto di investimenti, ma soprattutto per gli utenti”.

“I servizi territoriali e l’integrazione sociosanitaria – concludono Bruno Pigozzo e Claudio Sinigaglia – devono essere rafforzati e la Regione ha l’obbligo di governare con un ruolo da protagonista la domanda e l’offerta. Per questo, chiediamo che la Giunta regionale intervenga immediatamente, in modo da mettere fine a una situazione vergognosa e impedire una pericolosa deregulation a danno dei cittadini più deboli e indifesi”.

Legge sulle badanti, servono più finanziamenti regionali

Venezia, 10 ott. 2017 – “Un provvedimento necessario, ma serviva uno sforzo maggiore di fronte al numero degli anziani in condizione di fragilità e bisognosi di assistenza: 500mila euro sono pochi; spero che in futuro siano destinate più risorse, in modo che questa legge sia davvero efficace”. Così il Consigliere regionale del Partito Democratico Claudio Sinigaglia, correlatore del Pdl 163 approvato oggi in aula anche con il voto favorevole dei dem.

“In Veneto ci sono 500mila persone con più di 65 anni – afferma l’esponente democratico – la metà è over 75. E le cifre sono destinate a crescere, visto il progressivo invecchiamento della popolazione, con un conseguente aumento delle richieste di assistenza. Già adesso i badanti sono stimati in circa 80mila, non solo stranieri. Dobbiamo garantire alle famiglie la possibilità di usufruire di personale qualificato e per questo è necessaria una formazione adeguata, con un ruolo da protagonista da parte delle associazioni”.

“È un primo passo, andiamo certo a colmare un vuoto normativo – conclude Sinigaglia – ma la legge dovrà essere implementata anche con altri servizi, prendendo anche esempio da altre Regioni come per esempio il numero verde ‘Pronto badante’ della Toscana”.

Curarsi con lo sport: al via le Palestre della Salute

Con la legge Regionale n. 8/2015 in materia di sport la Regione si è impegnata a promuovere attività sportive anche nelle persone affette da patologie croniche: proprio a loro sono destinate le palestre della salute, palestre o strutture sportive certificate deputate a “somministrare” esercizio fisico.

Nel DGR 925 approvato da poco sono racchiuse le specifiche e i dettagli riguardanti i criteri di certificazione delle palestre della salute, nonché la formazione necessaria per diventare istruttori in queste palestre.

==>LEGGI IL DGR 925

 

Pubblicato da Claudio Sinigaglia su Lunedì 9 ottobre 2017

 

Riparto sanitario da shock, nessuna programmazione per il futuro

La destra leghista si approva il riparto del fondo sanitario: “Uno shock nel metodo e nel merito. Documentazione consegnata ieri pomeriggio e approvata stamani, manca qualsiasi programmazione”.

“Questo riparto del fondo sanitario è uno shock, sia per il metodo che per il merito. E ancora una volta l’opposizione è stata messa nelle condizioni di non poter svolgere il proprio ruolo pubblico”. Giudizio negativo a 360 gradi da parte dei consiglieri del Partito Democratico sulla seduta odierna della Quinta commissione, a cui erano presenti Claudio Sinigallia, il capogruppo Stefano Fracasso e gli altri consiglieri Graziano Azzalin, Bruno Pigozzo e Orietta Salemi.Leggi tutto

Medici di base arrabbiati, dalla Regione ancora nessuna risposta

Venezia, 31 ago. 2017  –  “Il Piano socio sanitario è stato disatteso in modo clamoroso e lo sciopero dei medici di base è una logica conseguenza”. Ad affermarlo in una nota sono i Consiglieri regionali Claudio Sinigaglia, Bruno Pigozzo (Partito Democratico) e Giovanna Negro (Veneto del Fare). “Oggi in Quinta commissione, furibondi, hanno spiegato i motivi della loro agitazione.

Avevano pensato di compiere un percorso con la Regione per offrire migliore assistenza ai cittadini del Veneto, ma sono stati traditi come è stato tradito il Piano socio sanitario del Veneto. Ci sono appena 55 Medicine di gruppo integrate sulle 400 previste a livello regionale, è stato disatteso il contratto d’esercizio sottoscritto nel 2015, gli Ospedali di comunità non sono ancora stati attivati e incredibilmente mutati nella loro struttura e finalità, la riforma delle Case di riposo è al palo da 17 anni, lo sviluppo della ‘dematerializzazione’ della ricetta che consentirebbe al paziente di andare direttamente in farmacia per ritirare il medicinale è bloccato. Perché?”. “È incredibile disattendere il Piano socio sanitario veneto in questo modo – aggiungono i tre Consiglieri di opposizione – ma ancor più grave la rottura di ogni rapporto da parte di Zaia nei confronti dei medici di base. Loro non sono una controparte, ma un pilastro del Sistema socio sanitario veneto e deve esserci un rapporto di collaborazione privilegiato, soprattutto per fronteggiare il tema della cronicità. Chiediamo di convocare subito in Commissione l’assessore alla Sanità e il direttore dell’area sociosanitaria per avere risposte esaurienti e contemporaneamente predisporre una mozione che ci consenta di affrontare il problema in Consiglio regionale”.

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Terapia del Dolore pediatrica, nulla a Padova grazie alla giunta

“La Giunta regionale continua ad umiliare la Quinta Commissione consiliare permanente, non rispettando, ancora una volta, le sue prescrizioni. Il presidente Boron non può continuare a fare finta di niente, ne va della dignità di tutto il Consiglio”.
Lo denuncia, in una nota, il consigliere del Partito Democratico Claudio Sinigaglia in ordine “alla mancata assegnazione dell’apicalità alla funzione delle cure palliative e terapia del dolore pediatrico presso l’Azienda ospedaliera di Padova”.

“Questa funzione – spiega l’esponente dei Democratici – ha carattere regionale e in questo momento sono in carico oltre 150 tra bambine e bambini provenienti da tutto il Veneto. La Quinta Commissione, nell’approvare la rete delle cure palliative, aveva dato il via libera al riconoscimento di una Unità Operativa Complessa – apicalità, per poter esercitare al meglio e sviluppare ulteriormente le proprie attività. Era il 6 maggio 2016”.

“La doccia fredda è però arrivata il 28 febbraio – continua il consigliere di minoranza – ovvero nove mesi dopo: la Giunta ha deciso di non dar luogo alle prescrizioni della Commissione, non rispettando quindi la programmazione del Consiglio. Una scelta, questa, che penalizza l’Unità presieduta dalla professoressa Franca Benini ed appare assolutamente immotivata”.
“Il presidente Boron – chiosa Claudio Sinigaglia – deve battere un colpo e reagire, chiedendo il ritiro immediato della D.G.R. n. 208, perché così, con una sola mossa, la Giunta regionale penalizza una struttura che è il centro di riferimento a livello regionale e mortifica, per l’ennesima volta, il ruolo dei consiglieri”.