Nuove schede ospedaliere, cosa cambia per il Veneto

Sono state approvate dalla giunta il 13 Marzo le nuove schede ospedaliere del Veneto, all’interno del Piano Socio Sanitario Regionale 2019-2023.

Di seguito, una mia riflessione a riguardo e una sintesi di alcune previsioni nelle singole Ullss, nelle Aziende Ospedaliere di Padova e Verona, e per l’Istituto Oncologico Veneto. In allegato, in fondo alla pagina, troverete invece il testo completo.

==> 14 mag. VEDI SCHEDE OSPEDALIERE DEFINITIVE!​

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Bilancio di previsione 2018, ecco le slide illustrative

Il Vicepresidente della Giunta regionale ha presentato in Aula Consiliare il bilancio di previsione 2018.

==> LEGGI LE SLIDE DELLA MANOVRA DI BILANCIO 2018-2020

Un bilancio di solo 25 articoli, mentre verrà presentato a parte un disegno di legge dedicato alle norme di semplificazione, per una manovra che si attesta per il 2018 su un valore complessivo (comprese le partite di giro) di 15 miliardi 585 milioni di euro, di cui 8 miliardi 904 milioni relativi al Fondo sanitario regionale.

Sinigaglia: “Le delibere sulla programmazione socio-sanitaria passano senza il parere della competente Commissione”

Venezia 31 gen. 2017 –        “La Giunta continua ad approvare provvedimenti di programmazione senza sottoporli al parere della competente Commissione. Il Presidente della Quinta Commissione, Fabrizio Boron, non dice una parola e lo stesso fanno gli Assessori Coletto e Lanzarin, che lasciano passare queste deliberazioni senza proferire verbo. Questa è una procedura che contestiamo, sia nel merito che nel metodo, e su cui abbiamo richiesto un parere all’Ufficio Legislativo”.

La denuncia è affidata ad una nota congiunta dei consiglieri regionali del Partito Democratico Claudio Sinigaglia e Bruno Pigozzo, che sottolineano come in questo modo “i consiglieri regionali siano esautorati dei loro poteri senza che il Presidente della Commissione Sanità intervenga”. “Stanno passando numerose delibere ‘di fine anno’ – informano gli esponenti Democratici – legate all’applicazione della Legge n. 19 del 25 ottobre 2016, istitutiva dell’Azienda Zero, e non solo. Gli esempi sono molteplici:  la Dgr n. 2174/2016, che dispone il blocco di assunzioni e dell’attivazione degli ospedali di comunità, dei centri diurni e strutture per anziani, decide nuove regole per l’edilizia sanitaria e per i comitati etici e nuovi rapporti con i medici di base. La Dgr. n. 2165/2016, che pone il tetto alle spese per la salute mentale, impedendo nuovi ingressi nelle comunità residenziali e semi residenziali: un blocco all’autorizzazione degli accreditamenti fatto senza valutare l’impatto, con ricorsi già pronti da parte di soggetti che avevano regolarmente attivato le procedure per erogare i servizi e che si vedono ora improvvisamente stoppare il tutto”.Leggi tutto

Veneto fanalino di coda per la salute mentale

Sanità – Sinigaglia (PD) “Veneto fanalino di coda quanto a risorse assegnate per la salute mentale, ben al di sotto della media nazionale”

(Arv) Venezia 17 gen. 2017 – “La favola dell’eccellenza della sanità veneta subisce un altro duro colpo. I tagli non risparmiano niente e nessuno, neanche la salute mentale: la percentuale della spesa sanitaria ad essa dedicata è infatti del 2,91%, assai distante dalla soglia minima del 5% e dalla media nazionale, pari al 3,49%”. Il consigliere regionale del Partito Democratico Claudio Sinigaglia commenta così “i dati riportati nel ‘Rapporto Salute mentale’ a cura del Ministero della Salute, relativi al 2015, e resi noti ieri”. “I numeri non mentono – spiega l’esponente dei Democratici – e il Veneto si trova nei bassifondi della classifica nazionale, al quindicesimo posto, in piena ‘zona retrocessione’. È l’ulteriore dimostrazione che tutti i servizi del territorio hanno subito una forte contrazione nei trasferimenti, in termini di risorse e personale, con un quadro che non possiamo non definire allarmante, e non solo per il ruolo decisamente marginale assegnato alle attività psichiatriche”. “L’impegno delle Regioni – sottolinea il consigliere regionale – avrebbe dovuto essere ben diverso, visto che nel 2001 tutti i Governatori regionali avevano sottoscritto un documento che li impegnava a dedicare alla salute mentale almeno il 5% della spesa sanitaria complessiva. E nel poco che è stato fatto, il Veneto si è distinto per aver fatto ancora meno”.
“Purtroppo – conclude Claudio Sinigaglia – la situazione non sembra destinata a migliorare, come testimonia il taglio di 132 milioni al Fondo Sanitario regionale, con una sforbiciata orizzontale dell’1,7%, che non risparmierà nessuna delle nuove nove Ulss”.

Rischio sismico, la Regione stanzi subito i 390 milioni che servono in due anni per adeguare gli ospedali

Venezia 17 gen. 2017 – I consiglieri regionali del Partito Democratico Claudio Sinigaglia Stefano Fracasso “chiedono al Presidente Zaia e all’Assessore alla Sanità Coletto, dopo aver esaminato la deliberazione di Giunta n. 2129 del 23 dicembre 2016 (aggiornamento sullo stato di attuazione della metodologia per la redazione degli studi di fattibilità e delle indicazioni operative per la realizzazione degli interventi necessari alla riduzione del rischio sismico delle strutture sanitarie)che la Regione mantenga l’impegno di stanziare i 390 milioni di euro che servono in due anni per adeguare al rischio sismico le strutture ospedaliere del Veneto”.

“È sicuramente positivo – osservano gli esponenti Democratici – aver fatto un piano degli interventi, adesso però occorre agire senza alcun indugio, anche perché la superficie da adeguare è enorme, circa 1,9 milioni di metri quadri pari al 60% del totale. Sicuramente, si tratta di una situazione grave che ha bisogno di importantissime risorse, quasi 391 milioni, da reperire nel giro di 24 mesi”.

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Bilancio del Veneto e IPAB

Sinigaglia (PD): “Anche i sindaci preoccupati per la ‘controriforma delle Ipab. La maggioranza stralci l’articolo dal collegato al bilancio”

Venezia 15 dic. 2016 –    “L’emendamento sulle Ipab piace soltanto a Zaia e alla sua maggioranza. Adesso anche sindaci e direttori delle strutture sono scesi in campo per contrastare una controriforma che non risolve nessuno dei problemi legati alla gestione della non autosufficienza e che, anzi, peggiora la situazione introducendo nuovi oneri e vincoli, riducendo gli spazi di autonomia.

È quanto afferma il consigliere del Partito Democratico Claudio Sinigaglia dopo la lettera, sottoscritta al momento, da una quarantina di amministratori locali, rivolta al presidente Zaia affinché venga stralciato l’articolo sulle Ipab inserito nel collegato al bilancio. (Leggi la lettera!)Leggi tutto

Legge di Bilancio e Colli Euganei: niente emendamento

A inizio Dicembre, all’interno dei lavori del Consiglio Regionale per la legge di Bilancio, è uscito la proposta di un emendamento da parte dei consiglieri Berlato e Barison.

N.B. AL TERMINE DELL’ARTICOLO IMPORTANTE AGGIORNAMENTO DEL 20/12

Cosa proponevano? Di ridurre il Parco naturale dei Colli Euganei alle sommità dei monti passando così dalla attuale superficie di 18.670 ettari a circa 5000 ettari, trasformando il parco in parco dei “cocuzzoli”, con aree tra l’altro neppure collegate tra di loro. Le altre aree (silvo-pastorali, agricole e di urbanistica controllata) verrebbero declassificate in aree contigue o di pre-parco con la possibilità di esercitare la caccia controllata riservata ai residenti.
Ma l’aspetto ancor più grave è la clausola di salvaguardia. Il piano ambientale, che ora vale per tutto il parco si applicherebbe solo alle sommità dei monti, sui cocuzzoli! Mentre per le aree contigue, cioè per i restanti 13.000 ettari si applicherebbe solo l’art. 18 del Piano ambientale che oggi si applica per i comuni di Pernumia, Due Carrare, Solesino.. cioè i territori esterni al parco dei Colli Euganei.
Verrebbe perciò sostanzialmente eliminato il Piano ambientale, frutto di anni e anni di approfondito lavoro e vera struttura dell’attuale parco, dando sostanzialmente il via a qualsiasi operazione urbanistica e produttiva.

Molte le voci, anche da parte degli stessi agricoltori, di dissenso:Leggi tutto