Consiglio regionale approva il pdls 43 sull’autonomia, al via le trattative con lo stato

Venezia 15 nov. 2017

Nel corso della giornata odierna, dopo la discussione di ieri, e l’esame oggi dell’articolato e dei relativi emendamenti depositati, il Consiglio regionale del Veneto ha approvato, con 40 voti favorevoli (10 consiglieri non hanno partecipato alla votazione) il Progetto di Legge Statale – pdls 43, di iniziativa della Giunta, da trasmettere al Parlamento nazionale, relativo all’individuazione di percorsi e contenuti per il riconoscimento di ulteriori e specifiche forme di autonomia per la Regione del Veneto, in attuazione dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione.

Nel corso dei lavori in aula consiliare, alla presenza del Presidente Luca Zaia, si è sviluppato il dibattito soprattutto in ordine all’articolo 2 del PdLS n. 43, relativo alle modalità di finanziamento del nuovo assetto delle autonomie.


Stefano Fracasso (PD): “Non abbiamo partecipato al voto. Questa Legge rende più difficile raggiungere l’obiettivo. La Corte Costituzionale ha già bocciato la richiesta di trattenere gli otto decimi”

 “Aver scritto la Legge in questo modo la rende più debole, rende più difficile convincere Governo e Parlamento delle nostre ragioni e raggiungere così il risultato. Quello che dovevamo esprimere, l’abbiamo già fatto votando favorevolmente oltre l’80% degli articoli, ma non abbiamo partecipato al voto finale”.Leggi tutto

Bilancio di previsione 2018, ecco le slide illustrative

Il Vicepresidente della Giunta regionale ha presentato in Aula Consiliare il bilancio di previsione 2018.

==> LEGGI LE SLIDE DELLA MANOVRA DI BILANCIO 2018-2020

Un bilancio di solo 25 articoli, mentre verrà presentato a parte un disegno di legge dedicato alle norme di semplificazione, per una manovra che si attesta per il 2018 su un valore complessivo (comprese le partite di giro) di 15 miliardi 585 milioni di euro, di cui 8 miliardi 904 milioni relativi al Fondo sanitario regionale.

Autonomia, si parte dalla scuola

VENEZIA
Anche l’Ufficio scolastico regionale del Veneto al tavolo della Consulta per l’autonomia convocato per oggi, dal governatore Luca Zaia, a Palazzo Grandi Stazioni di Venezia. A richiederne la presenza l’assessore regionale all’Istruzione Elena Donazzan che a breve giro di boa inviterà le parti sociali della scuola per un incontro ad hoc. «Tra una decina di giorni conto di confrontarmi con sindacati della scuola e uffici scolastici perché questo è il settore che più si presta all’autonomia», dice l’assessore.

IL MODELLO
Il modello a cui ispirarsi già c’è, ed è quello della provincia autonoma di Trento. «Pur essendo il Trentino Alto Adige una regione a statuto speciale, la scuola rimane di competenza statale. Malgrado questo, all’interno dell’articolo 116 della Costituzione, sono riusciti ad ottenere una maggiore autonomia nella gestione scolastica – spiega Donazzan – ed è a questa che noi ci ispiriamo».
I fronti autonomi della scuola trentina, che la Regione Veneto vorrebbe mutuare, sono sostanzialmente tre. Si parte dal personale: quindi insegnanti, amministrativi e presidi non sono più dipendenti statali, ma regionali. Un secondo fronte riguarda i concorsi: che pure questi hanno un’organizzazione regionale. Questo non significa che vengono riservati solo ai veneti, sono infatti concorsi a cui possono partecipare da qualsiasi regione italiana, ma saranno predisposti a livello territoriale. Il terzo e ultimo punto dell’autonomia scolastica in Trentino coinvolge i dirigenti scolastici che vengono selezionati sulla base del concorso, dei titoli e dei colloqui fatti da una commissione esaminatrice della regione.Leggi tutto

Nuova Consulta per l’autonomia del Veneto

VENEZIA

Il 9 novembre… il presidente della Regione, Luca Zaia, alla riunione di insediamento della Consulta per l’autonomia del Veneto.
L’INSEDIAMENTO«Questa non è un messa cantata», dice il governatore Luca Zaia guardando i componenti della Consulta per l’autonomia. Ad affollare la sala riunioni del Palazzo Grandi Stazioni sono i rappresentanti del mondo economico e sociale, ci sono i Comuni con l’Anci e le Province con l’Upi, in tutto più di quaranta enti e organismi. Zaia – che al tavolo ha voluto gli esperti della delegazione trattante: Mario Caramel, Ezio Zanon, Carlo Buratti, Mario Bertolissi, Mazzaroli, Andrea Giovanardi, Dario Stevanato, Maurizio Gasparin, assente giustificato Luca Antonini – ripercorre le tappe che hanno portato al referendum: «Dicevano che chiedere se si vuole maggiore autonomia era come dire se si vuole bene alla mamma? Beh, è bene dirlo ogni tanto. Il 57,2% di affluenza e il 98,1% di sì sono un risultato che nessun partito e nessun politico può raggiungere da solo. Quindi ha vinto un’idea di futuro e di progresso, sulla quale chiedo a tutti di non voler imporre la propria casacca». Il governatore avverte: «Non vogliamo la rissa, ma non firmeremo mai un’intesa farsa solo per fare una conferenza stampa e un paio di foto». Di lì a a qualche ora scoppierà una polemica a distanza con il governatore dell’Emilia Romagna (si veda l’articolo qui sotto), ma a Venezia nessuno batte ciglio.Leggi tutto

Nuova legge sulle Ater e sull’edilizia residenziale pubblica: cosa cambia per i Comuni?

Il Partito Democratico ha chiesto e ottenuto l’istituzione della Conferenza dei sindaci Ater (articolo 14). Si tratta di un importante organismo composto da cinque Sindaci, tra cui il Sindaco del Comune capoluogo, che esprimerà il proprio parere sugli atti fondamentali del Consiglio d’amministrazione dell’Ater.

Abbiamo contestato l’indeterminatezza della nuova legge che rinvia tantissimi provvedimenti attuativi alla Giunta, che tra l’altro determina:
•        la procedura informatica a servizio dei Comuni;
•        il bando  per ambiti territoriali sovracomunali;
•        le modalità i criteri di calcolo dell’ISEE ERP e dell’ISE ERP;
•        le modalità e i punteggi di assegnazione degli alloggi;
•        la definizione dei criteri e delle modalità di calcolo dei canoni;
•        il valore del canone di locazione massimo, nonché dell’indennità di occupazione;
•        la disciplina del subentro nell’alloggio assegnato;Leggi tutto

Allegati

Nuova legge sulle ATER: manifesto ideologico con ingiuste conseguenze

Sinigaglia (PD): “Sulle Ater un manifesto ideologico: una legge fatta alla cieca, senza valutarne le ingiuste conseguenze”.

(Arv) Venezia, 26 ottobre 2017 – “Un’altra legge ‘leghistissima’ che ha la preoccupazione di affermare ‘prima i veneti’, anche a costo di creare palesi ingiustizie. È ingiusto premiare spropositatamente chi abita da decenni nel Veneto a scapito di chi è disoccupato, come è ingiusto che i canoni debbano coprire le spese di manutenzione. L’Erp dovrebbe dare risposte sociali a chi ha meno, non avere finalità economiciste. È impossibile che il sistema si autoalimenti, avremo canoni insopportabili per gli inquilini. Altro aspetto incredibile della nuova legge: non sappiamo cosa succederà. Non conosciamo, infatti, come verrà deciso e quantificato il canone, né chi potrà accedere perché la legge rinvia alla Giunta l’attribuzione dei punteggi. Non è il provvedimento che serviva, questo è un manifesto ideologico”. Claudio Sinigaglia, Consigliere regionale del Partito Democratico, commenta così il Pdl sull’Edilizia Residenziale Pubblica approvato oggi dall’aula con il voto contrario dei dem.Leggi tutto

In vista del referendum: comunicato del PD

Autonomia per lo sviluppo, autonomia per l’efficienza, autonomia per la crescita 

L’attivazione di quanto previsto nel comma terzo dell’articolo 116 della Costituzione non può che derivare da una valutazione delle opportunità che l’autonomia differenziata può comportare alla comunità veneta, sulla base delle sue esigenze presenti e, soprattutto, future.

L’autonomia è uno strumento per assicurare modalità di governo più efficienti ed efficaci, più prossime ai cittadini, laddove opportuno, in grado di valorizzare peculiarità e potenzialità della società regionale.

L’autonomia deve essere innanzitutto leva di sviluppo, sostenibile e solidale, che permettere di “investire” sui fattori decisivi della crescita: il capitale umano (istruzione e formazione, tutela della salute), il capitale naturale (tutela e governo del territorio), il capitale economico (lavoro, innovazione, ricerca, giustizia di pace).

In questo processo di differenziazione vanno pertanto riconosciute le competenze utili e prioritarie a questo fine e quelle non opportune o marginali. Altrettanto vanno riconosciute quelle competenze che potenzialmente trasferibili, hanno assunto nel tempo valenze di evidente dimensione nazionale o sovranazionale, sia sotto il profilo normativo che sotto quello regolatorio.

 

 

Sulla base di queste considerazioni si ritengono decisive e prioritarie per l’avvio di un processo di attuazione dell’autonomia differenziata le seguenti competenze:

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