Finanziaria e bilancio 2014, di Claudio Sinigaglia

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468049_136333_resize_597_334Una maratona! Tre settimane, dieci sedute interminabili… questo il dato più appariscente del bilancio di previsione regionale; perché? Semplice, non c’è un governo politico del Veneto, ma una maggioranza divisa, incapace di mettersi d’accordo. In poche parole, si sta insieme per continuare a gestire un potere declinante, non per raggiungere degli obiettivi.

E sì che il Veneto reclama chiarezza e determinazione per uscire dalla crisi. Sostegno alle imprese e ai disoccupati, interventi per recuperare il dissesto idrogeologico, potenziare il trasporto pubblico, tutelare le persone più fragili e vulnerabili in particolare anziani, disabili e minori.

Il PD è riuscito ad inserire nel bilancio dei finanziamenti che andassero in questa direzione. Riporto alcuni obbiettivi raggiunti e per i quali mi sono “speso” in modo particolare: [/red_box]

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Sul nuovo ospedale

Ospedale, via libera ai 150 milioni. Leggi l’articolo del Gazzettino.

[yellow_box]Bilancio 2014: PD, nuovo ospedale di Padova nostra priorità

“Il Pd lo aveva messo tra le priorità di questo bilancio e l’obiettivo del finanziamento per la realizzazione del nuovo ospedale di Padova è stato finalmente raggiunto, malgrado le ampie assenze della maggioranza in aula”. Questo il commento del capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Lucio Tiozzo, assieme a Claudio Sinigaglia e Piero Ruzzante, rispettivamente vice presidenti della commissione Sociosanitaria e della commissione Bilancio.

L’aula ha approvato uno stanziamento di 150 milioni in tre anni. “Con il nostro voto abbiamo garantito questo risultato, che apre la strada per il concretizzarsi dell’opera, pur restando dell’idea che ci volessero più risorse da mettere subito a disposizione da parte della Giunta. Abbiamo agito con la convinzione che ogni mese di tempo perso in inutili chiacchiere, comprometta l’eccellenza della sanità regionale e della scuola di medicina padovana e del Veneto. L’attuale azienda ospedaliera produce infatti un disavanzo di 40 milioni all’anno, creando un grave danno all’erogazione dei Lea di tutta la Regione: ciò a causa della pessima ed obsoleta situazione strutturale dell’attuale ospedale di Padova. Per questo era irrinunciabile un intervento immediato. L’altro aspetto fondamentale è che con la decisione di oggi – concludono gli esponenti del Pd – si cerca di superare la procedura di project financing, evitando dunque che il progetto sia dei privati, con tutte le conseguenze in termini di lievitazione dei costi che già nel passato si sono viste con altri grandi ospedali in Veneto”.[/yellow_box]

Piano Casa, Pd presenta legge di modifica per ridare poteri ai Comuni

I consiglieri regionali del Partito Democratico hanno presentato una proposta di legge per rimediare a quello che definiscono “l’errore madornale” del terzo Piano casa, cioè lo scontro istituzionale in atto tra Regione e Comuni sulle competenze pianificatorie del territorio.

Tra gli stessi esponenti della maggioranza si sta facendo largo la convinzione che la nuova edizione del piano casa, così come è entrata in vigore il 30 novembre scorso, abbia leso l’autonomia dei Comuni e creato le premesse per una ulteriore compromissione del paesaggio, soprattutto nelle zone turistiche, montane e agricole – spiega il capogruppo Lucio Tiozzo – Per questo abbiamo presentato un progetto di legge, di soli tre articoli (più la dichiarazione d’urgenza), per correggere rapidamente le parti più controverse del provvedimento e ripristinare un corretto rapporto di rispetto e collaborazione istituzionale con i Comuni. Correggere una legge con un’altra legge rappresenta l’unica via possibile e la più veloce per rimediare al caos creato”.

Il primo dei tre articoli del testo del Pd cancella una delle norme più controverse del nuovo piano casa, cioè la possibilità di costruire e ampliare anche su un altro lotto distante sino a 200 metri in linea d’aria. Il secondo restituisce ai Comuni la facoltà di limitare l’attuazione del piano casa adottando, entro il 30 aprile 2014, specifici limiti di protezione nei centri storici e prevedendo che i cambi di destinazione d’uso passino al vaglio della programmazione urbanistica locale. Infine, con il terzo articolo, si propone un regime transitorio per accogliere e dare seguito alle domande di ampliamento/ristrutturazione che siano già pervenute alla data del il 31 gennaio.

Il piano casa è uno strumento valido e che abbiamo condiviso nelle sue precedenti edizioni – precisa il vicepresidente della commissione Urbanistica Bruno Pigozzo – Ciò che contestiamo è l’applicazione estensiva e centralistica che si è voluta dare con la terza edizione. Né condividiamo il tentativo del vicepresidente Marino Zorzato (il ‘padre’ del terzo piano casa) di aggirare l’ostacolo dello scontro tra Regione e Comuni con una circolare esplicativa: è come voler curare un trauma con un’aspirina. Le leggi non si correggono con le circolari, ma solo con una nuova legge”.

Per gli esponenti del Pd urge approvare in fretta la nuova legge, per evitare il rischio di impugnativa della norma da parte della Corte Costituzionale e restituire serenità e certezza del diritto alle amministrazioni comunali e agli operatori

Sul piano casa – di Claudio Sinigaglia

di Claudio Sinigaglia

Nuovo Piano Casa: consulta il testo

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Intervengo nel dibattito sul Piano Casa perchè ritengo sia utile fare alcune precisazioni, soprattutto sul ruolo dei Comuni. Riprendo proprio le ultime parole del consigliere Tesserin. Non è vero che i Sindaci o i Comuni sono preoccupati esclusivamente di incassare meno di fronte all’ampliamento o alla ristrutturazione di alcuni edifici. Non è questo il tema dominante. Io ero presente alla conferenza stampa di sabato dei Sindaci dei principali capoluoghi della nostra Regione, e posso assicurare che la preoccupazione più importante era legata al possibile aumento di volumetria che questa legge dà, che è superiore rispetto al Piano Casa precedente. Con l’articolo 2, infatti, possiamo arrivare tranquillamente al 45% di volumetria di ampliamento e, aggiungendo l’articolo 11 bis, che riguarda il superamento delle barriere architettoniche, a un ulteriore 40%. Quindi con l’articolo 2, più l’11 bis si può arrivare all’85% della volumetria in più.

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