Da Chiesanuova a Rubano: La strada statale 11 è in una situazione disastrosa

Venezia, 7 ago. 2018 – “Finora è andata bene perché non ci sono stati incidenti con conseguenze gravi, ma la situazione della Statale Padova- Rubano è semplicemente disastrosa per il cedimento del manto stradale per un tratto lungo almeno cinque chilometri. Ho presentato oggi una interrogazione a risposta immediata in merito: la Regione non deve restare inerte ma sollecitare il pronto intervento di Anas-Veneto Strade”.

Ne dà notizia il consigliere regionale del Partito Democratico, Claudio Sinigaglia, per il quale “la questione della sicurezza stradale è riemersa in maniera tragica in questi giorni. E la Padova- Rubano non fa eccezione, anzi. Si tratta di un’arteria importante, da dove transitano quotidianamente circa 45mila vetture, oltre ai mezzi pesanti e occorre una manutenzione conseguente”. “Il sedime stradale deve essere consolidato in fretta – aggiunge l’esponente dei Democratici – soprattutto nel tratto che va da Chiesanuova a Rubano, dove si è formato un avvallamento profondo oltre 20 centimetri”.

“Un manto in simili condizioni è un pericolo in primis per ciclisti e motociclisti, ma anche le auto rischiano di finire fuori strada – conclude Claudio Sinigaglia –  Zaia ha magnificato l’accordo Anas- Veneto Strade poiché avrebbe garantito una maggiore e migliore fruibilità delle infrastrutture da parte di cittadini e imprese. Un motivo in più per passare dalle parole ai fatti”.

“Non sarebbe anche il caso, vista la pericolosità, di proibire il passaggio del traffico pesante nel tratto da Chiesanuova a Rubano? Il traffico pesante potrebbe uscire tranquillamente a Grisignano di Zocco. Io penso proprio di sì e sollecito le due amministrazioni, Padova e Rubano, di prendere in considerazione la soluzione prospettata.”

Olimpiadi 2026 a Cortina, scelta che alla fine penalizza tutti!

Venezia 2 ago. 2018 –   “La candidatura unitaria è una scelta fatta per accontentare tutti, ma che rischia di avere l’effetto opposto, ovvero indebolire quella italiana. Questo accade quando la Politica impone le proprie logiche su quelle sportive”. Con queste parole, affidate a una nota, i consiglieri regionali del Partito Democratico, Stefano Fracasso e Claudio Sinigaglia, commentano “la candidatura unitaria ‘Torino-Milano-Cortina’ per le Olimpiadi invernali del 2026, ufficializzata ieri dal presidente del Coni”. “È stata partorita una decisione pilatesca – esordiscono il capogruppo PD in Consiglio regionale e il vicepresidente della Prima Commissione –  quando invece si doveva osare, e il risultato è sotto gli occhi di tutti. Non sappiamo chi avrà la governance dell’evento: Milano si è già sfilata, e anche Torino aveva detto che non sarebbe stata la ‘stampella’ di altre città. Zaia è soddisfatto? Sembra una candidatura spezzatino, anche Cortina ne esce marginalizzata”.Leggi tutto

Bollettino socio-economico del Veneto

La velocità con cui i fenomeni economici, socio-demografici e ambientali cambiano nella società richiede un monitoraggio continuo delle principali variabili che li caratterizzano per dare informazioni il più aggiornate possibili. A questo scopo si è realizzato un periodico trimestrale di analisi statistiche, il “Bollettino socio-economico del Veneto – I principali dati congiunturali”, che riporta e aggiorna gli indicatori di congiuntura maggiormente rappresentativi della situazione veneta e, in qualche caso, nazionale. Si è deciso quindi di effettuare un’analisi dei principali dati disponibili da fonti ufficiali, a livello mensile o trimestrale.
In allegato il numero di Luglio 2018 del fascicolo!

 

“Consumo di suolo, Veneto al primo posto in Italia per nuove cementificazioni e per le ‘sparate’ del suo Presidente. La nuova Legge regionale è totalmente inadeguata”

“I fatti, ancora una volta, battono la propaganda. Siamo la prima Regione per le ‘sparate’ del proprio Governatore, sempre più grosse e inverosimili, altro che ‘la prima in Italia con una Legge sul consumo di suolo a zero, avviando un percorso virtuoso’, come si vantava pochi mesi fa Zaia, con ‘riqualificazione, rigenerazione urbana e soprattutto bilancio zero della cubatura’. Le cose non stanno proprio così”. Con queste parole, affidate a una nota, il Gruppo consiliare del Partito Democratico commenta “il dossier dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra) sul consumo di suolo nel 2017”.

“Il Veneto si conferma al vertice, con un aumento del 12,35%, seconda solo alla Lombardia – esordisce il Gruppo PD – ma al primo posto per incremento di ettari, +1134. Come avevamo già denunciato, i grandi consumatori non sono stati toccati e continuano a imperversare. Chissà se l’Assessore Corazzari, dopo aver dichiarato che la Regione punta a rimanere sotto il limite fissato dall’Unione Europea, ha visto i numeri. Il report è impietoso: la superficie naturale è stata ridotta di altri 52 chilometri a livello nazionale, come se ogni due ore si costruisse una nuova Piazza Navona. E quasi il 25% della cementificazione avviene in aree soggette a vincoli paesaggistici”. “Per fermare questa deriva – spiegano i consiglieri Dem – servivano scelte diverse, non la Legge approvata nel giugno dello scorso anno.

Il consumo zero al 2050 resta un libro dei sogni. Si tratta, infatti, di un provvedimento totalmente inadeguato, viste le infinite deroghe per aree destinate a infrastrutture e servizi, varianti con lo Sportello Unico, cave, capannoni agricoli, Piano casa”. “Al contrario – prosegue la nota del Gruppo consiliare PD – mancano incentivi veri per quanto riguarda il recupero delle aree dismesse e la loro rigenerazione. I principi condivisibili della Legge devono fare i conti con le misure prese in concreto, inefficaci e che testimoniano l’incapacità programmatoria della Giunta e la sua mancanza di coraggio per invertire sul serio la tendenza”. “Altro che primo della classe – concludono i consiglieri regionali del Partito Democratico – Zaia dovrebbe finire, per l’ennesima volta, dietro la lavagna”.

Olimpiadi 2026 a Cortina: presentazione e studio di fattibilità

A settant’anni esatti dai Giochi del 1956, Cortina si ripropone come culla degli sport invernali, riportando la montagna al centro delle politiche di sviluppo del nostro paese e dell’Europa.

La proposta del territorio Dolomitico è ispirata da principi di massima sostenibilità economica, ambientale e sociale e intende dimostrare la possibilità concreta di conciliare standard organizzativi e di servizio elevati con l’iconicità e la delicatezza di un territorio già inserito nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.
Ben 7 discipline sportive saranno ospitate nella città Olimpica (record per le sedi invernali dal 1998), ma nessuna nuova struttura permanente verrà costruita appositamente per i Giochi. Solo la città di Bolzano, secondo un piano di sviluppo sportivo già impostato da Comune e Provincia Autonoma, intende costruire un nuovo impianto sportivo destinato non solo ad ospitare eventi sportivi, ma anche tutta una serie di funzioni amministrative, mediche e di allenamento, con il chiaro intento di diventare il polo nazionale di riferimento per tutte le discipline del ghiaccio.ù

Nell’allegato alla pagina troverete il pdf con tutti i dettagli, in particolare la lista di sport e strutture coinvolte nel progetto!

Monselice, emergenza diossina: quali misure dalla Regione?

A Monselice, nei pressi della scuola elementare “Giorgio Cini” e vicino alla scuola materna “Tortolini” sono state rilevate dall’Arpav concentrazioni di Diossina superiori ai limiti di legge. La causa non è nota, ma potrebbero influire anche i tre cementifici della zona dei Colli, che per anni hanno funzionato anche contemporaneamente.

Ora la Regione, e in particolare Luca Coletto, risponde, all’interno dell’allegato all’articolo, all’interrogazione consiliare riguardante le misure e le precauzioni di sanità pubblica intraprese per proteggere la popolazione di Monselice.

Colli, nuova proposta di legge sull’area termale

Una nuova proposta di legge (PDL 253), con lo scopo di promuovere il patrimonio termale della zona dei Colli Euganei.

La proposta di legge, varata dalla quinta commissione, andrà a coinvolgere molteplici aspetti del bacino termale… In primis la ricerca scientifica, soprattutto nell’area della Medicina Termale, e la regione si impegnerà a stanziare circa 60 mila euro a questo scopo.

Altri capitoli riguardano invece la promozione turistica ma soprattutto la promozione “ecologica” (come ad esempio il riutilizzo delle acque reflue a fini geotermici).

Parchi in aula, il Pd all’attacco: legge neo-centralista

VENEZIA E’ convocata per martedì alle 10.30 la seduta del Consiglio regionale in cui sarà messo ai voti il progetto di riforma dei Parchi. “E’ una legge finta con cui viene istituzionalizzato il commissariamento. camuffando il nome” attaccano Graziano Azzalin e Claudio Sinigaglia del Partito Democratico, che venerdì sera a Monselice hanno affrontato il tema in un incontro con sindaci, associazioni e cittadini. Intanto anche Coldiretti chiede una correzione del testo.

In particolare i dem contestano le nuove modalità di designazione del vertici degli enti di gestione. “Avremo una centralizzazione delle decisioni- affermano Azzalin e Sinigaglia – che rappresenta un unicum nel panorama italiano. La Giunta designerà tre membri della Comunità (ex Consiglio) e due del nuovo Consiglio, mentre il governatore sceglierà direttamente il presidente, che prima veniva eletto. Tra l’altro vengono contraddetti i principi della legge 394 sulle aree protette, laddove il tanto vituperato centralismo romano mette un solo rappresentante, mentre gli altri sono decisi dalle Regioni interessate”.

Secondo il Pd queste modifiche contraddicono i principi dell’autonomia sostenuti dal governatore Luca Zaia e dalla sua maggioranza. «Le nomine – dichiara la forza di opposizione – si tramuteranno in una spartizione di posti, i parchi diventeranno dei neo-postifici per gli amici degli amici. Questa legge farlocca sulla governance contraddice, tra l’altro, anche il progetto iniziale presentato dalla Giunta, tanto valeva lasciare il commissario. La nostra manovra emendativa sarà tesa a riequilibrare i poteri, puntando sulla valorizzazione e la responsabilirzazione del territorio.

All’interno della Comunità devono esserci anche rappresentanti della Provincia, delle associazioni ambientaliste e delle categorie produttive e dovrà essere la stessa Comunità a indicare la rosa di candidati da cuii scegliere il presidente”.

GLI AGRICOLTORI Negli emendamenti confida anche Coldiretti Veneto. L’associazione di categoria “Nel riaffermare la necessità di un riconoscimento del ruolo dell’agricoltura nella gestione dei parchi, con la presenza dl un rappresentante del settore primario indicato dalle organizzazioni maggiormente rappresentative” rileva che questo passo “segnerebbe una svolta nella gestione rispetto al passato, in cui il settore agricolo era solo spettatore, subendo più che altro i vincoli pur rappresentando l’elemento principale di valorizzazione della biodiversità”.