Scuole a pezzi e senza fondi, ma grazie alla Regione hanno il presepe

Perché limitarsi. Cinquantamila euro per incentivare le scuole pubbliche e private della regione a fare il presepio non sono molti (al massimo 250 euro a istituto ma in Veneto ci sono 5 mila scuole, se tutte insistono vien fuori 10 euro a testa) ma sono qualcosuccia. E dove vogliamo mettere la santa Pasqua? Uova di cioccolata per tutti ché non sarà un simbolo religioso da tutelare dagli invasori ma è simbolo di vita e rinascita e in qualche modo c’entra.E la domenica delle Palme? Perché non stanziare un tot acciocché i prèsidi acquistino tir di rami d’ulivo da distribuire a tutti gli studenti? E la festività dei morti? Crisantemi in tutte le scuole di ordine e grado, paga la Regione.

Per mantenere salde le tradizioni religiose vale la pena spendere 50 mila euro ché sennò i piccoli cinesi, i ragazzini di famiglie musulmane, protestanti, buddiste, induiste, animiste, laiche o atee dure e pure, schierati in formazione compatta a testa d’ariete, fanno polpette delle nostre feste religiose.Per fortuna ci pensa la Regione leghista, che del Veneto si occupa e soprattutto si preoccupa. Crocefissi appiccicati sui muri di scuole e edifici pubblici, perché da queste parti l’appartenenza religiosa è spartiacque, o sei di qua o di là, e fa parecchia differenza; e presepi come piovesse negli androni delle scuole. C’erano anche prima, mica dappertutto, ma c’erano: fatti spontaneamente con le manine o manone degli alunni magari insieme ai genitori o ai prof. Volendo. Metti che uno portava la culla col bambinello, un altro l’asino, quell’altro le palme e via andare. Così, frutto di collaborazione improvvisata ma che funziona. Oppure vai con la cartapesta, con i tappi di sughero, il materiale riciclato e tutti in classe a darci dentro con colla e colori. Parrebbe più creativo, meno dispendioso e più, come dire, facile. Chi vuole lo fa, chi non vuole non lo fa e in ogni caso nessuno, di qualsivoglia altra religione, si è mai offeso davanti ad un presepe.Leggi tutto

Firmata sabato 3 novembre a Villa Giusti, a Padova, la dichiarazione ‘Veneto terra di pace’

Venezia, 5 nov. 2018  – Sabato 3 novembre, a Villa Giusti, a Padova, dove cento anni fa venne siglato l’Armistizio che ha posto fine alla Prima Guerra Mondiale, è stata firmata la dichiarazione ‘Veneto terra di pace’, di cui alla L.R. n. 35/2018. Così il Presidente del Consiglio regionale, Roberto Ciambetti, che ha portato i saluti istituzionali e ha firmato la dichiarazione per conto del Consiglio regionale: “Siamo qui oggi a dare concretezza alla Legge ‘Veneto, terra di pace’, una normativa che è stata votata all’unanimità dal Consiglio regionale e significativamente firmata dalle istituzioni venete a Villa Giusti, a Padova, cento anni dopo la firma dell’Armistizio.

La città del Santo, infatti, è stata crocevia della logistica sanitaria nelle retrovie. 1300 studenti della Facoltà di Medicina si sono formati e hanno prestato la propria opera qui, nelle retrovie, 912 bombe sono state sganciate sul centro di Padova con 130 vittime tra la popolazione civile. A Padova abbiamo avuto la sintesi di temi che sarebbero diventati prioritari nei conflitti successivi, fino ai giorni nostri: la difficoltà e  complessità del servizio medico sanitario, la devastazione del territorio, l’assistenza ai civili e ai profughi, l’elevato numero di vittime tra la popolazione civile, la devastazione del patrimonio edilizio e culturale, le drammatiche ricadute nella società degli anni immediatamente successivi. Il Veneto è stata l’unica regione italiana ad essere stata interessata dalla guerra dal primo all’ultimo giorno del conflitto. Ma i veneti hanno nel loro cuore la pace e la bandiera veneta è l’unico gonfalone istituzionale a contenere la parola pace”. Leggi tutto

Il vento stravolge le Dolomiti, ferita la foresta degli Stradivari Un milione e mezzo di abeti sradicati.

Il vento stravolge le Dolomiti, ferita la foresta degli Stradivari
Un milione e mezzo di abeti sradicati. Danni anche a quelli usati per i violini
DI ANDREA SELVA 

Il vento ha abbattuto in poche ore più alberi di quanti ne possano tagliare tutti i boscaioli del Trentino in tre anni. «Un milione e mezzo di metri cubi di legname», hanno calcolato i tecnici dell’ufficio foreste della Provincia autonoma di Trento, che corrispondono ad altrettanti alberi, probabilmente di più, dato che si tratta di piante giovani e ancora sottili.
È accaduto lunedì sera su numerosi versanti del Trentino, ma in particolare in valle di Fiemme, dove ci sono magnifiche foreste di abete rosso, il tipico albero di Natale delle Dolomiti, e nel Parco di Paneveggio, dove anche Stradivari sceglieva gli alberi migliori per i suoi violini. Era il terzo giorno di maltempo, tra frane e fiumi grossi, quando il vento ha cominciato a soffiare con raffiche fino a 120 chilometri orari che hanno sollevato gli alberi come se fossero fiammiferi.Leggi tutto

Bacino termale euganeo: mille lavoratori degli alberghi costretti a rinunciare al tempo indeterminato

Venezia 19 ott. 2018 –    “Mille lavoratori assunti a tempo indeterminato, rischiano di restare a reddito zero nel periodo di chiusura forzata delle strutture alberghiere del Bacino termale euganeo in quanto l’Inps nega l’erogazione del Fondo d’integrazione salariale (Fis). L’alternativa, per ottenere gli ammortizzatori sociali, è il passaggio a contratti a termine. In ogni caso, per i lavoratori, è una pesante penalizzazione: cosa intende fare la Regione per evitarlo?”. Lo chiede il consigliere regionale del Partito Democratico Claudio Sinigaglia, che informa “di aver presentato sulla questione una interrogazione a risposta immediata”.Leggi tutto

Approvato all’unanimità il Pdl “Veneto, terra di pace”: il testo completo

Sinigaglia (PD): “Alla firma la dichiarazione Veneto, terra di Pace.Non è solo un valore da enunciare, ma un percorso da costruire.  E la politica ha un ruolo fondamentale: quando la parola passa alle armi, significa che ha fallito”

Via libera all’unanimità da parte del Consiglio regionale al Pdl ‘Veneto, terra di pace’ presentato dal Partito Democratico in occasione delle celebrazioni per il Centenario della fine della Grande Guerra. “La pace non è solo un valore da enunciare, anche in maniera enfatica, ma un percorso da costruire. Proprio come la libertà – commenta il consigliere dem Claudio Sinigaglia, primo firmatario e relatore in aula del provvedimento – La nostra proposta prevede oltre a un percorso di dialogo permanente per una duratura pace, anche una dichiarazione da inviare agli Stati che hanno combattuto nella Grande Guerra, da sottoporre alla firma dei Comuni capoluogo di provincia, Anci, Università e a tutte le istituzioni e associazioni civili e religiose del Veneto. La firma della dichiarazione Veneto terra di pace avverrà a villa Giusti, dove 100 anni fa si firmò l’armistizio. Un luogo simbolico dove riproporre e rafforzare il n bagaglio importante di politiche attive della nostra Regione per quanto riguarda la solidarietà, la lotta alle ingiustizie sociali, la convivenza tra i popoli: dobbiamo rilanciarle”.Leggi tutto

PSR (Programma di Sviluppo Rurale del Veneto): avanti tutta!

Prosegue a ritmo costante l’avanzamento del PSR 2014-2020. La Regione del Veneto si conferma davanti a tutte le altre regioni in termini di spesa e sta conseguendo con netto anticipo i target intermedi richiesti dalla programmazione europea. La Giunta Regione del Veneto ha infatti approvato in via definitiva, con deliberazione n. 1458 dell’8 ottobre 2018, la versione 7.1 del PSR Veneto 2014-2020. Il testo aggiornato del PSR comprende le modifiche approvate dalla Commissione europea con la decisione C (2018) 6012 dello scorso 12 settembre.

E’ previsto inoltre un concorso di idee per avvicinare i giovani al Programma di Sviluppo Rurale del Veneto e alle politiche regionali, nazionali e comunitarie di tutela e promozione del settore primario. È questo l’obiettivo del bando “Il PSR Veneto per i giovani” rivolto agli studenti delle classi quarta e quinta degli istituti agrari del Veneto per far conoscere il Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 e le sue opportunità.  (Clicca qui per approfondire il concorso)

32.000 domande finanziate

Al termine dello scorso settembre erano state finanziate 32.108 domande, e di queste, 28.800 risultavano già chiuse. La maggior parte delle domande finanziate riguarda la misura agro-climatico-ambientale (10) e quella per le indennità compensative in zona montana (13), che insieme registrano oltre 22.000 domande. Consistente, però, anche l’apporto delle domande finanziate per gli investimenti in agricoltura (3.046) e per quelli nel settore forestale (2.775).Leggi tutto

Grande Guerra e medaglia d’oro per Padova approvata la mozione

“Il voto unanime del Consiglio è una bella notizia, mi auguro che la Giunta ne prenda atto e sostenga attivamente la richiesta di conferimento a Padova della Medaglia d’oro al merito della sanità pubblica per quanto fatto nel campo didattico e assistenziale durante la tragedia della Grande Guerra”. A dirlo è Claudio Sinigaglia, consigliere regionale del Partito Democratico, dopo l’approvazione all’unanimità della mozione di cui era il primo firmatario, sottoscritta da tutto il gruppo e poi, trasversalmente, da altri colleghi.

 

Riconoscimento doveroso
“Nell’ambito delle celebrazioni per il Centenario della fine del conflitto, credo sia un riconoscimento doveroso. Negli anni del conflitto Padova assunse il ruolo di ‘città ospedale’: vennero ricoverati e assistiti complessivamente 170mila feriti, provenienti soprattutto dai fronti del Vicentino, del Trentino e del Carso e allestiti migliaia di posti letto, fino a 14mila, dislocati tra gli ospedali di Santa Giustina, Santa Croce, scuola Selvatico, Civile, Seminario, scuola Ardigò, scuola Arria, Reggia Carrarese, Istituto Camerini Rossi e Fatebenefratelli. Inoltre arrivarono in città più di 1.300 studenti di medicina per frequentare i corsi dell’università e della scuola medica d’emergenza istituita a San Giorgio di Nogaro, nella Bassa friulana. Adesso la palla passa alla Giunta: supporti in maniera fattiva la richiesta del Comitato padovano, sorto proprio in occasione della ricorrenza del Centenario della Grande Guerra per conferire la Medaglia d’oro al merito della sanità pubblica. È un gesto minimo di ringraziamento alla città e il riconoscimento di un valore che ha sempre caratterizzato il Veneto come terra di pace e di fratellanza”.