PSR (Programma di Sviluppo Rurale del Veneto): avanti tutta!

Prosegue a ritmo costante l’avanzamento del PSR 2014-2020. La Regione del Veneto si conferma davanti a tutte le altre regioni in termini di spesa e sta conseguendo con netto anticipo i target intermedi richiesti dalla programmazione europea. La Giunta Regione del Veneto ha infatti approvato in via definitiva, con deliberazione n. 1458 dell’8 ottobre 2018, la versione 7.1 del PSR Veneto 2014-2020. Il testo aggiornato del PSR comprende le modifiche approvate dalla Commissione europea con la decisione C (2018) 6012 dello scorso 12 settembre.

E’ previsto inoltre un concorso di idee per avvicinare i giovani al Programma di Sviluppo Rurale del Veneto e alle politiche regionali, nazionali e comunitarie di tutela e promozione del settore primario. È questo l’obiettivo del bando “Il PSR Veneto per i giovani” rivolto agli studenti delle classi quarta e quinta degli istituti agrari del Veneto per far conoscere il Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 e le sue opportunità.  (Clicca qui per approfondire il concorso)

32.000 domande finanziate

Al termine dello scorso settembre erano state finanziate 32.108 domande, e di queste, 28.800 risultavano già chiuse. La maggior parte delle domande finanziate riguarda la misura agro-climatico-ambientale (10) e quella per le indennità compensative in zona montana (13), che insieme registrano oltre 22.000 domande. Consistente, però, anche l’apporto delle domande finanziate per gli investimenti in agricoltura (3.046) e per quelli nel settore forestale (2.775).Leggi tutto

Grande Guerra e medaglia d’oro per Padova approvata la mozione

“Il voto unanime del Consiglio è una bella notizia, mi auguro che la Giunta ne prenda atto e sostenga attivamente la richiesta di conferimento a Padova della Medaglia d’oro al merito della sanità pubblica per quanto fatto nel campo didattico e assistenziale durante la tragedia della Grande Guerra”. A dirlo è Claudio Sinigaglia, consigliere regionale del Partito Democratico, dopo l’approvazione all’unanimità della mozione di cui era il primo firmatario, sottoscritta da tutto il gruppo e poi, trasversalmente, da altri colleghi.

 

Riconoscimento doveroso
“Nell’ambito delle celebrazioni per il Centenario della fine del conflitto, credo sia un riconoscimento doveroso. Negli anni del conflitto Padova assunse il ruolo di ‘città ospedale’: vennero ricoverati e assistiti complessivamente 170mila feriti, provenienti soprattutto dai fronti del Vicentino, del Trentino e del Carso e allestiti migliaia di posti letto, fino a 14mila, dislocati tra gli ospedali di Santa Giustina, Santa Croce, scuola Selvatico, Civile, Seminario, scuola Ardigò, scuola Arria, Reggia Carrarese, Istituto Camerini Rossi e Fatebenefratelli. Inoltre arrivarono in città più di 1.300 studenti di medicina per frequentare i corsi dell’università e della scuola medica d’emergenza istituita a San Giorgio di Nogaro, nella Bassa friulana. Adesso la palla passa alla Giunta: supporti in maniera fattiva la richiesta del Comitato padovano, sorto proprio in occasione della ricorrenza del Centenario della Grande Guerra per conferire la Medaglia d’oro al merito della sanità pubblica. È un gesto minimo di ringraziamento alla città e il riconoscimento di un valore che ha sempre caratterizzato il Veneto come terra di pace e di fratellanza”.

Veneto, terra di pace – la mozione

Sinigaglia (PD): “‘Veneto, terra di pace’. Proposta di Legge del PD. In occasione del Centenario dell’Armistizio, rilanciamo un impegno internazionale per una duratura convivenza tra i popoli”

Venezia, 17 set. 2018  – “Chi vuole la pace, prepari la pace. Le celebrazioni conclusive per i 100 anni dalla fine della Grande Guerra rappresentano un’occasione per rilanciare, da Villa Giusti, dove venne firmato l’Armistizio, un impegno internazionale per la costruzione di una duratura convivenza tra popoli”.

Con queste parole, il consigliere regionale del Partito Democratico, Claudio Sinigaglia, informa “di essere primo firmatario di una Proposta di Legge intitolata ‘Veneto, terra di pace’, presentata dai consiglieri regionali del Partito Democratico, con la quale il PD vuole promuovere la pace tra i popoli, in occasione del Centenario della fine della Prima Guerra Mondiale”.Leggi tutto

Pedemontana, le incognite per il bilancio della Regione

Il gruppo del Pd ha analizzato i diversi contratti di concessione elaborati dal 2009
Il rendimento sul capitale di Sis è stato alzato, ma i rischi per la società sono scesi

La Pedemontana Veneta è un regalo ai privati di Sis? La settimana scorsa il nostro giornale ha alzato il velo sul rendimento dato al concessionario privato, 5,6 miliardi di utili nei 39 anni di gestione. E in Quarta Commissione il Pd ha voluto portare nuovi elementi.

Le criticità
Secondo un’analisi fatta dal Gruppo dei Dem in Regione, confrontando gli accordi tra concedente e concessionario nelle diverse redazioni del 2009, 2013 e 2017, emerge una situazione molto favorevole al concessionario e potenzialmente molto rischiosa per i conti del bilancio regionale.

«In Quarta Commissione – spiega il capogruppo del Pd in Consiglio Regionale Stefano Fracasso – la commissaria Pellegrini ha riconosciuto di fronte alle nostre puntualizzazioni che la remunerazione del capitale di rischio è elevato. Aggiungendo però che si tratta di contratti precedenti. Nella revisione della concessione la diminuzione dell’investimento in capitale avrebbero dovuto prevedere una diminuzione e non un aumento del rendimento. Ciò detto Anac e Corte dei Conti hanno avallato l’operazione e quindi discutere non ha molto senso». Anche se avverte Fracasso, «tutto questo sta in piedi sulla base di previsioni di traffico con tassi di incremento molto elevati. Come andrà lo vedremo dopo cinque anni dall’apertura dell’infrastruttura, non credo prima». E se i livelli di traffico fossero inferiori? «O si alzeranno i pedaggi o li metterà la Regione, finanziandoli a debito sul bilancio».Leggi tutto

Parco dei Colli, la stupefacente risposta dell’assessore

SALVIAMO IL PARCO COLLI EUGANEI

Ecco la stupefacente risposta dell’assessore Corazzari alle provocazioni di Berlato che ha descritto il Parco Colli come il parco dei vincoli e delle inopportunità…

Berlato, Barison, l’assessore Corazzari vogliono smantellare il Parco Colli… faremo di tutto per impedirglielo… dopo la recente approvazione della legge sui parchi che consente a Zaia il commissariamento totale reagiremo come sempre dal basso per impedire lo stupro del Parco Colli.

Ass.re Cristiano CORAZZARI
Grazie, Presidente.
Rispetto alle sollecitazioni che mi sono pervenute dal consigliere Berlato, vorrei rassicurarlo sul fatto che sono state assunte le indicazioni del territorio così come avevamo previsto nella norma di legge e da queste sono state appunto prese quelle indicazioni che vanno a rideterminare alcuni ambiti del Parco con la riclassificazione da area parco ad area contigua.
Pertanto sarà mia cura nel più breve tempo possibile – gli Uffici stanno lavorando su questo – portare le relative delibere, le quali arriveranno poi al Consiglio regionale con le determinazioni conseguenti alle indicazioni del territorio.
Abbiamo voluto appunto essere assolutamente rigorosi nel seguire le indicazioni degli amministratori locali del territorio che, con degli atti formali, ci hanno indicato quelle che sono le osservazioni al perimetro esistente: io penso che questo sia un metodo che da un lato non mortifica l’istituzione del Parco, ma altrettanto dà la giusta dignità alle comunità locali, che penso siano state anche valorizzate nella recente legge sulla governance dei Parchi che ha visto quindi una maggiore condivisione nella gestione dei Parchi a soggetti che prima ne erano completamente avulsi o estromessi.
Penso che questo sia un approccio che potrà rafforzare i nostri Parchi per il futuro, individuandoli solamente non come elemento di vincolo o di problematica, rispetto a chi vi vive e lavora, ma che possano finalmente divenire anche un’opportunità nell’ottica di uno sviluppo sostenibile tra le attività umane e la salvaguardia dell’ambiente.

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Quali misure in Veneto per garantire la sicurezza di ponti, cavalcavia e strade e prevenire le stragi?

Venezia 21 ago. 2018 – “Chiediamo al Presidente della Giunta regionale e all’Assessora alla Mobilità di conoscere nel dettaglio l’elenco dei 14 ponti individuati da Veneto Strade come bisognosi di consolidamento statico, nonché l’elenco di tutti i cavalcavia e dei ponti del Veneto, specificando la loro età, lo stato di conservazione, i lavori di manutenzione svolti e programmati, i responsabili della sicurezza e manutenzione per ciascuna struttura”. Questa la richiesta presentata in una interrogazione scritta alla Giunta dai consiglieri Pd Andrea Zanoni (primo firmatario), Stefano Fracasso, Orietta Salemi, Graziano Azzalin, Alessandra Moretti, Claudio Sinigaglia, Bruno Pigozzo e Francesca Zottis e sottoscritta anche dalla consigliera Cristina Guarda della Lista Moretti. “Il crollo del ponte Morandi di Genova”, spiegano i firmatari, “è stato il più grave di una serie di cedimenti strutturali che hanno riguardato in tempi recenti ponti e cavalcavia in varie parti d’Italia.

L’elenco è inquietante: basti citare il cavalcavia della tangenziale di Fossano, collassato sopra a un’auto dei carabinieri nell’aprile del 2017; il cavalcavia sull’A14 a Camerano, che nel marzo del 2017 cedette schiacciando l’auto di due sfortunati coniugi; il cavalcavia crollato nell’ottobre del 2016 sulla statale 36 Milano-Lecco, dove un tir, cadendo sul tratto di strada sottostante, schiacciò due auto. Dopo l’immane tragedia di Genova è evidente che non può più essere rinviato un accurato censimento di tutti i vecchi ponti e cavalcavia, che verifichi le manutenzioni eseguite e il grado di conservazione e sicurezza delle strutture. Assieme a queste verifiche devono essere resi pubblici i nomi delle società responsabili delle manutenzioni e i relativi contratti e convenzioni. La manutenzione e la sicurezza delle infrastrutture esistenti deve essere assunta come priorità assoluta, rispetto alla realizzazione di nuove grandi opere costosissime per la collettività e in taluni casi, anche in Veneto, di dubbia utilità”.Leggi tutto

Slittano i fondi del Bando Periferie, a rischio 18 milioni per Padova

 

“Lo stop di Lega e M5s al bando periferie dei governi Renzi e Gentiloni, per riqualificare le aree più difficili delle nostre città, è uno schiaffo ai cittadini e un danno ai Comuni”. A far scoppiare il caso – con questa dichiarazione – è stato un gruppo di deputati del Partito democratico. “Nel silenzio degli emendamenti del decreto Milleproroghe – questa la denuncia – il governo di Salvini e Di Maio blocca il primo intervento di carattere strutturale per mettere mano alle periferie italiane. Un piano per cui 120 Comuni e Città metropolitane hanno ricevuto fondi per poter intervenire in situazioni come Corviale a Roma, Scampia a Napoli, l’hinterland milanese”. In poche ore esplode la polemica. E interviene anche l’ex presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni: “L’ossessione di smontare le decisioni dei governi precedenti ora prende di mira le periferie. Togliere i soldi alle città per ripicca politica sarebbe una follia”.Leggi tutto