Report della Regione Veneto sulla violenza contro le donne

Sono 40 le strutture in Veneto (Case rifugio, centri antiviolenza e case di secondo livello) dedicate alla tematica della violenza sulle donne. 

Il numero totale delle donne prese in carico per ambito provinciale nell’anno 2016 che ammonta a 2.711 persone (2.637 nel 2015). Questo dato rapportato al totale della popolazione femminile residente in Veneto, indica che una donna ogni 900 residenti circa risulta essere presa in carico dalle strutture per l’avvio di un percorso di uscita dalla violenza.

Nel corso del 2016, sono stati registrati più di 5.300 contatti per il “Servizio di ascolto (telefonico o non) prima della presa in carico della donna”, con un aumento delle segnalazioni e/o richieste di informazioni rispetto all’anno precedente (4.500 contatti nel 2015). Rapportando questo dato con quello della popolazione femminile residente in Veneto, si può stimare una segnalazione e/o richiesta ogni 473 donne residenti.

Infine, va precisato che nel 2016 i nuovi casi di donne prese in carico sono stati 1.989 (1.907 nel 2015). Confrontando tale dato con il numero di 5.318 contatti al Servizio di ascolto si può stimare che circa un contatto su tre (37%) si traduce in una effettiva presa in carico da parte delle strutture.

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Che impresa ragazzi!

Voglio usare i toni epici, perché si è trattato di una vera e propria impresa.

Fin dall’inizio.

1 – I consiglieri di minoranza hanno sfiduciato e mandato a casa Bitonci, aggregando il malcontento dell’allora maggioranza bitonciana in un percorso capace di affrontare la sfida elettorale. Forza Italia si è divisa e una parte ha sostenuto Giordani; l’ennecidi, Barbara Degani, Alessandra Brunetti e Foresta si sono smarcati e collocati con noi.  E’ stato il frutto del lavoro anche dei nostri consiglieri comunali, che vanno ringraziati per l’urto decisivo che hanno saputo dare al traballante Bitonci. Alcuni allora commentavano: ma perché l’avete mandato a casa se non avete pronto un progetto alternativo? State andando al massacro. E invece…

2 – Ecco il progetto alternativo: Giordani che  da alcuni mesi che stava cullando l’idea di presentare un progetto civico per Padova e che ha condiviso il percorso con il PD cercando di aggregare le forze politiche di centro e di centro sinistra, le categorie economiche e sociali, il mondo cattolico e dei sindacati… il PD si becca l’accusa di aver costruito un candidato calato dall’alto, ed in parte la comunicazione iniziale dà questa impressione, ma i fatti dimostreranno poi quanto sia autonomo e popolare  il nostro Sergio.

3 – Il PD è alle prese con la pesantissima sconfitta referendaria e, dopo poco tempo, con l’ancora più dolorosa scissione. Eppure trova la forza e la determinazione di mandare avanti il progetto civico di Giordani, rinunciando addirittura allo strumento identitario delle primarie pur di salvaguardare e non soffocare le potenzialità del candidato Sindaco.Leggi tutto

Giordani e Lorenzoni, due torri per il nuovo ospedale di Padova

Un ospedale nuovo realizzato in via Giustiniani, due torri (una medica e l’altra chirurgica), 1.400 posti letto, 2 mila nuovi parcheggi, e un costo di 200 milioni. Sergio Giordani e Arturo Lorenzoni svelano le carte rendendo pubblico uno studio di fattibilità per il nuovo su vecchio. Anche se «è solo una proposta, la decisione finale le prenderemo assieme agli enti interessati», chiariscono. «C’è un candidato che vuole spendere 600 milioni per la follia di San Lazzaro. E avere così due ospedali a Padova. Quanta confusione! Vuole una medicina di serie A e una di serie B?», attacca l’imprenditore.

«L’ospedale è parte di un ecosistema urbano. Lo spostamento provocherebbe danni gravissimi», aggiunge il professore. Un tandem, quello tra Giordani e Lorenzoni, che appare sempre più affiatato: «Più tardi andremo ad occupare case. E poi tutti al centro sociale», ironizzano in coppia contro le accuse di estremismo che arrivano dal rivale Massimo Bitonci: «Ma vi pare una persona seria uno che cerca di dipingere gli avversari come estremisti dicendo una marea di bugie?».Leggi tutto

Comunali, l’analisi del voto

Secondo l’analisi effettuata dall’Istituto Cattaneo, la sfida maggioritaria nel voto, almeno al Nord, ha assunto una conformità assai più simile a quella di qualche anno fa, quando il M5s non era ancora forza di prima grandezza a livello nazionale. Per lo meno a livello comunale, ed esclusivamente in riferimento ai comuni qui analizzati, quella che era pronosticata come una competizione chiaramente tripolare ha visto il riaffermarsi delle coalizioni, per così dire, tradizionali (centrodestra e centrosinistra) e la marginalizzazione del partito dei cinquestelle, che perde anche l’unico comune superiore (Mira) che amministrava dal 2012. Infine, l’ultimo tema sul quale intendiamo soffermarci ha a che fare con i risultati di lista. Nuovamente, la comparazione è doppia: sia rispetto alle comunali del 2012, sia in riferimento alle politiche del 2013.

Da questo punto di vista, il Pd ha lievemente peggiorato il risultato del 2012, perdendo 1,7 punti percentuali rispetto alle precedenti amministrative, e ha fatto assai peggio che non alle ultime politiche, con 9,3 punti in meno rispetto al dato di febbraio 2013. Il vero sconfitto di questa tornata di comunali è tuttavia il M5s, che è tornato sulle posizioni di cinque anni fa, quando ancora non si era affermato a livello nazionale quale forza politica di prima grandezza. Se, da un lato, i cinquestelle sostanzialmente ricalcano il risultato proporzionale conseguito alla precedente tornata di amministrative (avendo guadagnato appena 0,8 punti sul risultato 2012), il confronto con le politiche è d’altro canto impietoso: nelle cinque regioni qui analizzate, il calo per il M5s è infatti stato pari a 14,9 punti percentuali (dal 25,3% al 10,4%). In termini assoluti, nei 55 comuni qui analizzati i voti persi dal partito di Grillo tra 2013 e 2017 sono stati oltre 300.000.

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Le modifiche in arrivo al Codice Penale e all’ordinamento giudiziario

La legge, approvata alla Camera dei deputati in via definitiva, modifica in maniera definitiva l’ordinamento penale, sia sostanziale sia processuale, nonché l’ordinamento penitenziario.

Il provvedimento, approvato dal Senato in data 15 marzo 2017, è sostanzialmente il risultato della unificazione in un unico testo, oltre che di una pluralità di disegni di legge di iniziativa di senatori, di due progetti di legge già approvati dalla Camera: nel disegno di legge del Governo è stata innestata la proposta di legge, approvata il 24 marzo 2015.

Come sottolineato dalla relatrice Donatella Ferranti (PD), «il provvedimento in esame è il risultato di un approfondito lavoro avviato tre anni orsono dalla Camera dei deputati e proseguito dal Senato, che affonda le proprie radici nei lavori di quattro Commissioni ministeriali di studio (le cosiddette Commissioni Riccio, Fiorella, Canzio e Giostra)».

Sul piano del diritto sostanziale, oltre all’introduzione di una nuova causa di estinzione dei reati perseguibili a querela, a seguito di condotte riparatorie, il provvedimento interviene sulla disciplina di alcuni gravi reati contro il patrimonio, furto in abitazione e scippo, rapina ed estorsione, inasprendone il quadro sanzionatorio. Particolarmente significativa è poi la modifica alla disciplina della prescrizione. A questo proposito, si ricorda che l’Italia è stata da tempo messa in mora dall’OCSE per i ritardi nell’approvazione di una riforma della disciplina della prescrizione, volta a ridurre il rischio di vedere nei tre gradi di giudizio prescritti non solo delitti rilevanti ed odiosi, quali quelli in materia di corruzione, ma anche contravvenzioni, ad esempio come quelle in materia ambientale.Leggi tutto

Approvata la nuova Legge Regionale sul consumo del suolo

Consumo del suolo in Veneto: è stata approvata dal consiglio Regionale del Veneto la nuova legge sul Consumo del Suolo, a tredici anni dall’entrata in vigore della legge regionale 23 aprile 2004, n. 11 “Norme per il governo del territorio e in materia di paesaggio”. 

Nel testo sono presenti però troppe deroghe, che contravvengono al principio di tutela del Suolo e dell’Ambiente…

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DISPOSIZIONI PER IL CONTENIMENTO DEL CONSUMO DI SUOLO E MODIFICHE DELLA LEGGE REGIONALE 23 APRILE 2004, N. 11 “NORME PER IL GOVERNO DEL TERRITORIO E IN MATERIA DI PAESAGGIO”

  • CAPO I – Contenimento del consumo di suolo, riqualificazione, rigenerazione e miglioramento della qualità insediativa
  • CAPO II – Modifiche della legge regionale 23 aprile 2004, n. 11 “Norme per il governo del territorio e in materia di paesaggio” e relative disposizioni transitorie applicative

Centenario della Grande Guerra, Padova “Città della Pace”

«Il presidente Mattarella venga a Padova nel 2018»