Parco dei Colli, la stupefacente risposta dell’assessore

SALVIAMO IL PARCO COLLI EUGANEI

Ecco la stupefacente risposta dell’assessore Corazzari alle provocazioni di Berlato che ha descritto il Parco Colli come il parco dei vincoli e delle inopportunità…

Berlato, Barison, l’assessore Corazzari vogliono smantellare il Parco Colli… faremo di tutto per impedirglielo… dopo la recente approvazione della legge sui parchi che consente a Zaia il commissariamento totale reagiremo come sempre dal basso per impedire lo stupro del Parco Colli.

Ass.re Cristiano CORAZZARI
Grazie, Presidente.
Rispetto alle sollecitazioni che mi sono pervenute dal consigliere Berlato, vorrei rassicurarlo sul fatto che sono state assunte le indicazioni del territorio così come avevamo previsto nella norma di legge e da queste sono state appunto prese quelle indicazioni che vanno a rideterminare alcuni ambiti del Parco con la riclassificazione da area parco ad area contigua.
Pertanto sarà mia cura nel più breve tempo possibile – gli Uffici stanno lavorando su questo – portare le relative delibere, le quali arriveranno poi al Consiglio regionale con le determinazioni conseguenti alle indicazioni del territorio.
Abbiamo voluto appunto essere assolutamente rigorosi nel seguire le indicazioni degli amministratori locali del territorio che, con degli atti formali, ci hanno indicato quelle che sono le osservazioni al perimetro esistente: io penso che questo sia un metodo che da un lato non mortifica l’istituzione del Parco, ma altrettanto dà la giusta dignità alle comunità locali, che penso siano state anche valorizzate nella recente legge sulla governance dei Parchi che ha visto quindi una maggiore condivisione nella gestione dei Parchi a soggetti che prima ne erano completamente avulsi o estromessi.
Penso che questo sia un approccio che potrà rafforzare i nostri Parchi per il futuro, individuandoli solamente non come elemento di vincolo o di problematica, rispetto a chi vi vive e lavora, ma che possano finalmente divenire anche un’opportunità nell’ottica di uno sviluppo sostenibile tra le attività umane e la salvaguardia dell’ambiente.

Leggi tutto

Quali misure in Veneto per garantire la sicurezza di ponti, cavalcavia e strade e prevenire le stragi?

Venezia 21 ago. 2018 – “Chiediamo al Presidente della Giunta regionale e all’Assessora alla Mobilità di conoscere nel dettaglio l’elenco dei 14 ponti individuati da Veneto Strade come bisognosi di consolidamento statico, nonché l’elenco di tutti i cavalcavia e dei ponti del Veneto, specificando la loro età, lo stato di conservazione, i lavori di manutenzione svolti e programmati, i responsabili della sicurezza e manutenzione per ciascuna struttura”. Questa la richiesta presentata in una interrogazione scritta alla Giunta dai consiglieri Pd Andrea Zanoni (primo firmatario), Stefano Fracasso, Orietta Salemi, Graziano Azzalin, Alessandra Moretti, Claudio Sinigaglia, Bruno Pigozzo e Francesca Zottis e sottoscritta anche dalla consigliera Cristina Guarda della Lista Moretti. “Il crollo del ponte Morandi di Genova”, spiegano i firmatari, “è stato il più grave di una serie di cedimenti strutturali che hanno riguardato in tempi recenti ponti e cavalcavia in varie parti d’Italia.

L’elenco è inquietante: basti citare il cavalcavia della tangenziale di Fossano, collassato sopra a un’auto dei carabinieri nell’aprile del 2017; il cavalcavia sull’A14 a Camerano, che nel marzo del 2017 cedette schiacciando l’auto di due sfortunati coniugi; il cavalcavia crollato nell’ottobre del 2016 sulla statale 36 Milano-Lecco, dove un tir, cadendo sul tratto di strada sottostante, schiacciò due auto. Dopo l’immane tragedia di Genova è evidente che non può più essere rinviato un accurato censimento di tutti i vecchi ponti e cavalcavia, che verifichi le manutenzioni eseguite e il grado di conservazione e sicurezza delle strutture. Assieme a queste verifiche devono essere resi pubblici i nomi delle società responsabili delle manutenzioni e i relativi contratti e convenzioni. La manutenzione e la sicurezza delle infrastrutture esistenti deve essere assunta come priorità assoluta, rispetto alla realizzazione di nuove grandi opere costosissime per la collettività e in taluni casi, anche in Veneto, di dubbia utilità”.Leggi tutto

Slittano i fondi del Bando Periferie, a rischio 18 milioni per Padova

 

“Lo stop di Lega e M5s al bando periferie dei governi Renzi e Gentiloni, per riqualificare le aree più difficili delle nostre città, è uno schiaffo ai cittadini e un danno ai Comuni”. A far scoppiare il caso – con questa dichiarazione – è stato un gruppo di deputati del Partito democratico. “Nel silenzio degli emendamenti del decreto Milleproroghe – questa la denuncia – il governo di Salvini e Di Maio blocca il primo intervento di carattere strutturale per mettere mano alle periferie italiane. Un piano per cui 120 Comuni e Città metropolitane hanno ricevuto fondi per poter intervenire in situazioni come Corviale a Roma, Scampia a Napoli, l’hinterland milanese”. In poche ore esplode la polemica. E interviene anche l’ex presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni: “L’ossessione di smontare le decisioni dei governi precedenti ora prende di mira le periferie. Togliere i soldi alle città per ripicca politica sarebbe una follia”.Leggi tutto

Da Chiesanuova a Rubano: La strada statale 11 è in una situazione disastrosa

Venezia, 7 ago. 2018 – “Finora è andata bene perché non ci sono stati incidenti con conseguenze gravi, ma la situazione della Statale Padova- Rubano è semplicemente disastrosa per il cedimento del manto stradale per un tratto lungo almeno cinque chilometri. Ho presentato oggi una interrogazione a risposta immediata in merito: la Regione non deve restare inerte ma sollecitare il pronto intervento di Anas-Veneto Strade”.

Ne dà notizia il consigliere regionale del Partito Democratico, Claudio Sinigaglia, per il quale “la questione della sicurezza stradale è riemersa in maniera tragica in questi giorni. E la Padova- Rubano non fa eccezione, anzi. Si tratta di un’arteria importante, da dove transitano quotidianamente circa 45mila vetture, oltre ai mezzi pesanti e occorre una manutenzione conseguente”. “Il sedime stradale deve essere consolidato in fretta – aggiunge l’esponente dei Democratici – soprattutto nel tratto che va da Chiesanuova a Rubano, dove si è formato un avvallamento profondo oltre 20 centimetri”.

“Un manto in simili condizioni è un pericolo in primis per ciclisti e motociclisti, ma anche le auto rischiano di finire fuori strada – conclude Claudio Sinigaglia –  Zaia ha magnificato l’accordo Anas- Veneto Strade poiché avrebbe garantito una maggiore e migliore fruibilità delle infrastrutture da parte di cittadini e imprese. Un motivo in più per passare dalle parole ai fatti”.

“Non sarebbe anche il caso, vista la pericolosità, di proibire il passaggio del traffico pesante nel tratto da Chiesanuova a Rubano? Il traffico pesante potrebbe uscire tranquillamente a Grisignano di Zocco. Io penso proprio di sì e sollecito le due amministrazioni, Padova e Rubano, di prendere in considerazione la soluzione prospettata.”

Olimpiadi 2026 a Cortina, scelta che alla fine penalizza tutti!

Venezia 2 ago. 2018 –   “La candidatura unitaria è una scelta fatta per accontentare tutti, ma che rischia di avere l’effetto opposto, ovvero indebolire quella italiana. Questo accade quando la Politica impone le proprie logiche su quelle sportive”. Con queste parole, affidate a una nota, i consiglieri regionali del Partito Democratico, Stefano Fracasso e Claudio Sinigaglia, commentano “la candidatura unitaria ‘Torino-Milano-Cortina’ per le Olimpiadi invernali del 2026, ufficializzata ieri dal presidente del Coni”. “È stata partorita una decisione pilatesca – esordiscono il capogruppo PD in Consiglio regionale e il vicepresidente della Prima Commissione –  quando invece si doveva osare, e il risultato è sotto gli occhi di tutti. Non sappiamo chi avrà la governance dell’evento: Milano si è già sfilata, e anche Torino aveva detto che non sarebbe stata la ‘stampella’ di altre città. Zaia è soddisfatto? Sembra una candidatura spezzatino, anche Cortina ne esce marginalizzata”.Leggi tutto

Bollettino socio-economico del Veneto

La velocità con cui i fenomeni economici, socio-demografici e ambientali cambiano nella società richiede un monitoraggio continuo delle principali variabili che li caratterizzano per dare informazioni il più aggiornate possibili. A questo scopo si è realizzato un periodico trimestrale di analisi statistiche, il “Bollettino socio-economico del Veneto – I principali dati congiunturali”, che riporta e aggiorna gli indicatori di congiuntura maggiormente rappresentativi della situazione veneta e, in qualche caso, nazionale. Si è deciso quindi di effettuare un’analisi dei principali dati disponibili da fonti ufficiali, a livello mensile o trimestrale.
In allegato il numero di Luglio 2018 del fascicolo!

 

“Consumo di suolo, Veneto al primo posto in Italia per nuove cementificazioni e per le ‘sparate’ del suo Presidente. La nuova Legge regionale è totalmente inadeguata”

“I fatti, ancora una volta, battono la propaganda. Siamo la prima Regione per le ‘sparate’ del proprio Governatore, sempre più grosse e inverosimili, altro che ‘la prima in Italia con una Legge sul consumo di suolo a zero, avviando un percorso virtuoso’, come si vantava pochi mesi fa Zaia, con ‘riqualificazione, rigenerazione urbana e soprattutto bilancio zero della cubatura’. Le cose non stanno proprio così”. Con queste parole, affidate a una nota, il Gruppo consiliare del Partito Democratico commenta “il dossier dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra) sul consumo di suolo nel 2017”.

“Il Veneto si conferma al vertice, con un aumento del 12,35%, seconda solo alla Lombardia – esordisce il Gruppo PD – ma al primo posto per incremento di ettari, +1134. Come avevamo già denunciato, i grandi consumatori non sono stati toccati e continuano a imperversare. Chissà se l’Assessore Corazzari, dopo aver dichiarato che la Regione punta a rimanere sotto il limite fissato dall’Unione Europea, ha visto i numeri. Il report è impietoso: la superficie naturale è stata ridotta di altri 52 chilometri a livello nazionale, come se ogni due ore si costruisse una nuova Piazza Navona. E quasi il 25% della cementificazione avviene in aree soggette a vincoli paesaggistici”. “Per fermare questa deriva – spiegano i consiglieri Dem – servivano scelte diverse, non la Legge approvata nel giugno dello scorso anno.

Il consumo zero al 2050 resta un libro dei sogni. Si tratta, infatti, di un provvedimento totalmente inadeguato, viste le infinite deroghe per aree destinate a infrastrutture e servizi, varianti con lo Sportello Unico, cave, capannoni agricoli, Piano casa”. “Al contrario – prosegue la nota del Gruppo consiliare PD – mancano incentivi veri per quanto riguarda il recupero delle aree dismesse e la loro rigenerazione. I principi condivisibili della Legge devono fare i conti con le misure prese in concreto, inefficaci e che testimoniano l’incapacità programmatoria della Giunta e la sua mancanza di coraggio per invertire sul serio la tendenza”. “Altro che primo della classe – concludono i consiglieri regionali del Partito Democratico – Zaia dovrebbe finire, per l’ennesima volta, dietro la lavagna”.

Olimpiadi 2026 a Cortina: presentazione e studio di fattibilità

A settant’anni esatti dai Giochi del 1956, Cortina si ripropone come culla degli sport invernali, riportando la montagna al centro delle politiche di sviluppo del nostro paese e dell’Europa.

La proposta del territorio Dolomitico è ispirata da principi di massima sostenibilità economica, ambientale e sociale e intende dimostrare la possibilità concreta di conciliare standard organizzativi e di servizio elevati con l’iconicità e la delicatezza di un territorio già inserito nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.
Ben 7 discipline sportive saranno ospitate nella città Olimpica (record per le sedi invernali dal 1998), ma nessuna nuova struttura permanente verrà costruita appositamente per i Giochi. Solo la città di Bolzano, secondo un piano di sviluppo sportivo già impostato da Comune e Provincia Autonoma, intende costruire un nuovo impianto sportivo destinato non solo ad ospitare eventi sportivi, ma anche tutta una serie di funzioni amministrative, mediche e di allenamento, con il chiaro intento di diventare il polo nazionale di riferimento per tutte le discipline del ghiaccio.ù

Nell’allegato alla pagina troverete il pdf con tutti i dettagli, in particolare la lista di sport e strutture coinvolte nel progetto!