Poveri concreti – non povertà “ideologica”

L’indizione della Giornata mondiale dei poveri, che si aggiunge alle altre giornate mondiali indette dai Pontefici su svariate tematiche sociali, come la pace, le immigrazioni, ecc., ha la particolarità questa volta di non trattare una tematica. Non è la Giornata mondiale della povertà , ma la Giornata dei poveri , cioè di persone concrete; è la giornata dell’invito a incontrare il povero, a condividere con lui anzitutto il tempo dell’accoglienza e dell’ascolto, la mensa e i suoi bisogni. Papa Francesco per primo ci ha indirizzato a viverla in questo senso pranzando in quel giorno con 1.500 poveri in sala Paolo VI.

Si è dichiarato in questi giorni che con Papa Francesco si può delineare una “teologia della povertà”. Credo che sia più opportuno parlare di una “teologia del povero” come “ottavo sacramento” concentrandosi particolarmente sulle conseguenze morali di questa espressione usata per la prima volta dal beato Giacomo Cusmano (Palermo, 18341888), detto “il dottore dei poveri” (C. Bianco, Il povero, ottavo sacramento? L’epistolario di Giacomo Cusmano tra morale, spiritualità e pastorale , Edb, 2014). Inoltre nel messaggio di Papa Francesco si legge che questa Giornata non è rivolta ai soli credenti, ma a tutte le persone di buona volontà perché tutti riscoprano i valori fondamentali della convivenza civile, quali la solidarietà, l’accoglienza, la condivisione, l’ascolto, il mutuo soccorso.

Quindi la portata della Giornata mondiale dei poveri va oltre il solo aspetto religioso e diviene una vera e propria provocazione etica per le nostre società, per le nostre famiglie, per i nostri politici e per le nostre coscienze, abituate troppo spesso al “sonno” prodotto dalle false sicurezze del consumismo, e dalle paure narcisiste.

Carlo Maccari teologo morale, docente all’Istituto teologico di Assisi
“La Voce” (Umbria)

Veneto Promozione chiude nel silenzio della Regione: Zaia ha licenziato 20 lavoratori

Venezia 17 nov. 2017 –    “Prima Veneto Nanotech, adesso Veneto Promozione: un’altra azienda che chiude, ancora persone che perdono il lavoro. Solo tre anni fa la Regione aveva dichiarato come Veneto Promozione fosse strategica, invece oggi questa realtà viene smantellata senza aggiungere nulla, in un silenzio, in primis di Zaia, davvero assordante”. La protesta del Partito Democratico è affidata a una nota sottoscritta dalla consigliera Francesca Zottis, dal capogruppo Stefano Fracasso e dai colleghi Bruno PigozzoOrietta Salemi e Claudio Sinigaglia, a margine delle audizioni sul bilancio iniziate oggi in Prima commissione.  “Abbiamo ascoltato il grido d’allarme della Cgil, la disperazione per una soluzione positiva che non si è voluto trovare. Il 2017 è passato senza risposte né a livello occupazionale né in merito alla gestione in materia di turismo e promozione, poiché non esiste un piano strategico. Chiude un’azienda che non ha avuto problemi economici, vittima di una conflittualità tra Regione e Camere di Commercio. Alla fine a rimetterci sono i dipendenti qualificati che restano a casa, ma anche tutto il sistema economico, visto che nel corso degli anni Veneto Promozione ha realizzato numerose attività di sostegno, soprattutto in tema di internazionalizzazione”.

“La Regione – concludono i consiglieri democratici – continua a tacere: se noi, come i sindacati, ci stiamo sbagliando lo dimostri con i fatti ed espliciti i progetti su cui sta lavorando.  Ad oggi l’unica certezza è che Zaia tace e applica il motto prima i veneti per licenziare 20 persone. È vergognoso che nel periodo di crisi che stiamo vivendo, la Giunta veneta alimenti la crisi stessa”.

Consiglio regionale approva il pdls 43 sull’autonomia, al via le trattative con lo stato

Venezia 15 nov. 2017

Nel corso della giornata odierna, dopo la discussione di ieri, e l’esame oggi dell’articolato e dei relativi emendamenti depositati, il Consiglio regionale del Veneto ha approvato, con 40 voti favorevoli (10 consiglieri non hanno partecipato alla votazione) il Progetto di Legge Statale – pdls 43, di iniziativa della Giunta, da trasmettere al Parlamento nazionale, relativo all’individuazione di percorsi e contenuti per il riconoscimento di ulteriori e specifiche forme di autonomia per la Regione del Veneto, in attuazione dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione.

Nel corso dei lavori in aula consiliare, alla presenza del Presidente Luca Zaia, si è sviluppato il dibattito soprattutto in ordine all’articolo 2 del PdLS n. 43, relativo alle modalità di finanziamento del nuovo assetto delle autonomie.


Stefano Fracasso (PD): “Non abbiamo partecipato al voto. Questa Legge rende più difficile raggiungere l’obiettivo. La Corte Costituzionale ha già bocciato la richiesta di trattenere gli otto decimi”

 “Aver scritto la Legge in questo modo la rende più debole, rende più difficile convincere Governo e Parlamento delle nostre ragioni e raggiungere così il risultato. Quello che dovevamo esprimere, l’abbiamo già fatto votando favorevolmente oltre l’80% degli articoli, ma non abbiamo partecipato al voto finale”.Leggi tutto

Bilancio di previsione 2018, ecco le slide illustrative

Il Vicepresidente della Giunta regionale ha presentato in Aula Consiliare il bilancio di previsione 2018.

==> LEGGI LE SLIDE DELLA MANOVRA DI BILANCIO 2018-2020

Un bilancio di solo 25 articoli, mentre verrà presentato a parte un disegno di legge dedicato alle norme di semplificazione, per una manovra che si attesta per il 2018 su un valore complessivo (comprese le partite di giro) di 15 miliardi 585 milioni di euro, di cui 8 miliardi 904 milioni relativi al Fondo sanitario regionale.

Autonomia, si parte dalla scuola

VENEZIA
Anche l’Ufficio scolastico regionale del Veneto al tavolo della Consulta per l’autonomia convocato per oggi, dal governatore Luca Zaia, a Palazzo Grandi Stazioni di Venezia. A richiederne la presenza l’assessore regionale all’Istruzione Elena Donazzan che a breve giro di boa inviterà le parti sociali della scuola per un incontro ad hoc. «Tra una decina di giorni conto di confrontarmi con sindacati della scuola e uffici scolastici perché questo è il settore che più si presta all’autonomia», dice l’assessore.

IL MODELLO
Il modello a cui ispirarsi già c’è, ed è quello della provincia autonoma di Trento. «Pur essendo il Trentino Alto Adige una regione a statuto speciale, la scuola rimane di competenza statale. Malgrado questo, all’interno dell’articolo 116 della Costituzione, sono riusciti ad ottenere una maggiore autonomia nella gestione scolastica – spiega Donazzan – ed è a questa che noi ci ispiriamo».
I fronti autonomi della scuola trentina, che la Regione Veneto vorrebbe mutuare, sono sostanzialmente tre. Si parte dal personale: quindi insegnanti, amministrativi e presidi non sono più dipendenti statali, ma regionali. Un secondo fronte riguarda i concorsi: che pure questi hanno un’organizzazione regionale. Questo non significa che vengono riservati solo ai veneti, sono infatti concorsi a cui possono partecipare da qualsiasi regione italiana, ma saranno predisposti a livello territoriale. Il terzo e ultimo punto dell’autonomia scolastica in Trentino coinvolge i dirigenti scolastici che vengono selezionati sulla base del concorso, dei titoli e dei colloqui fatti da una commissione esaminatrice della regione.Leggi tutto

Nuova Consulta per l’autonomia del Veneto

VENEZIA

Il 9 novembre… il presidente della Regione, Luca Zaia, alla riunione di insediamento della Consulta per l’autonomia del Veneto.
L’INSEDIAMENTO«Questa non è un messa cantata», dice il governatore Luca Zaia guardando i componenti della Consulta per l’autonomia. Ad affollare la sala riunioni del Palazzo Grandi Stazioni sono i rappresentanti del mondo economico e sociale, ci sono i Comuni con l’Anci e le Province con l’Upi, in tutto più di quaranta enti e organismi. Zaia – che al tavolo ha voluto gli esperti della delegazione trattante: Mario Caramel, Ezio Zanon, Carlo Buratti, Mario Bertolissi, Mazzaroli, Andrea Giovanardi, Dario Stevanato, Maurizio Gasparin, assente giustificato Luca Antonini – ripercorre le tappe che hanno portato al referendum: «Dicevano che chiedere se si vuole maggiore autonomia era come dire se si vuole bene alla mamma? Beh, è bene dirlo ogni tanto. Il 57,2% di affluenza e il 98,1% di sì sono un risultato che nessun partito e nessun politico può raggiungere da solo. Quindi ha vinto un’idea di futuro e di progresso, sulla quale chiedo a tutti di non voler imporre la propria casacca». Il governatore avverte: «Non vogliamo la rissa, ma non firmeremo mai un’intesa farsa solo per fare una conferenza stampa e un paio di foto». Di lì a a qualche ora scoppierà una polemica a distanza con il governatore dell’Emilia Romagna (si veda l’articolo qui sotto), ma a Venezia nessuno batte ciglio.Leggi tutto

Nuova legge sulle Ater e sull’edilizia residenziale pubblica: cosa cambia per i Comuni?

Il Partito Democratico ha chiesto e ottenuto l’istituzione della Conferenza dei sindaci Ater (articolo 14). Si tratta di un importante organismo composto da cinque Sindaci, tra cui il Sindaco del Comune capoluogo, che esprimerà il proprio parere sugli atti fondamentali del Consiglio d’amministrazione dell’Ater.

Abbiamo contestato l’indeterminatezza della nuova legge che rinvia tantissimi provvedimenti attuativi alla Giunta, che tra l’altro determina:
•        la procedura informatica a servizio dei Comuni;
•        il bando  per ambiti territoriali sovracomunali;
•        le modalità i criteri di calcolo dell’ISEE ERP e dell’ISE ERP;
•        le modalità e i punteggi di assegnazione degli alloggi;
•        la definizione dei criteri e delle modalità di calcolo dei canoni;
•        il valore del canone di locazione massimo, nonché dell’indennità di occupazione;
•        la disciplina del subentro nell’alloggio assegnato;Leggi tutto

Allegati