Olimpiadi 2026 a Cortina: presentazione e studio di fattibilità

A settant’anni esatti dai Giochi del 1956, Cortina si ripropone come culla degli sport invernali, riportando la montagna al centro delle politiche di sviluppo del nostro paese e dell’Europa.

La proposta del territorio Dolomitico è ispirata da principi di massima sostenibilità economica, ambientale e sociale e intende dimostrare la possibilità concreta di conciliare standard organizzativi e di servizio elevati con l’iconicità e la delicatezza di un territorio già inserito nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.
Ben 7 discipline sportive saranno ospitate nella città Olimpica (record per le sedi invernali dal 1998), ma nessuna nuova struttura permanente verrà costruita appositamente per i Giochi. Solo la città di Bolzano, secondo un piano di sviluppo sportivo già impostato da Comune e Provincia Autonoma, intende costruire un nuovo impianto sportivo destinato non solo ad ospitare eventi sportivi, ma anche tutta una serie di funzioni amministrative, mediche e di allenamento, con il chiaro intento di diventare il polo nazionale di riferimento per tutte le discipline del ghiaccio.ù

Nell’allegato alla pagina troverete il pdf con tutti i dettagli, in particolare la lista di sport e strutture coinvolte nel progetto!

Monselice, emergenza diossina: quali misure dalla Regione?

A Monselice, nei pressi della scuola elementare “Giorgio Cini” e vicino alla scuola materna “Tortolini” sono state rilevate dall’Arpav concentrazioni di Diossina superiori ai limiti di legge. La causa non è nota, ma potrebbero influire anche i tre cementifici della zona dei Colli, che per anni hanno funzionato anche contemporaneamente.

Ora la Regione, e in particolare Luca Coletto, risponde, all’interno dell’allegato all’articolo, all’interrogazione consiliare riguardante le misure e le precauzioni di sanità pubblica intraprese per proteggere la popolazione di Monselice.

Colli, nuova proposta di legge sull’area termale

Una nuova proposta di legge (PDL 253), con lo scopo di promuovere il patrimonio termale della zona dei Colli Euganei.

La proposta di legge, varata dalla quinta commissione, andrà a coinvolgere molteplici aspetti del bacino termale… In primis la ricerca scientifica, soprattutto nell’area della Medicina Termale, e la regione si impegnerà a stanziare circa 60 mila euro a questo scopo.

Altri capitoli riguardano invece la promozione turistica ma soprattutto la promozione “ecologica” (come ad esempio il riutilizzo delle acque reflue a fini geotermici).

Parchi in aula, il Pd all’attacco: legge neo-centralista

VENEZIA E’ convocata per martedì alle 10.30 la seduta del Consiglio regionale in cui sarà messo ai voti il progetto di riforma dei Parchi. “E’ una legge finta con cui viene istituzionalizzato il commissariamento. camuffando il nome” attaccano Graziano Azzalin e Claudio Sinigaglia del Partito Democratico, che venerdì sera a Monselice hanno affrontato il tema in un incontro con sindaci, associazioni e cittadini. Intanto anche Coldiretti chiede una correzione del testo.

In particolare i dem contestano le nuove modalità di designazione del vertici degli enti di gestione. “Avremo una centralizzazione delle decisioni- affermano Azzalin e Sinigaglia – che rappresenta un unicum nel panorama italiano. La Giunta designerà tre membri della Comunità (ex Consiglio) e due del nuovo Consiglio, mentre il governatore sceglierà direttamente il presidente, che prima veniva eletto. Tra l’altro vengono contraddetti i principi della legge 394 sulle aree protette, laddove il tanto vituperato centralismo romano mette un solo rappresentante, mentre gli altri sono decisi dalle Regioni interessate”.

Secondo il Pd queste modifiche contraddicono i principi dell’autonomia sostenuti dal governatore Luca Zaia e dalla sua maggioranza. «Le nomine – dichiara la forza di opposizione – si tramuteranno in una spartizione di posti, i parchi diventeranno dei neo-postifici per gli amici degli amici. Questa legge farlocca sulla governance contraddice, tra l’altro, anche il progetto iniziale presentato dalla Giunta, tanto valeva lasciare il commissario. La nostra manovra emendativa sarà tesa a riequilibrare i poteri, puntando sulla valorizzazione e la responsabilirzazione del territorio.

All’interno della Comunità devono esserci anche rappresentanti della Provincia, delle associazioni ambientaliste e delle categorie produttive e dovrà essere la stessa Comunità a indicare la rosa di candidati da cuii scegliere il presidente”.

GLI AGRICOLTORI Negli emendamenti confida anche Coldiretti Veneto. L’associazione di categoria “Nel riaffermare la necessità di un riconoscimento del ruolo dell’agricoltura nella gestione dei parchi, con la presenza dl un rappresentante del settore primario indicato dalle organizzazioni maggiormente rappresentative” rileva che questo passo “segnerebbe una svolta nella gestione rispetto al passato, in cui il settore agricolo era solo spettatore, subendo più che altro i vincoli pur rappresentando l’elemento principale di valorizzazione della biodiversità”.

Expo 2015 e Grandi eventi: quanto ha speso il Veneto?

E’ stata resa disponibile al download la relazione riguardante l’ammontare delle spese a carico del Veneto riguardanti l’edizione dell’Expo 2015 e altri grandi eventi fino all’anno 2016.

Inoltre, nella stessa relazione, sono segnati dettagliatamente tutti i progetti innclusi in questi due grandi capitoli: si tratta nel complessivo di più di 3 milioni di euro! Rimandiamo però al file allegato per tutti i dettagli.

 

 

 

 

Zanoni e Sinigaglia (PD): “Expo e Grandi Eventi, la Regione fornisca un elenco più dettagliato delle spese e verifichi quali sono state le effettive ricadute sul territorio”

Venezia, 29 giugno 2018
“I semplici numeri da soli non bastano, la Regione fornisca il dettaglio delle spese almeno per quanto riguarda gli stanziamenti più consistenti e le campagne radiofoniche e informative, e verifichi qual è stato il ritorno pratico in termini di utilità alla promozione del territorio, sia per quanto riguarda le attività economiche che per il patrimonio storico culturale”. A dirlo sono i consiglieri del Partito Democratico Andrea Zanoni e Claudio Sinigaglia commentando la relazione sulle spese sostenute dalla Regione per Expo 2015 e per i Grandi Eventi, nel periodo compreso tra il 2014 e il 2017, illustrata ieri in Quarta commissione. “Avevamo presentato questa richiesta insieme alla collega Guarda già nel 2016, alla fine con quasi due anni di ritardo siamo riusciti ad avere le cifre, ma le tabelle che abbiamo visto riassumono solo per macrogruppi le uscite della Regione”.

L’importo complessivo destinato alla kermesse milanese ammonta a quattro milioni di euro: tra le voci più importanti i 362mila euro per l’acquisizione dello spazio al Padiglione Italia, 200mila per la progettazione dello spazio e altrettanti per la messa a contratto del gruppo di lavoro costituito da cinque professionisti. A questi vanno aggiunti 380mila euro per ‘Acquae nutrimento: mostra della filiera ittica veneta”, realizzata a Marghera nel padiglione Acqua Venezia presso Expo Venice.

92 invece le voci di spesa per i Grandi Eventi, per un totale di due milioni e 350mila euro. “Se escludiamo i 250mila euro per il novantesimo raduno degli Alpini nel 2017 a Treviso, la parte del leone la fa il vino – evidenzia Andrea Zanoni – a testimonianza di quella che è una vera e propria ossessione per Zaia”. 549mila euro, infatti sono andati al progetto Padiglione vino per l’Ente autonomo Fiera di Verona, 100mila per la valorizzazione della filiera Igp, Dop e Doc, 373.500 per la candidatura Unesco delle Colline del Prosecco di Conegliano e la Valdobbiadente (220mila nel 2016 e 153.500 lo scorso anno). “Mi chiedo se sia giusto finanziare con fiumi di denaro pubblico un comparto che già di suo sta viaggiando a gonfie vele, anziché puntare sui tanti e troppi settori sia agricoli che dell’artigianato locale che fanno molta fatica ad uscire dalla crisi”.

Fanalino dei coda dei Grandi Eventi è l’Università di Padova, che ha ricevuto appena 700 euro per il progetto Green Tour, Veneto in Movimento. “Si tratta di un’iniziativa interessante e meritoria per valorizzare il territorio e promuovere stili di vita sani: piste ciclabili, percorsi pedonali e a cavallo – aggiunge Claudio Sinigaglia – Le poche risorse che sono state investite testimoniano, ancora una volta, la scarsa sensibilità della Regione in materia ambientale”.

Nuovo Piano Sociosanitario: fa sparire i medici di medicina generale spinge verso i privati e non garantisce sulla tenuta dell’attuale numero di ospedali”

Nuovo Piano Sociosanitario. Fracasso e Sinigaglia (Pd): “Attesta il fallimento del precedente: fa sparire i medici di medicina generale spinge verso i privati e non garantisce sulla tenuta dell’attuale numero di ospedali”.

“Con questo piano sociosanitario (CLICCA QUI per leggerlo) i medici di medicina generale spariscono dai radar, il coordinamento tra servizi sociali e sanitari si sbilancia verso i privati e si apre un’enorme punto interrogativo circa il numero di ospedali che continueranno a rimanere attivi sul territorio. Ma soprattutto si sancisce il fallimento degli obiettivi di gestione della cronicità che erano previsti nel Piano 2012-2016”.
Il giudizio è del capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Stefano Fracasso, e del vice presidente della prima commissione , il dem Claudio Sinigaglia, alla luce dell’approvazione da parte della Giunta del provvedimento di revisione del Piano. Leggi tutto

In anteprima il piano sociosanitario regionale 2019/2023

Nel complesso documento vengono riconfermati i numeri e l’organizzazione della rete ospedaliera in Hub e Spoke e quant’altro previsto dalla recente riforma che ha istituito l’Azienda Zero e ridotto il numero delle Ullss.
Particolare attenzione viene riservata ai temi del territorio, della cronicità e della non autosufficienza e viene confermata la scelta strategica di una forte integrazione tra sanitario e sociale.

Nel Piano si fa anche riferimento all’Accordo preliminare in materia di Autonomia sottoscritto con il Governo nazionale il 28 febbraio scorso, che introduce uno spazio regionale di “autonomia differenziata” e, in particolare in materia di Tutela della Salute, riconosce ulteriori forme e particolari condizioni di autonomia. I contenuti di quell’accordo potranno infatti avere un impatto rilevante su alcune principali aree d’intervento lasciate all’autonomia regionale, come la valorizzazione delle risorse umane del Servizio Sanitario Regionale, il sistema tariffario sia sotto il profilo del rimborso che della compartecipazione, la spesa farmaceutica in caso d’inerzia dell’Agenzia Italiana del Farmaco.

Il profilo dei bisogni assistenziali dei veneti viene affrontato con un’analisi dedicata a numerosi ambiti: impatto dello scenario epidemiologico sulla domanda dei servizi sanitari; promozione della salute e prevenzione dei fattori di rischio; salute della donna e del bambino; percorso del paziente in ospedale; presa in carico della cronicità per intensità di cura e di assistenza; malattie rare; salute mentale; integrazione socio sanitaria; governo del sistema e delle aziende; governance del patrimonio informativo socio sanitario; governo della farmaceutica e dei dispositivi medici; governo e politiche per il personale; gestione delle risorse finanziarie e strumentali; ricerca, innovazione e valutazione delle tecnologie sanitarie; rapporti con l’Università.