Sistema bancario Veneto: la relazione della Commissione d’inchiesta, il mio intervento

Non nascondo l’imbarazzo nell’affrontare questa relazione della Commissione d’inchiesta sui gravi fatti riguardanti il sistema bancario veneto.

In primo luogo per il metodo usato nel licenziare la stessa relazione; la relazione è stata messa a disposizione  dei consiglieri componenti della  commissione  venerdi 2 novembre 2018 e illustrata da coloro che l’hanno redatta, posta in votazione e approvata martedi 6 novembre – 72 ore dopo l’invio – durante la pausa dei lavori del consiglio regionale. Non ho mai compreso il perché di questa improvvisa fretta, visto che i lavori della commissione erano stati ultimati il 25 giugno del 2018 , quindi da più di quattro mesi,  e ancor più incomprensibile appare questa fretta visto che la relazione viene presentata e discussa in Consiglio a febbraio 2019, tre mesi dopo essere stata licenziata dalla commissione. Cui prodest?

Avevo esplicitamente richiesto di esaminare con la dovuta attenzione il lavoro egregiamente preparato dalla dott.ssa Michaela Colucci, del servizio attività e rapporti istituzionali, coadiuvata dal dott. Carlo Simionato e dal dott. Matteo Colombo, con il coordinamento del dott. Alessandro Rota, dirigente capo Servizio attività e rapporti istituzionali.

Sicuramente non è stato dato risalto nè merito al lavoro compiuto, ma è stato scelto, incomprensibilmente di approvare in fretta e furia la relazione anche con la giustificata assenza del componente del partito democratico. E non solo – Ripeto, l’ho trovata una scelta ingiustificabile e politicamente inopportuna. Come se si volesse rimarcare una interpretazione parziale dei lavori.

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Piano Strategico del Turismo Veneto, approvato in Consiglio Regionale

Venezia 29 gen. 2019 –    “Il nostro voto favorevole al Piano Strategico del Turismo veneto va visto come un’apertura di credito, ma resta il nodo delle risorse. Bene l’approvazione del nostro Ordine del Giorno, purché non rimanga sulla carta, così come l’accettazione dell’emendamento che prevede la collaborazione con il Coni per la realizzazione nell’area del Bacino Termale Euganeo di impianti natatori per ospitare la preparazione degli atleti nazionali e la realizzazione di grandi eventi sportivi”. Questo il commento, a margine dell’approvazione in aula consiliare del Piano Strategico del Turismo Veneto, dei consiglieri regionali del Partito Democratico Francesca Zottis e Claudio Sinigaglia, che hanno spiegato “le ragioni del nostro voto favorevole al Piano”.

“Ci auguriamo un forte coinvolgimento e partecipazione di tutti gli operatori in fase di applicazione – aggiungono la Vicepresidente della Sesta Commissione consiliare e il Vicepresidente della Prima Commissione consiliare – Come ribadito dall’Ordine del Giorno che abbiamo presentato, devono essere garantite adeguate risorse per le attività di informazione, promozione, accoglienza e qualità del settore turistico”. “Inoltre – continuano gli esponenti dei Democratici – occorre attivare con la massima sollecitudine l’Osservatorio Regionale per il Turismo, strutturandolo in modo tale che fornisca analisi predittive, oltre che di sintesi, dei dati statistici ufficiali e promuovere e potenziare il Destination Management System (Dms) del Veneto, con l’obiettivo di favorire la gestione integrata di tutte le informazioni, procedure e comunicazioni coordinate dalle organizzazioni di gestione delle destinazioni turistiche”.

“A ciò – concludono Francesca Zottis e Claudio Sinigaglia – vanno poi aggiunti investimenti importanti su trasporto e infrastrutture, per garantite una reale qualità negli accessi ai punti turistici”.

Un nuovo piano Marshall per l’ambiente, prendiamoci cura delle foreste!

Venezia, 26 nov. 2018  – Nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta oggi a Padova, i consiglieri regionali del Partito Democratico hanno presentato alcune proposte “per mettere al centro del bilancio regionale 2019 la tutela delle foreste e del territorio, il tema dell’ambiente e delle politiche energetiche, soprattutto alla luce del maltempo che ha colpito il Veneto a fine ottobre- inizio novembre”.

Così il Capogruppo Stefano Fracasso: “Vogliamo rimettere al centro dell’agenda politica della Regione Veneto i temi del cambiamento climatico e dell’efficientamento energetico, prendendo spunto da una attenta riflessione sui danni prodotti nel nostro territorio dall’eccezionale ondata di maltempo del 29 ottobre, con intere foreste schiantate (quattro milioni di metri cubi di legname abbattuti) e torrenti di montagna esondati. Non può essere che il prossimo bilancio regionale non stanzi neppure un euro in più, rispetto agli importi impegnati negli anni passati, per fare fronte a queste necessità emergenziale. Certo, il Governo deve fare la propria parte, ma in primis è la Regione Veneto che deve assumersi le proprie responsabilità. Presentiamo quindi oggi  il nostro Piano Marshall per il Veneto, con diversi emendamenti alla manovra di bilancio 2019, che sarà in discussione a partire da questa settimana a palazzo Ferro Fini, affinché la Regione rimetta al centro delle proprie azioni la tutela, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio boschivo e dell’ambiente, la difesa e messa in sicurezza del territorio, il ripristino della rete viaria, la sistemazione e difesa degli arenili, il sostegno soprattutto alle piccole imprese montane, in particolare a quelle boschive. Proponiamo di mettere sul piatto 210 milioni di euro per portare avanti un piano di interventi su base triennale (70 milioni l’anno).Leggi tutto

Arrivano nuovi fondi ai Comuni destinati alla sicurezza stradale

Con la legge Regionale del 30 dicembre 1991 sono previsti fondi Regionali destinati ai Comuni che ne facciano richiesta ai fini del miglioramento della sicurezza stradale e della mobilità comunale.

Quest’anno ben 2654 comuni hanno fatto domanda e sono stati approvati i progetti dei primi 75. L’elenco dei comuni, completo dei progetti, si trova dentro l’allegato B del PAGR 362.

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Zanoni e Sinigaglia: “Dalla Giunta Zaia poche briciole per i Parchi regionali”

Venezia, 20 nov. 2018 – “Dalla Regione soltanto briciole per i Parchi del Veneto, meglio la caccia della tutela delle aree protette. Stanziare appena 320mila euro è offensivo, quando se ne regalano 350mila alle associazioni venatorie”. Con queste parole, i consiglieri regionali del Partito Democratico Andrea Zanoni  e Claudio Sinigaglia, commentano “in modo duro il provvedimento della Giunta relativo ai contributi annuali agli Enti gestori dei Parchi”.

“Il provvedimento – spiegano i consiglieri PD –   ha visto il nostro voto contrario nella seduta odierna della Seconda Commissione”. “Si tratta di appena 64mila euro ciascuno per Parco Colli, Dolomiti d’Ampezzo, Lessinia, Fiume Sile e Delta del Po – sottolineano gli esponenti dei Democratici –  Una diminuzione tragica di un fondo, assegnato ai sensi dell’articolo 28 della Legge 40/1984. Nel 2014, le risorse stanziate ammontavano a 470mila euro, poi si è registrato un calo progressivo, fino ai 430mila del 2016 e dello scorso anno”. “Pensavamo che oltre non si potesse andare – aggiungono il Vicepresidente della Commissione Ambiente e Sinigaglia – e invece ecco un’altra sforbiciata di 110mila euro, il 25% in meno rispetto a dodici mesi fa.  Come Partito Democratico, condanniamo la politica della Giunta, perché stiamo assistendo alla progressiva eliminazione di fondi strategici per il sostegno dei Parchi e per l’attuazione delle previsioni dei Piani ambientali, secondo quanto stabilito dall’articolo 9 della stessa Legge 40”.Leggi tutto

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Scuole a pezzi e senza fondi, ma grazie alla Regione hanno il presepe

Perché limitarsi. Cinquantamila euro per incentivare le scuole pubbliche e private della regione a fare il presepio non sono molti (al massimo 250 euro a istituto ma in Veneto ci sono 5 mila scuole, se tutte insistono vien fuori 10 euro a testa) ma sono qualcosuccia. E dove vogliamo mettere la santa Pasqua? Uova di cioccolata per tutti ché non sarà un simbolo religioso da tutelare dagli invasori ma è simbolo di vita e rinascita e in qualche modo c’entra.E la domenica delle Palme? Perché non stanziare un tot acciocché i prèsidi acquistino tir di rami d’ulivo da distribuire a tutti gli studenti? E la festività dei morti? Crisantemi in tutte le scuole di ordine e grado, paga la Regione.

Per mantenere salde le tradizioni religiose vale la pena spendere 50 mila euro ché sennò i piccoli cinesi, i ragazzini di famiglie musulmane, protestanti, buddiste, induiste, animiste, laiche o atee dure e pure, schierati in formazione compatta a testa d’ariete, fanno polpette delle nostre feste religiose.Per fortuna ci pensa la Regione leghista, che del Veneto si occupa e soprattutto si preoccupa. Crocefissi appiccicati sui muri di scuole e edifici pubblici, perché da queste parti l’appartenenza religiosa è spartiacque, o sei di qua o di là, e fa parecchia differenza; e presepi come piovesse negli androni delle scuole. C’erano anche prima, mica dappertutto, ma c’erano: fatti spontaneamente con le manine o manone degli alunni magari insieme ai genitori o ai prof. Volendo. Metti che uno portava la culla col bambinello, un altro l’asino, quell’altro le palme e via andare. Così, frutto di collaborazione improvvisata ma che funziona. Oppure vai con la cartapesta, con i tappi di sughero, il materiale riciclato e tutti in classe a darci dentro con colla e colori. Parrebbe più creativo, meno dispendioso e più, come dire, facile. Chi vuole lo fa, chi non vuole non lo fa e in ogni caso nessuno, di qualsivoglia altra religione, si è mai offeso davanti ad un presepe.Leggi tutto

Firmata sabato 3 novembre a Villa Giusti, a Padova, la dichiarazione ‘Veneto terra di pace’

Venezia, 5 nov. 2018  – Sabato 3 novembre, a Villa Giusti, a Padova, dove cento anni fa venne siglato l’Armistizio che ha posto fine alla Prima Guerra Mondiale, è stata firmata la dichiarazione ‘Veneto terra di pace’, di cui alla L.R. n. 35/2018. Così il Presidente del Consiglio regionale, Roberto Ciambetti, che ha portato i saluti istituzionali e ha firmato la dichiarazione per conto del Consiglio regionale: “Siamo qui oggi a dare concretezza alla Legge ‘Veneto, terra di pace’, una normativa che è stata votata all’unanimità dal Consiglio regionale e significativamente firmata dalle istituzioni venete a Villa Giusti, a Padova, cento anni dopo la firma dell’Armistizio.

La città del Santo, infatti, è stata crocevia della logistica sanitaria nelle retrovie. 1300 studenti della Facoltà di Medicina si sono formati e hanno prestato la propria opera qui, nelle retrovie, 912 bombe sono state sganciate sul centro di Padova con 130 vittime tra la popolazione civile. A Padova abbiamo avuto la sintesi di temi che sarebbero diventati prioritari nei conflitti successivi, fino ai giorni nostri: la difficoltà e  complessità del servizio medico sanitario, la devastazione del territorio, l’assistenza ai civili e ai profughi, l’elevato numero di vittime tra la popolazione civile, la devastazione del patrimonio edilizio e culturale, le drammatiche ricadute nella società degli anni immediatamente successivi. Il Veneto è stata l’unica regione italiana ad essere stata interessata dalla guerra dal primo all’ultimo giorno del conflitto. Ma i veneti hanno nel loro cuore la pace e la bandiera veneta è l’unico gonfalone istituzionale a contenere la parola pace”. Leggi tutto