Festa dell’Unità dedicata in prevalenza ai cambiamenti climatici

Quest’anno la festa dell’Unità cambia location e si trasferisce al parco Fistomba, alla Stanga. Il format è sempre lo stesso: incontri, dibattiti, concerti. Inoltre ci sarà una libreria dove il tema dominante sarà quello della donna e la parità di genere, uno spazio con i gonfiabili per i bambini, un dj set, un bar, un ristorante di carne e pesce e una pizzeria. Insomma non mancherà proprio nulla per i sei giorni di festa, dal 4 al 9 settembre, che quest’anno è stata chiamata “Terra delle idee” . «Terra delle idee perché si affronterà in più occasioni un tema sentito come quello dell’ambiente, della sostenibilità, anche a livello economico, e dello sviluppo», hanno spiegato Vittorio Ivis, segretario provinciale del Pd, e Alessandro Zan, parlamentare del Pd. «Sarà un evento plastic free, con molte associazioni e tanti ospiti».

Tra gli ospiti il Pd annuncia gli ex ministri Maria Elena Boschi e Maurizio Martina, la segretaria della Cgil Gianna Fracassi, l’eurodeputato Brando Benifei e forse il segretario nazionale del Pd Nicola Zingaretti, da cui si sta attendendo conferma. «Nei prossimi giorni presenteremo il programma completo. Intanto possiamo dire che il 5 settembre alle 19.30 ci sarà un dibattito con il sindaco Sergio Giordani e gli assessori Cristina Piva, Antonio Bressa e Andrea Micalizzi. Si farà un punto su questi due anni di amministrazione e si ragionerà sul futuro», ha detto Davide Tramarin, segretario cittadino del Pd.Leggi tutto

Compost di Sesa, il Comune non pretende la mappatura

MONSELICE. «Avevamo chiesto al sindaco un’ordinanza per compost e digestato ed è invece arrivato un protocollo con Sesa» commenta il consigliere di opposizione e leader ambientalista Francesco Miazzi, «hanno chiesto a Sesa se ha il “vino” buono e di rimando Sesa ha proposto di decidere insieme quanto potrà versarne nel bicchiere senza che possa far male». Ai primi di luglio il gruppo “Ambiente e Società” aveva chiesto all’amministrazione di attivarsi per un’ordinanza volta a prevenire l’inquinamento dei terreni agricoli dopo le recenti inchieste giornalistiche di Fanpage che hanno portato alla luce i potenziali pericoli derivanti dall’utilizzo di compost industriale miscelato con materiali come plastica, vetro, metalli e altre sostanze non precisate.

Ma il Comune di Monselice, tramite l’assessore all’Ambiente Lucio Fortin, in data primo agosto, ha chiesto a Sesa solo informazioni sull’utilizzo del compost e la mappatura di quanto sversato proponendo un protocollo di conferimento materiale. L’amministrazione, anziché prendere una posizione, si è limitata a chiedere chiarimenti a Sesa, che però risponde solo in parte.Leggi tutto

Zaia ha distrutto il Parco ai Colli, è sicuro di volere volere l’autonomia su ben 23 materie, visti i risultati?

COLLI EUGANEI. Cartoline di degrado e di incuria dal territorio del Parco Colli. Aree attrezzate per la sosta dei turisti, vecchie sorgenti d’acqua un tempo vitali per la gente del posto, siti di pregio naturalistico recuperati negli ultimi anni dall’Ente Parco 

Colli grazie anche all’utilizzo di fondi comunitari, sono in stato di abbandono e rischiano, per mancanza di manutenzione, di finire nel degrado più totale. A risentire maggiormente sono le strutture in legno che impreziosiscono questi posti ma che con l’andar del tempo stanno marcendo.

BUSO DEA CASARA La più importante opera di approvvigionamento idrico realizzata dai Romani sulle pendici del monte Vendevolo, in località Valnogaredo, non è molto conosciuta perché fuori mano. Si trova in via Forestana ed è raggiungibile dal centro della frazione. È una testimonianza storica di grande valore, costituita da un cunicoli e gallerie scavati nella riolite, dove veniva incanalata l’acqua delle sorgenti per rifornire Este. Recuperata con le risorse del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale, oggi versa in stato di abbandono. Le staccionate che proteggono il percorso per raggiungere l’ingresso delle gallerie e il lavello dove un tempo le donne del paese si recavano a lavare i panni sono crollate a terra. L’acqua scorre ancora abbondante, ma le erbacce hanno preso il sopravvento e al visitatore si presenta uno scenario desolante.Leggi tutto

Discarica di S. Urbano: serve una adeguata programmazione!

SANT’URBANO. Ancora rifiuti veronesi nell’impianto di smaltimento di Sant’Urbano. La discarica tattica regionale della frazione Balduina accoglierà 11.850 tonnellate di rifiuti urbani prodotti dai Consigli di bacino Verona Nord e Verona Città, come decretato dal governatore Luca Zaia a inizio del mese scorso. Quella firmata dal presidente veneto è un proroga alla concessione dello scorso dicembre: allora veniva concesso un conferimento straordinario di 23.700 tonnellate di rifiuti urbani dalla provincia di Verona, per un periodo di sei mesi.

Nel Veronese, infatti, l’emergenza è forte per via della limitata capacità di smaltimento dei rifiuti nella discarica provinciale di Ca’ del Bue e per la ridotta disponibilità di trattamento negli impianti di incenerimento presenti nel territorio regionale. In questi sei mesi la situazione non è migliorata ed è quindi stata richiesta la proroga di altri tre mesi: delle 11.850 tonnellate accordate, 8.100 sono di rifiuti urbani non differenziati e le rimanenti di rifiuti ingombranti. Lo scorso 29 maggio, nella riunione tecnica per definire questo accordo, il gestore della discarica di Sant’Urbano ha peraltro evidenziato che è molto probabile uno sforamento della capacità annua di trattamento autorizzata della discarica (156mila tonnellate/anno), in quanto nell’anno in corso l’impianto ha sopperito alle necessità di smaltimento regionale dovute all’eccezionale produzione di rifiuti conseguente agli eventi meteorologici dello scorso ottobre 2018 e alle emergenze gestionali ancora attive, oltre che della provincia di Verona, anche di quelle di Belluno, Venezia e Treviso.Leggi tutto

Bonifica ex C&C, in arrivo 5 milioni

PERNUMIA. Dopo 13 anni di convivenza con la “fabbrica dei veleni” finalmente arrivano i soldi: cinque milioni di euro per continuare la bonifica della ex C&C, dove sono custodite ben 44 mila tonnellate di rifiuti tossico nocivi, cancerogeni. Ieri la giunta regionale del Veneto ha individuato la somma per il risanamento del deposito di via Granze recuperando risorse dai finanziamenti della Legge Speciale per Venezia.

Su 22 milioni di euro recuperati, una delle fette più grosse, 5 milioni, andrà appunto per la bonifica dell’ex stabilimento di Pernumia, come da proposta dell’assessore allo sviluppo economico Roberto Marcato. Ora il provvedimento dovrà passare al vaglio del consiglio regionale e tutti si augurano che non vi siano ulteriori intoppi. A partire dal sindaco di Pernumia Luciano Simonetto che alla questione C&C ha dedicato anni di lavoro. «Cinque milioni sono una bella somma» è il suo primo commento a caldo «ben venga perché ne abbiamo assoluto bisogno per proseguire con la bonifica. Se con un milione e mezzo di euro siamo riusciti, nonostante le difficoltà e gli ostacoli incontrati, a smaltire oltre seimila tonnellate di rifiuti, con questa cifra potremo fare parecchio per la salvaguardia della salute pubblica e dell’ambiente.Leggi tutto

Caso Sesa, l’assessore riferisca in Seconda commissione

“Sui rifiuti gestiti dalla ditta Sesa va fatta assoluta chiarezza: è passato quasi un mese dalla denuncia della testata online Fanpage, l’assessore regionale all’Ambiente e il commissario straordinario di Arpav vengano a riferire in Seconda commissione”. A chiedere l’audizione di Gianpaolo Bottacin e Riccardo Guolo sono il vicepresidente Andrea Zanoni (PD) e i consiglieri Stefano Fracasso, Claudio Sinigaglia (PD), Cristina Guarda (AMP), Piero Ruzzante (LeU) e Manuel Brusco (M5S).

“L’inchiesta ha svelato un preoccupante giro d’affari attorno al compostaggio industriale in Veneto. Subito dopo aver visto il servizio, come opposizione abbiamo presentato tre distinte interrogazioni, ancora in attesa di risposta – ribadiscono i consiglieri di minoranza – Non sappiamo se la Regione abbia accertato provenienza e tipologia dei rifiuti da cui Sesa ricava il compost, se ci sia piena tracciabilità dei rifiuti in entrata né sul compost in uscita, non sappiamo quanto compost venga sversato, né dove né da chi, se siano state verificate eventuali contaminazioni nei terreni agricoli. È inoltre poi possibile affidare solo ad Arpav un controllo di tale portata? Possiamo confidare nella massima trasparenza dei controllori, nello specifico Sesa, visto che sono contemporaneamente i controllati?”.Leggi tutto

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PFAS: prorogata l’ordinanza di divieto fino al 2020

Pesca vietata per un altro anno nelle acque dell’Area Rossa a rischio Pfas. A stabilirlo è un’ordinanza della Regione pubblicata nell’ultimo bollettino ufficiale. Di fatto il governatore Luca Zaia ha prolungato un divieto che ormai è imposto dal novembre 2017, da quando cioè la Regione ha ritenuto opportuno disporre il divieto temporaneo sul consumo di pesce pescato dai territorio le cui acque sono state contaminate dai Pfas.

SCADENZA NEL 2020
L’ordinanza è stata rinnovata l’anno scorso e dunque per la terza volta qualche giorno fa. Il divieto, ora, è fissato almeno fino al dicembre 2020. Non si può e non si potrà pescare nelle acque dei Comuni inseriti nell’Area Rossa, quella dove la contaminazione ha registrato concentrazioni più elevate. Nel Padovano, dunque, il divieto vale per Borgo Veneto, Casale di Scodosia, Lozzo Atestino, Megliadino San Vitale, Merlara, Montagnana e Urbana. L’ordinanza vale inoltre per Agugliaro, Alonte, Asigliano Veneto, Brendola, Lonigo, Noventa Vicentina, Orgiano, Pojana Maggiore e Val Liona per la provincia di Vicenza, e Albaredo d’Adige, Arcole, Bevilacqua, Bonavigo, Boschi Sant’Anna, Cologna Veneta, Legnago, Minerbe, Pressana, Roveredo di Guà, Terrazzo, Veronella e Zimella per la provincia di Verona. Il divieto è scattato nel 2017 visti gli esiti analitici che identificano concentrazioni elevate per il Pfos, sostanza che presenta evidenze di bioaccumulo e probabile tossicità per l’uomo. Gli esami erano stati condotti da Istituto Zooproflattico Sperimentale delle Tre Venezie e dall’Istituto Superiore di Sanità e comunicati all’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare.Leggi tutto

Ampliamento discarica di Sant’Urbano, i sindaco devono essere coinvolti

Venezia, 5 lug. 2019 – “I sindaci della Bassa Padovana devono assolutamente essere coinvolti nella Via per il progetto di ampliamento della discarica tattica regionale di Sant’Urbano: di Sant’Urbano. È un unicum in tutto il Veneto, frutto di una programmazione sbagliata da parte della Giunta Zaia. Perché concentrare in un solo luogo tutti i rifiuti, speciali e non, da quelli della tempesta Vaia al terreno contaminato Pfas?”.

La richiesta arriva dai consiglieri del Partito Democratico Claudio SinigagliaBruno Pigozzo e Andrea Zanoni dopo la seduta congiunta di Seconda e Quinta commissione in cui sono stati ascoltati i sindaci dei Comuni di Baone, Masi, Piacenza d’Adige, Sant’Urbano, Vescovana, Vighizzolo d’Este e Villa Estense.

“Il previsto aumento della capienza di un milione di metri cubi, da quattro a cinque, allungherebbe la vita della discarica dal 2022 al 2029n – spiegato i tre consiglieri del Pd –  in un territorio già alle prese con numerosi problemi ambientali, basti pensare al caso Sesa per fare un esempio recente. I sindaci dovranno fare molta attenzione nel segnalare al Comitato Via tutti gli impatti ambientali nel loro territorio richiedendo con forza  che venga considerato l’effetto ‘cumulativo’ previsto dalla Direttiva Via 2014/52/UE.Leggi tutto