PDA 43: Carta etica dello Sport Veneto

La Legge regionale 11 maggio 2015, n. 8 (nel seguito denominata “legge”) recante “Disposizioni generali in materia di attività motoria e sportiva”, è finalizzata come previsto all’art. l, a riconoscere “il valore sociale, formativo ed educativo dell’attività motoria e sportiva, strumento di realizzazione del diritto alla salute ed al benessere psicofisico , di crescita civile e culturale del singolo e della comunità, di miglioramento delle relazioni e dell’inclusione sociale, di promozione del rapporto armonico e rispettoso con l’ambiente”. Nell’ottica di un sano approccio alla pratica sportiva da parte della generalità degli atleti, nonché della valorizzazione del volontariato e dell’associazionismo sportivo, la Regione approva la Carta etica dello sport veneto caratterizzata dai seguenti principi:
– il rispetto dei praticanti e dei loro ritmi di sviluppo e maturazione;
– il rispetto degli altri, dello spirito di squadra e del senso di solidarietà, nonché il rifiuto di ogni forma di discriminazione nell’esercizio
dell’attività motoria e sportiva;
– la lealtà e l’onestà, il rispetto delle regole e del giudice o arbitro sportivo;
– il rifiuto dell’utilizzo di mezzi illeciti o scorretti;
il tutto nel rispetto del principio cardine dell’autonomia dell’Ordinamento sportivo. Leggi tutto

Allegati

PadovaMarathon, una giornata all’insegna dello sport

 

Il 23 Aprile, come ogni anno, è tornato l'appuntamento con la maratona di S. Antonio (da quest'anno ribattezzata PadovaMarathon). Numerosi i partecipanti, sia alla 42 km che alle stracittadine, per una giornata all'insegna dello sport!

 

facciamo squadra con Sergio Giordani: domattina foto di gruppo con Sergio sotto la loggia amulea alle 8.45 e poi ... di corsa!

Pubblicato da Claudio Sinigaglia su Sabato 22 aprile 2017

Pubblicato da Claudio Sinigaglia su Domenica 23 aprile 2017

Arrivo della Maratona del Santo. Veduta dalla Loggia Amulea

Pubblicato da Claudio Sinigaglia su Domenica 23 aprile 2017

È stata una splendida mattinata di sport. È bello vedere la città unita correre assieme verso il traguardo. Una Padova così non la batte nessuno.Buona domenica a tutti, maratoneti e non 🙂

Pubblicato da Sergio Giordani su Domenica 23 aprile 2017

Pedemontana, sarà l’autostrada più cara del Veneto

Con il passare dei giorni, i consiglieri regionali (quelli di opposizione soprattutto, perché quelli di maggioranza sono costretti per disciplina di partito a fidarsi del governatore Luca Zaia e del suo board tecnico) stanno passando al setaccio il corposo dossier della Pedemontana, i termini del nuovo atto aggiuntivo alla convenzione del 2009 – il secondo dopo quello del 2013 – e le varie perizie che accompagnano l’annunciato accordo «sbloccaclosing». Ne stanno emergendo dettagli interessanti.

Innanzitutto, il contributo pubblico. Nell’anno della stipula della prima convenzione, il 2009, era previsto un contributo in conto capitale di 245 milioni, a carico dello Stato, su un’opera che all’epoca doveva costare all’incirca 1,6 miliardi. Era la famosa «strada costruita dai privati», come per l’appunto dovrebbe essere quando si parla di un project financing. Con il ritocco del 2013 si aggiunse un nuovo contributo, sempre a carico dello Stato, di 370 milioni. Ora se ne somma un terzo, da 300 milioni, da liquidare entro gennaio 2018, e stavolta paga la Regione reintroducendo l’addizionale Irpef (sarà votata quest’anno così da poter accendere il mutuo entro dicembre, applicata nel 2018 e incassata nel 2019). Totale contributo pubblico finale (si spera): 914 milioni, per un opera che dopo le modifiche progettuali chieste in larga parte dai Comuni costerà 2,3 miliardi. Dunque se nel 2009 il pubblico copriva il 15% dei costi complessivi di costruzione, oggi siamo saliti fino al 40%. Alla faccia della «strada costruita dai privati» ma pure delle norme che attualmente disciplinano le concessioni, fissando un tetto al 30% (attualmente, e quindi non applicabili retroattivamente).

Poi ce l’aspetto, evidenziato dal consigliere dem Claudio Sinigaglia, del canone di disponibilità, ossia «l’affitto» che la Regione dovrà pagare al Consorzio di costruttori Sis dal 2020, anno annunciato per l’apertura al traffico, al 2059, ultimo anno della concessione. In base al nuovo accordo, i pedaggi verranno versati in un conto e trattenuti da Sis per l’importo pari al canone concordato, ogni mese. Se l’incasso sarà superiore al canone, la Regione potrà chiedere di introitare il surplus; viceversa dovrà essere l’ente a pagare la differenza a beneficio di Sis. «A questo punto è evidente che il rischio legato al traffico è stato spostato interamente sulla Regione, senza alcun correttivo come invece era previsto nella convenzione del 2013 (con una franchigia del 5%, ndr) – dice Sinigaglia -. Sono state cambiate le carte in tavola e mi chiedo come possa stare in piedi un piano economico finanziario del genere». Sis conta di incassare nei 39 anni della concessione 12,3 miliardi (erano 18,8 con la vecchia convenzione), suddivisi nelle rate annuali che potete leggere nel grafico in alto. La cifra sale di anno in anno per via dell’inflazione e del tasso di incremento del traffico (l’idea sottesa è che col tempo i veneti impareranno ad apprezzare la Pedemontana). Alla voce «entrate», Sis potrà contare anche sulla vendita degli inerti derivanti dagli scavi, da cui si confida di ricavare tra il 2018 e il 2020 la ragguardevole cifra di 74,5 milioni.

Il capogruppo dem Stefano Fracasso si è invece concentrato sugli studi relativi ai flussi di traffico, che con 27 mila veicoli stimati al giorno, destinati a salire a 41 mila nel 2030 e a 53 mila nel 2040, sono il cardine del piano economico finanziario (da questi, come si è visto, dipende la tenuta dei conti della Regione, che dalla Pedemontana potrebbe guadagnare come perdere). Ebbene, il primo dato che salta agli occhi, sintetizzato anche questo nel grafico in alto, è che se la nuova superstrada ha prezzi al chilometro tutto sommato in linea con le altre autostrade di recente costruzione, come la BreBeMi (che però sconta enormi problemi di traffico, a tutt’oggi irrisolti) è però altrettanto vero che essa risulta notevolmente più cara delle autostrade già in esercizio in Veneto, con punte del 60% nel caso della A4, che corre parallela alla Pedemontana lungo la direttrice Est-Ovest e quindi ne sarà la principale concorrente (peraltro sulla A4 si può correre a 130 chilometri all’ora mentre sulla Pedemontana non si andrà oltre i 110). E questo nonostante il già annunciato sconto del 23% per le auto e del 16% per i tir. Lo studio lo scrive chiaramente: la Pedemontana sarà concorrenziale solo sulla tratta Montecchio-Conegliano rispetto alla A4 e la A27 (un vantaggio di tempo, non di costi) mentre esce perdente sia dal confronto con la A28 (direzione Palmanova) che con la A4 (direzione Udine).

«Insomma, la Pedemontana non sarà affatto conveniente per le lunghe percorrenze conclude Fracasso – si reggerà quasi esclusivamente sui pedaggi che dovranno pagare gli automobilisti che si spostano abitualmente sulla Gasparona, la Postumia, la Sr 53 e la Sp 11, vale a dire i residenti. A cui non a caso sono state tolte le esenzioni».

Piano dello sport, servono più risorse per un movimento che rappresenta una eccellenza a livello nazionale

Venezia 9 feb. 2017 –    “Il movimento sportivo veneto rappresenta un’eccellenza a livello nazionale e il ruolo dello sport deve essere riconosciuto dalla Regione, anche a livello di risorse. Peccato però che per il 2017 ci sono appena 700mila euro per le attività di promozione e altrettanti per l’impiantistica sportiva. Niente rispetto al reale fabbisogno, è il bilancio di previsione di un Comune da 30mila abitanti”.

È quanto afferma il consigliere del Partito Democratico Claudio Sinigaglia a proposito del Piano pluriennale per lo Sport 2016-2018. “Si tratta della prima pianificazione dopo l’approvazione della legge 8 del 2015 e ne recepisce tutte le novità, sia per quanto riguarda la promozione dello sport che sul piano straordinario di manutenzione e messa a norma degli impianti sportivi di base. È un passo importante per aiutare il Consiglio a mettere al centro questo argomento, come merita. In Veneto ci sono 9000 società sportive, il 40% della popolazione pratica un’attività in maniera continuativa e il 33% saltuariamente, numeri importanti che ci pongono in testa a livello nazionale.

Chiediamo dunque alla Giunta una maggiore attenzione e che stabilisca prima possibile i criteri per partire con le palestre della salute, affinché lo sport non sia solo uno strumento di prevenzione, ma pure di terapia. La maggioranza ha recepito diversi nostri emendamenti, incluso quello relativo all’attuazione delle palestre della salute, con il Veneto che è l’unica Regione ad aver attivato questo percorso. Perciò – conclude Sinigaglia – abbiamo votato a favore, adesso aspettiamo risposte concrete”.

==> LEGGI LA CARTA ETICA DELLO SPORT
==> LEGGI IL PIANO PLURIENNALE PER LO SPORT 2016-2018

Bandi per la promozione dello sport e per la pratica sportiva degli atleti con disabilità

pratica-sportivaCon la Legge regionale 11 maggio 2015, n. 8 (“Disposizioni generali in materia di attività motoria e sportiva”) la Regione Veneto riconosce il valore sociale, formativo ed educativo della pratica sportiva ed “interviene di conseguenza mediante forme di sostegno, anche finanziario, a favore della promozione della pratica sportiva”.

Quindi è proprio grazie a questo legge che sono stati pubblicati i due bandi regionali sul mondo dello sport, destinati alla promozione sportiva nel territorio regionale.

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Inoltre, sempre nel mondo dello sport regionale, è presente anche il bando finalizzato a fornire un sostegno finanziario a favore di opere di miglioria (strutturali e non) di impianti sportivi fino a 50.000 euro.
LEGGI il DGR 1504 del 26/09/2016
LEGGI ALLEGATO A del DGR 1504
LEGGI ALLEGATO B del DGR 1504

Calcio Padova, no al Plebiscito

padova_calcio_1910A mio giudizio è un grave errore trasferire il Calcio Padova al Plebiscito!
Ci sono problemi enormi da risolvere; ne snocciolo qualcuno: innanzitutto la viabilità d’accesso e la collocazione dei parcheggi! La super rotatoria della ex Saimp reggerà al flusso delle tifoserie? Già adesso in alcune fasce orarie c’è saturazione, ma soprattutto a preoccuparmi è l’isolamento che avrà il quartiere prima, durante e dopo le partite. Il tram verrà preso d’assalto! Si potrà mettere a disposizione per le partite?
Poi: il campo da gioco, il fondo, non è adatto per il calcio professionistico, bisogna rifarlo! Le recinzioni sono inadeguate e da buttare, le tribune sono pericolosissime con alzata e pedata inadatta per il calcio, non ci sono aree di servizio interne nelle tribune sia per la stampa che per i tifosi, la dotazione elettrica è insufficiente, la copertura è una groviera, gli accessi controllati saranno un bel rebus da risolvere. L’area comprende altre attività sportive che verranno fortemente danneggiate dallo svolgersi degli incontri di calcio. Impensabile andare in piscina o al palaghiaccio o a giocare a baseball durante il pomeriggio o la serata dell’evento calcistico.

Quanti soldi serviranno per mettere tutto a posto e per costruire poi anche due curve? Tre milioni? Mi sembrano veramente pochi. Per me servirà almeno il doppio!
E ancora: tutte gli uffici oggi operativi presso l’euganeo che fine faranno? Ricordo che ci sono circa 7000 mq di uffici che ospitano Federazioni sportive e che presso la curva sud il Coni ha appena investito per mettere a posto altri 1000 mq ad uffici per altre federazioni sportive provinciali e regionali. Senza eventi sportivi tutti questi spazi rischiano il deperimento in un paio d’anni perché la gestione manutentiva del calcio Padova è fondamentale per tenere in piedi e in esercizio il tutto. Che fine farà la regia veneta dello sport, presente oggi all’Euganeo?
Padova oggi è centrale per la politica sportiva regionale, ma le scelte di Bitonci vanno nella direzione di provincializzarla!
Più semplice e immediato collocare i tifosi della nostra curva presso la tribuna est dell’Euganeo e occupare interamente la tribuna ovest per gli altri tifosi. 

Legge regionale sullo sport: fino ad ora nessuna applicazione concreta

“A distanza di sette mesi dalla sua approvazione, la Legge regionale sullo sport rimane ancora lettera morta. Da parte della Giunta Zaia non è stato fatto nulla per rendere operativa questa norma innovativa. Ad esempio, non si è ancora dato vita alla Consulta regionale del settore, non è stata avviata la procedura per la stesura della carta etica dello sport veneto, non ci sono indicazioni per lo sviluppo dello sport di cittadinanza, non sono stati ancora individuati i criteri per la realizzazione della palestre della salute e non ci sono ancora le norme applicative per tutelare i praticanti delle palestre private. Perché questo vuoto incredibile?”: la presa di posizione è del consigliere regionale del PD, Claudio Sinigaglia, tra i padri della Legge in questione, varata sul finire della scorsa legislatura.

“A questo quadro desolante si aggiunge l’incomprensibile ritardo che sta vanificando la norma che consentiva di incentivare le sponsorizzazioni alle piccole società sportive: da mesi – denuncia Sinigaglia – mancano i moduli per la richiesta di riduzione dell’Irap da parte di chi vuole sponsorizzare. Lo sport è un settore centrale per la vita sociale di tutti ed in particolare per la crescita dei giovani: sarebbe questa la tanto sbandierata efficienza della Regione Veneto?”

Legge sullo sport: approvata all’unanimità!

disc_physical_education_school_sportIl Consiglio Regionale Veneto  ha approvato all’unanimità la nuova Legge sullo Sport frutto dell’unificazione di due distinti PdL, il n.457 presentato dalla Giunta regionale e il n. 408 presentato da Claudio Sinigaglia, del Gruppo democratico.

Con questo provvedimento la Regione Veneto, nel ribadire il riconoscimento dello Sport come funzione sociale per la crescita e lo sviluppo individuale e l’aggregazione sociale, intende dotarsi di un adeguato strumento normativo in grado di porre in essere azioni sempre più mirate ed incisive per soddisfare le mutate esigenze del mondo sportivo. Il provvedimento si rivolge infatti non solo alle 11.200 società sportive del Veneto e ai quasi 2 milioni di pratiche sportive, ma anche ai circa 700 mila studenti dei 1.900 istituti scolastici.
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