Bilancio 2014: Sinigaglia (PD), settore sociale diventa invisibile

Di fatto, con questo bilancio regionale, il settore del sociale diventa invisibile, un vero e proprio fantasma. Infatti la Giunta ha deciso di inquadrare come Lea tutta una serie di servizi: dagli asili nido, alle scuole materne, ai fondi per i disabili da assegnare ai Comuni. Caricando in questo modo tutta la spesa sulla sanità”. Lo dichiara in una nota Claudio Sinigaglia, consigliere regionale PD e vice presidente della commissione Sociosanitaria dove oggi era in discussione il Bilancio regionale di previsione per il 2014.

Il sociale è azzerato anche nelle voci del sostegno alle vittime della tratta e dei senza fissa dimora. A questo si aggiunge la riduzione del fondo per la non autosufficienza da 721 a 707 milioni e l’eliminazione delle risorse per il fondo di emergenza a favore delle famiglie al di sotto della soglia di povertà. Si tratta di un bilancio contro il quale daremo battaglia fino in fondo. E’ inaccettabile – conclude Sinigaglia – che la Giunta abbia abbandonato in questo modo gli ‘invisibili’ del Veneto, rendendo invisibile ogni risorsa a disposizione”.

Sinigaglia, ispezione sulla situazione protesica del Veneto. I risultati

Su richiesta del consigliere Claudio Sinigaglia è stata avviata, alla fine di giugno 2013, un’indagine condotta dall’Istituto Ispettivo Regionale sulla situazione della protesica nel Veneto. L’indagine, condotta per la prima volta nella nostra Regione, si è protratta per sei mesi ed è culminata nella redazione del documento “Ricognizione sui dispositivi protesici impiantabili”.

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Fondo non autosufficienza. Manca riparto 2013, Giunta non rispetta la legge

E’ la legge regionale che lo impone: ogni anno la Giunta è tenuta a stabilire il riparto del Fondo per la non autosufficienza. Questo non è stato fatto per il 2013. Si tratta di una violazione della legge che soprattutto crea ulteriore disagio a chi si trova già in condizioni di fragilità”. A denunciarlo il consigliere regionale del PD e vice presidente della commissione Sociosanitaria, Claudio Sinigaglia, che sulla vicenda annuncia così la presentazione di un’interrogazione.
Quali sono i motivi di questo mancato provvedimento che avrebbe dovuto essere approvato da Giunta e commissione? Le Ulss di fatto si trovano nell’impossibilità di sapere quanti soldi possono trasferire per le case di riposo, i centri diurni e le comunità residenziali. Sostanzialmente non si sa a quanto ammonti esattamente il Fondo, in una forbice di risorse compresa tra i 735 e i 694 milioni. E’ davvero una situazione grottesca sulla quale va fatta immediatamente luce”.

Extrabudget a privati accreditati nella radiologia diagnostica. Provvedimento rinviato e da riscrivere

Su un provvedimento così importante, che stanzia ben 30 milioni di euro in due anni, non è accettabile che la Giunta prenda decisioni sulla testa di chi opera nelle strutture sanitarie. Siamo riusciti ad ottenere la revisione della delibera, con la maggioranza che si è divisa al proprio interno”. Questo il commento di Claudio Sinigaglia, consigliere regionale del PD e vice presidente della commissione Sociosanitaria dove oggi era in esame la delibera di Giunta che fissa i criteri di erogazione di extrabudget (15 milioni per ognuna delle annualità 2014-2015) ai privati accreditati della radiologia diagnostica.

Sui criteri di erogazione individuati da una commissione tecnica è emersa una serie di rilievi di criticità da parte dei consiglieri. Di sicuro i parametri non rispondono in modo sufficiente alle osservazioni che i rappresentanti dei privati avevano sollevato. A differenza del presidente della commissione, Padrin, che voleva una nuova audizione, è prevalsa la richiesta (avanzata dai consiglieri Bond, Marchese e Grazia) di correggere i criteri coinvolgendo direttamente i privati accreditati nel lavoro di riscrittura. Un atto doveroso che porterà certamente ad un provvedimento più oculato ed efficace”.

Gioco d’azzardo, asse Pd-Lega per nuova legge

PD e Lega hanno unificato le proposte di legge già depositate e siamo ormai pronti per dotare anche la Regione Veneto di una legge sul gioco d’azzardo”. Ne dà notizia Claudio Sinigaglia, consigliere regionale del Pd e vicepresidente della commissione Sanità.

Il testo è ormai pronto ed è aperto ai contributi delle altre forze politiche che in tema di videogiochi e ludopatie hanno presentato altre proposte”, prosegue Sinigaglia, primo firmatario della proposta di legge 283 del Pd presentata nella primavera del 2012, ora confluita in un articolato condiviso anche dai consiglieri leghisti che con Cristiano Corazzari primo firmatario avevano presentato nel maggio scorso il progetto di legge 354.

Intanto la commissione Sanità avvia l’iter di esame anche di altre due proposte di legge in materia di dipendenze dal gioco d’azzardo, presentate rispettivamente da Stefano Valdegamberi di Futuro Popolare (pdl 397) e da Stefano Peraro, Udc (pdl 398). “Mi auguro che nuove norme per prevenire i drammi causati dal gioco compulsivo e per scoraggiare la diffusione di slot machines e punti-scommesse siano tra le prime legge approvate dal Consiglio regionale nel 2014 – conclude Sinigaglia – Le dimensioni del fenomeno sono tali che ci impongono di intervenire con urgenza, in primo luogo per dare maggior voce in capitolo ai comuni, in particolare sulla collocazione delle sale da gioco, e poi per attivare in modo omogeneo in tutta la Regione percorsi di prevenzione, trattamento e cura, affidati alle Ulss in collaborazione con il privato sociale, per le persone dipendenti dal gioco d’azzardo patologico”.

5.01 Mattino di Padova – Welfare veneto senza pace, Sernagiotto nel mirino

VENEZIA – Non c’è pace sul fronte del welfare, feudo di Remo Sernagiotto, l’assessore di Forza Italia che negli ultimi tempi ruba puntualmente la scena per vicende non proprio esaltanti. Passi per la fama di pistolero, acquisita grazie alla 38 special nella cintola che lo accompagna abitualmente; a complicargli la vita, però, è arrivato lo scontro plateale con il segretario della sanità Domenico Mantoan che, negando la sua firma, ha bloccato la delibera con la quale il berlusconiano di Montebelluna intendeva dirottare 6 milioni dal Fondo per la non autosufficienza 2013 alle fattorie sociali. C’è di più. Il Fondo coinvolge decine di migliaia di persone, anziani e disabili destinatari di assegni di cura e integrazioni alle rette nelle case di riposo; inizialmente prevedeva una dotazione di 721 milioni, poi ridotti a 714 dalla spending: cifra virtuale, perché ad oggi le risorse effettivamente stanziate ammontano a 694 milioni. «Dove sono finiti i 20 mancanti? Una risposta chiara è doverosa», punge il consigliere del Pd Claudio Sinigaglia. Leggi tutto