Sinigaglia (PD): Mozione per Padova capitale europea del Volontariato

Venezia, 1 ott. 2018  – “Il volontariato è una risorsa sociale e culturale molto preziosa e oggi Padova e il Veneto hanno una grande opportunità di rilanciare a livello internazionale il proprio ruolo nel Terzo Settore. La Regione sostenga, dunque, con il massimo sforzo, la candidatura di Padova a capitale europea del Volontariato per il 2020”.

Lo chiede il consigliere regionale del Partito Democratico, Claudio Sinigaglia, il quale informa “Ho presentato oggi una Mozione che impegna la Giunta a dare il proprio contributo per la buona riuscita di una candidatura che verrà presentata ufficialmente a Bruxelles il prossimo 25 ottobre, mentre l’annuncio del vincitore sarà dato il prossimo 5 dicembre ad Aarhus. Al momento, Padova è l’unica città italiana in lizza; l’altra contendente è la città di Stirling, in Scozia”. “Istituito dal CEV (Centro europeo per il Volontariato) nel 2014 – spiega l’esponente dei Democratici –  il titolo di capitale europea del Volontariato ‘è un riconoscimento ai Comuni che rafforzano le partnership con i centri di volontariato e con organizzazioni che operano nell’ambito del Terzo Settore’”.

“Il volontariato è un bene culturale da tutelare – osserva il consigliere Dem – e l’impegno sociale dei cittadini costituisce un irrinunciabile contributo allo sviluppo culturale del territorio. Il riconoscimento di capitale europea del Volontariato porrebbe, non solo la città di Padova, ma tutto il Veneto, in una posizione di primaria importanza a livello internazionale nell’ambito del Terzo Settore”. “E’ dunque opportuno e doveroso – conclude Claudio Sinigaglia – che la Giunta regionale si attivi per garantire un buon esito della suddetta candidatura”. Leggi tutto

“Camposampiero, la Giunta riveda la classificazione dei punti nascita: la fuga da Pediatria nasce da lì”

Venezia 26 set. 2018 – “I motivi della fuga di pediatri e anche del primario del reparto dall’ospedale di Camposampiero è dovuta ai carichi di lavoro troppo pesanti e all’impossibilità di garantire servizi adeguati e la causa è una sola: la nuova classificazione del Punto nascita, diventato a tre stelle a seguito dell’approvazione della Dgr 2238 del 23 dicembre 2016. Senza essersi degnati di ascoltare in audizione la Conferenza dei sindaci né la Commissione stessa. Questo l’assessore Coletto lo sa benissimo ”. Ad affermalo è Claudio Sinigaglia (Pd) che torna sulla polemica relativa al futuro del nosocomio “Pietro Cosma”  di Camposampiero.

“Le rassicurazioni dell’assessore alla Sanità che smentisce ogni ipotesi di ridimensionamento si scontrano con la realtà dei fatti. Difficile pensare che sia tutto ‘normale’, vista la raffica di dimissioni nel giro di pochi mesi. Se l’area materna fosse stata qualificata a quattro stelle, riconoscendo quello che ha sempre avuto e che faceva di Camposampiero un’eccellenza e un punto di riferimento per l’Alta Padovana e per il Veneto, il primario Marco Filippone non se ne sarebbe andato. La Giunta – insiste Sinigaglia – riveda urgentemente la classificazione. L’assunzione di cinque pediatri promessa da Coletto con il nuovo concorso programmato per ottobre , se andrà a buon fine, servirà relativamente se non verrà risolto il problema di fondo”, aggiunge in chiusura il consigliere dem padovano, ribadendo “il sostegno del PD alla protesta dei sindaci e dei cittadini dell’Alta Padovana che manifesteranno sabato prossimo alle 10.30 dal distretto ‘De Rossignoli’ fino all’ingresso sud dell’ospedale. Ultimo, ma non da ultimo: la petizione online per salvare il reparto di Terapia intensiva neonatale  camposanpierese ha superato le settemila firme”.

Manifestazione per salvare l ospedale di Camposampiero. Grande partecipazione di cittadini, mamme, Sindaci a difesa del punto nascita impropriamente declassificato da Zaia

Pubblicato da Claudio Sinigaglia su Sabato 29 settembre 2018

Stop alla Nuova pediatria a Padova, da un mese attendiamo l’audizione in Quinta commissione del dg Flor

Venezia, 26 set. 2018  – “È passato un mese da quando abbiamo chiesto di ascoltare in audizione il direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Padova Luciano  Flor  sulla realizzazione della Nuova pediatria, ma ancora niente. Non è tanto una mancanza di rispetto nei confronti dei consiglieri, con la complicità del presidente della Quinta commissione Boron che evidentemente non vuole far pesare il suo ruolo politico; si configura semmai un rovesciamento dei ruoli: non è il Consiglio regionale a dover aspettare, ma è il direttore generale che deve mettersi a disposizione”. Claudio Sinigaglia (Partito Democratico) non usa mezzi termini “sulla lunga attesa per fare chiarezza sul progetto della Nuova pediatria, dopo lo stop dovuto, secondo notizie giornalistiche, alla volumetria insufficiente per garantire tutti i servizi inizialmente previsti” come si legge in una nota diffusa dall’esponente del Pd.

“Vorremmo verificare se è vero che non c’è abbastanza spazio, nonostante sia stato già aggiudicato il bando per realizzare il progetto. Che cosa rimarrebbe da realizzare? Bisogna richiedere alla Sovrintendenza nuove autorizzazioni? Vogliamo sapere come stanno le cose. La richiesta di confrontarci con Flor  è ‘il minimo sindacale’ e non può essere negata, abbiamo anche rinunciato alla contemporanea presenza di Coletto e del direttore generale, perché sembra impossibile trovare una data in cui possano essere presenti entrambi – sottolinea Sinigaglia –  Se l’assessore è sempre impegnato, Flor venga pure da solo. È inammissibile che i consiglieri regionali debbano aspettare da un mese per avere notizie ufficiali su un progetto così importante per l’area padovana e non solo, finanziato dalla Regione con 50 milioni. Non ci accontentiamo delle dichiarazioni di Zaia sui giornali, vogliamo un incontro e un confronto per capire come stanno le cose”.

Leva obbligatoria, approvata ma solo per propaganda

Venezia, 19 settembre 2018

“Una Proposta di legge che è una presa in giro, pura propaganda per illudere alcune realtà del Veneto e che non produrrà alcun effetto. I valori di solidarietà e di collaborazione  possono essere promossi benissimo tramite il servizio civile volontario regionale, che però va potenziato”. Così Claudio Sinigaglia, consigliere del Partito Democratico, argomenta il ‘no’ del gruppo al Pdl statale approvato ieri sulla reintroduzione della leva obbligatoria.

“Il fatto che, pur avendo inserito tra le opzioni ‘servizio civile’, l’assessore Bottacin abbia voluto mantenere quella della ‘protezione civile’ la dice lunga su quanto sia pretestuoso il provvedimento. Gli unici effetti positivi di questa proposta di legge, che resterà ferma in Parlamento, si vedranno se sarà sviluppato il servizio civile presso la protezione civile, gli alpini e altre associazioni –  aggiunge Sinigaglia – La maggioranza ha in testa un modello educativo di due secoli fa: non hanno parlato con studenti, insegnanti o agenzie formative. Questo la dice lunga sul conflitto generazionale che è in atto e che sono incapaci di comprendere. Anziché dare risposte su lavoro, ricerca e istruzione si impongono modelli nostalgici, inadeguati e già superati. Ce ne siamo accorti facendo un breve sondaggio sulla rete: in pochi giorni abbiamo raccolto 800 adesioni contro la leva obbligatoria, in gran parte studenti ed insegnanti”.Leggi tutto

Obbligo vaccinale, Zaia si smarchi da questa follia e faccia approvare in Consiglio la nostra risoluzione

Venezia, 6 set. 2018 – “Siamo di fronte a un caso di schizofrenia politica sulla pelle dei bambini. Sembrava che, finalmente, il Parlamento avesse deciso di ascoltare le opinioni di medici e scienziati anziché quelle di ciarlatani e stregoni. Invece ecco l’ennesimo dietrofront per tenere insieme una maggioranza che non va d’accordo su niente”. Così i Consiglieri regionali del Partito Democratico Alessandra Moretti e Claudio Sinigaglia commentano, tramite una nota, “Il balletto sull’obbligo vaccinale, con un nuovo emendamento al Milleproroghe che prolungherebbe la possibilità di presentare l’autocertificazione per tutto l’anno scolastico. L’ennesimo cambio di rotta in contemporanea con l’apertura di nidi e materne, creando ulteriore caos”.

“Anche il Presidente Mattarella ha invitato a non diffidare della scienza, ma evidentemente la propaganda è più forte della ragione – dicono i due esponenti del PD – Invitiamo Zaia a smarcarsi da questa follia delle autocertificazioni, come hanno fatto altre Regioni, con cui si scarica ogni responsabilità su famiglie e prèsidi. Il modello veneto sui vaccini non ha funzionato, visto che i tassi di copertura sono calati rapidamente, e in alcune zone della regione sono scesi ben al di sotto della soglia di sicurezza. Chiediamo al governatore di impegnarsi in prima persona per una battaglia di civiltà, per il mantenimento e il rafforzamento dell’obbligo vaccinale. Abbiamo una Risoluzione pronta da un mese, venga in Consiglio e la faccia approvare dalla sua maggioranza”.

Nuova vittima della West Nile, “Zaia ha gravemente sottovalutato l’emergenza. E’ normale che l’assessore resti al suo posto? ”

“Ancora una vittima della West Nile, mentre attendiamo che venga attuato il Piano della Regione per combattere il virus. È un ritardo grave e colpevole, l’assessore Coletto dovrebbe dimettersi”. È quanto chiede in una nota il gruppo consiliare del Partito Democratico in Consiglio regionale.

“È un problema che in Veneto abbiamo da ormai dieci anni e che si è progressivamente aggravato, con oltre 130 casi nel 2018. Numeri che non sono bastati alla Giunta per agire con determinazione: solo lo scorso 24 agosto l’assessorato alla Sanità ha annunciato un Piano straordinario di disinfestazione a tappeto. Occorre però un intervento continuativo e soprattutto preventivo, ad aprile maggio; e la Regione non può e non deve abbandonare i Comuni, specialmente quelli più piccoli, che non hanno le risorse necessarie per compiere un’efficace disinfestazione. Serve un’azione coordinata tra le amministrazioni locali affinché non sia vana perché le zanzare ovviamente non sono stanziali”, aggiungono i consiglieri del Partito Democratico che nei giorni scorsi hanno anche presentato una mozione in cui si sollecita la Regione a finanziare tutte le operazioni di prevenzione e contrasto, assumendo un ruolo di regìa.Leggi tutto

«Mio figlio ipovedente senza testi scolastici»

PADOVA «A 10 giorni dall’inizio della scuola mi comunicano che i libri per mio figlio, autistico e ipovedente, non potranno essere ingranditi come di consueto perché mancano i soldi. Alla faccia della legge sull’integrazione scolastica, noi genitori siamo costretti ad arrangiarci e il mio bimbo rischia di non poter studiare». È lo sfogo di un papà di un bambino di 9 anni, che quest’anno, a settembre, inizierà a frequentare la quarta elementare in una scuola padovana. E che ieri ha ricevuto un’e-mail dall’Unione Italiana dei ciechi e degli ipovedenti, che gli comunicava che a causa di mancanza di risorse economiche dovuta alla ristrettezza del finanziamento previsto, la trascrizione dei testi richiesti per l’alunno è stata bloccata, in attesa di eventuali ulteriori finanziamenti.

LA POLEMICA
La comunicazione dell’associazione ciechi, che fa da tramite tra la scuola e la tipografia specializzata che trascrive i libri di testo normali in un formato gigante per consentire ai bambini ipovedenti di leggerli come fanno gli altri compagni di classe, è stata una fulmine a ciel sereno. «Ogni anno – spiega il genitore – sappiamo che l’associazione e la scuola fanno i salti mortali per ottenere i finanziamenti necessari per i supporti che servono ai bambini con questi problemi. Ma alla fine ce la fanno sepre. Mai, dunque, mi sarei aspettato di ricevere una comunicazione simile». 
Di fatto, continua il papà arrabbiato, «ci dicono che dobbiamo arrangiarci. E tutto questo alla faccia della legge per l’integrazione scolastica. I primi due anni delle elementari mi sono occupato io stesso di ingigantire i testi scolastici per non pesare su nessuno. Ora, però, non è più possibile perchè i libri sono diventati più complessi visto che ormai farà la quarta elementare. Praticamente questa tipografia ricava tre volumi con un carattere di punto 29 (molto grande, ndr) da un testo scolastico normale». Leggi tutto

Miracolo all’Ulss 6: in un anno deficit annullato di 38 milioni. Ma i servizi?

Sarà utile approfondire se la riduzione della spesa è avvenuta eliminando gli sprechi o riducendo, come parrebbe da una prima lettura, l’erogazione dei servizi. Attendo a tal proposito un confronto in quinta commissione con i direttori generali e con il responsabile dell’area sociosanitaria veneta

23 AGO – Sono rimasto sorpreso di fronte ai dati del bilancio 2017 delle aziende e delle Ulss del Veneto. Annullato un deficit di otre 150 milioni. Grazie alla riduzione delle Ulss e ad Azienda zero. Ci spiega l’assessore Coletto e tutto questo in soli 12 mesi. Penso che fra qualche anno divideremo gli utili o restituiremo l’attivo al Fondo sanitario nazionale.

E allora ho preso un Ulss di riferimento, l’Ulss 6 Euganea (vedi tabelle a fondo pagina)e ho confrontato le entrate e le spese del 2016 con quelle del 2017. Perché per annullare un deficit di 38 milioni come quello maturato nel 2016 dall’Ulls 6 o, nel 2017, si sono aumentate le entrate o si sono ridotte le spese!

Vediamo le Entrate dell’Ulss 6: sorpresona nel 2016 le entrate erano maggiori, pari a 1MLD 732.773.506 e si riducono nel 2017 di 4 milioni circa. Anche se il contributo in conto esercizio è maggiore di 37 milioni nel 2017 ( 1MLD 508.044.957mil nel 2016 e 1MLD 545.166.130mil. nel 2017). Calano i ricavi per prestazioni sanitarie da 165,5 mil. nel 2016 a 127mil. nel 2017! Come mai? Anche il ricavo dei tickets diminuisce di 2 milioni da 28 a 26 mil.

E allora andiamo a controllare le spese: e qui si capisce perché il deficit è stato annullato in un unico anno. Semplice: le spese per erogazione dei servizi passano da 1MLD 750 mil. nel 2016 a 1MLD 718mil. nel 2017.Ovvero si sono spesi 32 milioni in meno!Leggi tutto