Nuovo ospedale a Padova Est, sottoscritto l’accordo di programma

In attuazione della deliberazione della Giunta Regionale n. 86 del 29 gennaio 2019, presso la Direzione Pianificazione Territoriale regionale è stata sottoscritta la proposta di Accordo di Programma per la realizzazione del Nuovo Polo della Salute – Ospedale Policlinico di Padova tra la Regione del Veneto, l’Azienda Ospedaliera di Padova, l’Università di Padova, il Comune di Padova e la Provincia di Padova.“

Il sindaco Sergio Giordani commenta e sottolinea: «La salute dei padovani è sempre stata la mia più assoluta priorità ed è per questo che i nostri tecnici comunali assieme a quelli della Regione e di tutte le altre Istituzioni hanno lavorato ininterrottamente compreso il mese di agosto per arrivare a questo fondamentale passo. Stiamo anche anticipando la tabella di marcia e in gennaio arriveremo in consiglio comunale. Io amo che si lavori in silenzio e con passione per produrre fatti veri per la gente, spero che si sia capita una cosa: non sono e non siamo infallibili ma per quanto possibile questa maggioranza fa ed attua quello che dice. Su questo devo ringraziare il Governatore Zaia per la costante collaborazione. Ora serve un grande gioco di squadra tra tutti gli attori in campo, compreso il Governo Nazionale, per correre verso il risultato: dare alla città due poli ospedalieri che risulteranno eccellenze internazionali e daranno ai cittadini un servizio sanitario di primissimo livello e che non teme rivali. Tutti gli impegni sono stati rispettati. Pari dignità dei due poli, rigenerazione completa del Giustinianeo con conseguente salvaguardia urbanistica dei quartieri limitrofi e del centro cittadino che ora potranno essere tranquilli per sempre, quell’area non solo si salverà nelle sue funzioni, ma si rilancerà con forza e questo non era scontato. Inoltre daremo vita a un magnifico Parco delle Mura che sarà un gioiello verde nel pieno del nostro centro storico». Leggi tutto

Medicine di gruppo integrate: i servizi sul territorio continuano ad essere smantellati; altro fallimento di Zaia

“Il comunicato dell’assessore Lanzarin sulle Medicine di gruppo integrate è un perfetto rovesciamento della realtà e rivela lo stato confusionale della Giunta. Le Mgi, infatti, sono state un clamoroso fallimento di Zaia: non si può mistificare tutto per fare campagna elettorale”. Claudio Sinigaglia, Consigliere regionale del Partito Democratico, e il Capogruppo Stefano Fracasso commentano così la nota dell’assessore alla Sanità, che ha parlato di “organizzazione ‘vincente’ della medicina territoriale in Veneto, con 76 Mgi attivate in due anni e un risparmio di quattro milioni di euro; non sappiamo su quale pianeta vivano gli esponenti della Giunta: i servizi sul territorio sono stati via via smantellati, la sanità sta diventando sempre più un lusso a pagamento.

Quattro milioni di veneti non hanno accesso alle Medicine di gruppo integrate dopo oltre 5 anni dalla loro istituzione: chiamare questo un successo è davvero incredibile. In molti casi i veneti oggi fanno i conti con la mancanza del medico di famiglia, poiché non ci sono sostituti per i pensionamenti. Ricordiamo anche l’inutile accordo di programma con i medici di base, rimasto infatti lettera morta. Adesso alla vigilia delle elezioni cercano di rimediare puntando sugli effetti speciali della propaganda, ma la realtà è ben diversa”.

Bilancio – Sinigaglia (PD): “Troppe lacune nel Defr: niente edilizia popolare, politiche per la famiglia e programmazione sanitaria. Zaia si dimentica di citare le Olimpiadi”

Venezia 4 nov. 2019 – “È un Defr con tante, troppe lacune e che ci restituisce un presidente Zaia non lucidissimo: nella lettera di premessa si dimentica di citare Olimpiadi e Paralimpiadi, uno degli obiettivi più importanti raggiunti in questi anni e fa una grande confusione nel percorso sull’autonomia. Percorso ancora al palo, è bene ricordarlo, per responsabilità specifiche di Salvini. Preferisce attaccare l’attuale governo e quello Gentiloni, quando proprio con Bressa firmò un’intesa in un giornata che definì ‘stra storica’. Una premessa che sarebbe tutta da riscrivere, ma anche i contenuti del documento lasciano molto a desiderare”.

A dirlo è Claudio Sinigaglia, Consigliere regionale del Partito Democratico, illustrando la propria correlazione al Defr la cui discussione generale è iniziata questo pomeriggio in Aula. “C’è qualcosa di positivo, come l’inserimento dell’Agenda 2030, ma gli aspetti che non ci convincono sono molti di più. Mancano le modifiche alla legge 39/2017 che sta mettendo in difficoltà migliaia di famiglie fragili. I canoni sono aumentati per l’80% degli assegnatari, gli alloggi disponibili sono in calo; l’assessore Lanzarin aveva detto che entro il 15 ottobre il lavoro del tavolo tecnico sarebbe finito e poi avremmo avuto il testo in Commissione: ancora invece non abbiamo visto niente. Si sorvola poi sul futuro di Veneto Sviluppo che senza i soldi collegati ai fondi di rotazione è destinato a chiudere, anche se non si può dire perché siamo in campagna elettorale”.Leggi tutto

Il partito personale di Renzi nato alla Leopolda adesso è una realtà e punta al centro

Dalla Leopolda 10 nasce il vero PdR: il Partito di Renzi. Un partito personale, nel quale il leader non deve rendere conto né a correnti né a organismi, considerati inutili orpelli. Appunto, il Partito del Capo. E di Italia Viva il Fiorentino è il capo indiscusso. Anche perché, come dimostra la sua parabola nel Pd, il Matteo toscano non tollera nessun ruolo che non sia la prima fila: o comanda o se ne va. Da questo punto di vista la nascita ufficiale del suo partito, già preceduta dalla scissione dei parlamentari eletti nel Pd, segna la fine di un equivoco. Il Fiorentino punta al centro, contando su quanti non si riconoscono né il Pd, ormai libero di collocarsi nell’alveo della sinistra riformista, né nella paralizzata Forza Italia, ostaggio dell’interminabile autunno politico del suo Patriarca e indebolita da fughe in tutte le direzioni.Leggi tutto

IOV di Padova, silenzioso smantellamento: dove sono andati a finire i 3 ml per ristrutturare gli ambulatori?

È scontro sul futuro dell’istituto Oncologico Veneto, Padova perde la centralità strategica della struttura o invece si sta potenziando il Busonera? Il dibattito è aperto con il grido d’allarme lanciato dal vicepresidente della Quinta Commissione e consigliere del Pd, Claudio Sinigaglia: «Stiamo assistendo ad un silenzioso smantellamento, la situazione è critica per ambulatori e parcheggi. La Regione scommette tutto sullo Iov di Castelfranco dove si realizzeranno due nuovi bunker di radioterapia».Leggi tutto

Ospedale Sant’Antonio, la Conferenza dei sindaci boccia ancora la cessione all’Azienda universitaria.

“Zaia e l’assessore Lanzarin ascoltino i sindaci dell’Ulss 6 e blocchino la cessione del Sant’Antonio all’Azienda ospedaliero-universitaria di Padova; la programmazione regionale e le relative schede devono essere riviste”. È quanto chiede Claudio Sinigaglia, consigliere del Partito Democratico, facendo proprio il parere della Conferenza dei sindaci dell’Ulss Euganea che nella riunione di venerdì scorso ha ribadito il ‘no’ al passaggio che dovrebbe avvenire entro fine anno.

“Anche se è mancato il numero legale per ratificare il rifiuto, dall’assemblea è emerso un giudizio negativo sul trasferimento. Il documento invita la Giunta a rivedere la programmazione e a rinviare ogni decisione quando sarà completato il nuovo Polo della salute e e riqualificato il Giustinianeo. Non è un ‘no’ aprioristico, ma legato alle tempistiche fissate dalla Regione, che ha dato un’inspiegabile accelerata. Queste forzature vengono viste come una sottrazione di servizi a favore dei padovani, a cui devono essere garantiti i livelli essenziali di assistenza. Per ora non c’è alcun motivo a favore della decisione della Giunta, né in termini di risparmi né, ancora peggio, per tutelare la salute dei cittadini. Invito perciò, nuovamente l’assessore alla Sanità Lanzarin e i presidente della Regione Luca Zaia a fare proprie le istanze dei sindaci e fermare l’intera operazione, è una penalizzazione immotivata di un intero territorio”.

Scontro dei Sindaci sul S. Antonio

Giordani alla Regione «Senza garanzie
noi non ci smuoviamo» Alessandro Bisato, segretario regionale PD e sindaco di Noventa: «La Regione rivaluti definitivamente la possibilità che il Sant’Antonio passi sotto il controllo dell’azienda ospedaliera».
«Il giorno in cui qualcuno mi convincerà a non preoccuparmi del fatto che un cittadino di Padova debba curarsi negli ospedali della provincia deve ancora arrivare. E dubito che arriverà mai. Io non mi smuovo dalla mia posizione». La voce è quella del sindaco Sergio Giordani. Il tema è il passaggio del Sant’Antonio sotto l’Azienda ospedaliera. Il primo cittadino torna sull’argomento dopo la conferenza dei sindaci di venerdì, convocata per esprimere un parere sulle schede ospedaliere (non vincolante ma obbligatorio entro il 30 settembre), finita senza il voto per l’abbandono di Giordani. Dopo due ore di tensione, la Conferenza dei Sindaci non ha potuto esprimere un giudizio sulle schede ospedaliere, sulla cessione del Sant’Antonio e sul documento promosso dal comune di Ponte San Nicolò condiviso con tutti i sindaci di centrosinistra, Giordani compreso.Leggi tutto

Ospedale Sant’antonio : Psichiatria da 32 a 20 posti letto, “Zaia cambi o faccio ricorso”

Il consigliere regionale del partito democratico Claudio Sinigaglia è pronto a presentare ricorso al Tar contro la scheda di programmazione regionale per l’ospedale Sant’Antonio di Padova. Una scheda che, rileva il consigliere, è uscita dall’approvazione finale in Giunta, difforme da come l’avesse licenziata la Commissione Sanità. Su un punto in particolare: la dotazione e la gestione dei posti letto di Psichiatria.

Nella scheda uscita dalla Commissione erano previsti 32 posti letto gestiti dall’Usl Euganea, in quella uscita dalla Giunta i posti si riducono a 20 e senza alcuna indicazione sulla loro gestione. Circostanza, quest’ultima, che desta preoccupazione non fosse altro perché la Regione ha previsto il passaggio dell’intero Sant’Antonio sotto la gestione dell’Azienda ospedaliera universitaria. «Il parere sulle schede espresso dalla Commissione Sanità e Sociale è stato disatteso immotivatamente dalla Giunta» accusa Sinigaglia, «o ci troviamo di fronte a un banale errore di trasmissione o trascrizione oppure è una modifica attuata senza alcuna motivazione esplicitamente riporta nella delibera regionale, diversamente da quanto fatto per tutte le altre modifiche apportate.Leggi tutto