Nuove schede ospedaliere, cosa cambia per il Veneto

Sono state approvate dalla giunta il 13 Marzo le nuove schede ospedaliere del Veneto, all’interno del Piano Socio Sanitario Regionale 2019-2023.

Di seguito, una sintesi di alcune previsioni nelle singole Ullss, nelle Aziende Ospedaliere di Padova e Verona, e per l’Istituto Oncologico Veneto. In allegato, in fondo alla pagina, troverete invece il testo completo.Leggi tutto

Mense Ospedaliere, gare annullate… L’Azienda Zero non favorisce la concorrenza

Venezia 27 feb. 2019 –   “Le nostre denunce sulla gestione delle mense ospedaliere hanno trovato pieno fondamento: avevamo evidenziato come il bando di Azienda Zero non favorisse la libera concorrenza, sancendo di fatto il monopolio di un unico operatore nella ristorazione della sanità che avrebbe fornito il 95% dei pasti. E il Consiglio di Stato ha confermato le nostre accuse annullando tre gare su sei”.

Le parole, affidate a una nota congiunta, sono dei consiglieri regionali del Partito Democratico, il Capogruppo Stefano Fracasso, Claudio Sinigaglia e Bruno Pigozzo, i quali commentano così “il verdetto con cui è stata ribaltata la sentenza di primo grado sulla regolarità del maxi appalto regionale per le mense ospedaliere, valore 303 milioni, vinto da Serenissima Ristorazione. Appalto su cui il nostro Gruppo consiliare aveva presentato un’interrogazione a gennaio 2018 chiedendo di fare chiarezza su più punti: dalla possibilità per un unico soggetto di aggiudicarsi tutti i lotti, al divieto di utilizzare le cucine degli ospedali per preparare i pasti, con Serenissima Ristorazione unica in Veneto ad avere un proprio centro di cottura col sistema ‘cook and chill’”.

“Contro l’esito della gara aveva fatto ricorso la Dussmann Service – ricordano i consiglieri Democratici –  impugnando le sentenze di primo grado relative a tre lotti su sei. I giudici del Consiglio di Stato hanno dato ragione all’azienda tedesca e così dovrà essere indetto a breve un nuovo bando. Avevamo evidenziato come, per appalti simili, fosse vietato ai concorrenti partecipare in più di un raggruppamento temporaneo o consorzio, e anche in forma individuale, qualora si fosse già presentata un’offerta insieme ad altre imprese, così come ci lasciava perplessi la clausola sulla preparazione esterna dei pasti”.Leggi tutto

In Usl 6 è emergenza nei Servizi sociosanitari

Alle voci di Cgil e Uil che nei giorni scorsi si sono levate per denunciare le gravi carenze di organico che colpiscono soprattutto l’ambito dei Servizi sociosanitari territoriali dell’Usl Euganea, si aggiunge quella dell’Ordine degli assistenti sociali. «Il problema sollevato da Cgil e Uil è un’emergenza reale, che tocchiamo con mano tutti i giorni» conferma Mirella Zambello, presidente dell’Ordine degli assistenti sociali del Veneto, «i vuoti di organico si traducono in gravi carenze nei servizi e penalizzano pesantemente il lavoro degli operatori dei servizi sociali, specie nei consultori».

Quella denunciata è una carenza di organico generalizzata – assistenti sociali, neuropsichiatri, psicologi – quella rilevata da Zambello nei servizi sociosanitari, che comportano l’allungamento delle liste d’attesa. Un esempio? per la prima visita neuropsichiatrica infantile il tempo di attesa è di cinque mesi. I numeri confermano l’emergenza: «Mancano almeno venti assistenti sociali» continua Zambello, «e i professionisti in servizio si trovano spesso costretti a intervenire solo nei casi di emergenza, quando le situazioni delle famiglie sono già critiche, impossibilitati ad attuare qualsiasi intervento in prevenzione. Ricordiamo ancora una volta che investire in politiche sociali non è un costo, ma un investimento. Se si continua a lavorare in emergenza, il costo sociale nei prossimi anni aumenterà esponenzialmente». –E. L.Leggi tutto

Al via il confronto del Pd a Padova con le comunità locali per le schede ospedaliere

Venezia 5 feb. 2019 –      “Al via la campagna di ascolto e confronto del Partito Democratico in vista dell’approdo in Consiglio regionale delle schede ospedaliere e territoriali. Primo appuntamento venerdì prossimo, 8 febbraio, all’Hotel Crown Plaza di Padova alle ore 18” L’annuncio viene dal consigliere regionale del Pd Claudio Sinigaglia  coordinatore dei lavori patavini di venerdì prossimo assieme al capogruppo Stefano Fracasso.

“Parteciperanno a questo confronto Adriano Benazzato (Anaao/Assomed), Stefano Ivis (Fimmg), Tiziano Vecchiato (Fondazione Zancan), Aldo Mingati (già direttore dell’Antica scuola dei Battuti di Venezia) e Christian Ferrari della Cgil – spiega Sinigaglia –  Dobbiamo ascoltare e coinvolgere amministratori locali e addetti ai lavori, in modo da prendere scelte consapevoli, nell’interesse delle comunità con una programmazione equa e non discriminante.  Il Piano sociosanitario approvato a dicembre, oltre a non dare risposte sulla non autosufficienza, non ha sciolto i nodi sulle Medicine di gruppo e la carenza di personale. Adesso ci prepariamo al secondo tempo della partita: le schede ospedaliere che riorganizzeranno gli ospedali veneti e quelle schede territoriali che programmeranno i servizi di presa in carico delle persone nel territorio. È importante – conclude Sinigaglia –  il contributo di tutti, per questo auspichiamo un’ampia partecipazione di sindaci, assessori, organizzazioni sindacali, operatori del settore e ordini professionali”.

Pd, incontro sulle schede ospedaliere regionaliIl partito democratico avvia una campagna di ascolto e confronto sulle…

Pubblicato da Claudio Sinigaglia su Mercoledì 6 febbraio 2019

Mancano i medici: Zaia non nasconda le responsabilità della Regione

Venezia, 1 feb. 2019  – “Finalmente Zaia si è accorto della carenza dei medici, ma come al solito si chiama fuori dalle responsabilità. Ci spieghi come fa a dire che i medici bravi non devono andare in pensione e contemporaneamente sostenere Salvini con quota 100.  Come fa a non gridare l’indignazione contro questo esecutivo che ha tagliato i Fondi sanitari nel 2019 e non ha sbloccato il tetto di spesa per il personale. Forse, distratto, non si è ancora accorto che al governo c’è la Lega. La Regione poi poteva e doveva intervenire prima, il Piano sociosanitario era l’occasione giusta per fare un ragionamento serio e invece è stata l’ennesima occasione persa”. I consiglieri del Partito Democratico Claudio Sinigaglia e Graziano Azzalin insieme alla collega della Lista AMP Cristina Guarda rispondono così alle dichiarazioni del governatore sulla mancanza di medici, circa 1.300 in tutto il Veneto, e sul suo mettere le mani avanti.

“Dire che non dipende dal fatto che la Regione non assuma o che non ci sono candidati ai concorsi è una risposta parziale. Stiamo assistendo a una vera e propria fuga dal pubblico a vantaggio del privato, ci sono professionisti che non vogliono lavorare negli ospedali Spoke: si chieda perché.  È da anni che denunciamo questa cosa, avevamo chiesto un piano straordinario di assunzioni per ‘dare gambe’ ai buoni propositi del Pssr, invece sono state presentate soluzioni avveniristiche e poco credibili. Andando avanti così e se aggiungiamo i pensionamenti anticipati con quota 100, si rischia lo smantellamento del Sistema sanitario pubblico”, aggiungono i tre consiglieri, che insistono sulle difficoltà di trovare professionisti per le strutture periferiche.Leggi tutto

Casa di riposo a Codevigo, la Regione verifichi la regolarità delle procedure

Sinigaglia (PD): “Casa di riposo a Codevigo, presentata una interrogazione: in un anno quattro ricorsi al Tar, la Regione verifichi la regolarità delle procedure adottate nell’assegnazione dei lavori”.

Venezia, 30 gen. 2019 – “Quanto abbiamo letto sulla realizzazione della casa di riposo di Codevigo è, purtroppo, stupefacente. La Regione intende verificare la correttezza delle procedure seguite nell’assegnazione dei lavori per costruire questa struttura?”. È quanto chiede, anche con un’interrogazione, il Consigliere regionale del Partito Democratico Claudio Sinigaglia “a proposito dell’incredibile vicenda della futura Rsa su cui pendono ben quattro ricorsi al Tar, tutti depositati lo scorso anno, dalla ditta che aveva presentato la proposta e da quella che aveva vinto il primo avviso pubblico. A maggio 2018 è stato annullato tutto e alla fine l’ha spuntata un terzo soggetto, rigorosamente profit, che non aveva partecipato alla precedente gara. Il percorso che ha portato all’aggiudicazione, come denunciato da alcuni consiglieri di opposizione non sembra sia stato così trasparente – prosegue Sinigaglia – dal Consiglio comunale convocato alle 7 di mattina per approvare un Piano di interventi che prevedeva tra l’altro l’adeguamento dell’area dove dovrebbe sorgere la casa di riposo, alla presenza di atti notarili che assicurerebbero ‘premi’ da parte degli aggiudicatari dei lavori qualora l’Rsa venga realizzata nei termini e nelle condizioni stabilite. È urgente fare chiarezza quanto prima e la Regione deve verificare immediatamente  che tutto si sia svolto correttamente”.

Le proposte del PD accolte nel Piano Socio Sanitario 2019-2023

Questo Piano è in netta discontinuità con quello precedente. Nel nuovo Piano sociosanitario infatti vengono introdotti due provvedimenti. Da un lato il DM 70 del 2015, che obbliga ad organizzare gli ospedali in base a standard definiti. Dall’altro il Piano Esiti, che misura la quantità dell’attività. Questi due provvedimenti rivoluzioneranno l’organizzazione ospedaliera: cambia la logica degli ospedali spoke a due gambe, si rafforza il rapporto dei singoli ospedali con l’hub e lo sviluppo dei dipartimenti ospedalieri; la stessa équipe eseguirà gli interventi in più ospedali per raggiungere le quantità previste dal Piano esiti. Sono rafforzate le reti cliniche. E si punta sulla specializzazione degli ospedali. Presentando il Piano avete garantito che “nessun ospedale verrà toccato, le schede sostanzialmente rimarranno invariate”.

Io dico che è impossibile, ci sarà invece una rivisitazione forte degli ospedali. Anche nell’organizzazione dei servizi territorio c’è discontinuità: non sono più le medicine di gruppo integrate o il medico di medicina generale a fare da punto di riferimento, ma il nuovo vertice organizzativo ed il direttore del Distretto cui viene dato un’enorme responsabilità. Dal punto di vista delle funzioni da svolgere, conta più il Direttore del Distretto rispetto al Direttore Generale. Stupefacente è poi l’eliminazione delle medicine di gruppo integrate che invece di essere aperte 12 ore consecutivamente, dalle ore 8,00 alle 20,00, vengono ridimensionate ad un’attività di 7 ore. Ma soprattutto non erogheranno più i servizi concordati con il contratto di esercizio. Quindi niente più prevenzione, screening, presa in carico della BPCO, malattie asmatiche, diabete, cardiologia, erogazione del Tao e Coumadin. Perché eliminarle?Leggi tutto

Medicine di Gruppo Integrate: la resa di Zaia

Era un ambulatorio aperto delle 8 del mattino alle 20 di sera, dal lunedì al venerdì. Una comodità a cui erano abituati da anni le migliaia di pazienti dei nove medici di base con sede nel distretto dell’ex Giustinian. Una comodità che con il nuovo anno è stata tagliata. Da ieri, infatti, la medicina di gruppo – questo il nuovo inquadramento del servizio, ex Utap – apre da lunedì a venerdì, ma solo dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 19. Sette ore anziché dodici. Basta telefonate in segreteria, di fatto ad ogni ora del giorno. Impossibile usufruire della pausa pranzo per ritirare una ricetta. E già ieri, tra i pazienti, c’era chi si lamentava.

Una nuova organizzazione, con relativo taglio di orario, che si sono dati gli stessi medici, dopo che le trattative con l’Ulss per creare una medicina di gruppo integrata (che avrebbe mantenuto l’apertura di 12 ore, aggiungendone 2 anche il sabato) sono naufragate. Le interpretazioni delle due parti divergono, ma al di là del caso particolare, resta il fatto che la Regione che non finanzierà più questi super-ambulatori, che dovevano diventare presidi sul territorio, perché troppo costosi. «Una marcia indietro rispetto a un servizio che aveva dimostrato un’efficacia» denuncia per la Fimmg il dottor Stefano Rigo.Leggi tutto