Sanità e pagamenti in nero: servono più’ controlli

E’ bufera sulla sanità veneta dopo la trasmissione televisiva “Petrolio” che ha denunciato un caso di concussione (così l’ha definito Cantone) e di pagamento in nero.

Chiediamo perciò di attivare immediatamente l’attività ispettiva sociosanitaria per verificare:

  • lo svolgimento dell’attività cosiddetta intramoenia, la sua regolarità e modalità di esercizio;
  • il rispetto dei tempi d’attesa con procedura a campione e con modalità diversa rispetto alle procedure ora eseguite per essere certi che il controllore non sia anche il controllato;
  • verifica dell’attuazione di ben due leggi approvate dal consiglio regionale ovvero l’articolo 28 della legge 19 del 2016 e l’art. 38 della legge 30 del 2016 aventi per oggetto le liste d’attesa; ci chiediamo in particolare perché non sia stata adottato il piano straordinario per ridurre le liste d’attesa, semplificare gli accessi e assicurare la presa in carico dei pazienti così come previsto dal comma 1 dell’art.28 della LR 19 del 2016.

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Dopo di Noi, finalmente in Veneto il riparto delle risorse

La legge 22 giugno 2016, n. 112 “Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare”, ha istituito presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali il Fondo per l’assistenza alle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare. L’articolo 1, comma 2 della legge citata disciplina misure di assistenza, cura e protezione nel superiore interesse delle persone con disabilità grave, non determinata dal naturale invecchiamento o da patologie connesse alla senilità, prive del sostegno familiare in quanto mancanti di entrambi i genitori o perché gli stessi non sono in grado di fornire l’adeguato sostegno genitoriale, nonché in vista del venir meno del sostegno familiare, attraverso la progressiva presa in carico della persona interessata già durante l’esistenza in vita dei genitori. Tali misure sono volte anche ad evitare la istituzionalizzazione.

Il Fondo è destinato all’attuazione degli obiettivi di servizio di cui all’articolo 2, comma 2, della legge citata e, in particolare, alle seguenti finalità:
a. Attivare e potenziare programmi di intervento volti a favorire percorsi di deistituzionalizzazione e di supporto alla domiciliarità in abitazioni o gruppi-appartamento che riproducano le condizioni abitative e relazionali della casa familiare e che tengano conto anche delle migliori opportunità offerte dalle nuove tecnologie;Leggi tutto

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Piano regionale per l’utilizzo delle risorse del Fondo nazionale per le non autosufficienze – anno 2017

La Regione del Veneto ha sviluppato un sistema di servizi sociali e socio-sanitari con l’obiettivo di sostenere e accompagnare le persone non autosufficienti attraverso politiche di integrazione, che hanno prodotto la realizzazione di una rete territoriale di sostegno sociale, economico, assistenziale, a domicilio, nei centri diurni e nei servizi residenziali. Nel corso del tempo si è intensificato lo sforzo per una maggiore integrazione della rete dei servizi, sia nella direzione di progetti individuali integrati che nella direzione di una programmazione locale e regionale unitaria.
L’approvazione del Piano Socio-Sanitario 2012-2016 (L.R. n. 23 del 2012 “Norme in materia di programmazione socio-sanitaria”) ha introdotto importanti elementi di novità anche nelle politiche di programmazione e di organizzazione degli interventi nell’ambito della Non Autosufficienza, che rispondono ai seguenti capisaldi:
– programmare i servizi coerentemente con i bisogni espressi nel contesto regionale;
– garantire l’erogazione uniforme in tutto il territorio regionale dei Livelli Essenziali di Assistenza;
– confermare il modello regionale di integrazione socio-sanitaria;
– valorizzare le migliori pratiche sviluppate nei territori;
– generare una relazione tra la responsabilità di chi programma e gestisce i servizi, le risorse disponibili e
le azioni per migliorare l’appropriatezza degli interventi.

Gli obiettivi del PSSR richiamano i seguenti principi:
– la centralità della persona (che significa sicurezza per il paziente, qualità dell’assistenza, definizione di
progetti assistenziali individualizzati);
– l’equità (garanzia di uniformità di appropriatezza assistenziale);
– l’umanizzazione (capacità di accoglienza, accessibilità, relazione, semplificazione delle procedure);
– l’integrazione socio-sanitaria tra ospedale e territorio e tra le realtà locali;
– la responsabilizzazione (rendere conto di quanto e come viene organizzato, offerto ed erogato);
– la sostenibilità (economica, sociale e professionale);
– la continuità del percorso assistenziale;
– il raggiungimento dei bisogni dove si manifestano.

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Intervenire sul DEFR per non restare passivi di fronte alla crescita delle diseguaglianze

Sinigaglia (PD): “Non possiamo restare passivi di fronte alla crescita delle disuguaglianze; con la nostra proposta, risorse per garantire servizi a tutti”

Venezia, 6 dic. 2017  – “Dobbiamo dare un sostegno concreto alle famiglie. La nostra manovra non è impopolare perché non va contro il popolo. Anzi. Si chiede un contributo al 2% dei cittadini, i più ricchi, per garantire servizi a tutti”. Claudio Sinigaglia, Consigliere regionale del Partito Democratico, ha rilanciato la proposta dem di modifica al bilancio regionale, illustrando in aula la propria relazione.

“È un bilancio sobrio, fin troppo, a fronte alla situazione di necessità presente in Veneto. Possiamo stare immobili, passivi, lamentarci dei tagli nazionali e contribuire così alla crescita delle diseguaglianze?” ha detto il Vicepresidente della Prima commissione elencando, nel corso del proprio intervento, una serie di dati a sostegno della proposta dem. “Nel giro di due anni, nella nostra regione si sono persi circa 20mila residenti e il calo delle nascite è una delle cause che hanno determinato questa diminuzione della popolazione. I bambini nati nel 2016 (37.867) sono il 2,8% in meno rispetto all’anno precedente ma addirittura il 22% in meno rispetto al 2008. Un calo che ci interroga anche sul versante dei servizi per la prima infanzia, a cui sempre più famiglie faticano ad accedere. Dall’altro lato aumenta la popolazione anziana, il 22,3% ha più di 65 anni ma dovrebbe raggiungere il 35% tra il 2045-2050. Assistiamo inoltre al crescere della povertà come conseguenza più estrema della disuguaglianza dei redditi. In Veneto il rischio di povertà o esclusione sociale coinvolge il 16,8% della popolazione, circa 828 mila persone. Crescono i problemi nel pagare l’affitto e le bollette, così come gli sfratti per morosità. E le difficoltà non risparmiano i minori: sono a rischio quasi 148mila bambini e ragazzi sotto i 18 anni, il 21% in più rispetto al 2009”.Leggi tutto

A un anno dalla legge “Dopo di noi”, quasi del tutto inapplicata

‘Dopo di noi’. Il bilancio a un anno dalla legge: “La maggior parte delle risorse investite per realizzazione e sistemazione alloggi dedicati”

Lo rileva la prima relazione sullo stato di attuazione della legge redatta dal Ministero del Lavoro e Politiche sociali. Sui circa 128 milioni di euro stanziati nel biennio 2016/2017 il 30% è andato alla realizzazione e/o la messa a disposizione degli alloggi con le caratteristiche previste dalla norma, mentre un altro 55% va al finanziamento dei percorsi programmati di ingresso negli alloggi e il supporto alla domiciliarità una volta che i beneficiari degli interventi sono entrati nelle abitazioni. Leggi tutto

HIV in Veneto, 207 nuovi casi nel 2016

Venezia, 30 novembre 2017

Dal 1984 a dicembre 2016 i casi di AIDS residenti in Veneto sono stati 3.915, di cui 3.490 segnalati nel Veneto e 306 segnalati da altre Regioni a carico di persone residenti in Veneto. Attualmente in Veneto i casi di AIDS assistiti, tecnicamente definiti “prevalenti”, sono 1.256. I nuovi casi registrati nel 2016 sono stati 40. Dal 1988 sono state invece 13.176 le nuove diagnosi per il virus dell’immunodeficienza umana HIV. Dal 1996, anno dell’introduzione della terapia Highly Active Antiretroviral, è progressivamente calato il numero dei decessi.

Questi e molti altri dati compongono i Report Annuali sull’HIV e l’AIDS della Regione del Veneto, realizzati a cura della Direzione Prevenzione, che da anni ha attivato un sistema di sorveglianza delle nuove diagnosi di HIV e AIDS. I dati aggiornati al 31 dicembre 2016 sono stati diffusi oggi dall’Assessore alla Sanità Luca Coletto, in occasione della Giornata Mondiale dell’AIDS che si terrà domani.

Il Rapporto analizza l’andamento della malattia conclamata ma anche la situazione legata alla diffusione del virus dell’HIV.Leggi tutto

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Vaccini, la bocciatura del ricorso era scontata: quanto è costato ai Veneti?

Venezia, 22 nov. 2017

“Lo scontro continuo con il Governo non è indolore dal punto di vista economico e adesso, dopo che il ricorso sull’obbligatorietà dei vaccini è stato bocciato dalla Corte Costituzionale, i veneti saranno costretti a pagare. Con tanti ringraziamenti al presidente Zaia. A quanto ammonta il conto della battaglia No Vax?”. La richiesta è dei Consiglieri regionali del Partito Democratico Bruno PigozzoOrietta SalemiClaudio Sinigaglia Francesca Zottis, che hanno sollevato la questione stamani in Quinta commissione, annunciando anche un’interrogazione a risposta immediata. “Questi ripetuti contenziosi ricercati contro il Governo sono pretestuosi ed hanno come unico obiettivo quello di tenere alta la tensione, in una sorta di campagna elettorale permanente e senza preoccuparsi delle conseguenze reali sui veneti. E qua in ballo c’è la salute di migliaia di bambini. Oltretutto la norma era palese, non era necessaria chissà quale interpretazione, perciò avevamo sollecitato il governatore a fare retromarcia, senza successo”.

“Visto che ora la Consulta si è espressa dando torto alla Regione, com’era scontato – concludono i Consiglieri democratici – chiediamo a Zaia di conoscere quanto sia costata ai cittadini veneti dal punto di vista economico, oltre che politico, quest’ultima trovata”.

Non autosufficienti: Giunta del Veneto approva riparto Fondo unico 2017

Ammonta a 758 milioni (precisamente 758.233.410 euro) il fondo da destinare per la disabilità e la non autosufficienza adottato dalla Giunta regionale, su proposta dell’assessore al sociale Manuela Lanzarin. Il provvedimento di riparto per l’anno in corso passa ora all’esame della quinta commissione del Consiglio regionale.

Il fondo, che assomma tutte le risorse a disposizione quest’anno della Regione per interventi e servizi a favore di disabili, anziani, non autosufficienti, è aumentato di 4 milioni di euro rispetto alle risorse disponibili lo scorso anno.

Con il fondo per la non autosufficienza la Regione Veneto finanzia principalmente le rette per le case di riposo (470 milioni), gli assegni di domiciliarità (108 milioni), le residenze per disabili (68 milioni di euro), i centri diurni per disabili (84,5 milioni di euro).Leggi tutto