In vista del referendum: al Veneto arriva già il 90% delle tasse!

Una analisi condotta dal prof. Luciano Greco, professore di Scienze e Finanze dell’Università di Padova e direttore del Centro di Ricerca Interuniversitario sull’Economia Pubblica incentrata, ha mostrato come il Veneto riceva già il 90% delle tasse che paga al fisco italiano, un valore non molto diverso da quello calcolabile nei confronti delle regioni autonome. Ecco quindi come il castello di carte di Zaia, costruito su slogan generalisti, cada rovinosamente a terra.

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Riparto Sanitario regionale, la giunta dopo mesi ancora non ha fornito spiegazioni

Venezia, 15 sett. 2017 – “Dopo sei mesi la Giunta non ha ancora consegnato nessuna documentazione sul riparto sanitario ai consiglieri della Quinta commissione. Finché non l’avremo a disposizione ci rifiutiamo di votare la delibera, visto che si tratta dell’atto di spesa più importante della Regione, che da solo vale circa l’80% degli stanziamenti. Non può restare secretato”. Dura nota degli esponenti del Pd Claudio Sinigaglia, Bruno Pigozzo, Orietta Salemi e Alessandra Moretti su quanto accaduto nella seduta di questa mattina.

“Si tratta di ben 8,7 miliardi – precisano i Consiglieri – e la Giunta ci comunica che otto miliardi verranno consegnati alle Aziende e alle Ulss e ben 700 milioni verranno gestiti direttamente dalla Giunta. Un riparto di questo tipo è una presa in giro della Commissione. Avevamo chiesto a marzo la documentazione per approvare il riparto in maniera consapevole e invece oggi, a distanza di sei mesi, hanno avuto il coraggio di presentarsi in Commissione per leggere la delibera senza consegnarci niente”.

“Sappiamo ancora leggere – puntualizzano i Consiglieri democratici – e quindi, magari con un po’ di sforzo, potevamo farcela da soli”.

“Non sappiamo – proseguono – quanto viene assegnato alle singole Ulss, quali funzioni saranno incentivate, quanto verrà dato a ogni territorio rispetto agli ospedali. È un diritto e un dovere dei Commissari esprimere un parere consapevole. Oltretutto al danno si sarebbe aggiunta anche la beffa, visto che questo criterio di ripartizione dovrebbe valere per cinque anni. Esiste il principio di leale collaborazione tra Commissione, Giunta e area tecnica e a certe condizioni è impossibile affrontare la questione. Perciò, d’accordo con il presidente Boron, abbiamo deciso di rinviare tutto alla prossima seduta, previa consegna di tutta la documentazione richiesta. Speriamo non ci siano altri ritardi”.

Medici di base arrabbiati, dalla Regione ancora nessuna risposta

Venezia, 31 ago. 2017  –  “Il Piano socio sanitario è stato disatteso in modo clamoroso e lo sciopero dei medici di base è una logica conseguenza”. Ad affermarlo in una nota sono i Consiglieri regionali Claudio Sinigaglia, Bruno Pigozzo (Partito Democratico) e Giovanna Negro (Veneto del Fare). “Oggi in Quinta commissione, furibondi, hanno spiegato i motivi della loro agitazione.

Avevano pensato di compiere un percorso con la Regione per offrire migliore assistenza ai cittadini del Veneto, ma sono stati traditi come è stato tradito il Piano socio sanitario del Veneto. Ci sono appena 55 Medicine di gruppo integrate sulle 400 previste a livello regionale, è stato disatteso il contratto d’esercizio sottoscritto nel 2015, gli Ospedali di comunità non sono ancora stati attivati e incredibilmente mutati nella loro struttura e finalità, la riforma delle Case di riposo è al palo da 17 anni, lo sviluppo della ‘dematerializzazione’ della ricetta che consentirebbe al paziente di andare direttamente in farmacia per ritirare il medicinale è bloccato. Perché?”. “È incredibile disattendere il Piano socio sanitario veneto in questo modo – aggiungono i tre Consiglieri di opposizione – ma ancor più grave la rottura di ogni rapporto da parte di Zaia nei confronti dei medici di base. Loro non sono una controparte, ma un pilastro del Sistema socio sanitario veneto e deve esserci un rapporto di collaborazione privilegiato, soprattutto per fronteggiare il tema della cronicità. Chiediamo di convocare subito in Commissione l’assessore alla Sanità e il direttore dell’area sociosanitaria per avere risposte esaurienti e contemporaneamente predisporre una mozione che ci consenta di affrontare il problema in Consiglio regionale”.

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Addio all’Ospedale di comunità di Villafranca: Zaia smantella il pubblico favorendo il privato

Venezia 5 set. 2017

“La riforma sanitaria voluta da Zaia e dalla sua maggioranza continua ad avere ripercussioni negative per i veneti. Il caso di Villafranca è esemplare, ma è solo l’ultimo in ordine di tempo: addio ai dieci letto dell’Ospedale di comunità, a loro volta trasferiti da Valeggio. Erano gli ultimi dieci presenti nel territorio dell’ex Ulss 22. Stiamo andando incontro a un vero e proprio smantellamento del pubblico, visto che anche la riabilitazione e le medicine di gruppo erano già passate al Pederzoli di Castelnuovo”. Claudio Sinigaglia, consigliere del Partito Democratico, contesta la scelta della Regione, comunicata oggi ai sindacati.  “I pazienti saranno dimessi e i lavoratori trasferiti altrove: una vera e propria beffa per i cittadini, che hanno visto chiudere prima i posti a Caprino, poi quelli a Villafranca  e quasi certamente non vedranno mai nascere i 50 posti letto a Isola della Scala. Se manca il personale, si autorizzino assunzioni e sostituzioni, ma non si prendano in giro le persone. Sugli ospedali di comunità le schede territoriali prevedevano ben altro, invece emerge che entro fine mese arriverà l’autorizzazione per attivare 26 nuovi posti letto nella casa di riposo Pederzoli. Perché Zaia continua a penalizzare il pubblico e a favorire il privato”?. 

Invecchiamento attivo, diventi obbiettivo dei piani di zona

Venezia, 31 luglio 2017

“Un buon provvedimento, una legge che sostituisce la precedente sul servizio civile anziani, anche se ancora resta qualche criticità”. Così il consigliere del Partito Democratico Claudio Sinigaglia commenta l’approvazione del Pdl 208 sull’invecchiamento attivo, di cui era correlatore. “In Veneto abbiamo un milione di persone con più di 65 anni, la metà di queste sono over 75. Occorre dare opportunità di nuove esperienze di vita al tempo che si è liberato. Un tempo che deve produrre beni relazionali, di merito, beni importanti per costruire una comunità coesa. Gli anziani oggi si esprimono in maniera molto diversa rispetto a quelli di 30 anni fa, dal punto di vista culturale, sociale, sportivo, turistico. Dobbiamo perciò recepire questa sfida e fare il massimo per difendere la dignità della vita.

Abbiamo chiesto che l’invecchiamento attivo sia uno degli obiettivi dei piani di zona, che è lo strumento principe per la programmazione dei servizi alla persona – spiega il vicepresidente della Prima commissione – “Tra tanti lati positivi c’è anche una nota dolente: troppo spesso la Regione, invece di attivare la sussidiarietà, vuole gestire in prima persona i progetti. Ma i soggetti attuatori devono essere i Comuni, le Ulss, il Terzo settore, l’Università della terza età. Il principio della sussidiarietà, però, o si pratica o non si pratica. Non possiamo lasciare le cose a metà – conclude Sinigaglia – chiediamo di togliere progressivamente la gestione diretta”.

Linee guida degli atti aziendali delle ULSS: i risultati del PD in una lettera ai sindaci e agli amministratori

Ai sindaci, agli amministratori, ai dirigenti delle ULSS.

La Commissione sanità della Regione veneto ha licenziato le linee guida degli atti aziendali delle nuove aziende ULSS. Un atto fondamentale per dare piena attuazione alla legge 19 del 2016 che ha istituito la diversa configurazione delle nove ULSS e ha fatto diventare “distretti” le ex ULSS.

Sicuramente c’è un abisso tra la proposta uscita dalla Giunta e quella approvata dalla Commissione quinta. In particolare nell’allegato B che organizza e stabilisce le funzioni dei distretti ovvero dei servizi socio sanitari del territorio.

Il Partito Democratico ha chiesto e ottenuto una vera e propria rivoluzione rispetto all’organizzazione della Giunta che istituiva distretti di serie A e di serie B, discriminando così chi deve usufruire dei servizi.

Ora ogni distretto – ogni ex ULSS – avrà i servizi delle cure primarie, dell’infanzia adolescenza famiglie e consultori familiari, della disabilità e della non autosufficienza con l’UOC – unità operativa complessa – ovvero con il responsabile del servizio. La Giunta aveva proposto 9 UOC di cure primarie, 4 UOC di infanzia, adolescenza famiglia e 4 UOC disabilità e non autosufficienza, disarticolando i servizi e compromettendo l’omogeneità tra ULSS.Leggi tutto

Report della Regione Veneto sulla violenza contro le donne

Sono 40 le strutture in Veneto (Case rifugio, centri antiviolenza e case di secondo livello) dedicate alla tematica della violenza sulle donne. 

Il numero totale delle donne prese in carico per ambito provinciale nell’anno 2016 che ammonta a 2.711 persone (2.637 nel 2015). Questo dato rapportato al totale della popolazione femminile residente in Veneto, indica che una donna ogni 900 residenti circa risulta essere presa in carico dalle strutture per l’avvio di un percorso di uscita dalla violenza.

Nel corso del 2016, sono stati registrati più di 5.300 contatti per il “Servizio di ascolto (telefonico o non) prima della presa in carico della donna”, con un aumento delle segnalazioni e/o richieste di informazioni rispetto all’anno precedente (4.500 contatti nel 2015). Rapportando questo dato con quello della popolazione femminile residente in Veneto, si può stimare una segnalazione e/o richiesta ogni 473 donne residenti.

Infine, va precisato che nel 2016 i nuovi casi di donne prese in carico sono stati 1.989 (1.907 nel 2015). Confrontando tale dato con il numero di 5.318 contatti al Servizio di ascolto si può stimare che circa un contatto su tre (37%) si traduce in una effettiva presa in carico da parte delle strutture.

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Giordani e Lorenzoni, due torri per il nuovo ospedale di Padova

Un ospedale nuovo realizzato in via Giustiniani, due torri (una medica e l’altra chirurgica), 1.400 posti letto, 2 mila nuovi parcheggi, e un costo di 200 milioni. Sergio Giordani e Arturo Lorenzoni svelano le carte rendendo pubblico uno studio di fattibilità per il nuovo su vecchio. Anche se «è solo una proposta, la decisione finale le prenderemo assieme agli enti interessati», chiariscono. «C’è un candidato che vuole spendere 600 milioni per la follia di San Lazzaro. E avere così due ospedali a Padova. Quanta confusione! Vuole una medicina di serie A e una di serie B?», attacca l’imprenditore.

«L’ospedale è parte di un ecosistema urbano. Lo spostamento provocherebbe danni gravissimi», aggiunge il professore. Un tandem, quello tra Giordani e Lorenzoni, che appare sempre più affiatato: «Più tardi andremo ad occupare case. E poi tutti al centro sociale», ironizzano in coppia contro le accuse di estremismo che arrivano dal rivale Massimo Bitonci: «Ma vi pare una persona seria uno che cerca di dipingere gli avversari come estremisti dicendo una marea di bugie?».Leggi tutto