Obbligo vaccinale, Zaia si smarchi da questa follia e faccia approvare in Consiglio la nostra risoluzione

Venezia, 6 set. 2018 – “Siamo di fronte a un caso di schizofrenia politica sulla pelle dei bambini. Sembrava che, finalmente, il Parlamento avesse deciso di ascoltare le opinioni di medici e scienziati anziché quelle di ciarlatani e stregoni. Invece ecco l’ennesimo dietrofront per tenere insieme una maggioranza che non va d’accordo su niente”. Così i Consiglieri regionali del Partito Democratico Alessandra Moretti e Claudio Sinigaglia commentano, tramite una nota, “Il balletto sull’obbligo vaccinale, con un nuovo emendamento al Milleproroghe che prolungherebbe la possibilità di presentare l’autocertificazione per tutto l’anno scolastico. L’ennesimo cambio di rotta in contemporanea con l’apertura di nidi e materne, creando ulteriore caos”.

“Anche il Presidente Mattarella ha invitato a non diffidare della scienza, ma evidentemente la propaganda è più forte della ragione – dicono i due esponenti del PD – Invitiamo Zaia a smarcarsi da questa follia delle autocertificazioni, come hanno fatto altre Regioni, con cui si scarica ogni responsabilità su famiglie e prèsidi. Il modello veneto sui vaccini non ha funzionato, visto che i tassi di copertura sono calati rapidamente, e in alcune zone della regione sono scesi ben al di sotto della soglia di sicurezza. Chiediamo al governatore di impegnarsi in prima persona per una battaglia di civiltà, per il mantenimento e il rafforzamento dell’obbligo vaccinale. Abbiamo una Risoluzione pronta da un mese, venga in Consiglio e la faccia approvare dalla sua maggioranza”.

Nuova vittima della West Nile, “Zaia ha gravemente sottovalutato l’emergenza. E’ normale che l’assessore resti al suo posto? ”

“Ancora una vittima della West Nile, mentre attendiamo che venga attuato il Piano della Regione per combattere il virus. È un ritardo grave e colpevole, l’assessore Coletto dovrebbe dimettersi”. È quanto chiede in una nota il gruppo consiliare del Partito Democratico in Consiglio regionale.

“È un problema che in Veneto abbiamo da ormai dieci anni e che si è progressivamente aggravato, con oltre 130 casi nel 2018. Numeri che non sono bastati alla Giunta per agire con determinazione: solo lo scorso 24 agosto l’assessorato alla Sanità ha annunciato un Piano straordinario di disinfestazione a tappeto. Occorre però un intervento continuativo e soprattutto preventivo, ad aprile maggio; e la Regione non può e non deve abbandonare i Comuni, specialmente quelli più piccoli, che non hanno le risorse necessarie per compiere un’efficace disinfestazione. Serve un’azione coordinata tra le amministrazioni locali affinché non sia vana perché le zanzare ovviamente non sono stanziali”, aggiungono i consiglieri del Partito Democratico che nei giorni scorsi hanno anche presentato una mozione in cui si sollecita la Regione a finanziare tutte le operazioni di prevenzione e contrasto, assumendo un ruolo di regìa.Leggi tutto

Miracolo all’Ulss 6: in un anno deficit annullato di 38 milioni. Ma i servizi?

Sarà utile approfondire se la riduzione della spesa è avvenuta eliminando gli sprechi o riducendo, come parrebbe da una prima lettura, l’erogazione dei servizi. Attendo a tal proposito un confronto in quinta commissione con i direttori generali e con il responsabile dell’area sociosanitaria veneta

23 AGO – Sono rimasto sorpreso di fronte ai dati del bilancio 2017 delle aziende e delle Ulss del Veneto. Annullato un deficit di otre 150 milioni. Grazie alla riduzione delle Ulss e ad Azienda zero. Ci spiega l’assessore Coletto e tutto questo in soli 12 mesi. Penso che fra qualche anno divideremo gli utili o restituiremo l’attivo al Fondo sanitario nazionale.

E allora ho preso un Ulss di riferimento, l’Ulss 6 Euganea (vedi tabelle a fondo pagina)e ho confrontato le entrate e le spese del 2016 con quelle del 2017. Perché per annullare un deficit di 38 milioni come quello maturato nel 2016 dall’Ulls 6 o, nel 2017, si sono aumentate le entrate o si sono ridotte le spese!

Vediamo le Entrate dell’Ulss 6: sorpresona nel 2016 le entrate erano maggiori, pari a 1MLD 732.773.506 e si riducono nel 2017 di 4 milioni circa. Anche se il contributo in conto esercizio è maggiore di 37 milioni nel 2017 ( 1MLD 508.044.957mil nel 2016 e 1MLD 545.166.130mil. nel 2017). Calano i ricavi per prestazioni sanitarie da 165,5 mil. nel 2016 a 127mil. nel 2017! Come mai? Anche il ricavo dei tickets diminuisce di 2 milioni da 28 a 26 mil.

E allora andiamo a controllare le spese: e qui si capisce perché il deficit è stato annullato in un unico anno. Semplice: le spese per erogazione dei servizi passano da 1MLD 750 mil. nel 2016 a 1MLD 718mil. nel 2017.Ovvero si sono spesi 32 milioni in meno!Leggi tutto

Quali misure in Veneto per garantire la sicurezza di ponti, cavalcavia e strade e prevenire le stragi?

Venezia 21 ago. 2018 – “Chiediamo al Presidente della Giunta regionale e all’Assessora alla Mobilità di conoscere nel dettaglio l’elenco dei 14 ponti individuati da Veneto Strade come bisognosi di consolidamento statico, nonché l’elenco di tutti i cavalcavia e dei ponti del Veneto, specificando la loro età, lo stato di conservazione, i lavori di manutenzione svolti e programmati, i responsabili della sicurezza e manutenzione per ciascuna struttura”. Questa la richiesta presentata in una interrogazione scritta alla Giunta dai consiglieri Pd Andrea Zanoni (primo firmatario), Stefano Fracasso, Orietta Salemi, Graziano Azzalin, Alessandra Moretti, Claudio Sinigaglia, Bruno Pigozzo e Francesca Zottis e sottoscritta anche dalla consigliera Cristina Guarda della Lista Moretti. “Il crollo del ponte Morandi di Genova”, spiegano i firmatari, “è stato il più grave di una serie di cedimenti strutturali che hanno riguardato in tempi recenti ponti e cavalcavia in varie parti d’Italia.

L’elenco è inquietante: basti citare il cavalcavia della tangenziale di Fossano, collassato sopra a un’auto dei carabinieri nell’aprile del 2017; il cavalcavia sull’A14 a Camerano, che nel marzo del 2017 cedette schiacciando l’auto di due sfortunati coniugi; il cavalcavia crollato nell’ottobre del 2016 sulla statale 36 Milano-Lecco, dove un tir, cadendo sul tratto di strada sottostante, schiacciò due auto. Dopo l’immane tragedia di Genova è evidente che non può più essere rinviato un accurato censimento di tutti i vecchi ponti e cavalcavia, che verifichi le manutenzioni eseguite e il grado di conservazione e sicurezza delle strutture. Assieme a queste verifiche devono essere resi pubblici i nomi delle società responsabili delle manutenzioni e i relativi contratti e convenzioni. La manutenzione e la sicurezza delle infrastrutture esistenti deve essere assunta come priorità assoluta, rispetto alla realizzazione di nuove grandi opere costosissime per la collettività e in taluni casi, anche in Veneto, di dubbia utilità”.Leggi tutto

Pediatria a Padova: la Giunta spieghi perché questo stop dopo tre anni dalla presentazione del progetto

Venezia, 20 ago. 2018 – “Una notizia che penalizza l’intera sanità Padovana e che arriva con un ritardo impossibile da giustificare”. Con queste parole il Consigliere regionale Claudio Sinigaglia (PD) annuncia la presentazione di una interrogazione alla Giunta per avere chiarimenti sulla situazione della nuova Pediatria dell’ospedale di Padova.

“Sono passati tre anni dalla presentazione del progetto – spiega il Consigliere Sinigaglia – e otto mesi dall’aggiudicazione provvisoria con un finanziamento straordinario della Regione di più di 50 milioni, la metà dei quali solo per i lavori. Non si tratta di pochi giorni o un mese al massimo, ma di un arco di tempo decisamente ampio per approvare, deliberare e far partire un progetto che ora, invece, viene bloccato con la ‘scoperta’ della mancanza di camere, ‘posti mamma’ e volumetria inadeguata. Mi sembra non solo una presa in giro, ma una vera e propria completa penalizzazione per l’intera vita sanitaria della città di Padova”.Leggi tutto

Ipab. PD: “La mancata riforma è un salasso per le famiglie”

Sulla questione il Partito Democratico ha anche presentato un ‘Libro bianco’, curato dal consigliere Claudio Sinigaglia. “Le Ipab, senza interventi normativi da parte della Regione, sono al collasso”, intanto “la quota alberghiera a carico delle famiglie è salita da 1.200 euro di nove anni fa ai 1.800 di oggi. Parallelamente per i Comuni chiamati a integrare la retta di chi non ha i soldi per pagarla. Non è certo così che si tutelano le fasce più deboli e fragili della popolazione”, attaccano i consiglieri dem. IL LIBRO BIANCO

24 AGO – “La mancata riforma delle Ipab” in Veneto “è l’ennesima conferma dell’assenza di pensiero e progettualità di questa Giunta. Per troppe famiglie inserire un proprio caro in una casa di riposo non è più un diritto, ma un privilegio pagato a caro prezzo: in media 1800 euro. I Centri servizi pubblici per anziani erano un fiore all’occhiello del Veneto, ma l’immobilismo di Zaia li sta affondando”. La denuncia arriva dal Partito Democratico, che ha presentato a Palazzo Ferro Fini un ‘Libro bianco’, curato dal consigliere Claudio Sinigaglia, da cui emerge, numeri alla mano, tutta la gravità della situazione.

“L’attesa della riforma – commentano i dem in una nota – è quasi diventata maggiorenne: è infatti prevista dalla legge statale 328 del 2000 e il Veneto è l’unica Regione inadempiente. Le promesse e gli impegni di Galan prima e Zaia poi sono rimasti lettera morta, con conseguenze sempre peggiori visto che la popolazione continua a invecchiare: gli over 65 sono oltre un milione, 268.465 in più rispetto al 2002 ed hanno bisogno di servizi. Le Ipab, senza interventi normativi da parte della Regione, sono al collasso tra bilanci in rosso ed esternalizzazione del personale. Il mancato aumento del valore delle impegnative (quota sanitaria) erogate ai centri per anziani, fermo al 2009, ha come conseguenza un’impennata della quota alberghiera a carico delle famiglie (da 1.200 euro di nove anni fa ai 1.800 di oggi) e parallelamente per i Comuni chiamati a integrare la retta di chi non ha i soldi per pagarla”.Leggi tutto

Reintrodurre il servizio militare obbligatorio: uno sbaglio

 “È l’ennesimo provvedimento-propaganda, nei fatti irrealizzabile perché costerebbe più  dell’abolizione della riforma Fornero e del reddito di cittadinanza messi assieme”. Dopo aver incontrato i rappresentanti della Rete degli studenti medi che hanno manifestato all’esterno di Palazzo Ferro Fini, Alessandra Moretti, consigliere regionale del Partito Democratico, liquida così la proposta di legge statale sulla reintroduzione della naja.

“Non riesco a capire perché la maggioranza insista con una legge che non vogliono i giovani, comunque neanche consultati prima di redigere il testo, e nemmeno i militari che richiedono personale specializzato e non certo ragazzi, magari non motivati e impreparati. La legge propone addirittura l’estensione del servizio di leva alle donne: quindi costi raddoppiati anche per quanto riguarda il vitto, l’alloggio, la paga del soldato, senza contare l’equipaggiamento e la risistemazione delle caserme dismesse. Insomma – prosegue Moretti – si tratta di un’ulteriore perdita di tempo quando basterebbe che il Governo aumentasse le risorse per rendere praticabile, per tutti quelli che ne fanno richiesta, il servizio civile universale. Questo sì che sarebbe utile: un percorso di formazione sociale, civica, culturale e professionale, di attività di cooperazione nazionale ed internazionale, di salvaguardia e tutela del patrimonio nazionale.Leggi tutto

Mozione Pd sui Vaccini: Zaia si schieri per il mantenimento dell’obbligo, anziché difendere un modello fallimentare

Venezia, 10 agosto 2018 “Sui vaccini regna il caos più assoluto, tra irresponsabili autocertificazioni e un imprecisato obbligo flessibile. Lo scontro con i prèsidi scolastici è solo l’ultimo in ordine di tempo. Su questo tema la china del Governo è pericolosa ed è necessario mettere in campo tutte le azioni di sensibilizzazione e informazione sull’importanza e i vantaggi della prevenzione vaccinale. Zaia esca dall’ambiguità e scenda in campo a sostegno del mantenimento dell’obbligo”.

La richiesta è contenuta in una risoluzione presentata dal gruppo consiliare regionale del Partito Democratico, in cui si chiama direttamente in causa il governatore. “Zaia ha più volte sottolineato la bontà del modello veneto, auspicando che venga preso ad esempio dal Governo. In realtà i dati degli Uffici regionali dicono ben altro, ma Zaia finge di non conoscerli. La sospensione dell’obbligo con la legge regionale 7/2007 ha portato a un abbassamento del tasso medio di copertura, sceso ben al di sotto del 95% della soglia di sicurezza, quella che garantisce l’immunità di gregge, arrivando al 91,3% nel 2013.Leggi tutto