Il Mattino di Padova 21.09 – “Sanità, Coletto minaccia le dimissioni”

Gliel’anno fatta sotto il naso. In meno di un’ora gli hanno costruito una “cabina di regia” della sanità veneta sopra la testa, senza che potesse dire una parola. Un pool di esperti presieduto dal governatore Luca Zaia affiancherà l’assessore Luca Coletto nelle decisioni in materia di salute. Innocuo gruppo di lavoro o commissariamento della sanità veneta? Zaia spende due pagine di delibera per spiegare che sono le stesse scelte cruciali in seno alla sanità veneta a fa richiedere un supporto a coletto. (…) Ma l’opposizione non resta a guardare, preoccupata che “la Lega perda tempo a litigare mentre i conti vanno a rotoli”, come ha dichiarato Sinigaglia. continua

Il Mattino di Padova 21.09 – “Alla casa di cura Breda al via una nuona struttura sanitaria”

Ponte di Brenta

Due anni fa la casa di cura Breda, a Ponte di Brenta, era stata data per spacciata. Mancava poco che si mettessero le catene ai cancelli. Poi la struttura è stata affidata al Configliachi e domani si inaugura un nuovo nucleo, Il Corallo, per le persone che soffrono di disturbi cognitivi. In occasione della XIX Giornata mondiale dell’Alzheimer domani, dalle 15 alle 19, l’Istituto Configliachi e l’Associazione Un Abbraccio per l’Alzheimer, hanno organizzato una festa al parco della residenza Breda in via dell’Ippodromo. Musica, balli e intrattenimento per abbracciare simbolicamente i malati e le loro famiglie perchè i disturbi cognitivi hanno una pesante ricaduta sui familiari. Infatti domani sarà presente un punto consulenza per chiunque abbia un parente malato.

Alla Breda è stata ricavata anche la sede dell’Associazione che raccoglie le famiglie dei malati. Il nuovo reparto dispone di 11 posti letto già occupati. Ogni poto costa alla famiglia una retta mensile di 1.700 euro, più un contributo del 50% aggiunto dalla Regione. Impiega 8 persone fra cui 2 stimolatori dedicati esclusivamente ai malati. In tutto gli ospiti, a livelli diversi di degenza, sono una trentina.

Elvira Scigliano

27.07 – Il Gazzettino, Sanità tutti i contratti tagliati del 5%

Cominciano i tagli. Se fino ad oggi nel Veneto si era parlato per la sanità di riorganizzazione, si inizia a mettere mano anche ai contratti. È una (non poi tanto piccola) spending review regionale, legata a quella nazionale: taglio del 5% dell’ammontare “di corrispettivi e corrispondendti” volumi di acquisti di beni e servizi relativi ai contratti in essere per la sanità. Quindi si compra a meno prezzo, ma si compra anche meno Effetto: immediato.

(…) “Questo provvedimento avrà efficacia anche sulle case di riposo? Sui servizi per i disabili? Non è accettabile – sottolinea il consigliere regionale del Pd Claudio Sinigaglia, vicepresidente della V commissione – che all’esterno il Presidente faccia la parte del paladino dei cittadini e nel chiuso del palazzo, invece, si prendano decisioni che vanno esattamente in linea con quanto Zaia afferma”. continua

27.07 – Il Mattino di Padova: Sanità, circolare alle Usl ordina tagil lineari del 5%

“Le aziende del sistema sanitario sono tenute, sotto la propria responsabilità, a ridurre del 5% l’ammontare dell’acquisto di beni e servizi, sia nei contratti in essere che in quelli derivanti da gare d’appalto regionali”. Non ammette repliche la circolare urgente inviata ai direttori di Usl e aziende ospedaliere del Veneto dal segretario Domenico Mantoan, il top manager del settore incalzato a sua volta dai continui tagli di risorse operate dal Governo. Una linea drastica contestata però dal consigliere democratico Claudio Sinigaglia: “Da un lato Zaia fa il barricadero contro le misure di contenimento della spesa volute dal governo sulla sanità e contemporaneamente il massimo dirigente del settore rende già esecutivi i tagli, applicandoli in maniera palesemente lnieari”. continua

24.07 – Il Mattino di Padova: Osservatorio sulla spesa: il Veneto non “approfitta” dei fondi UE

24 luglio 2012 – Il Veneto, tra il 2007 e il 2011, ha complessivamente attratto dai Fondi europei a gestione comunitaria 267 milioni di euro, il 6% di quanto ottenuto dalla Regione francese dell’Ile De France, un quarto di quanto si è assicurata la Lombardia e meno di un terzo di quanto conquistato dall’Emilia Romagna. E’ uno dei dati che emergono da una ricerca condotta dall’Osservatorio sulla spesa del Consiglio regionale, incaricato dalla commissione speciale “per le relazioni internazionali e i rapporti comunitari”, presieduta da Nereo Laroni, di effettuare una ricognizione sui flussi di finanziamento erogati da Bruxelles nel quinquennio 2007-2011. La ricerca si è basata sull’analisi del data base del Sistema di Trasparenza Finanziaria della Commissione Europea, mentre il monitoraggio è avvenuto mettendo a confronto il Veneto con altre Regioni e aree italiane ed europee assimilabili per assetto socioeconomico come Ile de France, Paesi Bassi, Nord Reno-Westfalia, Austria, Lazio, Baviera, Sud est Inghilterra, Danimarca, Baden Wurtebnerg, Regione di Stoccolma, Catalogna, Lombardia, Toscana, Piemonte, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia. I risultati della ricerca sono stati illustrati a palazzo Ferro-Fini dal Presidente della commissione Nereo Laroni, dal presidente della commissione Bilancio Costantino Toniolo e da Franco Bonfante, vicepresidente del Consiglio regionale referente per l’osservatorio sulla spesa. Dai dati risulta che il Veneto figura agli ultimi posti per tutti gli indici di performance utilizzati (valore delle risorse attratte sulla popolazione residente, valore delle risorse sul PIL e numero di leader/coordinatori di progetti) ed evidenzia che, poiché i fondi tematici riguardano soprattutto la ricerca e la tecnologia, il ritardo del Veneto assume connotati preoccupanti nell’ottica della capacità futura del Sistema di far fronte alla competizione internazionale. “Con questi dati – ha premesso Laroni nel presentare la ricerca – non vogliamo alimentare assolutamente alcuna polemica, ma solo tentare di far emergere delle carenze, che per altro sono riconducibili sia alla parte pubblica, sia a quella privata, che sono alla base di questo nostro ritardo e su queste, tutti insieme, trovare delle soluzioni nell’interesse del Veneto e della sua economia. In termini generali su queste tematiche – ha poi sottolineato – è il nostro paese ad essere arretrato rispetto agli altri paesi europei. Sullo specifico veneto è il sistema produttivo, per lo più medio piccolo, a non essere attrezzato e a non avere la capacità strutturale per partecipare ai bandi europei. Ecco quindi – ha poi illustrato – che sarà necessario operare su tre livelli: ripensare all’Ufficio di Rappresentanza di Bruxelles per renderlo un vero punto di riferimento per aziende ed enti; creare uno strumento di assistenza tecnica nello studio dei bandi e nella preparazione dei progetti europei; creare le premesse, a livello politico, per intervenire prima dell’emanazione dei bandi, avere cioè la capacità di interagire con le strutture della Comunità per indirizzare le scelte verso obiettivi di interesse per i nostri territori. “Non siamo qui per fare polemiche, – ha ribadito Bonfante – ma solo per colmare un gap che penalizza tutto il Veneto. I dati ci dicono, infatti, le potenzialità che hanno i finanziamenti europei e quale occasione rappresentano per il Veneto. E’ necessario quindi fare rete con le università, le associazioni con gli enti e con le Società della Regione come Veneto Sviluppo, Veneto Innovazione e Veneto Nanotech. E’ una partita troppo importante – ha concluso Bonfante – per perdersi in contrapposizioni politiche”. Anche per Toniolo è necessario mettere in campo strategie concrete per fare sistema, innanzitutto tra Giunta e Consiglio e per dare assolutamente risposte ai Veneti.

16.07 – Il Mattino di Padova: “Zaia? Fa il presidente di Treviso”

Il modello policentrico, la concorrenza tra le città, la debolezza delle sue leadership condannano il Veneto al declino. Proprio nell’istante in cui la regione è attraversata da ben tre corridoi europei sui dieci selezionati dalla Commissione Europea. L’inchiesta del nostro giornale sulla prevalenza del peso di Verona rispetto alla “storica” area metropolitana Padova Treviso Venezia tocca il cuore del problema.

Secondo Claudio Sinigaglia, consigliere regionale del Partito Democratico, “Padova ha perso la sua centralità”. Per Vendemiano Sartor il tema, oggi, è “il rapporto del Veneto con il resto del mondo, non la concorrenza tra le sue città”. E per Diego Bottacin questa situazione è figlia delle scelte della LEga tese a valorizzare ed esasperare il localismo.

“Il dato di fatto – spiega Sinigaglia – è che Padova non conta più nulla, non è più centrale. E la responsabilità è di Galan e del suo patto con la Lega, cui ha appaltato la sanità in cambio del project. Zaia annuncia il nuovo ospedale di Padova e la settimana dopo Coletto dice che non c’è un euro. Su tutte le principali partite ormai è Verona che comanda. Sanità, fiere, università, tutte le scelte ruotano attorno a Verona.

continua

14.07 – Il Mattino di Padova: Ospedali, finanza, fiere, cultura. Verona predona si piglia tutto

Verona pigliatutto. Gli esempi si sprecano, soprattutto se si parla di sanità, ma la sintesi ultima è che Flavio Tosi, in un contesto che parla di grave crisi economica e di ridefinizione degli equlibri politici, sta giocando da protagonista assoluto le partite strategiche che attraversano il Veneto.

(…) L’ultimo caso, quanto mai evidente, parla dell’apertura di un nuovo ospedale a Valeggio sul Mincio. Un centro di addestramento, in realtà, al posto di un ex ospedale mai terminato, una delle incompiute venete. (…) tutto questo mentre la politica di revisione della spesa sui conti pubblici dettata dal Governo Monti imporrà allo stesso esecutivo guidato da Zaia la riduzione di circa 3.500 posti letto (tra pubblici e privati).

continua

13.07 – Il Mattino di Padova: La Regione apre un altro ospedale a Verona

Alla faccia della spending review, dei tagli e dei piccoli ospedali da chiudere. Il Veneto ne sta per aprire un altro, anche se “finto”, guarda caso, a Valeggio sul Mincio, dove esiste un ex ospedale mai terminato. “Guarda caso in provincia di Verona” uonano all’unisono Pd, Idv e Vn “provincia dell’assessore alla sanità e dov’è sindaco un leghista, guarda caso lo stesso partito dell’assessore alla sanità Roberto Coletto”.

L’ospedale “finto” non sarà altro che un centro di addestramento simulato e di formazione avanzata per chiurughi, anestesisti, ortopedici, medici e operatori dell’urgenza ed emergenza, tecnici e infermieri professionali del sistema sanitario regionale.

(…) contestato anche il finanziamento del centro, che la delibera di Giunta qualifica in un milione di euro per il primo biennio, di cui la metà (500 mila euro) coperti dal contributo della Fondazione Cariverona (il che aggiunge ulteriori sospetti sulla collocazione geografica dell’operazione).

continua