27.07 – Il Mattino di Padova: Sanità, circolare alle Usl ordina tagil lineari del 5%

“Le aziende del sistema sanitario sono tenute, sotto la propria responsabilità, a ridurre del 5% l’ammontare dell’acquisto di beni e servizi, sia nei contratti in essere che in quelli derivanti da gare d’appalto regionali”. Non ammette repliche la circolare urgente inviata ai direttori di Usl e aziende ospedaliere del Veneto dal segretario Domenico Mantoan, il top manager del settore incalzato a sua volta dai continui tagli di risorse operate dal Governo. Una linea drastica contestata però dal consigliere democratico Claudio Sinigaglia: “Da un lato Zaia fa il barricadero contro le misure di contenimento della spesa volute dal governo sulla sanità e contemporaneamente il massimo dirigente del settore rende già esecutivi i tagli, applicandoli in maniera palesemente lnieari”. continua

24.07 – Il Mattino di Padova: Osservatorio sulla spesa: il Veneto non “approfitta” dei fondi UE

24 luglio 2012 – Il Veneto, tra il 2007 e il 2011, ha complessivamente attratto dai Fondi europei a gestione comunitaria 267 milioni di euro, il 6% di quanto ottenuto dalla Regione francese dell’Ile De France, un quarto di quanto si è assicurata la Lombardia e meno di un terzo di quanto conquistato dall’Emilia Romagna. E’ uno dei dati che emergono da una ricerca condotta dall’Osservatorio sulla spesa del Consiglio regionale, incaricato dalla commissione speciale “per le relazioni internazionali e i rapporti comunitari”, presieduta da Nereo Laroni, di effettuare una ricognizione sui flussi di finanziamento erogati da Bruxelles nel quinquennio 2007-2011. La ricerca si è basata sull’analisi del data base del Sistema di Trasparenza Finanziaria della Commissione Europea, mentre il monitoraggio è avvenuto mettendo a confronto il Veneto con altre Regioni e aree italiane ed europee assimilabili per assetto socioeconomico come Ile de France, Paesi Bassi, Nord Reno-Westfalia, Austria, Lazio, Baviera, Sud est Inghilterra, Danimarca, Baden Wurtebnerg, Regione di Stoccolma, Catalogna, Lombardia, Toscana, Piemonte, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia. I risultati della ricerca sono stati illustrati a palazzo Ferro-Fini dal Presidente della commissione Nereo Laroni, dal presidente della commissione Bilancio Costantino Toniolo e da Franco Bonfante, vicepresidente del Consiglio regionale referente per l’osservatorio sulla spesa. Dai dati risulta che il Veneto figura agli ultimi posti per tutti gli indici di performance utilizzati (valore delle risorse attratte sulla popolazione residente, valore delle risorse sul PIL e numero di leader/coordinatori di progetti) ed evidenzia che, poiché i fondi tematici riguardano soprattutto la ricerca e la tecnologia, il ritardo del Veneto assume connotati preoccupanti nell’ottica della capacità futura del Sistema di far fronte alla competizione internazionale. “Con questi dati – ha premesso Laroni nel presentare la ricerca – non vogliamo alimentare assolutamente alcuna polemica, ma solo tentare di far emergere delle carenze, che per altro sono riconducibili sia alla parte pubblica, sia a quella privata, che sono alla base di questo nostro ritardo e su queste, tutti insieme, trovare delle soluzioni nell’interesse del Veneto e della sua economia. In termini generali su queste tematiche – ha poi sottolineato – è il nostro paese ad essere arretrato rispetto agli altri paesi europei. Sullo specifico veneto è il sistema produttivo, per lo più medio piccolo, a non essere attrezzato e a non avere la capacità strutturale per partecipare ai bandi europei. Ecco quindi – ha poi illustrato – che sarà necessario operare su tre livelli: ripensare all’Ufficio di Rappresentanza di Bruxelles per renderlo un vero punto di riferimento per aziende ed enti; creare uno strumento di assistenza tecnica nello studio dei bandi e nella preparazione dei progetti europei; creare le premesse, a livello politico, per intervenire prima dell’emanazione dei bandi, avere cioè la capacità di interagire con le strutture della Comunità per indirizzare le scelte verso obiettivi di interesse per i nostri territori. “Non siamo qui per fare polemiche, – ha ribadito Bonfante – ma solo per colmare un gap che penalizza tutto il Veneto. I dati ci dicono, infatti, le potenzialità che hanno i finanziamenti europei e quale occasione rappresentano per il Veneto. E’ necessario quindi fare rete con le università, le associazioni con gli enti e con le Società della Regione come Veneto Sviluppo, Veneto Innovazione e Veneto Nanotech. E’ una partita troppo importante – ha concluso Bonfante – per perdersi in contrapposizioni politiche”. Anche per Toniolo è necessario mettere in campo strategie concrete per fare sistema, innanzitutto tra Giunta e Consiglio e per dare assolutamente risposte ai Veneti.

16.07 – Il Mattino di Padova: “Zaia? Fa il presidente di Treviso”

Il modello policentrico, la concorrenza tra le città, la debolezza delle sue leadership condannano il Veneto al declino. Proprio nell’istante in cui la regione è attraversata da ben tre corridoi europei sui dieci selezionati dalla Commissione Europea. L’inchiesta del nostro giornale sulla prevalenza del peso di Verona rispetto alla “storica” area metropolitana Padova Treviso Venezia tocca il cuore del problema.

Secondo Claudio Sinigaglia, consigliere regionale del Partito Democratico, “Padova ha perso la sua centralità”. Per Vendemiano Sartor il tema, oggi, è “il rapporto del Veneto con il resto del mondo, non la concorrenza tra le sue città”. E per Diego Bottacin questa situazione è figlia delle scelte della LEga tese a valorizzare ed esasperare il localismo.

“Il dato di fatto – spiega Sinigaglia – è che Padova non conta più nulla, non è più centrale. E la responsabilità è di Galan e del suo patto con la Lega, cui ha appaltato la sanità in cambio del project. Zaia annuncia il nuovo ospedale di Padova e la settimana dopo Coletto dice che non c’è un euro. Su tutte le principali partite ormai è Verona che comanda. Sanità, fiere, università, tutte le scelte ruotano attorno a Verona.

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14.07 – Il Mattino di Padova: Ospedali, finanza, fiere, cultura. Verona predona si piglia tutto

Verona pigliatutto. Gli esempi si sprecano, soprattutto se si parla di sanità, ma la sintesi ultima è che Flavio Tosi, in un contesto che parla di grave crisi economica e di ridefinizione degli equlibri politici, sta giocando da protagonista assoluto le partite strategiche che attraversano il Veneto.

(…) L’ultimo caso, quanto mai evidente, parla dell’apertura di un nuovo ospedale a Valeggio sul Mincio. Un centro di addestramento, in realtà, al posto di un ex ospedale mai terminato, una delle incompiute venete. (…) tutto questo mentre la politica di revisione della spesa sui conti pubblici dettata dal Governo Monti imporrà allo stesso esecutivo guidato da Zaia la riduzione di circa 3.500 posti letto (tra pubblici e privati).

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13.07 – Il Mattino di Padova: La Regione apre un altro ospedale a Verona

Alla faccia della spending review, dei tagli e dei piccoli ospedali da chiudere. Il Veneto ne sta per aprire un altro, anche se “finto”, guarda caso, a Valeggio sul Mincio, dove esiste un ex ospedale mai terminato. “Guarda caso in provincia di Verona” uonano all’unisono Pd, Idv e Vn “provincia dell’assessore alla sanità e dov’è sindaco un leghista, guarda caso lo stesso partito dell’assessore alla sanità Roberto Coletto”.

L’ospedale “finto” non sarà altro che un centro di addestramento simulato e di formazione avanzata per chiurughi, anestesisti, ortopedici, medici e operatori dell’urgenza ed emergenza, tecnici e infermieri professionali del sistema sanitario regionale.

(…) contestato anche il finanziamento del centro, che la delibera di Giunta qualifica in un milione di euro per il primo biennio, di cui la metà (500 mila euro) coperti dal contributo della Fondazione Cariverona (il che aggiunge ulteriori sospetti sulla collocazione geografica dell’operazione).

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13.07 – L’Arena: Valeggio, l’ex ospedale diventa la “palestra” dei medici veneti

Anche il Veneto avrà un centro di addestramento simulato e di formazione avanzata per chirurghi, anestesisti, ortopedici, medici e operatori dell’urgenza ed emergenza, tecnici e infermieri professionali del sistema sanitario regionale. Lo ha deciso la commissione Sanità del Consiglio veneto, presieduta da Leonardo Padrin, dando il via libera (con i voti della sola maggioranza Pdl-Lega) al progetto della Giunta che istituisce in via sperimentale negli spazio dell’ospedale di comunità di Valeggio Sul Mincio, che appartiene all’Ulss 22, un centro di simulazione per addestrare il personale sanitario veneto.

Perplessità e riserve sono state espresse dai consigliere di opposizione del Pd, Italia dei Valori, Verso Nord e Sinistra Veneta, che si sono compattati attorno alle osservazioni critiche di Claudio Sinigalia.

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Il bilancio dei record

Il record dei tagli, con quei 358 milioni di euro portati via dal governo che sono calati come una scure. Il record del ritardo, visto che l’ approvazione del preventivo è giunta solo il 2 marzo. E il record della seduta, visto che ieri sera dopo le 18 si è arrivati al voto conclusivo dopo ben 32 ore di seduta non stop.

Ma quello che conta di più è arrivato ieri alle 12.45, quando l’ assessore al bilancio Roberto Ciambetti ha presentato all’ aula l’atteso maxi emendamento che ha redistribuito molte cifre e che è scaturito anche da un lungo confronte con le minoranze… continua

Il Mattino di Padova 25.01 – Tagli di 7 milioni e mezzo

Sulla scuola il rischio è quello di essere «becchi e bastonati», come spiega senza tanti giri di parole l’assessore alle Politiche scolastiche Claudio Piron. Tradotto in altri termini: se la Regione confermerà i tagli di quasi 7 milioni e mezzo di euro distribuiti su Padova e provincia, per far quadrare i conti non resta che l’aumento delle rette, sia per le scuole pubbliche che per le private e paritarie. Continua

MIGLIAIA DI FAMIGLIE A RISCHIO. I conti li fa il consigliere regionale del Pd Claudio Sinigaglia, che promette battaglia in sede di approvazione del bilancio: «Ci sono voci di capitolo completamente azzerate – spiega – come i soldi per il diritto allo studio, quelli per il trasporto dei disabili e per i bambini con difficoltà di apprendimento». Con ricaduta su migliaia di famiglie… Continua