Il contributo del PD al Piano Socio Sanitario Regionale

Sono stati inseriti grazie alla manovra emendativa del gruppo consiliare del PD :

1 – aumento delle strutture intermedie, in particolare nelle zone con specificità, da riportare nelle schede territoriali: almeno lo 0,6 per mille e fino a 0,8 per mille nelle zone con specificità: oggi attivati 500 posti letto tra ospedali di comunità, urt e hospice su 1500 previsti… ma sono il futuro per la presa in carico della cronicità;

2 – attivazione del piano straordinario distrettuale per l’assistenza domiciliare: per i medici di medicina generale bisognerebbe raddoppiare gli interventi, oggi circa 130.000 in Assistenza Domiciliare Integrata ADI

3 – operazione trasparenza: ogni anno sapremo chi sono i privati che sono stati finanziati e quanto hanno ricevuto

4 – recepimento dell’accordo con i sindacati per aumentare l’attività ispettiva dello Spisal per garantire maggior sicurezza nei posti di lavoro: cioè assumere 30 ispettoriLeggi tutto

PSSR 2019, il mio commento in aula

Grazie, Presidente.

Cari colleghi, è davvero possibile discutere e approvare il nuovo Piano socio-sanitario in queste condizioni, ovvero senza la presenza in Aula dell’Assessore alla Sanità, ovvero senza una regia politica? E’ vero che la Giunta è un organo collegiale, però è anche vero che, lasciatemelo dire, l’assenza dell’Assessore, in un momento decisivo per il Piano socio-sanitario, è incredibile.

Mi dispiace dirlo, ma siamo al cospetto non di un vero e proprio Piano socio-sanitario, bensì di atti preparatori del nuovo Piano, infarciti peraltro di numerosi passaggi gestionali contraddittori, contenuti soprattutto nell’allegato. Siamo inoltre di fronte ad un testo tecnico che presenta diverse soluzioni ma non traccia la chiara direzione politica della programmazione. Questo invece poteva e doveva essere un Piano socio-sanitario nel segno della protezione socio-sanitaria, dell’implementazione del modello veneto, ovvero dell’integrazione socio-sanitaria e del potenziamento dei servizi territoriali. Di tutto ciò si ravvisa ben poco.

Manca innanzitutto la valutazione di ciò che è successo dopo l’approvazione della legge regionale 19 del 2016, mentre era doveroso capire ed approfondire quanto sta succedendo con l’attivazione dell’Azienda Zero e con la riduzione delle ULSS. Addirittura la Commissione non ha avuto, per volontà della maggioranza, alcun dialogo con i Direttori Generali che potevano spiegarci i punti di forza e di criticità della riduzione delle ULSS. Questa è una grave colpa, caro Presidente della Quinta Commissione: i Direttori Generali sono manager che devono dirci cosa va e cosa non va nell’esecuzione della programmazione. Il non averli voluti sentire rappresenta una loro riduzione a rango di meri esecutori che non sono in grado di esprimere suggerimenti, consigli e riflessioni su quale sia la strada più opportuna per elaborare un buon Piano socio-sanitario.Leggi tutto

Bilancio 2019, il bilancio del ‘non voglio, non vedo e non sento’

Venezia  11 dic. 2018 .     “Un parere assolutamente negativo. Il bilancio 2019 è impostato in modo molto ragionieristico, incapace di dare risposte al popolo veneto e all’ambiente. Un provvedimento all’insegna del non voglio, non vedo non sento, che andrebbe completamente rivisto. La mancanza di risposte aumenta il costo dei servizi, acuisce le distanze e disuguaglianze sociali, indebolisce lo sviluppo del Veneto, non sostiene i corpi intermedi, l’associazionismo e il terzo settore”. È fortemente negativo il giudizio di Claudio Sinigaglia, Consigliere del Partito Democratico e relatore di minoranza sul Bilancio di previsione 2019-2021.

“È inammissibile che di fronte alla tremenda calamità naturale che ha colpito le nostre montagne e le località balneari, la Giunta e la maggioranza che la sostiene non abbiano avvertito la necessità di modificare l’impostazione del bilancio. Alla fine l’unico vero investimento è sulla Pedemontana: 160 milioni di mutuo a cui si aggiungono i 140 già attivati per un totale di 300 milioni per un’opera che doveva essere costruita dal privato, con fondi privati. La Regione invece si è sostituita al concessionario per la riscossione del pedaggio, riconoscendogli la bellezza di 12 miliardi di euro in 39 anni attraverso il canone di disponibilità, e caricando sul proprio bilancio dal 2020 al 2028 la differenza tra pedaggio riscosso e canone di disponibilità erogato, per un totale di 76 milioni. Almeno la Giunta riveda la convenzione e azzeri per i primi otto anni la differenza tra canone di disponibilità erogato e pedaggio riscosso, tutto a sfavore della Regione”.Leggi tutto

Un nuovo piano Marshall per l’ambiente, prendiamoci cura delle foreste!

Venezia, 26 nov. 2018  – Nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta oggi a Padova, i consiglieri regionali del Partito Democratico hanno presentato alcune proposte “per mettere al centro del bilancio regionale 2019 la tutela delle foreste e del territorio, il tema dell’ambiente e delle politiche energetiche, soprattutto alla luce del maltempo che ha colpito il Veneto a fine ottobre- inizio novembre”.

Così il Capogruppo Stefano Fracasso: “Vogliamo rimettere al centro dell’agenda politica della Regione Veneto i temi del cambiamento climatico e dell’efficientamento energetico, prendendo spunto da una attenta riflessione sui danni prodotti nel nostro territorio dall’eccezionale ondata di maltempo del 29 ottobre, con intere foreste schiantate (quattro milioni di metri cubi di legname abbattuti) e torrenti di montagna esondati. Non può essere che il prossimo bilancio regionale non stanzi neppure un euro in più, rispetto agli importi impegnati negli anni passati, per fare fronte a queste necessità emergenziale. Certo, il Governo deve fare la propria parte, ma in primis è la Regione Veneto che deve assumersi le proprie responsabilità. Presentiamo quindi oggi  il nostro Piano Marshall per il Veneto, con diversi emendamenti alla manovra di bilancio 2019, che sarà in discussione a partire da questa settimana a palazzo Ferro Fini, affinché la Regione rimetta al centro delle proprie azioni la tutela, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio boschivo e dell’ambiente, la difesa e messa in sicurezza del territorio, il ripristino della rete viaria, la sistemazione e difesa degli arenili, il sostegno soprattutto alle piccole imprese montane, in particolare a quelle boschive. Proponiamo di mettere sul piatto 210 milioni di euro per portare avanti un piano di interventi su base triennale (70 milioni l’anno).Leggi tutto

Casa di riposo, aumenti delle rette in vista

Impegnative al palo, Ipab Luigi Mariutto costretto a ritoccare le rette per il prossimo anno. I famigliari degli anziani ospiti pagheranno di più a partire dal prossimo 1. febbraio, a meno che – come precisa lo stesso ente – nel frattempo non intervenga la Regione Veneto.
L’aumento, che è nell’ordine dell’1,5-2%, circa 45 euro al mese in più per ospite a seconda della residenza, è infatti strettamente legato alle decisioni regionali. «I nostri uffici – spiegano il presidente del Mariutto Paolo Zanardi e il direttore generale Franco Iurlaro – hanno elaborato i dati contabili necessari per predisporre la proposta di bilancio di previsione per il 2019, che dovrà essere approvato entro fine anno. Come già preannunciato al comitato familiari, i dati hanno purtroppo reso evidente la necessità di procedere a un ulteriore, sia pure contenuto, aumento delle rette di degenza, per poter incrementare le entrate e raggiungere l’equilibrio di bilancio». Secondo i vertici della storica casa di riposo miranese, il problema delle entrate è legato alle impegnative di residenzialità, cioè al contributo che la Regione riconosce in caso di ricovero nelle strutture assistenziali accreditate. Leggi tutto

Emergenza personale, solidali con la protesta e lo sciopero dei medici

Emergenza personale, solidali con la protesta e lo sciopero dei medici: il Governo stanzi un miliardo per le nuove assunzioni. Il verticismo assoluto è un problema vero, i direttori generali non sanno più quali risposte dare al territorio, la presenza dei totem negli ospedali con la cassettina dei moduli da inviare a Zaia, è la fotografia perfetta dell’accentramento: Zaia vuole un rapporto diretto i cittadini perché non c’è fiducia nel lavoro di direttori generali, Urp e servizi territoriali.

(Arv) Venezia 23 nov. 2018 – “Servono assunzioni altrimenti il Piano Sociosanitario regionale resterà un libro dei sogni”. A ribadirlo sono il Capogruppo del Partito Democratico Stefano Fracasso e il Consigliere Claudio Sinigaglia che questa mattina hanno partecipato al presidio dei medici in sciopero davanti all’Azienda Zero a Padova. “Ma occorre intervenire anche a livello nazionale: continuiamo a chiederci perché destinare nove miliardi al reddito di cittadinanza e non uno per l’assunzione di nuovi medici e un altro per il rinnovo dei contratti, fermi ormai da dieci anni. Abbiamo portato la nostra solidarietà all’iniziativa e illustrato quelle che sono le proposte del PD per il nuovo Piano sociosanitario. Insieme a non autosufficienza e cronicità, la carenza di personale, a cui si aggiunge la fuga di medici e operatori sanitari dalle strutture pubbliche, è uno dei temi che va affrontato con la massima determinazione.Leggi tutto

Zanoni e Sinigaglia: “Dalla Giunta Zaia poche briciole per i Parchi regionali”

Venezia, 20 nov. 2018 – “Dalla Regione soltanto briciole per i Parchi del Veneto, meglio la caccia della tutela delle aree protette. Stanziare appena 320mila euro è offensivo, quando se ne regalano 350mila alle associazioni venatorie”. Con queste parole, i consiglieri regionali del Partito Democratico Andrea Zanoni  e Claudio Sinigaglia, commentano “in modo duro il provvedimento della Giunta relativo ai contributi annuali agli Enti gestori dei Parchi”.

“Il provvedimento – spiegano i consiglieri PD –   ha visto il nostro voto contrario nella seduta odierna della Seconda Commissione”. “Si tratta di appena 64mila euro ciascuno per Parco Colli, Dolomiti d’Ampezzo, Lessinia, Fiume Sile e Delta del Po – sottolineano gli esponenti dei Democratici –  Una diminuzione tragica di un fondo, assegnato ai sensi dell’articolo 28 della Legge 40/1984. Nel 2014, le risorse stanziate ammontavano a 470mila euro, poi si è registrato un calo progressivo, fino ai 430mila del 2016 e dello scorso anno”. “Pensavamo che oltre non si potesse andare – aggiungono il Vicepresidente della Commissione Ambiente e Sinigaglia – e invece ecco un’altra sforbiciata di 110mila euro, il 25% in meno rispetto a dodici mesi fa.  Come Partito Democratico, condanniamo la politica della Giunta, perché stiamo assistendo alla progressiva eliminazione di fondi strategici per il sostegno dei Parchi e per l’attuazione delle previsioni dei Piani ambientali, secondo quanto stabilito dall’articolo 9 della stessa Legge 40”.Leggi tutto

Allegati

Scuole a pezzi e senza fondi, ma grazie alla Regione hanno il presepe

Perché limitarsi. Cinquantamila euro per incentivare le scuole pubbliche e private della regione a fare il presepio non sono molti (al massimo 250 euro a istituto ma in Veneto ci sono 5 mila scuole, se tutte insistono vien fuori 10 euro a testa) ma sono qualcosuccia. E dove vogliamo mettere la santa Pasqua? Uova di cioccolata per tutti ché non sarà un simbolo religioso da tutelare dagli invasori ma è simbolo di vita e rinascita e in qualche modo c’entra.E la domenica delle Palme? Perché non stanziare un tot acciocché i prèsidi acquistino tir di rami d’ulivo da distribuire a tutti gli studenti? E la festività dei morti? Crisantemi in tutte le scuole di ordine e grado, paga la Regione.

Per mantenere salde le tradizioni religiose vale la pena spendere 50 mila euro ché sennò i piccoli cinesi, i ragazzini di famiglie musulmane, protestanti, buddiste, induiste, animiste, laiche o atee dure e pure, schierati in formazione compatta a testa d’ariete, fanno polpette delle nostre feste religiose.Per fortuna ci pensa la Regione leghista, che del Veneto si occupa e soprattutto si preoccupa. Crocefissi appiccicati sui muri di scuole e edifici pubblici, perché da queste parti l’appartenenza religiosa è spartiacque, o sei di qua o di là, e fa parecchia differenza; e presepi come piovesse negli androni delle scuole. C’erano anche prima, mica dappertutto, ma c’erano: fatti spontaneamente con le manine o manone degli alunni magari insieme ai genitori o ai prof. Volendo. Metti che uno portava la culla col bambinello, un altro l’asino, quell’altro le palme e via andare. Così, frutto di collaborazione improvvisata ma che funziona. Oppure vai con la cartapesta, con i tappi di sughero, il materiale riciclato e tutti in classe a darci dentro con colla e colori. Parrebbe più creativo, meno dispendioso e più, come dire, facile. Chi vuole lo fa, chi non vuole non lo fa e in ogni caso nessuno, di qualsivoglia altra religione, si è mai offeso davanti ad un presepe.Leggi tutto