Ospedale Sant’antonio : Psichiatria da 32 a 20 posti letto, “Zaia cambi o faccio ricorso”

Il consigliere regionale del partito democratico Claudio Sinigaglia è pronto a presentare ricorso al Tar contro la scheda di programmazione regionale per l’ospedale Sant’Antonio di Padova. Una scheda che, rileva il consigliere, è uscita dall’approvazione finale in Giunta, difforme da come l’avesse licenziata la Commissione Sanità. Su un punto in particolare: la dotazione e la gestione dei posti letto di Psichiatria.

Nella scheda uscita dalla Commissione erano previsti 32 posti letto gestiti dall’Usl Euganea, in quella uscita dalla Giunta i posti si riducono a 20 e senza alcuna indicazione sulla loro gestione. Circostanza, quest’ultima, che desta preoccupazione non fosse altro perché la Regione ha previsto il passaggio dell’intero Sant’Antonio sotto la gestione dell’Azienda ospedaliera universitaria. «Il parere sulle schede espresso dalla Commissione Sanità e Sociale è stato disatteso immotivatamente dalla Giunta» accusa Sinigaglia, «o ci troviamo di fronte a un banale errore di trasmissione o trascrizione oppure è una modifica attuata senza alcuna motivazione esplicitamente riporta nella delibera regionale, diversamente da quanto fatto per tutte le altre modifiche apportate.Leggi tutto

Alta Padovana, nuova tassa per i servizi obitoriali

«Obitori con tariffe da hotel a quattro stelle»: questo il commento dei titolari delle imprese di onoranze funebri di fronte alle cifre stabilite dall’Uls 6, in vigore da domani. I parenti di chi ha la sfortuna di morire a casa, oppure in un altro luogo che non sia un ospedale pubblico, dovranno mettere mano al portafogli e pagare 256 euro supplementari, oppure 358, nel caso in cui il Comune non abbia sottoscritto la nuova convenzione con l’Uls. La somma sarà fatturata dall’Uls direttamente all’impresa funebre scelta se il trasporto in obitorio è stato chiesto dalla famiglia, oppure al Comune in cui si è verificato il decesso se disposto dall’autorità giudiziaria.

A stabilirlo è la Direzione amministrativa di ospedale dell’Uls 6 con una lettera inviata alle imprese funebri e ai Comuni appena qualche giorno fa, il 26 agosto. Una comunicazione che ha sollevato un vespaio polemiche fra i titolari delle imprese funebri, nominati di punto in bianco “esattori” per conto dell’Uls. Ma protestano anche molti sindaci, a partire da Tribano, i quali non hanno ancora ricevuto lo schema di convenzione dall’Uls per permettere ai propri concittadini di risparmiare almeno un centinaio di euro. Il provvedimento vale per gli obitori degli ospedali di Monselice, Piove di Sacco, Cittadella e Camposampiero e punta a uniformare i costi del servizio. In alcuni ospedali infatti si paga già da anni mentre in altri, come quello di Monselice – Schiavonia, fino ad ora il servizio era svolto gratuitamente.Leggi tutto

Dramma dipendenze, 20 mila casi in Veneto

“Di fronte ad un fenomeno che vede tristemente il Veneto in testa alla classifica delle vittime per overdose, con 26 casi registrati da inizio anno, è doveroso da parte del governo regionale prendere atto che è indispensabile un cambiamento di rotta nelle politiche di contrasto alle tossico dipendenze. Non è sufficiente puntare sulla cura delle persone: è invece indispensabile rafforzare in modo massiccio gli investimenti e gli interventi strutturali di prevenzione”.

A dirlo il vice presidente del Consiglio regionale ed esponente del PD, Bruno Pigozzo, primo firmatario di una mozione sul tema. “I dati del Servizio regionale per le Dipendenze del Veneto dicono che su 130.000 casi in Italia seguiti dai SerD, ben 20.000 sono di competenza delle Ulss venete. E un quarto di questi soggetti è di età inferiore ai 29 anni, mentre sono in forte incremento gli under 18. Sono numeri più che allarmanti che devono spingere a riprendere in mano un modello che purtroppo negli anni è stato dismesso. Ovvero quello degli educatori di strada e dei centri di ascolto. Da troppo tempo non vengono compiute azioni sufficientemente efficaci nei luoghi e negli ambienti frequentati dai nostri ragazzi: famiglie, scuole, strutture sportive e spazi di aggregazione socioculturale”.Leggi tutto

Compost di Sesa, il Comune non pretende la mappatura

MONSELICE. «Avevamo chiesto al sindaco un’ordinanza per compost e digestato ed è invece arrivato un protocollo con Sesa» commenta il consigliere di opposizione e leader ambientalista Francesco Miazzi, «hanno chiesto a Sesa se ha il “vino” buono e di rimando Sesa ha proposto di decidere insieme quanto potrà versarne nel bicchiere senza che possa far male». Ai primi di luglio il gruppo “Ambiente e Società” aveva chiesto all’amministrazione di attivarsi per un’ordinanza volta a prevenire l’inquinamento dei terreni agricoli dopo le recenti inchieste giornalistiche di Fanpage che hanno portato alla luce i potenziali pericoli derivanti dall’utilizzo di compost industriale miscelato con materiali come plastica, vetro, metalli e altre sostanze non precisate.

Ma il Comune di Monselice, tramite l’assessore all’Ambiente Lucio Fortin, in data primo agosto, ha chiesto a Sesa solo informazioni sull’utilizzo del compost e la mappatura di quanto sversato proponendo un protocollo di conferimento materiale. L’amministrazione, anziché prendere una posizione, si è limitata a chiedere chiarimenti a Sesa, che però risponde solo in parte.Leggi tutto

Neolaureati in corsia, delibere pericolose per la salute e a rischio illegittimità

“Perché per fronteggiare l’emergenza di medici la Regione ha dato il via libera all’assunzione di neolaureati non ancora in possesso della specializzazione anziché applicare il Decreto Calabria? Non è la risposta corretta alla carenza di organico ed è una scelta pericolosa, poiché si rischia di abbassare la qualità dell’assistenza ai cittadini”. A lanciare l’allarme e a chiedere risposte sulle due delibere dello scorso 14 della Giunta Zaia è il Partito Democratico, che ha presentato una corposa interrogazione, primi firmatari i consiglieri Anna Maria Bigon e Claudio Sinigaglia, sottoscritta dall’intero gruppo.

“La legge 60/2019 dava la possibilità di inserire in via straordinaria, fino al 31 dicembre 2021, gli specializzandi dell’ultimo anno con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato e questa era la strada da percorrere. Davvero la Regione pensa che 92 ore di formazione in aula più due mesi di tirocinio in reparto previsti per i 500 neolaureati possano sostituire un corso di formazione specialistica in medicina d’urgenza, geriatria o medicina interna che dura almeno quattro anni con migliaia di ore di formazione e tutoraggio? È una decisione priva di logica”, tuona la consigliera Bigon, che chiede anche chiarezza sui percorsi formativi, affidati alla Fondazione scuola di sanità pubblica. “Le Università del Veneto sono state consultate prima di fare questa scelta che, oltretutto, è priva degli effetti e riconoscimenti giuridici propri invece della specializzazione? E quanto costerà l’intera operazione?”.Leggi tutto

Colli Euganei, vendemmia a rischio per l’inerzia di Zaia

VO’. Emanuele Calaon, presidente dell’associazione degli imprenditori agrituristici “Terra Nostra”, scrive all’Ente Parco Colli per denunciare i danni che i cinghiali stanno provocando nei vigneti degli Euganei a una settimana dall’avvio della vendemmia. «La situazione, soprattutto nei comuni di Teolo e Vo’, sul versante nord-ovest del monte Venda, nella zona di via Rovarolla e del Passo del Vento, è drammatica. Se non si interviene con urgenza i viticoltori di quell’area rischiano di perdere la metà del raccolto», afferma Calaon che gestisce con la famiglia l’agriturismo biologico Bacco e Arianna di Boccon.

Il giovane viticoltore – che è stato anche al vertice della Cantina Colli Euganei di Vo’- sollecita il Parco Colli a far intervenire in maniera celere ed efficace i selecontrollori per tentare di mettere un freno al problema. «Oltre a mangiare l’uva i cinghiali, appoggiandosi sulle viti per poter arrivare a succhiare i grappoli più alti, rompono i tralci e mettono così a rischio anche la produzione della prossima stagione» aggiunge Calaon «Un buon 20% della produzione è già stato perso in questi giorni. I primi danni li abbiamo notati una decina di giorni fa, appena gli ungulati hanno sentito che gli acini stavano per diventare dolci. Nelle ultime notti stanno facendo man bassa».

I primi grappoli delle varietà cosiddette base spumante (Pinot bianco e Chardonnay) nei vigneti di costiera dei Colli Euganei saranno raccolti già questo fine settimana. Stando alle previsioni del direttore della Cantina Colli Euganei, Alessio Equisetto, i conferimenti alla sede della cooperativa dovrebbero partire lunedì. L’avvio della vendemmia vera e propria è previsto per la fine del mese di agosto e i primi di settembre. In ritardo rispetto allo scorso anno di una decina di giorni. Le stime fatte nei vigneti dagli agronomi evidenziano un calo di produzione del 15% circa rispetto al 2018. Sotto il profilo della qualità l’annata 2019 si preannuncia buona, soprattutto per i vini simbolo del territorio, il Fior d’Arancio Docg in primis.

i cinghiali sui colli euganei… Zaia cerca di abbatterli con il Prosecco…«I vigneti sono devastati e la Regione non…

Pubblicato da Claudio Sinigaglia su Venerdì 23 agosto 2019

IRAS di Rovigo, Zaia la “disconosce”

Sono ben 3 anni che la Regione gestisce direttamente l’IRAS di Rovigo attraverso il suo Commissario. Zaia incolpevole? vogliamo la commissione d’inchiesta consiliare.

I fatti accaduti all’IRAS di Rovigo e che hanno portato la magistratura a sospendere cautelarmente sette dipendenti sono molto gravi e non possono avere nessuna giustificazione. E’indubbio però che ciò sia anche il sintomo di amministrazione non all’altezza… Quanto successo richiede una valutazione politica e amministrativa, tanto più che si tratta di un ente pubblico, su come sia potuto succedere e come mai i gestori non se ne siano accorti.

L’IRAS è una struttura commissariata da Zaia stesso, da tre anni con precise disposizioni, fra cui:
– salvaguardia dei servizi assistenziali erogati alle persone ospiti dell’Ente;
– affrontare le questioni riguardanti le risorse umane dell’IPAB e la sua dotazione organica

Ma è proprio qui che nasce la contraddizione in seno alla Giunta regionale, che da un lato nomina il commissario e dall’altra intende ora nominare una commissione per fare chiarezza ritenendosi parte offesa. Di fatto sarà chiamata a un far luce sulle proprie inadempienze! Giusto fare un indagine amministrativa come è stato disposto, ma a questo punto dovrà rispondere a cosa sono serviti 3 anni di commissariamento, dovrà mettere sotto accusa se stessa e soprattutto spiegare che azioni sono state messe in essere se siamo arrivati a una simile situazione?
E’ vero che spesso la miglior difesa è l’attacco, ma al governatore Zaia non basta gridare “ chiederemo il massimo delle pene” perché non è al di sopra delle parti: attraverso il commissariamento riveste non solo il ruolo di controllore (che non ha evidentemente ricoperto), ma anche di massimo responsabile dell’amministrazione e gestione dell’ente. Sicuramente chiediamo che la commissione d’inchiesta sia consiliare. Zaia ha veramente responsabilità politiche enormi.

Sinigaglia, Azzalin, Fracasso : sono ben 3 anni che la Regione gestisce direttamente l’IRAS di Rovigo attraverso il…

Pubblicato da Claudio Sinigaglia su Lunedì 19 agosto 2019

La vicenda degli affitti ATER

Canone in amento per 5.566 nuclei su 7.195

Sinigaglia (Pd): «Si colpisce indiscriminatamente, servono criteri sensati» Affitti-salasso per due terzi delle famiglie

Padova. Cancellare la legge 39 del 2017 e fare immediata chiarezza. Queste le perentorie richieste avanzate dal Partito democratico a cinque settimane dall'entrata in vigore della legge regionale sull'edilizia residenziale pubblica. «L'emblema del fallimento di Zaia e della Lega, oltre che una normativa devastante per migliaia di bisognosi» accusa Claudio Sinigaglia, consigliere regionale che fu relatore di minoranza nelle fasi di vaglio della legge. Con i colleghi Stefano Fracasso, Anna Maria Bigon e Graziano Azzalin, Sinigaglia ha sfruttato l'incontro di ieri nella sede del circolo Auser di via Varese per denunciare, numeri alla mano, i primi risultati dell'applicazione della legge. Dall'1 luglio la normativa ha comportato un ricalcolo dei canoni di locazione per migliaia di assegnatari degli alloggi Ater. A Padova sono 8. 587, di cui 7. 644 regolarmente assegnati. Il che significa che 943 sono sfitti.

«Perché? » si chiedono i consiglieri: «I numeri sono forniti da Arav (Associazione regionale Ater Veneto) quindi Ater conosce la situazione. Eppure nega e non muove un dito». Dei quasi mille alloggi sfitti 157 sarebbero in vendita, 160 in corso di assegnazione, 147 in fase di sistemazione. Ne restano 479 abbandonati al loro destino. Una parte sono occupati abusivamente: 14 secondo quanto riferito dal presidente Gianluca Zaramella il 18 giugno dopo uno dei 40 sgomberi programmati nel Padovano. Degli altri 465 non è dato sapere.«La legge 39/2017 calcola l'affitto in base alla Isee Erp dichiarata dall'inquilino» spiega Sinigaglia «Ater l'ha chiesta a 7.195 famiglie (quelle che non hanno convenzioni diverse) e 239 non hanno risposto. Che sia perché sanno di avere redditi incompatibili con l'assegnazione o perché non conoscono i meccanismi, saranno sfrattati. E si sommano a coloro che secondo i nuovi criteri risultano "ricchi" solo perché hanno ricevuto il Tfr dopo la pensione o perché negli anni hanno risparmiato.

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