Sinigaglia: “Bene la fusione tra i Comuni della Bassa Padovana, ma la Regione può fare di più”

Venezia, 6 luglio 2017 – “Siamo favorevoli ai processi di accorpamento, convinti che possano rispondere al meglio alle esigenze dei cittadini.

Per questo non possiamo che essere contenti per l’unione di Santa Margherita d’Adige, Saletto, Megliadino San Vitale e Megliadino San Fidenzio che dovrebbero dar vita, dopo il referendum, al nuovo Comune di Quattroville”. Ad affermarlo sono i consiglieri Partito Democratico Bruno Pigozzo e Claudio Sinigaglia a proposito della futura fusione dei quattro Comuni della Bassa Padovana. “Tuttavia la Regione, invece di limitarsi a congratularsi con chi sceglie questa via virtuosa, potrebbe mostrare in concreto una maggiore attenzione per le autonomie locali, assumendo quel ruolo di guida e regia previsto dalla legge. Una garanzia istituzionale più alta agevolerebbe senza dubbio gli accorpamenti, convincendo il maggior numero possibile di amministrazioni.

Quindi torniamo a chiedere, per l’ennesima volta, l’attuazione di quanto previsto dalla Costituzione e dallo Statuto, ovvero la realizzazione del Consiglio delle autonomie locali. Il merito delle fusioni, al momento, è tutto dei Comuni – concludono i due esponenti del Pd – perché la Regione non sta svolgendo quella funzione di programmazione e pianificazione che le viene assegnata dalla legge 25 del 1992”.

PD: “Sprecato il suolo, non sprechiamo anche la legge”

“Una legge importante e attesa da tanto tempo, animata da buone intenzioni che però da sole non bastano. Principi e obiettivi sono condivisibili, ma il senso dell’intero provvedimento rischia di essere vanificato dalle troppe e palesi contraddizioni. Se rimane così, è un’occasione sprecata”. Questo il giudizio del Partito Democratico sul progetto di legge relativo al contenimento del consumo di suolo, che sarà discusso in Aula a partire da lunedì prossimo.

“Il provvedimento, frutto di tre proposte distinte (una del Pd, una del presidente Zaia e l’altra dei tosiani) è una buona sintesi nella prima parte. Ma nel prosieguo dell’articolato si è presa una strada sbagliata, con troppe deroghe che contraddicono i principi ispiratori e svuotano una legge che il Veneto aspetta da anni. Un periodo che ha visto il tramonto di un modello di sviluppo che perciò va completamente ripensato, con una vera collaborazione tra Regione e Comuni”, spiegano  Stefano Fracasso (capogruppo PD), Andrea Zanoni (vicepresidente della commissione Ambiente)  e  Bruno Pigozzo ( correlatore di minoranza nonché primo firmatario della proposta dem). Leggi tutto

Caserma Romagnoli, progetti per il futuro

Un «patto» tra il Pd e i cittadini di Chiesanuova, con Sergio Giordani nel ruolo di «garante delle proposte». È l’impegno di alcuni candidati consiglieri dem sulla riqualificazione della caserma Romagnoli. «È chiusa da cinque anni eil Comune ha approvato una variante che prevede il 60% di residenziale e il restante misto direzionale-commerciale – chiarisce il consigliere regionale Claudio Sinigaglia – Ora è venuto il tempo i definire i contenuti di questo luogo strategico per tutta Chiesanuova».

Ma prima una premessa: «Con Giordani sindaco qui non arriveranno i profughi – afferma l’esponente dem – Perché noi siamo per l’accoglienza diffusa che evita le grosse concentrazioni. Chi invece, come Bitonci, sbraita e non affronta i problemi poi si ritrova ad avere le grandi strutture come alla Prandina».

Poi la parola passa a Gianni Berno, Fiorenza Carnovik e Gianluca Gaudenzio, che qui ha promosso una summer school dello luv e portato l’interesse di un gruppo di giovani architetti. «La riqualificazione sarà l’occasione per creare una piazza e allargare il verde – spiega Berno – E qui può anche nascere un museo della memoria per ricordare padre Placido Cortese, che qui veniva ogni giorno». «Diciamo no alle medie strutture di vendita previste da Bitonci – aggiunge Carnovik – Qui va agevolato il piccolo commercio e potenziato il bike sharing».Leggi tutto

Alzabandiera: niente “Serenissima”, rendiamo omaggio invece agli Alpini!

“Il PD domani non parteciperà al Consiglio regionale che non ha niente di straordinario. Saremo a Nervesa della Battaglia a omaggiare i veneti che hanno sacrificato la vita per questo Paese”

“Il gruppo consiliare del Partito Democratico non parteciperà domani al Consiglio per ‘celebrare’ l’ammainabandiera della Serenissima, ma alle 9 sarà all’alzabandiera del Tricolore a Nervesa della Battaglia. Andremo a rendere omaggio ai veneti, e non solo a loro, che hanno sacrificato la vita per questo Paese, dove oggi sventola la bandiera italiana”. Ad annunciarlo è il capogruppo dem a Palazzo Ferro Fini Stefano Fracasso che spiega le ragioni di questa assenza. “Non parteciperemo a un Consiglio che non ha niente di straordinario e con cui si vuole celebrare un funerale, una data che non dice nulla ai veneti di oggi. Pensare, in questo modo, di essere gli eredi della Serenissima è una follia. E chi vede una continuità tra la Serenissima, i venetisti che assaltarono San Marco e il prossimo referendum sull’autonomia, come ha fatto anche il presidente Zaia, è completamente fuori strada. Significa tradire la vocazione di Venezia e del Veneto, di una città e di una regione che vogliono prendere il meglio del passato per guardare avanti. La questione veneta va innanzitutto superata in Veneto, smettendola con questo piagnisteo passatista, nell’additare sempre fuori, ora lo Stato, ora l’Europa, ora i profughi, la causa dei propri mali, invece di riconoscere che molti di questi mali nascono qua. Basta con la fuga dalle responsabilità! Se c’è una bandiera da ammainare è questa. La storia di Venezia non ha bisogno di Consigli straordinari immotivati, ma di una Regione che ne sappia interpretare tutta l’intelligenza e la lungimiranza, fatta di apertura, incontro e confronto, anzitutto con l’Europa”.
“Domani – prosegue il capogruppo del Partito Democratico – preferiamo rendere omaggio alla grande generosità degli alpini di ieri e di oggi, veri interpreti di un Veneto che vuol fare della propria storia una risorsa per il futuro. E proprio perché vogliamo guardare al futuro, sabato saremo all’apertura della Biennale d’arte che porta il mondo a Venezia e in Veneto, testimonianza perfetta di una regione che vuole parlare un linguaggio sempre più internazionale”.Leggi tutto

Claudio Sinigaglia nuovo vicepresidente della I Commissione

La Prima commissione permanente del Consiglio regionale del Veneto ha il suo nuovo Vicepresidente. Si tratta del Consigliere regionale Claudio Sinigaglia (Partito Democratico), eletto questa mattina in sostituzione del collega Stefano Fracasso che aveva rassegnato le dimissioni dallo stesso incarico nella seduta precedente.

“Nel ruolo di Vicepresidente della Prima commissione – ha dichiarato Sinigaglia al termine dei lavori – sostituisco Stefano Fracasso che è diventato Capogruppo del Partito Democratico e lo ringrazio per il lavoro egregio che ha svolto finora in Prima commissione. Ringrazio inoltre i componenti della Prima commissione che mi hanno votato come Vicepresidente: li ringrazio per la stima e la fiducia che hanno avuto nei miei confronti. Una delle caratteristiche fondamentali della Prima commissione consiste nell’affrontare il bilancio: in questa sede passano i provvedimenti fondamentali che strutturano l’attività stessa del Consiglio regionale. Si tratta senza dubbio di un impegno importante, mi auguro perciò di essere all’altezza della fiducia in me riposta e della responsabilità e della competenza che bisogna sviluppare per affrontare una tematica di questo genere”.

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PD, presentata la lista a supporto di Sergio Giordani!

«Preferisco piangere io che far piangere i padovani come ha fatto lui». È un botta e risposta sul filo delle polemiche quello tra Sergio Giordani e Massimo Bitonci. Ma al di là delle battute il clima nel punto elettorale di piazza della Frutta è caratterizzato da entusiasmo e voglia di ricambio. Un azzardo forse, ma il Pd sceglie la strada opposta alla Lega: mette da parte i nomi di speso (grandi assenti Alessandro Naccarato e Umberto Zampieri) per far spazio in lista ai giovani, anche se con qualche «figlio di» dal cognome conosciuto. A dare lo “start” c’è Maurizio Martina, giovane ministro lombardo in ticket con Renzi, che però evita con cura qualsiasi polemica pre-congressuale: «È fondamentale contrapporre a coloro che si credono sceriffi una squadra di persone che vogliono cambiare la città. Padova in questi anni è stata umiliati. Qui non ci sono solo le appartenenze politiche ma una questione di riscatto civico».

I “big” del partito. Il richiamo all’orgoglio dem tocca al segretario provinciale Massimo Bettin, che ha deciso di non candidarsi per seguire da “regista” la campagna elettorale: «È una lista con il 50% di donne, con risorse e energie da ogni rione, con tante esperienze ma anche ricca di giovani. È la nuova storia del Pd, il primo partito della città».

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Lo scandalo dell’ospedale di Cortina, a pochi giorni dalla scadenza

Ancora confuso il quadro a pochi giorni dalla data limite del 30 aprile. Il socio privato ha fatto ricorso al tribunale di Belluno chiedendo la sospensione della delibera regionale che comporta di fatto la chiusura dell’ospedale. L’assessore promette, garantisce quel che non può mantenere mentre emergono intoppi di carattere burocratico e amministrativi e i sindacati litigano sull’accordo per la mobilità dei 101 dipendenti. Tutto resta per aria. Pessima figura per la virtuosa sanità veneta

Codivilla-caos, l’affaire legato allo storico ospedale di Cortina diventa sempre più complesso e oscuro. Un politico veneto molto influente ammette – con la garanzia di non essere citato direttamente – che troppi conti non tornano e si chiede perché mai l’accorto e navigato governatore Zaia si sia fatto incastrare in una trappola dalla quale la tanto celebrata sanità veneta esce letteralmente in mutande. Della irritazione del gruppo privato vittima dell’incredibile situazione maturata attorno al Codivilla si è detto nei giorni scorsi, Giomi ha presentato un ricorso urgente presso il tribunale di Cortina per far sospendere la delibera regionale che letteralmente uccide quanto fatto in una quindicina d’anni.Leggi tutto

Edilizia residenziale pubblica, buona la nuova legge ma ancora lavoro da fare

Venezia 20 aprile 2017 – “Siamo soddisfatti che la maggioranza abbia recepito alcune delle nostre richieste e dei soggetti che sono venuti in audizione, in particolare i sindacati degli inquilini. Nonostante ciò, restano forti lacune da colmare, sulle quali bisognerà assolutamente intervenire”. Questo il commento del Consigliere regionale del Partito Democratico, Claudio Sinigaglia, sulla nuova legge di Edilizia residenziale pubblica (Erp) all’ordine del giorno della Seconda commissione consiliare, al termine dei lavori della sottocommissione.

“Vogliamo evidenziare gli aspetti positivi: innanzitutto, il testo ora ricomprende la definizione del canone di accesso, 18mila euro Isee-Erp. Bene, inoltre, che il contratto non sia più un canone di diritto privato, quattro anni più quattro, come era stato presentato in un primo tempo, ma sia rimasta l’assegnazione di alloggio popolare. Infine, siamo favorevoli al fatto che il contratto dei lavoratori delle Ater resti quello attuale” continua Sinigaglia, che insiste, però, anche sui punti della legge che vanno migliorati. “I Comuni sono ancora clamorosamente esclusi dalla programmazione e questo aspetto deve essere rivisto. Un’altra richiesta al momento non accolta è quella relativa al canone di permanenza: è impensabile che gli inquilini Erp debbano rimanere sempre, e sottolineo sempre, sotto la soglia di accesso per continuare ad avere il diritto alla casa. Il testo attuale, prevede che se dopo cinque anni si supera il tetto dei 18mila euro Isee-Erp si ha la decadenza. È un’eccezione a livello nazionale, poiché tutte le Regioni hanno previsto il canone di permanenza superiore dal 30 al 40% rispetto a quello di accesso; se poi si ‘sfora’ anche questa soglia, allora si attiva la decadenza. Questo meccanismo è indubbiamente più equo. Siamo poi fortemente contrari alla mobilità forzata, secondo cui gli inquilini anziani debbano essere trasferiti solo per poter vendere il loro appartamento”.

“Come si vede – conclude Sinigaglia – rimangono tanti altri aggiustamenti da fare: prevediamo ancora un lungo lavoro in Commissione prima di approdare in aula”.