Medici di Base, i soldi non c’entrano: la regione non faccia ricatti!

Venezia, 13 nov. 2017  – “La risposta della Regione ai medici di base è inqualificabile e assomiglia a un ricatto. Di fronte a una protesta con tanto di sciopero per il mancato sviluppo del Piano sociosanitario del Veneto e in particolare delle medicine di gruppo integrate, l’assessore Coletto replica che guadagnano troppo rispetto alle ore lavorate. Ma che razza di risposta è?”. Questo il commento del Consigliere del Partito Democratico Claudio Sinigaglia alle affermazioni dell’assessore alla Sanità in merito allo stato di agitazione dei medici di famiglia.

“Un’uscita priva di senso, visto che non sono certo i soldi l’oggetto del contendere, ma una diversa organizzazione dei servizi, prevista proprio dal Piano sociosanitario regionale. È inaccettabile quanto dice Coletto – prosegue l’esponente democratico – perché è stato lui stesso a proporre un’indennità a fronte delle nuove competenze assegnate ai medici di base nel 2015, rispetto alle funzioni collegate alla cura della cronicità, come diabete, problemi cardiaci, asma. Allora era d’accordo nel garantire loro un riconoscimento. E quindi? Anche se avesse cambiato idea è inaccettabile tirare fuori questi argomenti in una trattativa sindacale che riguarda tutt’altro. Altrimenti è un ricatto, chiamiamolo col suo nome”.

“Il muro alzato dalla Regione – insiste il vicepresidente della Prima commissione – è sbagliato. L’assessore, oltre ad andare a ledere la libertà di espressione, denigra un’intera categoria, umilia quei medici di base che dovrebbero diventare attori fondamentali per gestire la cronicità, che è la vera sfida del sistema sociosanitario. Così facendo anziché risolvere i problemi, li va ad aggravare”.

Le vicende parlamentari dello Ius Soli

in Italia si è tornati a discutere della legge sulla cittadinanza, approvata dalla Camera alla fine del 2015 e da allora in attesa di essere esaminata dal Senato (dove la maggioranza ha numeri molto più risicati). La legge espande i criteri per ottenere la cittadinanza italiana e riguarda soprattutto i bambini nati in Italia da genitori stranieri o arrivati in Italia da piccoli.

In un breve efficace ma riassunto, è illustrata tutta la vicenda parlamentare di questa legge. Clicca qui per scaricare le slide

Allegati

Terzo Settore, ecco le novità dei decreti riforma

LO CHIAMANO TERZO SETTORE MA IN REALTA’ E’ IL PRIMO
Esiste un’Italia generosa e laboriosa che tutti i giorni opera silenziosamente per migliorare la qualità della
vita delle persone. E’ l’Italia del volontariato, della cooperazione sociale, dell’associazionismo no‐profit, delle fondazioni e delle imprese sociali.
Un settore che si colloca tra lo Stato e il mercato, tra la finanza e l’etica, tra l’impresa e la cooperazione, tra l’economia e l’ecologia, che dà forma e sostanza ai principi costituzionali della solidarietà e della sussidiarietà. E che alimenta quei beni relazionali che, soprattutto nei momenti di crisi, sostengono la coesione sociale e contrastano le tendenze verso la frammentazione e disgregazione del senso di appartenenza alla comunità nazionale.

==>Leggi le novità dei decreti attuativi

Nuovo Ospedale, relazione dell’Azienda Ospedaliera sullo stato del progetto

La decisione finale su dove verrà realizzato il nuovo policlinico di Padova sarà assunta il 27 novembre. Il nuovo rinvio è stato deciso oggi dopo la riunione convocata in Regione a palazzo Balbi, a Venezia. Da domani un comitato tecnico congiunto vaglierà tre ipotesi: il sito attuale con ‘nuovo su vecchio’, Padova est e Via dei Colli, dove sorgerà l’ex ospedale psichiatrico.

Alla riunione di oggi a Palazzo balbi erano presenti tutti i rappresentanti delle Istituzioni interessate, accompagnati dai tecnici. Per la Regione, con il presidente Luca Zaia, erano presenti l’assessore alla Sanità Luca Coletto e gli assessori padovani Roberto Marcato e Giuseppe Pan; il Presidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale Fabrizio Boron; per il Comune di Padova, il sindaco Sergio Giordani e il vicesindaco Arturo Lorenzoni; per la Provincia di Padova il Presidente Enoch Soranzo; per l’Azienda Ospedaliera di Padova, il direttore generale Luciano Flor, per l’Università di Padova, il Rettore Rosario Rizzuto e il Presidente della Scuola di Medicina Mario Plebani, per l’Istituto Oncologico Veneto, il direttore amministrativo Maria Oliviera Cordiano.

LEGGI:

Presentato il Progetto di legge statale n. 43 sull’Autonomia del Veneto

Venezia, 30 ottobre 2017 – Presentato alla Prima commissione del Consiglio regionale del Veneto presieduta da Marino Finozzi (Lega Nord) il Progetto di legge statale n. 43 di iniziativa della Giunta regionale, da trasmettere al Parlamento nazionale, sui percorsi e sui contenuti per il riconoscimento di ulteriori e specifiche forme di autonomia per la Regione del Veneto, in attuazione dell’art. 116, terzo comma, della Costituzione.

“Importante passaggio oggi in Prima commissione – dichiara il Presidente Finozzi – perché da qui inizia l’iter che ci porterà verso la metà di novembre all’approvazione da parte del Progetto di legge statale n. 43 da parte dell’Aula. L’iter infatti, da qui in avanti, sarà molto serrato: la prossima settimana contiamo di esaurire la fase delle audizioni e dei passaggi nelle altre commissioni, per giungere al parere definitivo in Prima commissione entro venerdì. A metà novembre, quindi, contiamo di approvare la legge, passaggio importante, questo, che marca la differenza tra Veneto ed Emilia Romagna e Lombardia perché nel Veneto il percorso si incardina in un iter legislativo vero e proprio, laddove nelle altre Regioni l’iter dovrebbe concludersi con l’approvazione di una mozione. Una legge regionale è senza dubbio atto politico con rilevanza ben diversa rispetto agli altri”.Leggi tutto

Bilancio di previsione 2018, ecco le slide illustrative

Il Vicepresidente della Giunta regionale ha presentato in Aula Consiliare il bilancio di previsione 2018.

==> LEGGI LE SLIDE DELLA MANOVRA DI BILANCIO 2018-2020

Un bilancio di solo 25 articoli, mentre verrà presentato a parte un disegno di legge dedicato alle norme di semplificazione, per una manovra che si attesta per il 2018 su un valore complessivo (comprese le partite di giro) di 15 miliardi 585 milioni di euro, di cui 8 miliardi 904 milioni relativi al Fondo sanitario regionale.

Autonomia, i dubbi del professor Buratti: «Difficile ottenere tutto»

IL RETROSCENA
VENEZIA Giovedì scorso il professor Carlo Buratti era stato nominato dal governatore Luca Zaia quale componente della delegazione trattante per l’autonomia. Una scelta che non aveva suscitato alcuna meraviglia: insieme ai costituzionalisti Luca Antonini e Mario Bertolissi, l’ordinario di Scienza delle finanze all’Università di Padova faceva già parte del comitato strategico che aveva curato il percorso del referendum. Quello che ha stupito molti è stato piuttosto l’intervento del docente ieri, nella seduta della prima commissione a Palazzo Ferro Fini, dove ha espresso dubbi sull’attuale impostazione della trattativa con il governo.

LE RETI
Buratti ha preso la parola dopo che vari esponenti dell’opposizione avevano lamentato la mancata indicazione delle risorse necessarie per le singole materie richieste. «È assurdo ha premesso l’esperto che Regioni così diverse abbiano le stesse competenze. Non è una questione di egoismo, è che Roma deve prendere atto che l’economia italiana si regge solo su Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna, Regioni che hanno bisogno di ossigeno». Fin qui tutto bene. Ma arrivando al progetto di legge statale in esame, il professore ha spiazzato diversi dei presenti, sia nell’aula del consiglio che nella saletta del pubblico: «L’ho letto frettolosamente, ma questo pdl mi sembra molto ambizioso, non sarà facile ottenere tutto». Pura cautela negoziale? Buratti è andato oltre: «Non aspettatevi che sulle reti di trasporto dell’energia elettrica e del gas e sulla rete stradale dell’Anas ci sarà una risposta positiva da parte di Roma, perché non è pensabile un loro smembramento, come difatti era emerso nella formulazione della riforma costituzionale Renzi-Boschi». E ancora: «In parlamento non troverete un ambiente molto favorevole al trasferimento alla Regione della competenza su quelle reti. Può darsi che io mi sbagli, ma questa è la mia forte impressione».
Leggi tutto