È nata la coalizione personale a trazione destra

La manifestazione di ieri a piazza San Giovanni ha sancito il ritorno ufficiale del centro-destra unito. Destra-centro, per la verità, con qualche pezzo di destra estrema. Una coalizione diversa dal passato. Negli equilibri interni, nei contenuti ideologici: anti-tasse, anti-immigrati, anti-Europa. E con un capo indiscusso, Matteo Salvini, che ha ufficialmente inaugurato il suo assalto al palazzo. Persino Berlusconi, nonostante i tentativi di evocare la «nazionale azzurra della libertà» e persino il «popolo della libertà», ha riconosciuto l’egemonia della Lega e del suo capitano. Leggi tutto

Il partito personale di Renzi nato alla Leopolda adesso è una realtà e punta al centro

Dalla Leopolda 10 nasce il vero PdR: il Partito di Renzi. Un partito personale, nel quale il leader non deve rendere conto né a correnti né a organismi, considerati inutili orpelli. Appunto, il Partito del Capo. E di Italia Viva il Fiorentino è il capo indiscusso. Anche perché, come dimostra la sua parabola nel Pd, il Matteo toscano non tollera nessun ruolo che non sia la prima fila: o comanda o se ne va. Da questo punto di vista la nascita ufficiale del suo partito, già preceduta dalla scissione dei parlamentari eletti nel Pd, segna la fine di un equivoco. Il Fiorentino punta al centro, contando su quanti non si riconoscono né il Pd, ormai libero di collocarsi nell’alveo della sinistra riformista, né nella paralizzata Forza Italia, ostaggio dell’interminabile autunno politico del suo Patriarca e indebolita da fughe in tutte le direzioni.Leggi tutto

Il PD veneto al governatore: «Autonomia, il Consiglio non può essere ignorato»

Insediata la nuova segreteria regionale, il Pd avvia la ricerca di un candidato civico e apre la guerra con Luca Zaia. Il tema è sempre quello: l’autonomia. «Ringraziamo il presidente per l’invito al suo punto stampa a due anni dal referendum ma, come cantavano i Nomadi, noi non ci saremo. Se ha delle novità il presidente venga in Consiglio Regionale, dove non riferisce sull’autonomia da oltre un anno. Se non ha novità ci risparmi la passerella ad uso di stampa e tv.

Mai una volta Zaia ha informato il Consiglio dello stato della trattativa con il governo precedente, e dei diversi punti controversi evidenziati anche da ministri della lega sulla proposta del Veneto, come sul tema dell’istruzione con il ministro (oggi ex) Bussetti», afferma Stefano Fracasso. «Abbiamo saputo dal Ministro che sul tavolo del precedente governo c’erano numerosissimi punti critici sulla bozza proposta dal Veneto.

Mentre Zaia raccontava in Veneto che la regione aveva “fatto tutti i compiti a casa” anche i ministri della Lega segnavano con la matita rossa gli errori. Altro che tutto pronto e fatto, era tutto da fare. Per far procedere con l’autonomia non c’è bisogno di esibizioni ma di confronti sul merito e quindi l’unico appuntamento interessante di martedì 22 sarà l’incontro tra le delegazioni tecniche convocato dal ministro Boccia a Roma. Non saremo nemmeno sul ponte di Rialto con i venetisti, ripescare il referendum non serve a nulla, il tempo dell’autonomia a scatola chiusa è finito». —

Rocca di Monselice, scontro sul futuro

 Un consiglio comunale infuocato quello in programma per questa sera alle 19 a Palazzo Tortorini. Non si è ancora riunito e già comincia a fare scintille il tavolo di lavoro comunale tra maggioranza ed opposizione a causa della mancata presenza dell’assessore regionale Gianluca Forcorlin, richiesta dalla minoranza.Tra i punti all’ordine del giorno c’è il confronto sul futuro del Colle della Rocca ed i consiglieri Andrea Bernardini, Santino Bozza, Gianni Mamprin, Silvia Muttoni, Francesco Miazzi e Sandro Giordani avevano espressamente richiesto che la discussione in merito a questo tema fosse portata avanti alla presenza dei principali interlocutori «Per quanto ci riguarda non ci sentiamo per nulla rassicurati» scrivono in una nota «le risposte dell’assessore regionale Forcolin e della sindaca Bedin, rappresentano aria fritta e alle dichiarazioni di disponibilità al dialogo, non corrispondono mai i fatti concreti.Leggi tutto

Mestre-Adria, tre anni per la nuova linea

L’orizzonte temporale ipotizzato è quello della fine del 2022. Ancora qualche anno e i pendolari della linea Adria-Mestre di Sistemi Territoriali potranno finalmente entrare nella nuova era del trasporto ferroviario regionale, fatta di convogli nuovi e linee elettrificate. Molti, non senza ironia, sperano a questo punto di riuscire a resistere fino a quella data, visto il logorio provocato dai noti disagi quotidiani che sono costretti a patire. I giorni per la “Vaca Mora”, la storica littorina a gasolio su binario unico a scartamento standard, in ogni caso sembrano quindi contanti. Ne ha macinati fino ad ora di chilometri dal 1916, quando fu inaugurato il tratto da Adria a Piove di Sacco, poi prolungato tra il 1929 e il 1931 fino a Mestre. Certamente non accadrà domani, e questo è il lato meno positivo della vicenda, ma la svolta pare proprio che arriverà.Leggi tutto

Discarica di Sant’Urbano in arrivo 70 mila tonnellate

A Sant’Urbano arrivano altre ventimila tonnellate di rifiuti dalle altre province e per questo la Regione alza la capacità di smaltimento della discarica. Con due decreti firmati da Nicola Dell’Acqua, direttore dell’Area Tutela e Sviluppo del Territorio, la Regione ha acconsentito il conferimento straordinario di rifiuti urbani diretti alla discarica tattica regionale di Sant’Urbano. Novemila tonnellate arriveranno dalla provincia di Belluno, quasi dodicimila da quella di Verona. Questa fa alzare l’asticella della capacità ricettiva dell’impianto, che da 156 mila tonnellate all’anno sale a 170 mila.Leggi tutto

IOV di Padova, silenzioso smantellamento: dove sono andati a finire i 3 ml per ristrutturare gli ambulatori?

È scontro sul futuro dell’istituto Oncologico Veneto, Padova perde la centralità strategica della struttura o invece si sta potenziando il Busonera? Il dibattito è aperto con il grido d’allarme lanciato dal vicepresidente della Quinta Commissione e consigliere del Pd, Claudio Sinigaglia: «Stiamo assistendo ad un silenzioso smantellamento, la situazione è critica per ambulatori e parcheggi. La Regione scommette tutto sullo Iov di Castelfranco dove si realizzeranno due nuovi bunker di radioterapia».Leggi tutto

Il Parco Colli festeggia 30 anni senza avere una governance

L’estate è conclusa e il Parco Colli resta senza un presidente e senza un governo. Eppure – è sempre bene ricordarlo – la Regione aveva promesso una nuova governance all’ente euganeo già per il gennaio 2019. Il Parco Colli, a questo punto, si prepara a vivere senza una guida una ricorrenza decisamente importante, quella dei trent’anni di vita. Il prossimo 10 ottobre, infatti, si celebrano i tre decenni della legge istitutiva del Parco Colli, la numero 38, appunto del 10 ottobre 1989. Per il ventennale – presidente era allora Chiara Matteazzi – i festeggiamenti furono lunghi e fastosi. Per questo decennio, invece, nessuno soffierà sulle candeline.Leggi tutto