IRAS di Rovigo, Zaia la “disconosce”

Sono ben 3 anni che la Regione gestisce direttamente l’IRAS di Rovigo attraverso il suo Commissario. Zaia incolpevole? vogliamo la commissione d’inchiesta consiliare.

I fatti accaduti all’IRAS di Rovigo e che hanno portato la magistratura a sospendere cautelarmente sette dipendenti sono molto gravi e non possono avere nessuna giustificazione. E’indubbio però che ciò sia anche il sintomo di amministrazione non all’altezza… Quanto successo richiede una valutazione politica e amministrativa, tanto più che si tratta di un ente pubblico, su come sia potuto succedere e come mai i gestori non se ne siano accorti.

L’IRAS è una struttura commissariata da Zaia stesso, da tre anni con precise disposizioni, fra cui:
– salvaguardia dei servizi assistenziali erogati alle persone ospiti dell’Ente;
– affrontare le questioni riguardanti le risorse umane dell’IPAB e la sua dotazione organica

Ma è proprio qui che nasce la contraddizione in seno alla Giunta regionale, che da un lato nomina il commissario e dall’altra intende ora nominare una commissione per fare chiarezza ritenendosi parte offesa. Di fatto sarà chiamata a un far luce sulle proprie inadempienze! Giusto fare un indagine amministrativa come è stato disposto, ma a questo punto dovrà rispondere a cosa sono serviti 3 anni di commissariamento, dovrà mettere sotto accusa se stessa e soprattutto spiegare che azioni sono state messe in essere se siamo arrivati a una simile situazione?
E’ vero che spesso la miglior difesa è l’attacco, ma al governatore Zaia non basta gridare “ chiederemo il massimo delle pene” perché non è al di sopra delle parti: attraverso il commissariamento riveste non solo il ruolo di controllore (che non ha evidentemente ricoperto), ma anche di massimo responsabile dell’amministrazione e gestione dell’ente. Sicuramente chiediamo che la commissione d’inchiesta sia consiliare. Zaia ha veramente responsabilità politiche enormi.

Sinigaglia, Azzalin, Fracasso : sono ben 3 anni che la Regione gestisce direttamente l’IRAS di Rovigo attraverso il…

Pubblicato da Claudio Sinigaglia su Lunedì 19 agosto 2019

La vicenda degli affitti ATER

Canone in amento per 5.566 nuclei su 7.195

Sinigaglia (Pd): «Si colpisce indiscriminatamente, servono criteri sensati» Affitti-salasso per due terzi delle famiglie

Padova. Cancellare la legge 39 del 2017 e fare immediata chiarezza. Queste le perentorie richieste avanzate dal Partito democratico a cinque settimane dall'entrata in vigore della legge regionale sull'edilizia residenziale pubblica. «L'emblema del fallimento di Zaia e della Lega, oltre che una normativa devastante per migliaia di bisognosi» accusa Claudio Sinigaglia, consigliere regionale che fu relatore di minoranza nelle fasi di vaglio della legge. Con i colleghi Stefano Fracasso, Anna Maria Bigon e Graziano Azzalin, Sinigaglia ha sfruttato l'incontro di ieri nella sede del circolo Auser di via Varese per denunciare, numeri alla mano, i primi risultati dell'applicazione della legge. Dall'1 luglio la normativa ha comportato un ricalcolo dei canoni di locazione per migliaia di assegnatari degli alloggi Ater. A Padova sono 8. 587, di cui 7. 644 regolarmente assegnati. Il che significa che 943 sono sfitti.

«Perché? » si chiedono i consiglieri: «I numeri sono forniti da Arav (Associazione regionale Ater Veneto) quindi Ater conosce la situazione. Eppure nega e non muove un dito». Dei quasi mille alloggi sfitti 157 sarebbero in vendita, 160 in corso di assegnazione, 147 in fase di sistemazione. Ne restano 479 abbandonati al loro destino. Una parte sono occupati abusivamente: 14 secondo quanto riferito dal presidente Gianluca Zaramella il 18 giugno dopo uno dei 40 sgomberi programmati nel Padovano. Degli altri 465 non è dato sapere.«La legge 39/2017 calcola l'affitto in base alla Isee Erp dichiarata dall'inquilino» spiega Sinigaglia «Ater l'ha chiesta a 7.195 famiglie (quelle che non hanno convenzioni diverse) e 239 non hanno risposto. Che sia perché sanno di avere redditi incompatibili con l'assegnazione o perché non conoscono i meccanismi, saranno sfrattati. E si sommano a coloro che secondo i nuovi criteri risultano "ricchi" solo perché hanno ricevuto il Tfr dopo la pensione o perché negli anni hanno risparmiato.

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Zaia ha distrutto il Parco ai Colli, è sicuro di volere volere l’autonomia su ben 23 materie, visti i risultati?

COLLI EUGANEI. Cartoline di degrado e di incuria dal territorio del Parco Colli. Aree attrezzate per la sosta dei turisti, vecchie sorgenti d’acqua un tempo vitali per la gente del posto, siti di pregio naturalistico recuperati negli ultimi anni dall’Ente Parco 

Colli grazie anche all’utilizzo di fondi comunitari, sono in stato di abbandono e rischiano, per mancanza di manutenzione, di finire nel degrado più totale. A risentire maggiormente sono le strutture in legno che impreziosiscono questi posti ma che con l’andar del tempo stanno marcendo.

BUSO DEA CASARA La più importante opera di approvvigionamento idrico realizzata dai Romani sulle pendici del monte Vendevolo, in località Valnogaredo, non è molto conosciuta perché fuori mano. Si trova in via Forestana ed è raggiungibile dal centro della frazione. È una testimonianza storica di grande valore, costituita da un cunicoli e gallerie scavati nella riolite, dove veniva incanalata l’acqua delle sorgenti per rifornire Este. Recuperata con le risorse del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale, oggi versa in stato di abbandono. Le staccionate che proteggono il percorso per raggiungere l’ingresso delle gallerie e il lavello dove un tempo le donne del paese si recavano a lavare i panni sono crollate a terra. L’acqua scorre ancora abbondante, ma le erbacce hanno preso il sopravvento e al visitatore si presenta uno scenario desolante.Leggi tutto

Picconata-teatrino di Zaia alla nuova Pneumologia

Domani a mezzogiorno teatrino in Azienda ospedaliera con la simbolica picconata che il governatore Luca Zaia darà all’edificio della Pneumologia, pronto per essere abbattuto per far posto alla nuova Pediatria.
Perplesso il consigliere regionale dem Claudio Sinigaglia: «Trovo incredibile che si abbia avuto il coraggio di organizzare un evento pubblico per la picconata che darà inizio alla demolizione di Pneumologia, non fosse perché si arriva all’appuntamento con anni di ritardo. Era l’ottobre del 2017 quando si annunciava con entusiasmo il trasferimento di Fisiopatologia respiratoria e l’abbattimento per fine anno di Pneumologia. E allora si annunciò con enfasi che a luglio 2019 sarebbero iniziati i lavori della nuova Pediatria.

A settembre 2018 nuovo cronoprogramma» ricorda Sinigaglia, «per febbraio 2019 liberata la palazzina di Pneumologia, avvio della gara per la demolizione che durerà almeno 3 o 4 mesi. Solo dopo si avvierà la gara per realizzare la Pediatria e intanto mancano ancora progetto definitivo ed esecutivo. Quindi» chiede il consigliere dem, «che senso ha la picconata se non l’avvio della campagna elettorale di Zaia? Magari realizzare prima le opere, iniziare almeno i lavori e poi inaugurarle non sarebbe male. Volere a ogni passaggio la luce dei riflettori non è sempre opportuno, soprattutto quando si naviga con anni di ritardo». Secondo le previsioni, il bando europeo per affidare i lavori di realizzazione della nuova pediatria dovrebbe essere pubblicato tra la fine di quest’anno e l’inizio del 2020. Poi serviranno almeno due anni di cantiere. Leggi tutto

Discarica di S. Urbano: serve una adeguata programmazione!

SANT’URBANO. Ancora rifiuti veronesi nell’impianto di smaltimento di Sant’Urbano. La discarica tattica regionale della frazione Balduina accoglierà 11.850 tonnellate di rifiuti urbani prodotti dai Consigli di bacino Verona Nord e Verona Città, come decretato dal governatore Luca Zaia a inizio del mese scorso. Quella firmata dal presidente veneto è un proroga alla concessione dello scorso dicembre: allora veniva concesso un conferimento straordinario di 23.700 tonnellate di rifiuti urbani dalla provincia di Verona, per un periodo di sei mesi.

Nel Veronese, infatti, l’emergenza è forte per via della limitata capacità di smaltimento dei rifiuti nella discarica provinciale di Ca’ del Bue e per la ridotta disponibilità di trattamento negli impianti di incenerimento presenti nel territorio regionale. In questi sei mesi la situazione non è migliorata ed è quindi stata richiesta la proroga di altri tre mesi: delle 11.850 tonnellate accordate, 8.100 sono di rifiuti urbani non differenziati e le rimanenti di rifiuti ingombranti. Lo scorso 29 maggio, nella riunione tecnica per definire questo accordo, il gestore della discarica di Sant’Urbano ha peraltro evidenziato che è molto probabile uno sforamento della capacità annua di trattamento autorizzata della discarica (156mila tonnellate/anno), in quanto nell’anno in corso l’impianto ha sopperito alle necessità di smaltimento regionale dovute all’eccezionale produzione di rifiuti conseguente agli eventi meteorologici dello scorso ottobre 2018 e alle emergenze gestionali ancora attive, oltre che della provincia di Verona, anche di quelle di Belluno, Venezia e Treviso.Leggi tutto

Camposampiero: di notte non c’è più il pediatra, riorganizzato il punto nascite

CAMPOSAMPIERO. La riorganizzazione del Punto Nascite del “Pietro Cosma”, prevista in deroga fino al 30 ottobre, e presentata nei giorni scorsi a Camposampiero dall’assessore alla sanità Manuela Lanzarin, così non va. A sostenerlo in una lettera inviata alla direzione generale dell’Ulss 6 Euganea sono i camici bianchi dell’associazione medici dirigenti del Veneto “Anaao Assomed”.

La soluzione tampone trovata dalla Regione, per garantire la funzionalità del Punto nascite di Camposampiero, è quella di non prevedere il pediatra in servizio nella fascia notturna tra le 20 e le 8 e di destinare l’attività del punto nascita solo a parti non a rischio ossia con età gestazionale superiore o uguale a 37 settimane. «I medici anestesisti quindi, di notte, devono farsi carico dei compiti del neonatologo assente; per i pazienti in fascia pediatrica condotti in Pronto Soccorso per un’emergenza, fino ai cinque anni vengono trasferiti a Cittadella mentre per quelli dai sei ai 14 anni, sono valutati dal medico del Pronto Soccorso di Camposampiero» aggiunge l’Anaao.Leggi tutto

Team di assistenza primaria, contrarietà ad una scelta che apre ulteriormente al privato

“L’aumento del numero massimo di assistiti, da 1500 a 2000, previsto nel Team di assistenza primaria, è legittimo? C’è un contratto collettivo nazionale al proposito, molto chiaro, che a nostro parere non può essere superato dal decreto Calabria, fra l’altro ancora privo di decreti attuativi! Attendiamo che la delibera venga illustrata quanto prima in Quinta commissione, ma ci sorprende il fatto che non ci sia stata una minima condivisione con i sindacati di categoria e i medici di medicina generale. Vorremmo sapere cosa ne pensano loro”. È il consigliere Claudio Sinigaglia a dar voce a i dubbi del Partito Democratico sulla delibera che trasforma le Medicine di gruppo integrate, creando i ‘team di assistenza primaria’.

“La reale applicazione di questo provvedimento è tutta da spiegare. Ci lascia perplessi la possibilità per ognuno dei quattro medici che costituiranno il ‘team di assistenza primaria’ di poter aumentare il numero di pazienti in carico fino a 2.000 come se i 1.500 attuali non fossero già un numero fin troppo elevato, e di aumentare il numero delle ore che i Medici dovranno mettere a disposizione. Leggiamo inoltre che ci sarà la possibilità di inserire medici neodiplomati stipulando un contratto ‘libero professionale’ per una durata massima di due anni: un contratto regionale, senza il passaggio al convenzionamento?Leggi tutto

Nuova legge sullo sport, la sete di potere della Lega mette a rischio le Olimpiadi

Venezia, 6 ago. 2019 – “La sete di potere della Lega può mettere a rischio le Olimpiadi del 2026. La legge di riforma dello Sport è pessima, perché riduce drasticamente l’autonomia al Coni, affiancandogli una società per azioni partecipata dal Governo. Questo scontro con il mondo dello Sport doveva essere evitato, non giova a nessuno.  Entra in campo addirittura il Cio, con esiti potenzialmente disastrosi per l’Italia, visto che si parla di incompatibilità con la Carta Olimpica. La lettera inviata a Malagò è durissima.

Perché il Governatore Zaia resta in silenzio? Sa benissimo che l’assegnazione dei Giochi del 2026 può tornare in bilico, ma continua a rimanere sotto scacco, succube della sete di potere clientelare di Salvini e Giorgetti”. Queste le affermazioni del consigliere regionale del Partito Democratico, Claudio Sinigaglia, che aggiunge “mi lascia molto perplesso questo bracco di ferro in atto tra Governo e Coni in merito alla Legge di riforma dello Sport, già al voto domani, con la nascita di Sport e Salute, Società di servizi partecipata dal Ministero delle Finanze”.Leggi tutto