Milano-Cortina 2026: il Governo ci ripensi e assicuri il sostegno economico alle Olimpiadi

Venezia 30 gen. 2019 –      “Le Olimpiadi sono un’opportunità per tutto il Paese, il Governo assicuri i finanziamenti per Milano-Cortina”. A chiederlo è Claudio Sinigaglia, Consigliere regionale del Partito Democratico, annunciando una mozione sulla manifestazione invernale del 2026: la corsa è a due, l’avversario è Stoccolma-Aare, “con la Svezia – spiega  – che è un concorrente temibile, poiché non ha mai ospitato la kermesse e ha un Governo che sta supportando la candidatura con rinnovata energia e soprattutto con adeguato sostegno economico. I soldi, disponibili per la corsa a tre che comprendeva anche Torino, adesso non ci sono più. Ma lo sport non può restare prigioniero delle beghe politiche tra Lega e Cinque Stelle, specialmente un appuntamento così importante. Avere un supporto vero del Governo in vista della scelta del Comitato olimpico rafforzerebbe la posizione di Milano e Cortina. Chi si aggiudica la candidatura ha un finanziamento dal Cio di 980 milioni di dollari, il resto lo devono mettere gli organizzatori.

Zaia non ha mai detto né in Commissione né in Consiglio quali investimenti avrebbe fatto la Regione e quali soggetti privati avrebbe coinvolto. A maggior ragione serve un sostegno forte da parte del Governo, come avverrebbe in qualsiasi altro Paese. E invece, nonostante l’ottimismo di Zaia, finora ci sono tante belle parole e zero fatti, visto che ufficialmente Roma ha deciso di non stanziare neanche un euro, lasciando soli Regioni e Comuni. È indispensabile un’inversione di rotta, sarebbe un clamoroso autogol non avere l’assegnazione delle Olimpiadi e Paraolimpiadi  per il mancato sostegno del Governo e per i continui conflitti diplomatici che continua ad aprire con le altre nazioni”.

Piano Strategico del Turismo Veneto, approvato in Consiglio Regionale

Venezia 29 gen. 2019 –    “Il nostro voto favorevole al Piano Strategico del Turismo veneto va visto come un’apertura di credito, ma resta il nodo delle risorse. Bene l’approvazione del nostro Ordine del Giorno, purché non rimanga sulla carta, così come l’accettazione dell’emendamento che prevede la collaborazione con il Coni per la realizzazione nell’area del Bacino Termale Euganeo di impianti natatori per ospitare la preparazione degli atleti nazionali e la realizzazione di grandi eventi sportivi”. Questo il commento, a margine dell’approvazione in aula consiliare del Piano Strategico del Turismo Veneto, dei consiglieri regionali del Partito Democratico Francesca Zottis e Claudio Sinigaglia, che hanno spiegato “le ragioni del nostro voto favorevole al Piano”.

“Ci auguriamo un forte coinvolgimento e partecipazione di tutti gli operatori in fase di applicazione – aggiungono la Vicepresidente della Sesta Commissione consiliare e il Vicepresidente della Prima Commissione consiliare – Come ribadito dall’Ordine del Giorno che abbiamo presentato, devono essere garantite adeguate risorse per le attività di informazione, promozione, accoglienza e qualità del settore turistico”. “Inoltre – continuano gli esponenti dei Democratici – occorre attivare con la massima sollecitudine l’Osservatorio Regionale per il Turismo, strutturandolo in modo tale che fornisca analisi predittive, oltre che di sintesi, dei dati statistici ufficiali e promuovere e potenziare il Destination Management System (Dms) del Veneto, con l’obiettivo di favorire la gestione integrata di tutte le informazioni, procedure e comunicazioni coordinate dalle organizzazioni di gestione delle destinazioni turistiche”.

“A ciò – concludono Francesca Zottis e Claudio Sinigaglia – vanno poi aggiunti investimenti importanti su trasporto e infrastrutture, per garantite una reale qualità negli accessi ai punti turistici”.

Radon alla scuola Cini, pronta un’Interrogazione: trasferire le attività didattiche fin quando tutti i locali non saranno bonificati

Venezia, 14 gen. 2019 – “Cos’ha intenzione di fare la Regione per tutelare la salute dei bambini e degli insegnanti della scuola Cini?”. È quanto chiede in un’interrogazione Claudio Sinigaglia, Consigliere regionale del Partito Democratico a proposito della presenza di radon “fino 10 volte oltre i limiti di legge rilevata in alcuni locali dell’istituto di Monselice. È un’emergenza che si trascina da troppo tempo, senza che si sia arrivati alla soluzione. Ma non si può andare avanti a ‘tentativi’, lasciando alunni e operatori scolastici in classe.

Fin quando non sarà effettuato un monitoraggio di tutti i locali e saranno disponibili i relativi dati, i bambini e il personale deve essere trasferito altrove” insiste l’esponente dem padovano ricordando che “i risultati delle ultime analisi di Arpav, non sono ancora stati resi noti; i genitori devono avere la certezza di mandare i loro figli in un luogo salubre, non è accettabile che a distanza di mesi ci siano ‘segreti’ su un tema così delicato”.

“Non è allarmismo, ma buon senso – conclude Sinigaglia – fin quando tutti i locali non saranno bonificati, l’istituto Cini va dichiarato inagibile e l’attività didattica spostata in un’altra struttura, bambini e personale non possono essere sottoposti a concentrazioni di radon che potrebbero essere dannose per la loro salute”.

Le proposte del PD accolte nel Piano Socio Sanitario 2019-2023

Questo Piano è in netta discontinuità con quello precedente. Nel nuovo Piano sociosanitario infatti vengono introdotti due provvedimenti. Da un lato il DM 70 del 2015, che obbliga ad organizzare gli ospedali in base a standard definiti. Dall’altro il Piano Esiti, che misura la quantità dell’attività. Questi due provvedimenti rivoluzioneranno l’organizzazione ospedaliera: cambia la logica degli ospedali spoke a due gambe, si rafforza il rapporto dei singoli ospedali con l’hub e lo sviluppo dei dipartimenti ospedalieri; la stessa équipe eseguirà gli interventi in più ospedali per raggiungere le quantità previste dal Piano esiti. Sono rafforzate le reti cliniche. E si punta sulla specializzazione degli ospedali. Presentando il Piano avete garantito che “nessun ospedale verrà toccato, le schede sostanzialmente rimarranno invariate”.

Io dico che è impossibile, ci sarà invece una rivisitazione forte degli ospedali. Anche nell’organizzazione dei servizi territorio c’è discontinuità: non sono più le medicine di gruppo integrate o il medico di medicina generale a fare da punto di riferimento, ma il nuovo vertice organizzativo ed il direttore del Distretto cui viene dato un’enorme responsabilità. Dal punto di vista delle funzioni da svolgere, conta più il Direttore del Distretto rispetto al Direttore Generale. Stupefacente è poi l’eliminazione delle medicine di gruppo integrate che invece di essere aperte 12 ore consecutivamente, dalle ore 8,00 alle 20,00, vengono ridimensionate ad un’attività di 7 ore. Ma soprattutto non erogheranno più i servizi concordati con il contratto di esercizio. Quindi niente più prevenzione, screening, presa in carico della BPCO, malattie asmatiche, diabete, cardiologia, erogazione del Tao e Coumadin. Perché eliminarle?Leggi tutto

Medicine di Gruppo Integrate: la resa di Zaia

Era un ambulatorio aperto delle 8 del mattino alle 20 di sera, dal lunedì al venerdì. Una comodità a cui erano abituati da anni le migliaia di pazienti dei nove medici di base con sede nel distretto dell’ex Giustinian. Una comodità che con il nuovo anno è stata tagliata. Da ieri, infatti, la medicina di gruppo – questo il nuovo inquadramento del servizio, ex Utap – apre da lunedì a venerdì, ma solo dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 19. Sette ore anziché dodici. Basta telefonate in segreteria, di fatto ad ogni ora del giorno. Impossibile usufruire della pausa pranzo per ritirare una ricetta. E già ieri, tra i pazienti, c’era chi si lamentava.

Una nuova organizzazione, con relativo taglio di orario, che si sono dati gli stessi medici, dopo che le trattative con l’Ulss per creare una medicina di gruppo integrata (che avrebbe mantenuto l’apertura di 12 ore, aggiungendone 2 anche il sabato) sono naufragate. Le interpretazioni delle due parti divergono, ma al di là del caso particolare, resta il fatto che la Regione che non finanzierà più questi super-ambulatori, che dovevano diventare presidi sul territorio, perché troppo costosi. «Una marcia indietro rispetto a un servizio che aveva dimostrato un’efficacia» denuncia per la Fimmg il dottor Stefano Rigo.Leggi tutto

Sportello sanitario per stranieri di Este, no al trasferimento!

“Lo sportello dell’Anagrafe sanitaria per stranieri ad Este è un servizio che funziona ed è ampiamente utilizzato. Perché l’Ulss 6 ha deciso di chiuderlo, trasferendo tutto a Monselice, con ovvi disagi per gli utenti? È una decisione sconcertante: nel Piano sociosanitario era stata evidenziata, e votata, la necessità di coordinare di questi spazi, non il loro smantellamento”. A chiedere chiarimenti, annunciando anche un’interrogazione, è Claudio Sinigaglia, consigliere regionale del Partito Democratico. Da lunedì prossimo, 7 gennaio, il servizio presente nella sede distrettuale di Este verrà infatti soppresso: le attività saranno svolte presso il Centro polifunzionale di Monselice.

“Questi sportelli rilasciano la tessera sanitaria per i residenti e quella Stp (per stranieri temporaneamente presenti), necessaria per le cure ambulatoriali ed ospedaliere, interventi di profilassi internazionale, profilassi, diagnosi e cura delle malattie infettive. Stiamo parlando del diritto fondamentale alla salute e ulteriori tagli sono inaccettabili – protesta Sinigaglia – c’era già stato l’accorpamento con Montagnana, adesso lo sportello unico che, oltretutto, sarà aperto tre volte la settimana anziché quattro come accadeva finora, due a Este e altrettante a Monselice.Leggi tutto

Il contributo del PD al Piano Socio Sanitario Regionale

Sono stati inseriti grazie alla manovra emendativa del gruppo consiliare del PD :

1 – aumento delle strutture intermedie, in particolare nelle zone con specificità, da riportare nelle schede territoriali: almeno lo 0,6 per mille e fino a 0,8 per mille nelle zone con specificità: oggi attivati 500 posti letto tra ospedali di comunità, urt e hospice su 1500 previsti… ma sono il futuro per la presa in carico della cronicità;

2 – attivazione del piano straordinario distrettuale per l’assistenza domiciliare: per i medici di medicina generale bisognerebbe raddoppiare gli interventi, oggi circa 130.000 in Assistenza Domiciliare Integrata ADI

3 – operazione trasparenza: ogni anno sapremo chi sono i privati che sono stati finanziati e quanto hanno ricevuto

4 – recepimento dell’accordo con i sindacati per aumentare l’attività ispettiva dello Spisal per garantire maggior sicurezza nei posti di lavoro: cioè assumere 30 ispettoriLeggi tutto

PSSR 2019, il mio commento in aula

Grazie, Presidente.

Cari colleghi, è davvero possibile discutere e approvare il nuovo Piano socio-sanitario in queste condizioni, ovvero senza la presenza in Aula dell’Assessore alla Sanità, ovvero senza una regia politica? E’ vero che la Giunta è un organo collegiale, però è anche vero che, lasciatemelo dire, l’assenza dell’Assessore, in un momento decisivo per il Piano socio-sanitario, è incredibile.

Mi dispiace dirlo, ma siamo al cospetto non di un vero e proprio Piano socio-sanitario, bensì di atti preparatori del nuovo Piano, infarciti peraltro di numerosi passaggi gestionali contraddittori, contenuti soprattutto nell’allegato. Siamo inoltre di fronte ad un testo tecnico che presenta diverse soluzioni ma non traccia la chiara direzione politica della programmazione. Questo invece poteva e doveva essere un Piano socio-sanitario nel segno della protezione socio-sanitaria, dell’implementazione del modello veneto, ovvero dell’integrazione socio-sanitaria e del potenziamento dei servizi territoriali. Di tutto ciò si ravvisa ben poco.

Manca innanzitutto la valutazione di ciò che è successo dopo l’approvazione della legge regionale 19 del 2016, mentre era doveroso capire ed approfondire quanto sta succedendo con l’attivazione dell’Azienda Zero e con la riduzione delle ULSS. Addirittura la Commissione non ha avuto, per volontà della maggioranza, alcun dialogo con i Direttori Generali che potevano spiegarci i punti di forza e di criticità della riduzione delle ULSS. Questa è una grave colpa, caro Presidente della Quinta Commissione: i Direttori Generali sono manager che devono dirci cosa va e cosa non va nell’esecuzione della programmazione. Il non averli voluti sentire rappresenta una loro riduzione a rango di meri esecutori che non sono in grado di esprimere suggerimenti, consigli e riflessioni su quale sia la strada più opportuna per elaborare un buon Piano socio-sanitario.Leggi tutto