Programma del candidato Giuseppe Bortolussi

ELEZIONI REGIONALI
28 – 29 Marzo 2010

Programma del candidato Giuseppe Bortolussi

Famiglia
La famiglia è il cuore della società. E questo è doppiamente vero in Veneto, una regione che ha nelle imprese a conduzione familiare il punto di forza della sua economia. Attraverso le famiglie, una comunità può custodire le proprie tradizioni e i propri saperi, e allo stesso tempo svilupparne di nuovi. Tutelare e promuovere la funzione sociale della famiglia è un impegno da tradurre in alcune scelte concrete.
• Creare un fondo regionale dedicato alle famiglie numerose.
• Sostenere economicamente le famiglie in difficoltà, attraverso contributi per le spese relative alle utenze e il pagamenti dei tributi locali.

Impresa e lavoro
L’economia veneta è ricca di eccellenze: dall’agricoltura di qualità al manifatturiero specializzato, dall’alimentare al turismo e ai servizi. Una struttura produttiva così articolata ha permesso al Veneto di affrontare meglio di altri territori gli effetti della crisi
economica globale. Ma ora occorre distinguere l’emergenza immediata dalla prospettiva.
• L’emergenza determinata dalla difficoltà di alcune grandi aziende (Alcoa, Alenia, Glaxo, Vynils) impone una difesa decisa e intelligente dei posti di lavoro.
• La prospettiva richiede invece di puntare sul patrimonio più prezioso del Veneto: quello delle piccole imprese e del lavoro autonomo, due realtà che da sole creano, ogni anno, circa l’80% dei nuovi posti di lavoro.
• Ridurre le tasse e la burocrazia che gravano sulle imprese.
• Dare un definitivo impulso all’Osservatorio Regionale sugli studi di settore.
• Garantire un accesso al credito più semplice per le aziende. Anche attraverso un ruolo più incisivo di Veneto Sviluppo.
• Potenziare le risorse per stabilizzare i lavoratori atipici e mantenere gli ammortizzatori sociali estesi in deroga ai lavoratori dipendenti delle piccole e micro imprese.
• Approvare lo Statuto Regionale del Lavoro Autonomo.
• Maggiori investimenti per favorire l’innovazione e il trasferimento delle tecnologie.

Energia ed “Economia verde”
Il risparmio energetico è una sfida per il futuro. Le fonti di energia non sono inesauribili e hanno costi elevati. Ridurre i consumi e l’impatto delle emissioni inquinanti è possibile: migliorando l’efficienza energetica e incentivando le produzioni di energia a basso impatto ambientale. In questo campo il Veneto vanta eccellenze che devono essere valorizzate. L’economia verde non è un sogno astratto. Ma è una scelta da difendere con decisioni chiare.
• Approvare il Piano Energetico Regionale in materia di fonti rinnovabili.
• Approvare il Piano Regionale dei Rifiuti.
• Dire un no chiaro al nucleare.
• Avviare politiche serie di risparmio energetico.
• Riutilizzare le centrali idroelettriche oggi disattivate.
• Incentivare l’uso delle energie rinnovabili (fotovoltaico, solare, geotermico, biomasse).

Turismo e valorizzazione del territorio
Il Veneto è un territorio straordinario, che offre una varietà unica di opportunità: dalle città d’arte al turismo religioso, dal turismo montano d’elite a quello di massa, dal turismo balneare a quello termale. Non per caso il Veneto è la prima regione d’Italia per numero di visitatori. Questa potenzialità va essere sfruttata ancora meglio, attraverso alcune misure.

• L’approvazione del Piano Territoriale Regionale di Coordinamento.
• Gli incentivi alle attività imprenditoriali legate al benessere e alla qualità della vita, dal turismo sostenibile ai servizi per il tempo libero.
• L’investimento sul recupero e la valorizzazione dei siti di pregio storicoambientale.
• Lo stop alla creazione di nuovi centri commerciali, per tutelare invece i piccoli negozi e le botteghe artigiane di vicinato, che rendono le nostre città più vivibili e più sicure.
• L’aiuto e il sostegno alle produzioni tipiche locali (ittiche, ortofrutticole, agricole, vinicole) con particolare attenzione per i prodotti biologici, che già oggi sono un fiore all’occhiello per l’agricoltura veneta.

Sanità e sociale
Il sistema sanitario della nostra regione è uno dei più efficienti d’Europa. Ma l’invecchiamento della popolazione crea una domanda crescente di assistenza. Per affrontarla, serve una strategia coerente.
• Approvare il Piano Socio Sanitario, ad oggi ancora assente.
• Migliorare la quantità e la qualità dei servizi sanitari offerti uniformando il sistema informatico di tutte la Aziende sanitarie regionali.
• Ridurre i tempi di attesa per le visite diagnostiche e specialistiche.
• Offrire sostegno economico alle famiglie impegnate nell’assistenza verso disabili e non autosufficienti.
• Potenziare i servizi per la cura e l’assistenza (dalla prima infanzia agli anziani) per favorire ulteriormente l’ingresso e la presenza delle donne nel mercato del lavoro.

Infrastrutture e mobilità
Infrastrutture moderne e un sistema della mobilità efficiente sono fattori essenziali per garantire la qualità della vita e la competitività della nostra economia. Per raggiungere questo traguardo, alcuni passi avanti devono ancora essere fatti.
• Approvare un nuovo Piano della Mobilità Regionale.
• Accelerare la realizzazione della TAV, ricercando insieme alle comunità locali la soluzione ai nodi di Vicenza e della connessione con il Friuli Venezia Giulia.
• Recuperare il ritardo accumulato sul fronte della Sfmr.
• Completare le grandi infrastrutture in fase di realizzazione (Nuova Romea Commerciale; Pedemontana; Nogara mare), concordandole, per quanto possibile, con le popolazioni interessate dalle opere.
• Ridefinire anche gli standard qualitativi di una mobilità urbana che in questi ultimi anni ha fortemente penalizzato i pendolari veneti, in particolar modo i lavoratori dipendenti e gli studenti.
• Investire sullo sviluppo delle infrastrutture immateriali, a partire dalla diffusione della banda larga, una risorsa tecnologica essenziale per la nostra economia.

Autonomia ed Enti locali
La riforma istituzionale della Regione Veneto è una delle più gravi incompiute della legislatura che si è chi. Recuperare il tempo perduto è indispensabile. Per attuare un’autentica sussidiarietà, migliorare la gestione delle risorse e soprattutto sostenere quei
territori di confine, come la montagna veneta, penalizzati dalla concorrenza delle due province autonome di Bolzano e Trento e della Regione autonoma del Friuli Venezia Giulia.
• Approvazione dello Statuto Regionale, per delegare alle Province e ai Comuni funzioni oggi in capo alla Regione.
• Istituzione della Provincia autonoma di Belluno e creazione di un Assessorato dedicato alla montagna.

Giovani
Una società che non investe sui giovani non ha futuro. Verso le nuove generazioni la Regione ha il dovere di attivare alcune indispensabili azioni concrete.
• Sostegno economico per chi sceglie esperienze di studio o formazione all’estero.
• Convenzioni per ridurre il costo dei trasporti, dello sport e dell’accesso ai luoghi di cultura.
• Prestito d’onore per incentivare l’imprenditoria giovanile. Università, formazione e cultura Investire sulla formazione in ogni suo aspetto, fino all’Università di eccellenza, significa creare dei cittadini capaci di vincere le sfide del futuro. Una struttura formativa
all’avanguardia è essenziale per il Veneto di domani.
• Creare una vera rete tra i poli universitari del Veneto per condividere le risorse umane ed ottimizzare quelle economiche.
• Promuovere la cooperazione con le realtà d’avanguardia nel mondo internazionale della formazione.
• Incentivare l’ incontro tra il sistema della formazione (scuola secondaria, università, specializzazioni) e mercato del lavoro, attraverso azioni di coordinamento che coinvolgano le strutture di collocamento sia private sia pubbliche.
• Rafforzare il rapporto tra università e mondo dell’impresa.
• Sostenere la candidatura del Veneto capitale europea della cultura per il 2019.

Immigrazione
La presenza di stranieri è ormai da anni un dato strutturale della nostra società. Se i “nuovi veneti” si sono integrati in modo quasi naturale, è perché nella maggior parte dei casi hanno trovato occupazione nelle piccole imprese sparse nel territorio. Ora si tratta però di costruire un equilibrio tra doveri e diritti. Servono alcuni punti fermi.
• Le regole valgono per tutti. Conoscenza e rispetto delle leggi sono una condizione essenziale per una buona convivenza.
• Le politiche di integrazione ed inclusione sociale vanno sostenute e potenziate.
• La cittadinanza per i figli di immigrati residenti che nascono in Italia è un obiettivo da perseguire.

Claudio Sinigaglia per la famiglia

 

 

 

Per un Veneto amico…della FAMIGLIA

• Sostegno ai servizi per l’infanzia: più risorse per gli asili nido
• Attenzione particolare alle famiglie numerose: i costi dei servizi devono essere calcolati in base alla composizione del nucleo familiare
• Sostegno alla genitorialità e alla funzione educativa:
la Regione ha fatto sparire gli aiuti (ex 285)
• Tutela dei minori: basta con gli istituti, più comunità, più affido… più famiglia!
• Sostenere il Piano domiciliarità, l’assistenza domiciliare, i Centri diurni per gli anziani, l’assegno di cura, l’associazionismo di supporto alle famiglie
• Aiuti alle giovani coppie: per la casa, per il mutuo…

il 28 e 29 marzo per la regione Veneto scrivi Sinigaglia

 

Incontro tematico sulle dipendenze

Venerdì 19 febbraio ore 18.00 – Sala Ottagona al Caffè Pedrocchi (PADOVA)
Incontro tematico sulle dipendenze
Saranno presenti:

Claudio Sinigaglia, candidato a consigliere regionale PD e assessore alle politiche sociali di Padova

Tina Ceccarelli, presidente dell’associazione “Noi-famiglie padovane contro l’emarginazione e la droga”
Daniele Sandonà, Cooperativa Sociale Cosep
Matteo Benciolini, direttore Coop. sociale Terr.A
Franco Marcomini, Dipartimento per le tossicodipendenze Ulss 16 di Padova

Gli immigrati, l’integrazione e il Centro Destra, di Claudio Sinigaglia

A cura di Claudio Sinigaglia

Su come si debba governare il fenomeno dell’immigrazione gli esponenti veneti del Carroccio (Bitonci, Conte e Mazzetto) sono bacchettati dai loro stessi leader, ma ciononostante insistono.

Non gli è bastato che ieri Maroni dalle colonne del Corriere della Sera elogiasse senza indugio la politica per l’integrazione messa in atto in via Anelli dalla giunta Zanonato, né gli basta evidentemente che oggi sia lo stesso Umberto Bossi a bacchettare sulla stampa l’europarlamentare e collega di partito Matteo Salvini che invocava rastrellamenti in quartieri difficili come quella Via Padova a Milano.

Leggendo l’annunciato “Piano per l’integrazione: identità e incontro” del ministro Sacconi mi vien da dire che hanno scoperto l’acqua calda. Per anni il centro sinistra, e in particolare i cattolici impegnati in politica, sono stati accusati di buonismo dal centro destra; oggi ci sentiamo dire quello che andavamo ripetendo da anni: serve un nuovo modello sociale che non voglia solo le braccia degli immigrati ma che accolga anche le persone, anche il diverso. Il futuro della nostra società passa inevitabilmente per questa linea.

Ciò non vuol dire ignorare chi delinque, ma valorizzare e dare dignità a quei – molti – cittadini stranieri che risiedono regolarmente e lavorano nella nostra regione.

Gli immigrati registrati all’anagrafe patavina sono ormai il 13,3% della popolazione residente; in Veneto gli stranieri sono il 6,4% del totale e nel Nordest vivono – secondo le stime di Fondazione Nordest – circa il 16-17% degli stranieri presenti nella penisola, quasi 600mila stimando anche gli irregolari. Secondo il rapporto dell’Osservatorio immigrazione del Veneto gli stranieri nella nostra regione sono il 10% della forza-lavoro e nei lavori domestici e nell’assistenza alle famiglie arrivano addirittura all’80%.

Peccato che gli esponenti della Lega locale non abbiano studiato la lezione dei loro maestri. Lo confermano non solo i contenuti delle loro dichiarazioni ma anche i loro slogan nei manifesti elettorali. Frasi del tipo “In Veneto per i Veneti” o “Prima il Veneto” inneggiano in modo evidente a conflittualità sociali e rimarcano quel “solo noi” che abbiamo sentito già in tante occasioni: ronde, residenze negate,…. Tanto poi pagheranno le nostre comunità, incapaci di convivere civilmente e di crescere nell’integrazione e nel confronto reciproco. Altro che “Piano per l’integrazione”. Più che “incontro” nelle loro dichiarazioni mi pare ci sia ancora una volta soltanto “scontro”. Non è che le dichiarazioni di Bossi, Maroni e Sacconi siano solo un modo per travestire il lupo da agnello?

Approfondimenti PD

LE SCUOLE MATERNE AL BIVIO

Quale risposta dalla Regione?

Martedì 23 febbraio ore 18.00

Caffe’ Pedrocchi – Sala Ottagona

Con Claudio Sinigaglia

 

Claudio PIRON, Assessore politiche scolastiche ed educative – Padova

Ugo LESSIO, Presidente Fism regionale

Loretta PASQUATO, Assessore alla pubblica istruzione Noventa Padovana

Nereo MARCON, Cisl scuola

Francesco BRESSAN, Comitato genitori e gestori scuola infanzia paritarie

Paolo BOGONI, Già responsabile scuola ANCI regionale


Con la partecipazione di Franco Frigo e Giovanni Gallo

Claudio Sinigaglia al mercato di Albignasego

Claudio Sinigaglia

Venerdì 19 febbraio dalle 10.30 alle 12.00

sarà presente al mercato di Albignasego

Claudio Sinigaglia,  candidato in Consiglio Regionale

Incontrerà la cittadinanza, distribuirà  e spiegherà il suo programma elettorale regionale

 

Claudio Sinigaglia