Rosy Bindi, testimonial d’eccezione per Claudio

È stato un successo il pranzo a sostegno di Claudio a cui ha partecipato la presidente del PD Rosy Bindi sabato scorso al ristorante-pizzeria Gregorio a Chiesanuova. Con la verve e l’intelligenza che la contraddistingue la pasionaria dei democratici ha invitato a votare Claudio, che non ha esitato a definire “politico preparato e di spessore di cui ha bisogno la nostra regione”.

La vicepresidente della Camera durante il pranzo – e in mattinata durante la conferenza stampa per promuovere la candidatura a governatore di Giuseppe Bortolussi – non le ha risparmiate al governo uscente di centro destra e in particolare alla Lega, autori di un “inganno ormai troppo grande” e incapaci di nascondere il loro continuo disaccordo. “È singolare che in Veneto il ministro Zaia si proponga come alternativa al governo che l’ha preceduto e di cui egli stesso e il suo partito hanno fatto parte per 15 anni. Singolare anche che Galan abbia dichiarato apertamente di non apprezzare Zaia”.

“La Lega – ha aggiunto – ha una visione tutta domestica del federalismo e non esita a votare a Roma il contrario di quello che racconta agli elettori in Veneto. Non ho visto nessun imbarazzo tra i banchi della Lega quando sono stati approvati i fondi dati a Catania e Roma, come non l’ho visto nel ministro Calderoli quando ha preteso dal parlamento, con il solito mezzo del voto di fiducia, l’approvazione del decreto che massacra letteralmente gli enti locali. Ma che razza di federalismo è mai questo che fa scegliere al governo il numero di assessori al posto del sindaco? La Lega non difende il nord d’Italia, come sostiene, ma lo isola dal resto del paese e dell’Europa”.

Sul versante della politica nazionale la presidente democratica ha sottolineato il “declino di Berlusconi già cominciato con le vicende morali, il caos liste e lo stop ai talk show con il pretesto della par condicio”. “Il premier sta usando arroganza ma non ha più nemmeno la perizia di un tempo per farlo: lo dimostra l’esclusione della lista Pdl nel Lazio dove il prestigiatore Berlusconi ha fallito. Non solo ha deluso gli italiani ma sta mettendo allo scoperto il conflitto Pdl – Lega latente nel resto d’Italia ed evidente in Veneto”.

La Bindi ha poi sollecitato i sostenitori di Claudio a continuare a lavorare sodo in questi ultimi quindici giorni di campagna elettorale per smentire i pronostici che vogliono il candidato Zaia vincente.

 

 

Giovanni Bachelet e il futuro della scuola

“Tagli imbellettati da riforma. Senza progettualità la scuola del ministro Gelmini”

PADOVA. Una sala conferenze letteralmente gremita (quasi 180 persone) ha accolto lo scorso 6 marzo il presidente del Forum nazionale istruzione del PD Giovanni Bachelet. L’incontro, organizzato al Crowne Plaza da Claudio Sinigaglia nell’ambito di un ciclo di conferenze di approfondimento sul futuro della nostra regione, ha trattato i dilemmi della nostra scuola, stretta tra Riforma Gelmini – o come è stato da più parti sottolineato “Controriforma” -, tagli alle scuole paritarie e al sostegno scolastico, chiusura delle scuole di specializzazione per gli insegnanti.

Il candidato governatore Giuseppe Bortolussi ha evidenziato come le strategie del governo nazionale su questo tema strategico sia stato improntato su un generale “amarcord”, come il ritorno ai grembiulini, ai voti, in altre parole alla scuola di una volta. “È una scuola della nostalgia, per cui questo servizio è interpretato come costo e non come investimento per il futuro” ha commentato Bortolussi all’inizio del convegno.Leggi tutto

La regione Veneto e gli anziani

Ritardi e prsospettive nelle politiche sociali e nella programmazione

“La vecchiaia si prepara da giovani” ma per concretizzare quest’adagio servono programmazione e risorse. È quanto emerso nell’incontro di approfondimento “La Regione Veneto e gli anziani: ritardi e prospettive” che si è svolto lo scorso 9 marzo al Pedrocchi a Padova.

Ad aprire la discussione è stato il presidente dell’Ira di Padova e senatore Tino Bedin che ha definito la riforma delle Ipab il primo punto che dovrà affrontare la nuova giunta regionale. “La riforma non riguarda soltanto l’organizzazione ma tutti i cittadini – ha commentato il senatore – Il testo unificato non è mai stato approvato dal governo regionale uscente come del resto tutte le leggi programmatorie. Non si può però rischiare di eliminare la lunga tradizione benefica delle Ipab solo per far quadrare i bilanci. Come non si può rischiare di espropriare di fatto i beni patrimoniali delle Ipab che appartengono alle comunità che li hanno prodotti”. Serve in altre parole una buona riforma delle Ipab che tenga conto delle persone anziane che negli enti benefici trovano ospitalità e delle loro famiglie.

A fare da moderatore lo stesso Claudio Sinigaglia che al tavolo ha chiamato anche altri esperti di politiche e attività per gli anziani, tra questi la presidente del Craup di Piove di Sacco Sebastiana Blundo e il presidente della casa di riposo “Galvan” di Pontelongo Giampaolo Crema.Leggi tutto

Carceri, serve un garante regionale per la popolazione detenuta

La proposta di Sinigaglia al convegno degli Operatori carcerari volontari di Padova

Serve un garante regionale per tutelare e promuovere la rieducazione dei detenuti. La proposta è di Claudio Sinigaglia, candidato democratico al consiglio regionale, che il 16 marzo ha partecipato all’incontro tematico sulla popolazione detenuta e la società civile promosso al Bo dal gruppo Operatori carcerari volontari di Padova in collaborazione con Csv, Caritas diocesana e Pastorale cittadina. «Un garante regionale per la popolazione detenuta – ha spiegato Sinigaglia – è quanto mai auspicabile per assicurare condizioni di vita dignitose, salute e recupero sociale. Una figura, questa, già prevista da alcune case di reclusione italiane, come nel Lazio, ma che nella nostra regione, pur essendo stata promessa dall’assessore alle politiche sociali uscente Valdegamberi, manca ancora: l’ennesima incompiuta di questo governo regionale».

«Nelle carceri c’è una generale invivibilità, cresce il sovraffollamento, scarseggiano gli agenti di polizia penitenziaria, mancano educatori per promuovere progetti di rieducazione sociale e personale sanitario per l’assistenza anche psicologica – ha denunciato il candidato – Il sistema carcerario fa fatica a progettare e sostenere il reinserimento sociale e lavorativo dei detenuti e punta tutto sulla repressione, lasciando troppo spesso lettera morta la finalità rieducativa della detenzione prevista dalla nostra Costituzione. Non stupiamoci dunque se i detenuti arrivano a tentare o a commettere il suicidio, come è avvenuto nelle scorse settimane nella casa di reclusione di Padova».

Da inizio anno i suicidi al Due Palazzi sono stati due, tredici in tutto nelle carceri italiane. Il primo dramma a Padova il 23 febbraio scorso quando uno straniero di 28 anni si è tolto la vita; il secondo una settimana fa quando a farla finita è stato un 37enne di origini campane che, secondo le associazioni a difesa dei detenuti, mostrava da tempo segni di profondo disagio.

«Nelle carceri padovane sono state avviate da tempo progetti lavorativi per i detenuti, come le attività della Cooperativa Giotto – ha commentato Sinigaglia – e molte sono le associazioni di volontariato coinvolte nella promozione della vita sociale e culturale degli ospiti, come il Granello di senape e L’oasi, ma non bisogna dimenticare che nella casa di reclusione vivono quasi 750 detenuti e in quella circondariale circa 220, molto più della reale capienza delle due strutture (rispettivamente di 450 e 150 posti circa). Al di là dei requisiti minimi per garantire la qualità della vita, come appunto carceri capienti e costruite bene, serve più di ogni altra cosa dare un progetto di vita ai detenuti. Insomma, pensare al loro recupero. Durante il periodo di carcerazione attività lavorativa e rieducazione sono indispensabili per reinserire concretamente i detenuti nella società una volta scontata la pena e per evitare recidive. I dati parlano chiaro: a fine pena, la recidiva dei detenuti che hanno lavorato in carcere al Due Palazzi è dell’1%».

Proprio su questo versante, negli ultimi anni l’assessorato alle politiche sociali di Padova ha attivato una collaborazione con la casa di reclusione e l’associazione Granello di senape che ha portato all’assunzione di quattro educatori da parte del comune per il progetto “Agenti di rete”. Gli educatori comunali si sono affiancati ai due del carcere e hanno aiutato i detenuti prossimi all’uscita dalla prigione a trovare una casa, un lavoro e una rete sociale di supporto.

I servizi sociosanitari nel Piovese dopo il passaggio all’Ulss 16

“Servono tre condizioni per fare una buona sanità: personale infermieristico e medico qualificato, tecnologie avanzate per la diagnostica e gli interventi  chirurgici, continuità con il territorio attraverso i distretti e i servizi domiciliari. E il passaggio del Piovese dall’Ulss 14 di Chioggia all’Ulss 16 da gennaio 2010 di Padova ha tutte le caratteristiche per rendere concrete queste condizioni”. Claudio Sinigaglia è certo, come gran parte degli amministratori e politici locali del centrosinistra che hanno guidato questa “rivoluzione sanitaria” della Saccisica, che l’ingresso nella Ulss padovana porta numerosi vantaggi al territorio, primo tra tutti un elevato standard di qualità.

È quanto emerso dal dibattito con la cittadinanza “Lo sviluppo dei servizi socio sanitari nella nuova Ulss16” dello scorso 11 febbraio a Piove di Sacco organizzato dal locale Circolo del PD.

Ci sono ancora alcuni problemi aperti dal punto di vista operativo, come per alcuni servizi come lo Spisal, ma l’aggregazione secondo gli amministratori locali è vantaggiosa. E la bontà del progetto è dovuto in primo luogo a chi lo ha voluto nel corso degli anni, ossia proprio chi era – o è – alla guida dei nove comuni (Arzergrande, Brugine, Codevigo, Correzzola, Legnaro, Piove di Sacco, Polverara, Pontelongo, Sant’Angelo). “È un esempio di aggregazione dal basso riuscito ed efficiente”, ha detto Claudio Sinigaglia elogiando gli amministratori e i vertici locali del PD. Sono stati loro che hanno risposto al malcontento dei cittadini del Piovese che vedevano depauperato continuamente il loro ospedale.Leggi tutto

Dossier Scuola

Ecco alcuni articoli da poter scaricare riguardanti il futuro della scuola, dopo i numerosi tagli operati dal ministro della Pubblica Istruzione M. Gelmini

Tabella dati dell’Ufficio scolastico Regionale per il Veneto, dalla conferenza stampa del 11 settembre 2009

Asili nido, a Padova costano meno, da Il Mattino di Padova del 20 febbraio 2010

Troppi bimbi senza nido, da La Stampa del 20 febbraio 2010

A Rubano crescerà la retta dell’asilo nido, da Il Mattino di Padova del 22 febbraio 2010

Scuole paritarie nel Veneto, analisi dei dati e delle strutture

Niente soldi, supplenti non pagati, da Il Padova del 25 febbraio 2010

Studiare costa più caro, da Il Mattino di Padova del 25 febbraio 2010

Bilancio scolastico, le casse sono vuote, da Il Gazzettino del 28 febbraio 2010

Universitari: ma qui c’è ancora razzismo, da Il Gazzettino del 2 marzo 2010

Paese senza futuro se si taglia la ricerca, da Il Mattino di Padova del 2 marzo 2010