I servizi sociosanitari nel Piovese dopo il passaggio all’Ulss 16

“Servono tre condizioni per fare una buona sanità: personale infermieristico e medico qualificato, tecnologie avanzate per la diagnostica e gli interventi  chirurgici, continuità con il territorio attraverso i distretti e i servizi domiciliari. E il passaggio del Piovese dall’Ulss 14 di Chioggia all’Ulss 16 da gennaio 2010 di Padova ha tutte le caratteristiche per rendere concrete queste condizioni”. Claudio Sinigaglia è certo, come gran parte degli amministratori e politici locali del centrosinistra che hanno guidato questa “rivoluzione sanitaria” della Saccisica, che l’ingresso nella Ulss padovana porta numerosi vantaggi al territorio, primo tra tutti un elevato standard di qualità.

È quanto emerso dal dibattito con la cittadinanza “Lo sviluppo dei servizi socio sanitari nella nuova Ulss16” dello scorso 11 febbraio a Piove di Sacco organizzato dal locale Circolo del PD.

Ci sono ancora alcuni problemi aperti dal punto di vista operativo, come per alcuni servizi come lo Spisal, ma l’aggregazione secondo gli amministratori locali è vantaggiosa. E la bontà del progetto è dovuto in primo luogo a chi lo ha voluto nel corso degli anni, ossia proprio chi era – o è – alla guida dei nove comuni (Arzergrande, Brugine, Codevigo, Correzzola, Legnaro, Piove di Sacco, Polverara, Pontelongo, Sant’Angelo). “È un esempio di aggregazione dal basso riuscito ed efficiente”, ha detto Claudio Sinigaglia elogiando gli amministratori e i vertici locali del PD. Sono stati loro che hanno risposto al malcontento dei cittadini del Piovese che vedevano depauperato continuamente il loro ospedale.Leggi tutto

Dossier Scuola

Ecco alcuni articoli da poter scaricare riguardanti il futuro della scuola, dopo i numerosi tagli operati dal ministro della Pubblica Istruzione M. Gelmini

Tabella dati dell’Ufficio scolastico Regionale per il Veneto, dalla conferenza stampa del 11 settembre 2009

Asili nido, a Padova costano meno, da Il Mattino di Padova del 20 febbraio 2010

Troppi bimbi senza nido, da La Stampa del 20 febbraio 2010

A Rubano crescerà la retta dell’asilo nido, da Il Mattino di Padova del 22 febbraio 2010

Scuole paritarie nel Veneto, analisi dei dati e delle strutture

Niente soldi, supplenti non pagati, da Il Padova del 25 febbraio 2010

Studiare costa più caro, da Il Mattino di Padova del 25 febbraio 2010

Bilancio scolastico, le casse sono vuote, da Il Gazzettino del 28 febbraio 2010

Universitari: ma qui c’è ancora razzismo, da Il Gazzettino del 2 marzo 2010

Paese senza futuro se si taglia la ricerca, da Il Mattino di Padova del 2 marzo 2010

Nuovo ospedale di Padova

Rassegna stampa dal Gazzettino di Padova del 13.03.2010 p. V)

«Paghi lo Stato questa grande opera»

La proposta di Franca De Lazzari durante la presentazione del manifesto del circolo sanità del Pd

La proposta più singolare è arrivata da Franca De Lazzari, una che di sanità se ne intende, visto che è direttore della Gastroenterologia del Sant’Antonio. «Perché il nuovo ospedale non viene realizzato dallo Stato? In fin dei conti si tratta di una grande opera: se ci sono i soldi per il ponte sullo stretto di Messina, ci devono essere anche per un nosocomio a cui afferiscono pazienti da tutto il Veneto e non solo. La Regione, quindi, se decide che è prioritario costruirlo, chieda i finanziamenti». L’idea è stata lanciata ieri nel corso di un incontro in cui è stato presentato il manifesto elaborato dal Circolo sanità del Partito Democratico e durante il quale è stato fatto il punto sulla questione del nuovo ospedale.

«Sono perplesso – ha sottolineato Claudio SINIGAGLIA che una decisione importantissima coma la costruzione di un ospedale di livello europeo, stia procedendo all’insegna di una confusione metodologica, dove non si capisce chi siano committenti, progettisti e la stazione appaltante. Ma soprattutto è ancora una nebulosa quale sarà il contenuto del nuovo nosocomio. Non è possibile che l’intero ospedale venga realizzato con la formula del project financing, perché in questo caso tutto andrebbe restituito al finanziatore, con i relativi interessi. A scapito dei servizi?».

«A livello regionale – ha osservato Piero Ruzzante – serve un piano socio-sanitario in cui inserire progetti nuovi: la creazione di un unico assessorato sarebbe più che opportuna». «Abbiamo l’ospedale del futuro che vaga per il territorio – ha detto invece Mauro Bortoli – e ancora non si capisce chi lo debba pagare: l’unico attore che ha recitato la sua parte è il Comune che ha individuato l’area» «Alle discussioni di questi giorni ha commentato invece Flavio Zanonato – aggiungo solo un dato: l’attuale ospedale occupa solo dell’area individuata per il nuovo. Quest’ultima, poi è facilmente raggiungibile a piedi, in auto, in bici e lo sarà anche in tram e in treno. Mi pare, quindi, il sito ideale».

(di Nicoletta Cozza)

Quali radici cristiane nello Statuto regionale?, di Claudio Sinigaglia

A cura di Claudio Sinigaglia

Accolgo ben volentieri il confronto che il candidato presidente della Lega Nord ha lanciato sull’inserimento all’interno dello Statuto regionale – peraltro grande incompiuta del governo di centro destra alla guida della regione da 15 anni – del riferimento alle radici cristiane del popolo veneto.

La proposta del ministro-candidato Zaia mi lascia molto perplesso, per non dire mi spaventa, perché il leader del Carroccio non spiega a quali radici si riferisce.

Tralasciando il fatto che forse i cattolici sono un po’ stanchi di essere tirati per la giacchetta ogni qualvolta si presenta una tornata elettorale, va ben chiarito se la religiosità a cui allude Zaia si ferma all’intransigenza del Vecchio Testamento – “occhio per occhio” – o approda al messaggio del Nuovo Testamento: “porgi l’altra guancia” e “ogni volta che ero assetato mi avete dato da bere…”.

Vuole egli evocare il cristianesimo colonialista e rissoso delle crociate o quello dell’accoglienza e della solidarietà di San Francesco? Le radici cristiane sono quelle del “Dio con noi” di hitleriana memoria o piuttosto quelle del sacrificio di sé per gli altri di padre san Massimiliano Maria Kolbe morto nel campo di prigionia di Auschwitz in cui fu internato dai nazisti?

Scegliere di improntare lo Statuto sulle origini cristiano-giudaico, certo innegabili nella nostra cultura, piuttosto che alle radici celtiche fino a oggi decantate dai vertici leghisti, è sicuramente un passo avanti, ma perché non sia solamente una strumentalizzazione elettorale, chi lo propone deve essere consapevole delle consequenzialità che ciò comporta nella pratica in termini di legislazione regionale, programmazione e provvedimenti.

Rifarsi al cristianesimo vuol dire progettare un Veneto amico, attento ai poveri, ai più deboli, ai sofferenti e agli ultimi, capace di integrare, che sostiene finanziariamente l’area sociale, sempre, anche quando si progettano percorsi di recupero e tutela per le vittime di tratta o di integrazione scolastica per i bambini stranieri. Non certo un Veneto chiuso sulla sua identità in modo sterile, che passeggia in modo irridente con i maiali sull’area di costruzione di una sala di preghiera islamica, che rifiuta un campetto di calcio malmesso a una squadra rumena, che vuole gli stranieri “solo se lavorano”, come se, incrociate le braccia dopo otto ore di lavoro, gli immigrati potessero chiudersi in casa per non darci fastidio….

Temo che anche in quest’occasione la Lega, maestra di strumentalizzazioni, sia riuscita a catalizzare la scena con l’ennesima boutade.

Temo che il cristianesimo inneggiato da Zaia sia un’altra cosa dal messaggio del Vangelo che ci è stato insegnato nelle aule di dottrina, nelle parrocchie, nelle chiese e che ci insegna: “prima la persona”.

Temo nasconda la volontà di piegare il messaggio cristiano alla logica del potere. E chiunque lo abbia fatto finora, è stato sconfitto dalla storia.

Sabato 13 marzo, una giornata con Rosy Bindi

A sostegno dei candidati PD e per la manifestazione regionale “No al Condono elettorale”

Sabato 13 marzo la presidente del PD Rosy Bindi sarà in Veneto per la manifestazione regionale contro il “Condono elettorale” che si terrà a Mestre a partire dalle 15.30.

Con l’occasione, il comitato elettorale di Claudio ha organizzato alcuni momenti di incontro e condivisione con la pasionaria del PD a sostegno dei candidati democratici alle elezioni regionali.

Al mattino è prevista una conferenza stampa a Padova, poi il pranzo insieme ai simpatizzanti di Claudio sempre in città (adesioni entro venerdì 12), alla sera ci sarà invece a Este un incontro-dibattito e la presentazione del suo libro “Quel che è di Cesare”.

 

PRANZO CON ROSY BINDI E I SOSTENITORI DI CLAUDIO

Ore 13.15 – PADOVA – Ristorante Pizzeria Giordano (via Chiesanuova 133, tel. 049-8724731/8724570).

Quota di partecipazione: 10 euro

Info e adesioni (entro venerdì 12 alla sera): votasinigaglia@claudiosinigaglia.it e 346 30 64 119

 

MANIFESTAZIONE REGIONALE “NO AL CONDONO ELETTORALE”

Ore 15.30 – MESTRE – P.zza Ferretto

Info: info@partitodemocraticopadova.it, tel. 049660544