Inaugurazione museum Calcio Padova

Inaugurazione museum Calcio Padova

Che significato dare al museo del Calcio Padova? Non è solo collezione di oggetti a cui dare una funzione.

Il Museo ha la funzione di raccontare la storia dei cento anni della società sportiva e della città:
a) attraverso la descrizione dei principali protagonisti (i giocatori, gli allenatori…); b) attraverso gli eventi, le partite che è possibile rivedere in formula interattiva c) attraverso i modi con i quali sono stati coinvolti i tifosi, dei soci e di tutta la cittadinanza. E’ il racconto di “una favola bella, che ieri ti illude, che oggi ci illude” parafrasando il d’Annunzio, perchè il calcio, lo sport piu’ bello del mondo, crea una coinvolgente metamorfosi che trasforma piacevolmente chi lo ama.

Come ha contagiato l’attuale presidente, Marcello Cestaro, a cui abbiamo conferito la cittadinanza onoraria, da affermato imprenditore a uomo dedito allo sport!
Il museo nasce per dare significato al passato, attualizzare la storia e trasformarla in una esperienza ricca di valori per l futuro!
La storia del calcio Padova è la storia di chie si è affermato con determinazione, grinta (come non ricordare i panzer di Nereo Rocco) ed è la stessa voglia della città di essere protagonista nel Veneto e nel Nord Est!

 

Il progetto altrove… riflessioni dopo l’aggressione al senza dimora di Venezia

Il progetto altrove… riflessioni dopo l’aggressione al senza dimora di Venezia

Sono rimasto sconcertato da quanto successo a Marino, senza fissa dimora, a cui è stato bruciato il giaciglio a Venezia, in una corte vicino alla Basilica dei Frari.
Solo stupidità, ignoranza…una ragazzata? O qualcosa di più?
Sicuramente bisognerebbe “conoscere” la storia di chi ha attivato questo terribile gesto, singolarmente, e poi magari capire se si è scatenata una dinamica tipica del branco. Ma per un gesto di queste dimensioni, che poteva essere irreparabile, non dobbiamo assolutamente dare il minimo appoggio a qualsivoglia pur minima giustificazione!!!
Mi piacerebbe che tutti gli esponenti politici di tutte le forze politiche e non solo coloro legati ad attività assistenziali o sociali prendessero decisamente le distanze dall’episodio.
In verità oggi vi è la criminalizzazione dell’essere povero, sempre più sinonimo di degrado e di fallimento.
Fa capolino poi la categoria dell’irrecuperabilità! Non spendiamo risorse per queste persone che sono ormai irrecuperabili, abbandoniamole, trascuriamole, portiamole altrove!!! Mi sapete dire dov’è questo altrove! Si, perché è una indicazione ormai utilizzata per tante persone… tossicodipendenti, nomadi, ex carcerati, senza dimora, dementi, vittime della tratta… Tagliamo i fondi per la prevenzione, la cura, l’inserimento in comunità … e in molti Comuni è così iniziato il progetto dell’Altrove! Fra poco avremo i Comuni che si dichiareranno depoverizzati o denomadizzati…
Tutto ciò che sa di povertà e mette a rischio la facciata bella del nostro benessere, non va più affrontato cercando di recuperare le residue forze, autonomie, capacità delle persone coinvolte i situazioni problematiche… ma va spedito altrove!
Se continua questa indifferenza altro che centralità della persona…

Per chi ha perso il lavoro

L’intervento del Comune di Padova per chi ha perso il posto di lavoro

Il consiglio comunale ha approvato lo stanziamento di 200.000 euro per dare un contributo una tantum ai lavoratori che hanno perso il posto di lavoro in seguito alla crisi economica. Si tratta di 1200 euro che verranno erogati a chi non supera i 1700 euro netti di reddito mensile dopo regolare partecipazione al bando che verrà a breve pubblicato.
Continua quindi l’impegno del Comune di Padova a favore delle famiglie colpite in modo drammatico dalla attuale crisi. Perdere il lavoro, soprattutto sopra i 45/50 anni può diventare un evento traumatico ed è per questo che abbiamo cercato di elaborare strumenti di aiuto particolari.

Resta comunque in piedi tutto il sistema di interventi a favore delle famiglie bisognose. In particolare abbiamo incrementato i fondi per aiutare le famiglie a pagare le bollette, in primo luogo quelle del gas, con un occhio di riguardo per le mamme sole con figli. Poi è ancora aperto il bando per le famiglie numerose. Ma oltre gli aiuti economici ci siamo attivati in collaborazione con alcune agenzie di formazione e il Centro per l’Impiego per riqualificare, orientare e inserire nuovamente le persone nel circuito lavorativo.
Fondamentale resta la collaborazione con le cooperative per l’affidamento e l’esecuzione di alcuni progetti e il relativo inserimento di persone bisognose e svantaggiate. Come ci sembra importante ricordare l’attiva sinergia con la Diocesi ( Caritas e parrocchie) e la Fondazione Cassa di Risparmio per l’analisi della situazione e la presa in carico delle famiglie in stato di bisogno.