Imprenditori suicidi, niente speculazioni!

Poche decine di persone al sit-in anti-crisi organizzato dagli esponenti locali del Pdl svoltosi sabato scorso in piazza Garibaldi a Padova. Un sostanziale insuccesso che dimostra come l’idea di protestare solo ora contro le banche che non hanno saputo aiutare le imprese in difficoltà e di esprimere solo ora solidarietà alle famiglie colpite dalla crisi sia stata percepita dall’opinione pubblica per quello che è: una strumentalizzazione elettorale. “Mi chiedo – ha chiosato il candidato consigliere regionale e assessore alle politiche sociali di Padova Claudio Sinigaglia – come sia possibile che chi fa parte di un governo che inizialmente aveva definito questa crisi di tipo psicologico, sottovalutando quanto stava accadendo, adesso speculi di fronte al dramma che stanno vivendo numerose famiglie e tanti lavoratori. Non era il ministro Tremonti che ha preferito elargire contributi alle banche piuttosto che alle imprese?”.

E forse proprio per dimostrare il suo disappunto il pubblico presente alla manifestazione, tra cui anche alcuni imprenditori, hanno richiamato il centro destra a una presa di responsabilità: “Avete approvato in due giorni un decreto per salvare i vostri politici, fate lo stesso ora per salvaguardare le imprese!”, è stato l’appello di un piccolo imprenditore.

Secondo una recente indagine della società di psichiatria i problemi economici non solo sono direttamente correlati con la serie di suicidi di imprenditori e operai di questo ultimo anno (18 nel Triveneto, 13 nel Veneto di cui due nell’ultimo mese) ma anche con l’aumento di casi di depressione ed etilismo. “Questi problemi si risolvono con iniziative serie, non con le speculazioni”, ha commentato l’assessore padovano.

Un esempio di iniziativa concreta è il Tavolo anticrisi istituito da comune di Padova, provincia, camera di commercio, associazioni di categoria, sindacati e associazioni di consumatori che in queste ultime settimane ha messo a punto il numero verde anticrisi per raccogliere le domande di aiuto di imprenditori, lavoratori e loro famigliari. Il numero gratuito 800-510052 è attivo da oggi, lunedì 8 marzo, ed è gestito da personale con competenze in ambito psicologico e professionale.

La regione Veneto e gli anziani

vota Sinigaglia

LA REGIONE VENETO E GLI ANZIANI

RITARDI E PROSPETTIVE

Martedì 9 marzo ore 18.00

presso il Caffe’ Pedrocchi – Sala Ottagona

con Claudio Sinigaglia

 

Sen. Tino BEDIN – Presidente I.R.A. di Padova

Angelo FIOCCOPresidente Istituto “Configliachi” di Padova

Sebastiana BLUNDO – Presidente C.R.A.U.P. di Piove di Sacco

Giampaolo CREMA – Presidente Casa di Riposo “Galvan” di Pontelongo

 

Partecipano i rappresentanti di:

Familiari ospiti Case di Riposo, Centri Diurni per Anziani, Sindacati

vota Sinigaglia

Pasticcio e imbroglio

Prima che pasticciaccio, dopo che imbroglio!!!

No, cosi’ proprio non va. Il PDL di Berlusconi e Fini ha offerto la chiara dimostrazione di avere personale politico, un vero e proprio inqualificabile sottobosco, impreparato e incompetente, incapace di presentare le liste secondo legge e diviso fino all’ultimo sui nomi da presentare.

Fatto il pasticciaccio invece di chiedere scusa al proprio elettorato, il consiglio dei ministri elabora un decreto per condizionare e guidare l’interpretazione del TAR, creando un precedente “mostruoso”, per salvare la lista PDL nel Lazio. Ammessa l’accettazione delle due candidature, Formigoni e Polverini, con i relativi listini, perché imbrogliare in modo cosi’ palese per avere l’ammissione della lista PDL?

Imbroglioni! Quando chi è al potere usa la forza per cambiare le regole del gioco a partita iniziata, per rimediare ai propri errori, a rimetterne sono la giustizia e la democrazia. Proprio una brutta giornata.

Mi chiedo ancora. Il candidato della Lega a governatore del Veneto, Luca Zaia, ha approvato questo pasticciaccio? Si, quindi possiamo aspettarci di tutto, qui nel Veneto, qualora venisse eletto. Sappiamo che ha già avuto la faccia tosta di approvare il piano energetico nucleare e dire poi che non lo porterà avanti nel Veneto, almeno fino al 30 di marzo. Ma adesso sappiamo anche che non avrà alcun timore o remora a perpetrare pasticci pur di far passare qualsivoglia provvedimento regionale.

Bel futuro aspetta il Veneto!!!

I diritti alzano la voce

C’era anche Claudio sabato scorso a Padova all’avvio della campagna di mobilitazione nazionale in favore dei diritti sociali. La campagna è indetta in tutta Italia da numerose associazioni, tra cui il Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza, l’Auser, Emmaus Italia, la Federazione Italiana Organismi per le Persone senza Dimora, la Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap, i Salesiani per il sociale, il Forum Droghe, il Movi, il Cipsi. Obiettivo della campagna ottenere, attraverso una raccolta firme, il sostegno da parte della società civile e della classe politica alla proposta delle associazioni di riformare il welfare tenendo conto dei diritti dei più deboli.

“È indispensabile – hanno spiegato gli organizzatori – agire una mobilitazione in favore dei diritti di cittadinanza per poter assumere, nel XXI secolo, una proposta generale sulle politiche nazionali, europee e globali per l’effettivo esercizio dei diritti sociali, civili, politici ed economici, per la loro indivisibilità in uno sviluppo locale e globale socialmente, eticamente ed ecologicamente sostenibile”.

Tra le ragioni della mobilitazione, la necessità di dare risposte omogenee e forti investimenti ai numerosi problemi sociali tutt’ora aperti nel nostro Paese, come la disoccupazione, la povertà, la non autosufficienza e la tutela di diritti fondamentali, come quello all’istruzione e alla salute.

Visita il sito della campagna “I diritti alzano la voce”

Il futuro della scuola

INCONTRO PUBBLICO CON BACHELET, BORTOLUSSI E SINIGAGLIA

Giovanni Bachelet, presidente del Forum nazionale istruzione del PD (e figlio di Vittorio, il professore di diritto assassinato 30 anni fa dalle Br all’università la Sapienza di Roma), sarà in Veneto venerdì 5 marzo per parlare del futuro della scuola insieme al candidato presidente alle regionali Giuseppe Bortolussi e a Claudio Sinigaglia, candidato PD al consiglio.

«I tagli alla scuola sia essa pubblica che paritaria messi in atto dal governo e dalla regione stanno compromettendo il suo stesso futuro – commenta Sinigaglia lanciando l’incontro di approfondimento – A rischio le scuole di ogni ordine e grado, da quelle d’infanzia agli istituti superiori costretti a mettere mano ai propri fondi cassa, impossibilitati a pagare i supplenti, con genitori che si autotassano e famiglie che pagano rette elevate per mandare i figli alle materne. Una scuola di qualità è la fondamentale grande risorsa per il futuro sviluppo del nostro paese e della nostra regione».

Alla serata con inizio alle 18 all’hotel Crowne Plaza di Limena (uscita Padova ovest) interverranno, tra gli altri, l’on. Margherita Miotto della XII commissione affari sociali della Camera, il consigliere regionale PD Franco Frigo, il vicepresidente del consiglio provinciale on. Dino Scantamburlo, il direttore generale Enaip Veneto Antonino Ziglio, Nereo Marcon di Cisl Scuola, il presidente regionale della Fism Ugo Lessio e l’assessore padovano alle politiche scolastiche Claudio Piron.

Oltre che studenti, dirigenti scolastici, insegnanti, genitori….

Vi aspettiamo numerosi!

Info: 346-3064119.

I cattolici nel PD e nella politica, di Claudio Sinigaglia

A cura di Claudio Sinigaglia

Ho letto in questi ultimi giorni alcune dichiarazioni di esponenti politici locali finalizzate ad accaparrarsi il voto dei cattolici.

Penso sia un po’ troppo facile strumentalizzare l’appartenenza religiosa e usarla come tiritera elettorale, quasi fosse  uno spot pubblicitario… «Solo noi siamo “bianchi” che più “bianchi” non si può».

A ben guardare infatti i cattolici militano in ogni partito. Nel PD a livello nazionale, regionale e locale trovo molti esponenti del cattolicesimo democratico, come la vicepresidente della Camera Rosy Bindi, il vicesegretario nazionale Enrico Letta, e come, solo per citarne alcuni legati all’esperienza Veneta, l’on. Margherita Miotto, il senatore Paolo Giaretta, i consiglieri regionali Franco Frigo e Andrea Causin, il consigliere provinciale Dino Scantamburlo, il capogruppo a Palazzo Moroni Gianni Berno.

Il senatore Giaretta ricordava alcuni giorni fa che l’esperienza di governo del centrosinistra in Italia ha portato a leggi importanti anche su temi spinosi per la sinistra, come in materia di parità scolastica, evitando battaglie ideologiche proprio perché nel centrosinistra “la tradizione del cattolicesimo democratico ha avuto cittadinanza, peso e buoni argomenti” a differenza ad esempio dell’esperienza Udc al Governo nazionale e regionale.

Il problema, a mio parere, non è tanto nell’appartenenza religiosa quanto nella coerenza politica e nella traduzione dei valori di riferimento cattolici in progettualità politica.

Ad esempio come cattolici dobbiamo affermare (e tradurre in prassi politico-amministrativa) “Prima la persona, prima la famiglia, prima il lavoro, prima l’ambiente…” o ci vanno bene gli slogan “Prima il Veneto” o “In Veneto per i veneti”?

Ci sta a cuore il futuro delle giovani generazioni, puntiamo sulla loro educazione e sulla prevenzione del disagio o tagliamo con brutalità i finanziamenti per la scuola, per i progetti giovanili, per il sostegno alla genitorialità? Nel Veneto purtroppo sta avvenendo questo!

E allora dopo aver  sforbiciato il sociale, dopo aver criminalizzato i poveri, dopo aver acuito le disuguaglianze con iniqui provvedimenti regionali siamo sicuri che tutti  possano issare la bandiera “noi siamo cattolici doc”?

Sicuramente in una diffusa mentalità individualista, conflittuale e soprattutto di difesa degli interessi personali, non è facile far breccia parlando di comunità e di solidarietà, ma la credibilità e la coerenza in politica si affermano giorno dopo giorno con progetti capaci di dare speranza e di offrire un futuro a ogni persona che abita e lavora nel nostro Paese.

Dal Comune un fondo di 200 mila euro per chi ha perso il lavoro

(Ni.Co.). C’è chi non ha i soldi per le bollette. Chi non ce la fa a pagare l’affitto. E chi, addirittura, non riesce neppure a comprarsi da mangiare. L’amministrazione comunale, su iniziativa dell’assessore ai Servizi sociali Claudio Sinigaglia, ha stanziato un fondo complessivo di 200 mila euro da mettere a disposizione di chi ha perso il lavoro, con una quota massima pro capite di 1.200 euro una tantum. Le richieste si possono presentare da oggi fino al 15 aprile. Possono accedere ai contributi i lavoratori dipendenti che hanno perso il lavoro, ma sono esclusi coloro che avevano un impiego a tempo determinato, ai quali non sia stato rinnovato il contratto alla scadenza dello stesso.

I requisiti richiesti, come ha spiegato il caposettore Lorenzo Panizzolo, sono la residenza a Padova, e il fatto che i richiedenti siano disoccupati da almeno tre mesi continuativi e che siano senza lavoro anche nel momento in cui presentano la richiesta di contributi. Il licenziamento, poi, deve essere conseguenza della crisi finanziaria. Le prescrizioni riguardano poi il reddito mensile che non deve essere superiore ai 1.500 euro per un nucleo anagrafico di 1-2 componenti; di 1.600 se i componenti sono 3 e di 1.700 se si tratta di 4 o più familiari. Come detto, il contributo una tantum per ogni richiesta sarà pari a 1.200 euro, che però verrà ridotto in misura proporzionale al reddito netto mensile e al numero di componenti della famiglia. Il modulo per richiedere il finanziamenti viene distribuito negli uffici dei Servizi Sociali di via del Carmine 13, oppure a Palazzo Moroni.

(fonte: Gazzettino di Padova del 2.03.2010)