«Mio figlio ipovedente senza testi scolastici»

PADOVA «A 10 giorni dall’inizio della scuola mi comunicano che i libri per mio figlio, autistico e ipovedente, non potranno essere ingranditi come di consueto perché mancano i soldi. Alla faccia della legge sull’integrazione scolastica, noi genitori siamo costretti ad arrangiarci e il mio bimbo rischia di non poter studiare». È lo sfogo di un papà di un bambino di 9 anni, che quest’anno, a settembre, inizierà a frequentare la quarta elementare in una scuola padovana. E che ieri ha ricevuto un’e-mail dall’Unione Italiana dei ciechi e degli ipovedenti, che gli comunicava che a causa di mancanza di risorse economiche dovuta alla ristrettezza del finanziamento previsto, la trascrizione dei testi richiesti per l’alunno è stata bloccata, in attesa di eventuali ulteriori finanziamenti.

LA POLEMICA
La comunicazione dell’associazione ciechi, che fa da tramite tra la scuola e la tipografia specializzata che trascrive i libri di testo normali in un formato gigante per consentire ai bambini ipovedenti di leggerli come fanno gli altri compagni di classe, è stata una fulmine a ciel sereno. «Ogni anno – spiega il genitore – sappiamo che l’associazione e la scuola fanno i salti mortali per ottenere i finanziamenti necessari per i supporti che servono ai bambini con questi problemi. Ma alla fine ce la fanno sepre. Mai, dunque, mi sarei aspettato di ricevere una comunicazione simile». 
Di fatto, continua il papà arrabbiato, «ci dicono che dobbiamo arrangiarci. E tutto questo alla faccia della legge per l’integrazione scolastica. I primi due anni delle elementari mi sono occupato io stesso di ingigantire i testi scolastici per non pesare su nessuno. Ora, però, non è più possibile perchè i libri sono diventati più complessi visto che ormai farà la quarta elementare. Praticamente questa tipografia ricava tre volumi con un carattere di punto 29 (molto grande, ndr) da un testo scolastico normale». Leggi tutto

Reintrodurre il servizio militare obbligatorio: uno sbaglio

 “È l’ennesimo provvedimento-propaganda, nei fatti irrealizzabile perché costerebbe più  dell’abolizione della riforma Fornero e del reddito di cittadinanza messi assieme”. Dopo aver incontrato i rappresentanti della Rete degli studenti medi che hanno manifestato all’esterno di Palazzo Ferro Fini, Alessandra Moretti, consigliere regionale del Partito Democratico, liquida così la proposta di legge statale sulla reintroduzione della naja.

“Non riesco a capire perché la maggioranza insista con una legge che non vogliono i giovani, comunque neanche consultati prima di redigere il testo, e nemmeno i militari che richiedono personale specializzato e non certo ragazzi, magari non motivati e impreparati. La legge propone addirittura l’estensione del servizio di leva alle donne: quindi costi raddoppiati anche per quanto riguarda il vitto, l’alloggio, la paga del soldato, senza contare l’equipaggiamento e la risistemazione delle caserme dismesse. Insomma – prosegue Moretti – si tratta di un’ulteriore perdita di tempo quando basterebbe che il Governo aumentasse le risorse per rendere praticabile, per tutti quelli che ne fanno richiesta, il servizio civile universale. Questo sì che sarebbe utile: un percorso di formazione sociale, civica, culturale e professionale, di attività di cooperazione nazionale ed internazionale, di salvaguardia e tutela del patrimonio nazionale.Leggi tutto

Assestamento di bilancio: recuperati 230 mila euro ma ancora pochi per le scuole paritarie

“Con l’assestamento di bilancio, recuperati 230.000 euro di cui 70mila euro per i poli delle reti bibliotecarie, riconosciuta l’importanza del loro ruolo sul territorio”

“I poli bibliotecari costituiscono una ricchezza per la nostra Regione e aver recuperato 70mila euro è un giusto e doveroso riconoscimento per il ruolo che essi svolgono su tutto il territorio”. Lo affermano i consiglieri regionali del Partito Democratico che commentano così “i maggiori finanziamenti per la cultura (230mila euro) ottenuti con l’assestamento di bilancio: oltre alle risorse per le biblioteche, altri 60mila euro per il Teatro Stabile e 100mila destinati alle attività artistiche e musicali, andando così a rimpolpare il capitolo di bilancio normato dalla Legge 52”.

“Crediamo che la posta destinata alla rete bibliotecaria – sottolineano gli esponenti del Partito Democratico – sia particolarmente significativa: in Veneto c’è una distribuzione assai capillare, con ben 588 biblioteche in 578 Comuni. Abbiamo voluto dare nuovo ossigeno ai poli bibliotecari, presìdi importanti sul territorio per la formazione, dall’infanzia all’età adulta, con tutte le attività che vengono realizzate e che non si limitano al prestito dei libri”. “È un finanziamento, questo, che assume anche un significato simbolico – concludono i consiglieri – in coerenza con la ‘maratona regionale’ di lettura#ilvenetolegge2018 , in programma il prossimo 28 settembre.Leggi tutto

Speciale SWG: il quadro politico dopo gli eventi a Macerata

Le tendenze e i sommovimenti opinionali in atto, possono essere portati alla luce osservando lo schierarsi delle persone rispetto alle quattro principali opinioni emerse sul raid di Traini. Il 44% delle persone giudica il raid sbagliato, ma lo ritiene causato dal senso di abbandono provato dagli italiani, per colpa di uno Stato che si prende cura solo degli immigrati. Una convinzione che è condivisa dalla maggioranza degli elettori di Berlusconi (65%), Salvini (75%), Meloni (78%) e dai ceti sociali bassi (68%), mentre miete consensi calmierati tra gli elettori M5S (48%).

Molto lontani da questo giudizio sono i votanti PD (18%) e LeU (6%). Sul fronte opposto, il 47% dell’opinione pubblica condivide la valutazione del raid come un atto terroristico di matrice fascista, i cui responsabili morali sono i politici che soffiano sul tema dell’immigrazione. Un giudizio che trova ridotti consensi a centrodestra (28% tra gli azzurri, 22% tra i leghisti e 28% tra i fan di FdI), mentre convince il 50% dei grillini, il 51% del ceto medio, il 74% del PD e il 79% di LeU. Se queste prime due posizioni raccontano un Paese spaccato in due, con due visioni di matrice opposta, le altre due posizioni analizzate portano alla luce le fratture che attraversano la penisola.Leggi tutto

La nuova legge elettorale (n. 165 del 3/11/2017)

A seguito della sentenza della Corte Costituzionale n.35/2017, pubblicata il 15 febbraio 2017,
veniva giudicata parzialmente incostituzionale la legge elettorale detta «Italicum» (legge n.52 del
6 maggio 2015).

Il testo della nuova legge elettorale è stato inizialmente approvato a inizio giugno 2017 dalla prima
Commissione – Affari costituzionali della Camera per poi passare all’esame dell’aula il 6 giugno
2017.
Nella seduta dell’8 giugno 2017, dopo l’approvazione, con votazione segreta, di due identici
emendamenti volti a superare la disciplina speciale prevista per il Trentino Alto-Adige, il testo è
stato rinviato in Commissione.Leggi tutto

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Musei, archivi, biblioteche del Veneto: tutti i numeri!

Il panorama dell’offerta culturale in Veneto, come è noto, è molto differenziato comprendendo ville, monumenti, mura e borghi storici, testimonianze della Grande Guerra, paesaggi e beni naturalistici, aree archeologiche, teatri, cinema oltre che musei, archivi e biblioteche. In tempi in cui le risorse finanziarie si contraggono, i professionisti di musei, archivi e biblioteche rispondono mettendoli in connessione per promuovere una visione unica e più ampia dell’offerta culturale, ma anche, dal punto di vista interno agli istituti, per condividere le principali problematiche che riguardano i tre settori: requisiti minimi di qualità dei servizi, gestione pubblica e privata, condivisione dei servizi in un’ottica economica, valorizzazione del personale, tutela e comunicazione del patrimonio, responsabilizzazione dell’utenza e coinvolgimento delle comunità locali, risorse finanziarie.

La Regione del Veneto ha promosso il sistema M.A.B. vedendo in esso un’opportunità di mettersi maggiormente in relazione con i 315 Musei, gli 848 Archivi e le 588 Biblioteche del territorio riconoscendoli non solo come contenitori culturali ma anche come complesse macchine organizzative che conservano i beni e li mettono a disposizione del pubblico attraverso servizi e attività di qualità. Tale relazione si sostanzia nell’acquisizione di informazioni, direttamente fornite dagli istituti e riguardanti aspetti gestionali e culturali, che vengono rese pubbliche nel sito istituzionale regionale attraverso specifiche banche dati e portali tematici.

L’incremento delle informazioni, registrato in particolare nell’ultimo anno testimonia l’utilità del lavoro di raccolta digitale dei dati: essi risultano, infatti, fondamentali per restituire in modo puntuale lo stato dell’arte di musei, archivi e biblioteche, intesi quali i presidi per la diffusione e la promozione della cultura nel territorio e presso tutte le fasce di pubblico.

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SWG, uno sguardo al 2018!

Lo scenario globale è marcato da un forte senso di provvisorietà e dall’incedere dell’incognita Trump e dai suoi effetti sullo scacchiere economico e politico internazionale.

In particolare sembrano essere 7 le fonti possibili di instabilità:

  • le fibrillazioni  guerrafondaie
  • la crisi del modello democratico
  • l’emergenza climatica
  • lo scontro élite-popoli
  • il rallentamento dell’economia
  • a minaccia terroristica
  • le migrazioni

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