Stop ai vincoli paesaggistici nelle aree ai piedi dei Colli

Non è più necessario avere il nulla osta per il progetto o la modifica di una casa Il presidente Campagnolo informa i sindaci di 15 comuni dell’area perimetrale

I sindaci e gli amministratori dei comuni dell’area del Parco Colli hanno appreso con soddisfazione che, finalmente, dopo anni dall’adozione del Piano Ambientale, si è fatta chiarezza sulle cosiddette aree pre-parco.

Zone considerate di protezione esterne al perimetro che sulla base delle recenti interpretazioni date dalla Regione Veneto e dalla Provincia, in assenza di ulteriori vincoli, non sono più soggette ad autorizzazione paesaggistica. A sollecitare la Regione attraverso l’Ente Parco Colli che fosse fatta chiarezza una volta per tutte sulla normativa vigente, erano stati alcuni mesi fa i sindaci dei comuni di Este e Teolo che con Vo’ sono tra coloro con le maggiori superfici di pre parco.

Martedì il presidente del Parco Colli, Massimo Campagnolo, ha convocato nella sede di Este i 15 primi cittadini per informarli delle note di chiarimento arrivate dalla Regione Veneto, Area Tutela e Sviluppo del Territorio, e dal Settore Pianificazione della Provincia di Padova.

«Alla riunione era presente una dozzina di sindaci», afferma Campagnolo. «Ho ritenuto importante metterli subito a conoscenza di questi chiarimenti affinché possano verificare la pianificazione urbanistica dei loro territori e predisporre eventuali varianti allo strumento urbanistico ritenute opportune», spiega il presidente del Parco. «Il problema delle pre parco non è nuovo. Qualche anno fa su iniziativa dei sindaci si era tentato di modificare il perimetro dell’area protetta ma la proposta inviata alla Regione non andò a buon fine. Ora si è posto fine a questo problema che complicava la vita a chi all’interno di queste aree presentava un progetto per una nuova abitazione o una semplice modifica. Non essendo più soggette ad autorizzazione paesaggistica l’iter autorizzativo si accorcia di un paio di mesi. Il tempo in cui la Soprintendenza era chiamata a rispondere, passato il quale si poteva applicare il cosiddetto silenzio assenso».

Nella nota della Giunta regionale datata 28 ottobre si evidenzia che nella cartografia «Le aree pre parco, pur compite con le medesime colorazioni delle zone del Piano Ambientale all’interno del perimetro, non trovano riscontro nella normativa vigente contenuta nelle “Norme di Attuazione” e pertanto non dovranno essere oggetto di richiesta di compatibilità, demandando ai Comuni territorialmente competenti ogni previsione in merito alla loro destinazione».

Questo significa un sensibile snellimento delle pratiche di richiesta di nulla osta al Parco Colli e alla Soprintendenza per l’autorizzazione paesaggistica. Ne consegue, come esplicita la Provincia, «Che dovrà essere attuata da parte dei comuni interessati, un’attenta rivisitazione degli strumenti urbanistici vigenti e, laddove si ravvisi situazioni di contrasto, gli stessi debbano intervenire mediante apposito procedimento di variante».

 

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