Un candidato Pd alle elezioni regionali

L’ipotesi che il PD non metta in campo un suo candidato alle prossime elezioni regionali è quantomeno paradossale. In questo momento il Partito Dem deve essere regista e coordinatore dell’alleanza politica contro Zaia. Va bene allargare la coalizione, a tutte le espressioni civiche e dei comitati presenti in regione, da ascoltare e coinvolgere in modo credibil; va bene condividere programmi e intese con gli altri partiti del centrosinistra, e penso ci sarà anche Italia Viva, ma il PD deve fungere per qualità e quantità di consensi come punto di riferimento della coalizione ed individuare un candidato di riferimento.

Mi sembra di affermare cose scontatissime, ma in questo periodo di grandi cambiamenti è necessario ribadire che di tempo il Pd ne ha lasciato trascorrere anche troppo, senza giungere a decisioni che orientino l’elettorato!

E’ necessario coinvolgere fino in fondo il lavoro fatto dal gruppo consiliare regionale negli ultimi dieci anni, evitare di dissiparlo come si fece nel 2015 durante la campagna elettorale; si passò allora da un lusinghiero 30% di consensi di febbraio-marzo 2015 al 20 % delle elezioni perché si decise di annullare il contributo dei consiglieri uscenti !

E’ necessario presentare un programma che evidenzi i numerosi fallimenti di Zaia ed enunci le proposte per lo sviluppo del Veneto, a partire da uno sviluppo sostenibile, rinnovabile ed efficiente. Il lavoro che si sta facendo in queste ultime settimane con la base PD di coinvolgimento sulle priorità programmatiche è preziosissimo e va fatto anche con altri stakeholder.

E’ necessario individuare un candidato presidente; avrei preferito farlo con le primarie – ma come spesso succede il fattore tempo sprecato rende difficile questo passaggio – entro poche settimane però ci sia il coraggio di individuare un nome o una rosa ristretti di personalità politiche, nel partito, nel civismo, nel mondo delle imprese, nel sindacato, nell’associazionismo… personalmente credo che nel Pd ci siano diverse personalità in grado di farlo e di assicurare quindi grande consenso e immediata operatività, ma sicuramente anche all’esterno ci possono essere personalità di indubbio spessore in grado di vincere contro Zaia.

Ecco chi si presenta alle elezioni ha il dovere di farlo per vincere. E lo stanco, ripetitivo Zaia, sempre più succube di Salvini tanto da esprimersi con termini come rivoluzioni di piazza e manganelli, è uno Zaia attaccabile. Soprattutto se si metteranno a conoscenza dell’elettorato i numerosi suoi fallimenti.

Claudio Sinigaglia

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Pubblicato da Claudio Sinigaglia su Mercoledì 4 dicembre 2019

Che il PD faccia da regia, capisca se ha un candidato autorevole da proporre. Ascolti la società civile i comitati le…

Pubblicato da Claudio Sinigaglia su Mercoledì 4 dicembre 2019

 

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