Il PD veneto al governatore: «Autonomia, il Consiglio non può essere ignorato»

Insediata la nuova segreteria regionale, il Pd avvia la ricerca di un candidato civico e apre la guerra con Luca Zaia. Il tema è sempre quello: l’autonomia. «Ringraziamo il presidente per l’invito al suo punto stampa a due anni dal referendum ma, come cantavano i Nomadi, noi non ci saremo. Se ha delle novità il presidente venga in Consiglio Regionale, dove non riferisce sull’autonomia da oltre un anno. Se non ha novità ci risparmi la passerella ad uso di stampa e tv.

Mai una volta Zaia ha informato il Consiglio dello stato della trattativa con il governo precedente, e dei diversi punti controversi evidenziati anche da ministri della lega sulla proposta del Veneto, come sul tema dell’istruzione con il ministro (oggi ex) Bussetti», afferma Stefano Fracasso. «Abbiamo saputo dal Ministro che sul tavolo del precedente governo c’erano numerosissimi punti critici sulla bozza proposta dal Veneto.

Mentre Zaia raccontava in Veneto che la regione aveva “fatto tutti i compiti a casa” anche i ministri della Lega segnavano con la matita rossa gli errori. Altro che tutto pronto e fatto, era tutto da fare. Per far procedere con l’autonomia non c’è bisogno di esibizioni ma di confronti sul merito e quindi l’unico appuntamento interessante di martedì 22 sarà l’incontro tra le delegazioni tecniche convocato dal ministro Boccia a Roma. Non saremo nemmeno sul ponte di Rialto con i venetisti, ripescare il referendum non serve a nulla, il tempo dell’autonomia a scatola chiusa è finito». —

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