IOV di Padova, silenzioso smantellamento: dove sono andati a finire i 3 ml per ristrutturare gli ambulatori?

È scontro sul futuro dell’istituto Oncologico Veneto, Padova perde la centralità strategica della struttura o invece si sta potenziando il Busonera? Il dibattito è aperto con il grido d’allarme lanciato dal vicepresidente della Quinta Commissione e consigliere del Pd, Claudio Sinigaglia: «Stiamo assistendo ad un silenzioso smantellamento, la situazione è critica per ambulatori e parcheggi. La Regione scommette tutto sullo Iov di Castelfranco dove si realizzeranno due nuovi bunker di radioterapia».

«POTENZIAMENTO» Diciassette milioni di euro di investimenti per la sede dello Iov, lo assicura il direttore generale dell’ente, Giorgio Roberti. «Non ho nessuna preoccupazione in relazione al possibile smantellamento dello Iov» dice «Stiamo attendendo l’okay tecnico ad un intervento di restauro di 3 milioni di euro per tutti gli ambulatori, il cup e la radiologia sotterranea. Se c’è la volontà e i soldi, regionali, per sistemarlo non viene smantellato. Nel 2017 si è proceduto al restauro dell’area degenza per un importo di circa due milioni e quindi con l’operazione imminente si sistema l’intero complesso. Per completare gli investimenti su Padova allo Iov, negli ultimi 2/3 anni ricordo il nuovo acceleratore lineare in radioterapia con l’investimento di 2 milioni di euro, la Pet, una attrezzatura di medicina nucleare costata 5 milioni e due Tac, con l’investimento di altri due milioni che stanno per arrivare. C’è pure una mammografo da 800 mila euro. Un investimento da 17 milioni sulla nostra sede mi fa rimanere tranquillo. In merito ai parcheggi, la nostra sede è storica, c’è il parco intorno. Si deve parcheggiare all’esterno ma questo, eventualmente è un compito del Comune, noi possiamo solo auspicare che si riesca a parcheggiare comodamente e vicino».

DELOCALIZZAZIONE Radioterapia imminente a Castelfranco e dal 2018 il servizio funziona anche all’ospedale di Schiavonia nella Bassa. Il direttore Roberti la vede come un servizio delocalizzato. «Siamo un istituto regionale ed è giusto che i servizi siano più vicini alla popolazione. Dalle schede regionali si prevede un logica di potenziamento dello Iov con servizi sul territorio».

“La Regione scommette tutto sullo Iov di Castelfranco, mentre un altro pezzo della sanità padovana viene di fatto smantellato, abbandonandolo a se stesso. Senza un’inversione di rotta, che al momento non si intravede, il destino dell’Istituto oncologico veneto nell’ex Ospedale Busonera appare segnato”. L’allarme è di Claudio Sinigaglia, Consigliere regionale del Partito Democratico e componente della Quinta commissione, commentando “l’ampliamento del presidio ospedaliero di Castelfranco Veneto, ratificato con la cessione dalla Ulss 2 di nuovi terreni per costruire i bunker di Radioterapia. Siamo ovviamente favorevoli a un ampliamento dei servizi, ma deve essere reale e non a ‘somma zero’. Qua si toglie da una parte, la solita, per aggiungere altrove. Allo Iov di Padova siamo di fronte a una situazione più che critica; gli ambulatori hanno urgente bisogno di una ristrutturazione, nelle sale interne non riescono neanche a passare le carrozzine per disabili, mentre da anni attendiamo l’ampliamento dei parcheggi. Invece è tutto fermo”. “Proseguendo di questo passo – conclude Sinigaglia – l’epilogo per la struttura di via Gattamelata è scontato. Siamo stanchi di passerelle elettorali a cui poi non seguono fatti concreti; i cittadini padovani hanno diritto ad avere servizi sanitari pari a quelli delle altre province”.

Perché non si fanno i lavori allo Iov di Padova e si continua ad investire solo a Castelfranco?

Pubblicato da Claudio Sinigaglia su Martedì 15 ottobre 2019

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