Il Parco Colli festeggia 30 anni senza avere una governance

L’estate è conclusa e il Parco Colli resta senza un presidente e senza un governo. Eppure – è sempre bene ricordarlo – la Regione aveva promesso una nuova governance all’ente euganeo già per il gennaio 2019. Il Parco Colli, a questo punto, si prepara a vivere senza una guida una ricorrenza decisamente importante, quella dei trent’anni di vita. Il prossimo 10 ottobre, infatti, si celebrano i tre decenni della legge istitutiva del Parco Colli, la numero 38, appunto del 10 ottobre 1989. Per il ventennale – presidente era allora Chiara Matteazzi – i festeggiamenti furono lunghi e fastosi. Per questo decennio, invece, nessuno soffierà sulle candeline.

Ma a che punto siamo? In realtà non manca molto per chiudere il cerchio sulla nuova governance del Parco, che è stata rivoluzionata con la legge regionale di metà 2018. È stata già formata la Consulta, la realtà composta da 41 membri che rappresentano settore primario, turismo, ambientalismo, caccia e pesca che operano nel Parco. La nuova legge regionale affida a questi attori del territorio un ruolo che, in passato, era solo marginale. La Consulta, anche qui a fatica, ha eletto i sei rappresentanti da far sedere nella Comunità del Parco, ossia il vecchio Consiglio, composta a sua volta anche dai rappresentanti dei Comuni, da tre esperti nominati dalla Regione, da un rappresentante della Provincia. La Comunità del Parco si è riunita la prima volta a fine agosto e ha eletto i primi due dei cinque rappresentanti del Consiglio direttivo, l’organismo che ha funzioni esecutive e amministrative. Luca Callegaro, alfiere dei sindaci, e Diego Bonato, rappresentante delle attività produttive, sono i nomi scelti. Nel Consiglio direttivo siederanno – e qui le nomine non sono ancora state ufficializzate – altre due figure designate dal presidente della Regione (potrà scegliere tra i 15 sindaci o fra i tre esperti), e un quinto membro pescato dalla Regione tra i sindaci. Sempre al governatore spetterà la scelta del presidente del Consiglio direttivo. A questo punto l’iter sarà concluso, anche se poi in realtà il nuovo governo avrà vita breve e salterà con il voto delle elezioni regionali. Per adesso il Parco Colli deve accontentarsi di un commissario, figura che ormai è attiva da inizio 2016 e che è stata prorogata lo scorso luglio nella figura di Stefano Sisto.

Scandaloso ennesimo fallimento di Zaia …Il Parco Colli festeggia 30 anni senza avere una governance…. #bastaZaia……

Pubblicato da Claudio Sinigaglia su Lunedì 7 ottobre 2019

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