Veneto 2020: «Acqua zero Pfas ai residenti»

MONTAGNANA. «La Regione garantisca acqua “zero Pfas” a tutti i cittadini delle aree contaminate: i pozzi privati sono pericolosi». È quanto dichiarato dalla consigliera regionale Cristina Guarda (Civica per il Veneto) con una mozione sottoscritta dai colleghi Patrizia Bartelle (Iic) e Piero Ruzzante (LeU) del coordinamento Veneto 2020, ma anche da Anna Maria Bigon e Andrea Zanoni del Pd. «Tutti i cittadini delle zone Rossa e Arancio e, delle altre aree contaminate da Pfas, hanno diritto all’acqua non contaminata: la Regione intervenga affinché sia garantita anche a chi non è allacciato alla rete acquedottistica pubblica. Dopo otto anni numerosi residenti si servono ancora di pozzi privati perché non hanno mai avuto né collegamento all’acquedotto, né fornitura d’acqua alternativa e ciò è inaccettabile.

I cittadini contaminati non hanno diritto ad essere parte del “prima i Veneti”? ». Per i consiglieri regionali di minoranza, «queste persone sono state dimenticate da anni: è necessario fornire loro un supporto pratico e finanziario. Di loro non si occupa più nessuno in Regione, nonostante siano molte le proposte da noi avanzate, alcune addirittura votate negli scorsi anni anche all’unanimità in consiglio. Purtroppo però rileviamo che non vi sia né una comunicazione, né un progetto per rendere meno difficoltosa la loro vita». Continuano i promotori della mozione: «Anche il dg della sanità veneta, rispondendo alle Mamme No Pfas, aveva parlato di azioni per sostituire “l’acqua ad uso alimentare”, ed era stato promesso di fornirla con autobotti ai cittadini della Zona Rossa (in cui ricade anche Montagnana, ndr). Poi è calato il silenzio». –

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