Save the planet – L’alfabeto della protesta

Da Agire subito a Zero emissioni le parole d’ordine del movimento
di Luca Fraioli e Giacomo Talignani

A
come Azione . «Agire subito o sarà una catastrofe». È il disperato appello con cui i ragazzi di Fridays for future si rivolgono agli adulti, colpevoli di aver prima negato il problema e poi di averne rimandato le soluzioni. A loro i giovani oggi in piazza in tutto il mondo chiedono una «azione immediata» perché, come ha detto Greta Thunberg, «il vero pericolo non è essere inattivi ma fingere di agire».
B
come Pianeta B . «Non esiste un Pianeta B» è il mantra dei ragazzi durante le manifestazioni. Lo hanno scritto sui cartelli che esibiscono nelle manifestazioni e trasformato in canzoni. È il loro modo per ricordare a politici e cittadini che la Terra è la sola nostra casa. «E adesso sta bruciando: tutti insieme dobbiamo tentare di proteggerla».
C
come Crisi . Non è un cambiamento climatico, ma una crisi climatica, e come tale va trattata. I giovani che manifestano contro il riscaldamento globale chiedono che si prenda atto della gravità della situazione, a cominciare dal linguaggio: un cambiamento può anche essere positivo, la crisi cui stiamo assistendo promette di essere una catastrofe.
D
come Duemilatrenta . Greta e i suoi compagni di lotta allora avranno meno di trent’anni. E se oggi non verrà attuata una strategia globale ed efficace per abbattere le emissioni, si troveranno di fronte una situazione dalla quale non si potrà più tornare indietro: il pianeta Terra in molte zone non sarà più un luogo ospitale per gli esseri umani.
E
come Emergenza . «È un’emergenza, ma nessuno si affretta ad agire», urlano increduli i ragazzi del Fridays for Future parlando della crisi climatica. «Come osate distogliere lo sguardo?», ha chiesto Greta ai capi di Stato volati a New York per il vertice sul global warming dell’Onu.
F
come Futuro . «Ci avete rubato il nostro futuro, ridatecelo». È l’accusa rivolta dai giovani attivisti agli adulti, colpevoli di aver attinto alle risorse della Terra senza preoccuparsi del domani. «Ora – chiedono i ragazzidovete rimediare, restituirci ciò che ci avete tolto e di cui abbiamo bisogno». Il futuro, appunto.
G
come Greta . Amata, idolatrata, ma anche attaccata e perfino derisa per il suo aspetto fisico o la sua malattia, Greta Thunberg a sedici anni è il punto di riferimento per milioni di giovani in tutto il mondo. Il suo sciopero scolastico solitario oggi è diventato un atto di ribellione generazionale planetario.
H
come H 2 0 . Se l’aria è piena di gas serra, l’acqua non se la passa meglio. E i ragazzi del clima lottano anche contro l’uso irrazionale delle risorse idriche, chiedendo di dare ascolto agli appelli degli scienziati: già oggi le riserve idriche di 17 Paesi del mondo sono allo stremo mentre la domanda di acqua è raddoppiata nell’ultimo mezzo secolo.
I
come Inarrestabili . «Noi giovani siamo uniti e inarrestabili». È la promessa, quasi la minaccia, della Generazione Greta: Fridays for future non si fermerà finché non troverà risposte e non vedrà messe in atto azioni concrete per risolvere la crisi climatica.
L
come Limite . Le generazioni precedenti hanno dimostrato di non avere senso del limite nell’uso delle risorse. Tocca ai ragazzi di oggi ricordarlo: i «limiti» sono stati abbondantemente superati, dalle emissioni di CO 2 alla deforestazione, dal consumo di suolo alla perdita di ecosistemi.
M
come Meno . Ridurre e consumare meno sono le parole d’ordine dei giovani che si battono per la salute del Pianeta. Chiedono meno emissioni, per esempio viaggiando in modo più sostenibile rinunciando agli aerei, meno consumo di suolo, di acqua e di energia modificando la dieta alimentare, rinunciando alla carne, ma anche meno plastica.
N
come Nativi della crisi climatica . Solo i ragazzi nati dopo il Duemila hanno compreso davvero la gravità della situazione, perché sono nati e cresciuti nella piena esplosione del riscaldamento globale. E solo loro, è ormai la convinzione diffusa tra i massimi esperti mondiali, potranno davvero incidere per cambiare lo stato delle cose.
O
come Oceani . Greta ha attraversato l’Atlantico in barca a vela dall’Inghilterra a New York. Un gesto simbolico per ricordare che se non si correggerà la rotta attuale, i mari si innalzeranno fino a sette metri, le loro acque diverranno acide, la loro biodiversità finirà per essere distrutta.
P
come Panico . «Non voglio il vostro aiuto, non voglio che siate senza speranza. Voglio che andiate nel panico, per sentire la paura che provo ogni giorno». È la frase che Greta ha pronunciato di fronte ai potenti della Terra riuniti al Forum Economico di Davos. Obiettivo: scuotere gli adulti perché agiscano. Finora è servito a poco.
Q
come Quando? È la domanda che pongono i giovani in difesa dell’ambiente. Quando inizierete a prendere sul serio i nostri appelli? Quando i governi agiranno concretamente per un cambiamento? «Non possiamo aspettare di diventare adulti per fare qualcosa, sarà già troppo tardi».
R
come Ricerca. «Non dovete ascoltare me ma quello che dicono esperti e scienziati. Unitevi dietro alla scienza».
Greta lo ha ripetuto più volte ai politici di tutto il mondo. Perché, in un mondo senza riferimenti, i giovani dei Fridays for future credono invece nella ricerca, nei suoi dati, nelle pubblicazioni di centinaia di scienziati che lanciano l’allarme.
S
come Superpoteri. Vorrebbero averli per cambiare il mondo. E Greta ha rassicurato i suoi coetanei: «Li abbiamo. Per esempio nel mio caso i superpoteri sono le differenze, la conoscenza, le fragilità legate a una malattia come la sindrome di Asperger». E ha invitato ciascuno dei milioni di ragazzi oggi in piazza a scovare i suoi superpoteri e a utilizzarli per arginare la crisi climatica.
T
come Terra. «La Terra non è usa e getta». «La Terra ci parla». E ancora: «Salvate il futuro della Terra». Gli slogan dei giovani manifestanti sono altrettanti atti d’amore per il Pianeta Azzurro, che con le sue foreste, acque, habitat, ghiacciai e biodiversità in pericolo oggi ha bisogno di un atto di «giustizia climatica».
U
come Umanità. Se non si hanno a cuore le sorti delle generazioni future vuol dire che si è persa l’umanità. E che si rischia di perdere l’Umanità intesa come specie.
«Siamo di fronte a un bivio», ricordano i ragazzi, «sta a voi decidere se scongiurare o meno una estinzione di massa già in atto».
V
come Venerdì. È il giorno dello sciopero, il tempo della protesta globale. In realtà, il primo sciopero di Greta si tenne di lunedì 20 agosto 2018 davanti al Parlamento svedese. Poco dopo però annunciò che avrebbe protestato ogni venerdì. Da allora è nato in tutto il mondo il movimento Fridays for future.
Z
come Zero emissioni. È l’obiettivo dei giovani che manifestano: già nel 2050 azzerare le emissioni di anidride carbonica e l’uso di combustibili fossili. Sospinti dall’onda verde dei ragazzi nell’ultimo summit dell’Onu 66 Paesi si sono impegnati a perseguire questo risultato.
Non basterà. E i ragazzi lo sanno.

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