Rifiuti pericolosi nel deposito SESA: sequestrati 50 mc di scarti

OSPEDALETTO EUGANEO. Cinquanta metri cubi di rifiuti stoccati illecitamente: i carabinieri del Nucleo operativo ecologico hanno sequestrato 11 container e 4 compattatori in via Altura a Ospedaletto Euganeo. La proprietà è della società Sesa. I militari del nucleo ambientale di Venezia, in collaborazione con i colleghi della Compagnia di Este, hanno controllato un’area in zona industriale priva – così spiegano dal Noe – di ogni autorizzazione ambientale.

All’interno di questo spazio, di fatto l’ex sede della Beton Rapid (azienda fallita da qualche anno, la cui area è stata acquistata da Sesa), il Noe ha rinvenuto alcuni cassoni in ferro contenenti rifiuti speciali – pericolosi e non pericolosi – e in particolare fusti di lubrificanti, piccole cisterne con residui di oli esausti, imballaggi di plastica, componenti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (i cosiddetti Raee) e pneumatici fuori uso.

Inoltre, nel sito sono stati individuati vari camion per la raccolta dei rifiuti, di fatto dismessi: 4 di essi, tuttavia, avevano nel compattatore alcuni quintali di rifiuti solidi urbani. Il tutto è stato stimato in 50 metri cubi di rifiuti pericolosi e non pericolosi, stoccati illecitamente da diverso tempo nei cassoni di ferro e negli autocompattatori che i militari del Noe hanno provveduto a sequestrare, per un valore complessivo di 100.000 euro.I carabinieri hanno quindi deferito all’autorità giudiziaria i titolari di Sesa. Nei prossimi giorni, con la collaborazione di Arpav, verranno eseguiti specifici accertamenti e analisi di laboratorio su alcuni rifiuti, per poter individuare precise prescrizioni e procedere con la bonifica del sito. Che sarà, ovviamente, a carico di Sesa.

La società di via Comuna spiega così la situazione: «Quello spazio era stato recentemente acquistato da Sesa ed utilizzato come deposito per i cassoni acquistati dal fallimento di Padova 3 srl. Durante il sopralluogo é emerso che in 11 dei 113 cassoni erano presenti dei residui di rifiuti da ecocentro. L’azienda ha già manifestato la sua disponibilità a svuotare i cassoni smaltendone il contenuto secondo la normativa. Spiegano inoltre da Sesa: «I cassoni posizionati nell’area sono quelli rilevati dal fallimento di Padova 3 srl. Nello stoccaggio, così come chiesto dalla curatela, proprio 11 di questi non sono stati svuotati dei materiali. Si parla di televisori, vecchi computer e, per due cassoni, di vecchi contenitori (vuoti) di oli esausti.

I 4 compattatori sono stati invece rilevati nell’ambito del subentro a De Vizia: si tratta di mezzi inutilizzabili e vecchi che erano sta trasportati nell’area dopo essersi guastati durante lo svolgimento della raccolta quotidiana. E che sono stati sostituiti da mezzi a biometano». Sesa specifica che l’immobile acquistato di recente è stato utilizzato temporaneamente come deposito in attesa di intraprendere l’iter per convertirla in area operativa.

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