Zaia ha distrutto il Parco ai Colli, è sicuro di volere volere l’autonomia su ben 23 materie, visti i risultati?

COLLI EUGANEI. Cartoline di degrado e di incuria dal territorio del Parco Colli. Aree attrezzate per la sosta dei turisti, vecchie sorgenti d’acqua un tempo vitali per la gente del posto, siti di pregio naturalistico recuperati negli ultimi anni dall’Ente Parco 

Colli grazie anche all’utilizzo di fondi comunitari, sono in stato di abbandono e rischiano, per mancanza di manutenzione, di finire nel degrado più totale. A risentire maggiormente sono le strutture in legno che impreziosiscono questi posti ma che con l’andar del tempo stanno marcendo.

BUSO DEA CASARA La più importante opera di approvvigionamento idrico realizzata dai Romani sulle pendici del monte Vendevolo, in località Valnogaredo, non è molto conosciuta perché fuori mano. Si trova in via Forestana ed è raggiungibile dal centro della frazione. È una testimonianza storica di grande valore, costituita da un cunicoli e gallerie scavati nella riolite, dove veniva incanalata l’acqua delle sorgenti per rifornire Este. Recuperata con le risorse del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale, oggi versa in stato di abbandono. Le staccionate che proteggono il percorso per raggiungere l’ingresso delle gallerie e il lavello dove un tempo le donne del paese si recavano a lavare i panni sono crollate a terra. L’acqua scorre ancora abbondante, ma le erbacce hanno preso il sopravvento e al visitatore si presenta uno scenario desolante.

SASSO DEL PRETE L’area di sosta di Castelnuovo all’inizio di via Calti Pendice, sotto lo sperone roccioso che gli abitanti del posto hanno battezzato col nome di “Sasso del Prete” perché il sito è di proprietà della parrocchia di Castelnuovo, offre al gitante panorami profondi verso la città di Padova e nelle giornate limpide addirittura fino alla laguna di Venezia. Le strutture (tavoli, panche, cestini e staccionate) realizzate dagli operai forestali del Parco Colli 5/6 anni fa sono in stato di abbandono e si stanno via via degradando. Come in quasi tutte le aree di sosta del territorio dei Colli, è purtroppo evidente il malcostume dell’abbandono di rifiuti. I cestini ci sono ma raramente vengono svuotati e la spazzatura è disseminata nell’erba alta. E si sa che immondizia “chiama” immondizia.SORGENTE RONCOL’acqua che alimenta il “buttarotto” sotto la strada provinciale che collega Castelnuovo a Boccon di Vo’ proviene dal versante nord del monte Venda. Prima che la zona venisse servita dalla rete idrica comunale la sorgente di Ronco dissetava tutta la borgata e veniva utilizzata per lavare gli indumenti. Anche questa sorgente è stata recuperata non molti anni fa dall’Ente Parco Colli, ma ora è abbandonata e nessuno si fida più a bere quell’acqua che sgorga in mezzo alle alghe. La fontana e il lavello necessitano di una pulizia radicale. Una manutenzione neanche tanto laboriosa, che farebbe ritornare la sorgente, com’era fino a qualche anno fa, di interesse non solo storico e culturale, ma anche pratico per i tanti ciclisti che transitano lungo la salita di via Ronco e hanno necessità di dissetarsi.

PARCO FIORI NELL’INCURIA Non risparmiata la più frequentata e vasta area di sosta dei Colli Euganei (2 ettari di prato), nel parco Lieta Carraresi di proprietà della Provincia di Padova, tra il monte Grande e il monte Madonna sopra Teolo. La piana è stata attrezzata 4/5 anni fa di tutto il necessario dall’Ente Parco Colli, comprese le rampe di accesso per i disabili, i punti fuoco per gli amanti delle grigliate e di un ampio parcheggio che viene utilizzato anche dagli amanti del trekking che raggiungono la chiesetta di Sant’Antonio Abate. In questo caso è il fenomeno del vandalismo che sta mettendo a dura prova le varie attrezzature, che sono vitali per la sicurezza di chi frequenta la piana. La manutenzione del prato e dei servizi igienici è affidata al gruppo Alpini di Vo’ e Teolo. Mancano però i controlli e spesso nei fine settimana, quando l’afflusso è notevole, c’è chi accende fuochi per terra creando un grave rischio per il bosco di castagno e rovere che delimita il prato. Nei giorni scorsi su iniziativa del Comune di Teolo si è tenuta una riunione con tutti gli enti interessati alla gestione delle Fiorine. La Provincia si è detta disponibile a investire sulla cartellonistica e sulla manutenzione delle strutture, per migliorare la situazione.Rimane il problema della vigilanza, che sopratutto durante la settimana manca totalmente.

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Pubblicato da Claudio Sinigaglia su Martedì 23 luglio 2019

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