La vicenda degli affitti ATER

Canone in amento per 5.566 nuclei su 7.195

Sinigaglia (Pd): «Si colpisce indiscriminatamente, servono criteri sensati» Affitti-salasso per due terzi delle famiglie

Padova. Cancellare la legge 39 del 2017 e fare immediata chiarezza. Queste le perentorie richieste avanzate dal Partito democratico a cinque settimane dall'entrata in vigore della legge regionale sull'edilizia residenziale pubblica. «L'emblema del fallimento di Zaia e della Lega, oltre che una normativa devastante per migliaia di bisognosi» accusa Claudio Sinigaglia, consigliere regionale che fu relatore di minoranza nelle fasi di vaglio della legge. Con i colleghi Stefano Fracasso, Anna Maria Bigon e Graziano Azzalin, Sinigaglia ha sfruttato l'incontro di ieri nella sede del circolo Auser di via Varese per denunciare, numeri alla mano, i primi risultati dell'applicazione della legge. Dall'1 luglio la normativa ha comportato un ricalcolo dei canoni di locazione per migliaia di assegnatari degli alloggi Ater. A Padova sono 8. 587, di cui 7. 644 regolarmente assegnati. Il che significa che 943 sono sfitti.

«Perché? » si chiedono i consiglieri: «I numeri sono forniti da Arav (Associazione regionale Ater Veneto) quindi Ater conosce la situazione. Eppure nega e non muove un dito». Dei quasi mille alloggi sfitti 157 sarebbero in vendita, 160 in corso di assegnazione, 147 in fase di sistemazione. Ne restano 479 abbandonati al loro destino. Una parte sono occupati abusivamente: 14 secondo quanto riferito dal presidente Gianluca Zaramella il 18 giugno dopo uno dei 40 sgomberi programmati nel Padovano. Degli altri 465 non è dato sapere.«La legge 39/2017 calcola l'affitto in base alla Isee Erp dichiarata dall'inquilino» spiega Sinigaglia «Ater l'ha chiesta a 7.195 famiglie (quelle che non hanno convenzioni diverse) e 239 non hanno risposto. Che sia perché sanno di avere redditi incompatibili con l'assegnazione o perché non conoscono i meccanismi, saranno sfrattati. E si sommano a coloro che secondo i nuovi criteri risultano "ricchi" solo perché hanno ricevuto il Tfr dopo la pensione o perché negli anni hanno risparmiato.

Tutti elementi che nel folle piano di Ater concorrono a determinare il canone, che dovrebbe invece basarsi sulle entrate mensili». Una situazione già difficile che ora rischia il collasso, se si considera che 5. 566 famiglie padovane si sono viste alzare l'affitto da un minimo del 20% fino a vederlo triplicare. A ciò si aggiunge un tasso di morosità da capogiro, che supera i 2,5 milioni di euro in provincia (seconda solo a Venezia). Che per 1.316 nuclei il canone sia diminuito e che l'assessore regionale Manuela Lanzarin si sia detta disposta a rivedere i criteri di calcolo, per il Partito democratico non basta. «Devono agire. Va abolita la legge e serve un concreto piano di investimenti sulle case popolari. Ater dice che l'aumento dei canoni servirà a coprire le manutenzioni: è follia, ricatto e ingiustizia» incalza Fracasso. «Se avessero voluto smascherare i "furbetti" sarebbe bastato un controllo incrociato con l'Agenzia delle entrate. Colpire indiscriminatamente dimostra l'incapacità degli ultimi dieci anni di gestione Zaia.

La giunta sia chiara: gli inquilini devono sapere quanto pagare secondo criteri sensati, non con gli algoritmi della Lombardia. Senza questi passi fondamentali Lanzarin può dimettersi» conclude Sinigaglia. --Serena De Salvador


 

Una breve rassegna dei principali comunicati ed articoli di giornale pubblicati sul tema affitti Ater ed ERP

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