Camposampiero: di notte non c’è più il pediatra, riorganizzato il punto nascite

CAMPOSAMPIERO. La riorganizzazione del Punto Nascite del “Pietro Cosma”, prevista in deroga fino al 30 ottobre, e presentata nei giorni scorsi a Camposampiero dall’assessore alla sanità Manuela Lanzarin, così non va. A sostenerlo in una lettera inviata alla direzione generale dell’Ulss 6 Euganea sono i camici bianchi dell’associazione medici dirigenti del Veneto “Anaao Assomed”.

La soluzione tampone trovata dalla Regione, per garantire la funzionalità del Punto nascite di Camposampiero, è quella di non prevedere il pediatra in servizio nella fascia notturna tra le 20 e le 8 e di destinare l’attività del punto nascita solo a parti non a rischio ossia con età gestazionale superiore o uguale a 37 settimane. «I medici anestesisti quindi, di notte, devono farsi carico dei compiti del neonatologo assente; per i pazienti in fascia pediatrica condotti in Pronto Soccorso per un’emergenza, fino ai cinque anni vengono trasferiti a Cittadella mentre per quelli dai sei ai 14 anni, sono valutati dal medico del Pronto Soccorso di Camposampiero» aggiunge l’Anaao.

I medici chiedono quindi alla direzione di «rivedere ulteriormente la riorganizzazione del punto nascite e dell’emergenza pediatrica ripristinando la presenza del pediatra anche nella fascia notturna. Per un presidio come quello di Camposampiero, che ha in carico circa 1.300 parti all’anno, il Ministero richiede che sia garantita la guardia attiva h24 con supporto di pronta reperibilità integrativa h24 da parte di neonatologi. Inoltre – sostengono i medici – anche le gravidanze inizialmente inquadrate come a basso rischio, possono andare incontro a complicanze. L’attività del pediatra nella fascia notturna – ricordano – non può essere derogata e surrogata completamente da quella dei medici anestesisti né dai medici di Pronto Soccorso”».

L’Anaao Assomed ricorda inoltre che, secondo la normativa ministeriale, per ospedali come il “Pietro Cosma”, per Pediatria deve essere garantita la guardia pediatrica attiva anche come pronto soccorso ed accoglimento per le intere 24 ore e che, il codice deontologico medico impone che il medico deve esigere da parte della struttura in cui opera ogni garanzia per evitare che il suo lavoro incida negativamente sulla qualità ed equità delle prestazioni».I medici si dicono quindi «profondamente preoccupati» perché a Camposampiero, dove le schede regionali prevedono la terapia intensiva neonatale, «l’assenza del pediatra nella fascia notturna riduce i livelli di sicurezza per l’assistenza ai neonati ed a tutti i pazienti in età pediatrica». Oltre all’urgente riorganizzazione, l’associazione dei medici dirigenti chiede alla direzione generale ulteriori garanzie ed informazioni per garantire appropriatezza, sicurezza ed efficacia nell’assistenza perinatale e pediatrica. 

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Pubblicato da Claudio Sinigaglia su Domenica 21 luglio 2019

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