Caso Sesa, l’assessore riferisca in Seconda commissione

“Sui rifiuti gestiti dalla ditta Sesa va fatta assoluta chiarezza: è passato quasi un mese dalla denuncia della testata online Fanpage, l’assessore regionale all’Ambiente e il commissario straordinario di Arpav vengano a riferire in Seconda commissione”. A chiedere l’audizione di Gianpaolo Bottacin e Riccardo Guolo sono il vicepresidente Andrea Zanoni (PD) e i consiglieri Stefano Fracasso, Claudio Sinigaglia (PD), Cristina Guarda (AMP), Piero Ruzzante (LeU) e Manuel Brusco (M5S).

“L’inchiesta ha svelato un preoccupante giro d’affari attorno al compostaggio industriale in Veneto. Subito dopo aver visto il servizio, come opposizione abbiamo presentato tre distinte interrogazioni, ancora in attesa di risposta – ribadiscono i consiglieri di minoranza – Non sappiamo se la Regione abbia accertato provenienza e tipologia dei rifiuti da cui Sesa ricava il compost, se ci sia piena tracciabilità dei rifiuti in entrata né sul compost in uscita, non sappiamo quanto compost venga sversato, né dove né da chi, se siano state verificate eventuali contaminazioni nei terreni agricoli. È inoltre poi possibile affidare solo ad Arpav un controllo di tale portata? Possiamo confidare nella massima trasparenza dei controllori, nello specifico Sesa, visto che sono contemporaneamente i controllati?”.

“Le verifiche – aggiungono – sono quanto mai opportune anche alla luce della ‘offerta economica’, 300mila euro, dell’azienda a Fanpage per controllare e aggiustare il servizio e del fatto che a fare la proposta sia stato l’addetto alle relazioni esterne di Sesa che era al tempo stesso consulente del sottosegretario all’Ambiente, la leghista Vannia Gava. Per questo chiediamo al presidente di Commissione Calzavara l’audizione urgente dell’assessore Bottacin e del commissario Guolo”.

Sesa : breve riflessione
L’indagine “fanpage” su Sesa ha portato alla luce un rapporto da mettere ulteriormente sotto la luce dei riflettori! Angelo Mandato, il vero riferimento di Sesa, pur con il 49%, era accompagnato nelle trattative con fanpage da tale Fabrizio Ghedin, dipendente Sesa, addetto alla comunicazione, programmazione/calendarizzazione dei servizi ed ora sembra addetto anche alle relazioni con i Sindaci e promotore dei piani industriali.
Ma a nessuno può essere sfuggito che era anche contemporaneamente consulente del sottosegretario all’ambiente della LEGA, Vannia Gava. Dopo il fattaccio con Fanpage è stato subito scaricato dalla Lega – si è subito dimesso formalmente – e ora non è più consulente del sottosegretario.

Prima domanda: come mai un dipendente della Sesa, addetto alla comunicazione, è diventato consulente di un sottosegretario della Lega? Può farlo? Se si, come mai la scelta del sottosegretario è caduta proprio su di lui?
Seconda domanda: quali incarichi aveva e ricopriva come consulente del sottosegretario della Lega? Quali contributi ha portato per la cifra di 40.000 euro, che sembra essere il valore della consulenza?
Terza domanda: perché Fabrizio Ghedin appena scattata l’inchiesta di Fanpage si è dimesso? come mai è stato immediatamente scaricato dal sottosegretario alla Lega? Perché è diventato immediatamente “scomodo e imbarazzante” tanto da chiudere subito la consulenza? Ci sono sorprendenti analogie con tale Savoini venuto alla ribalta con l’affaire “Moscopoli”;

Quarta domanda: che rapporti ci sono tra la Sesa e la Lega? La Sesa o le ditta di Angelo Mandato hanno finanziato qualche iniziativa della Lega, si o no? E se si quali? Per quale scopo?
Quinta domanda: facciamo finta di nulla?
Claudio Sinigaglia

 

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Pubblicato da Claudio Sinigaglia su Lunedì 8 luglio 2019

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