Ospedale S. Antonio, dai padovani “No” alla svolta

I padovani sentono il Sant’Antonio il “loro” ospedale e bocciano la scelta della Regione di assegnarlo in comodato all’Azienda ospedaliera, sottraendolo dunque all’Usl 6. Non è un passaggio meramente tecnico, ma una questione politica: lo dimostrano le percentuali nette dei “no” nel sondaggio realizzato pochi giorni fa da Lan, Local Area Network, società diretta da Luca Romano. Solo il 5% approva la scelta, mentre il 75% chiede di lasciare tutto com’è, dimostrando anche poca fiducia nella realizzazione del futuro nuovo polo di Padova Est.

Pesa il timore che si allunghino le liste d’attesa e che i pazienti siano costretti a spostarsi fuori città per visite e terapie. In ultimo: i padovani sono preoccupati della perdita di centralità nella geografia sanitaria del Veneto. L’Ospedale dei padovani È già dalla prima domanda che si capisce quanto i padovani siano affezionati all’ospedale più “cittadino”.

«Avete mai utilizzato il Sant’Antonio?», chiedono gli intervistatori. Il 93% risponde sì. C’è anche molta attenzione rispetto alla scelta della Regione, sancita nelle nuove schede ospedaliere. Il 60% degli intervistati conosce la vicenda e si è informata attraverso i mass media: il 53,9% l’ha saputo dalla televisione, il 52,6% dai quotidiani, il 26,3% da amici e conoscenti, il 14,8% dai social network (erano ovviamente possibili più risposte). Conseguenze nefaste sulla scelta della Regione, i padovani non hanno dubbi: avrà conseguenze negative sulla loro vita e sul sistema sanitario.

La preoccupazione dell’80% del campione è per il venir meno delle attività di assistenza, prevenzione e cura oggi garantite dal Sant’Antonio: il 55% è molto preoccupato, il 25% lo è abbastanza, solo il 15,5% poco e il 4,5% per nulla. E se i padovani dovessero essere costretti a spostarsi in altre strutture dell’Usl 6 (in provincia come Camposampiero, Piove e Schiavonia) per esami e terapie? Sarebbe un disagio per il 93% degli intervistati. Solo il 7% si dimostra poco preoccupato per questa situazione. Infine le liste d’attesa: l’82,4% degli intervistati crede che lo spostamento del Sant’Antonio nell’Azienda ospedaliera porterà a tempi d’attesa più lunghi per le prestazioni, mentre per il 15,7% rimarranno i variati. Intravede un beneficio solo l’1,9% dei rispondenti.

C’è da registrare invece che i padovani apprezzano anche il Policlinico, secondo il 52% infatti il fatto che lì la vocazione primaria sia la ricerca e la formazione non nuoce all’attività di cura e diagnosi. nuovo polo snobbato. E il fatto che verrà realizzato un nuovo polo a Padova Est spostando lì le attività di ricerca? Non pare influenzare molto il giudizio dei padovani: il 75,4% chiede di lasciare la situazione così com’è, solo il 19,3% è disponibile a rinviare la decisione a quando sarà pronto il nuovo ospedale. L’orizzonte da traguardare è di 7-8 anni. Troppo lontano per contare qualcosa.

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