Mense Ospedaliere, gare annullate… L’Azienda Zero non favorisce la concorrenza

Venezia 27 feb. 2019 –   “Le nostre denunce sulla gestione delle mense ospedaliere hanno trovato pieno fondamento: avevamo evidenziato come il bando di Azienda Zero non favorisse la libera concorrenza, sancendo di fatto il monopolio di un unico operatore nella ristorazione della sanità che avrebbe fornito il 95% dei pasti. E il Consiglio di Stato ha confermato le nostre accuse annullando tre gare su sei”.

Le parole, affidate a una nota congiunta, sono dei consiglieri regionali del Partito Democratico, il Capogruppo Stefano Fracasso, Claudio Sinigaglia e Bruno Pigozzo, i quali commentano così “il verdetto con cui è stata ribaltata la sentenza di primo grado sulla regolarità del maxi appalto regionale per le mense ospedaliere, valore 303 milioni, vinto da Serenissima Ristorazione. Appalto su cui il nostro Gruppo consiliare aveva presentato un’interrogazione a gennaio 2018 chiedendo di fare chiarezza su più punti: dalla possibilità per un unico soggetto di aggiudicarsi tutti i lotti, al divieto di utilizzare le cucine degli ospedali per preparare i pasti, con Serenissima Ristorazione unica in Veneto ad avere un proprio centro di cottura col sistema ‘cook and chill’”.

“Contro l’esito della gara aveva fatto ricorso la Dussmann Service – ricordano i consiglieri Democratici –  impugnando le sentenze di primo grado relative a tre lotti su sei. I giudici del Consiglio di Stato hanno dato ragione all’azienda tedesca e così dovrà essere indetto a breve un nuovo bando. Avevamo evidenziato come, per appalti simili, fosse vietato ai concorrenti partecipare in più di un raggruppamento temporaneo o consorzio, e anche in forma individuale, qualora si fosse già presentata un’offerta insieme ad altre imprese, così come ci lasciava perplessi la clausola sulla preparazione esterna dei pasti”.

“Grave anche l’accusa rivolta dal Consiglio di Stato ad Azienda Zero sulle dismissioni delle mense ospedaliere – sottolineano gli esponenti del Partito Democratico –  Come riportano i quotidiani, la sentenza si chiede ‘come mai, senza una reale analisi sulla loro eventuale disfunzionalità ovvero obsolescenza delle attrezzature e senza, anche qui, alcuna motivazione al riguardo, si sia decisa la rottamazione, con oneri di 700.000 euro a carico delle Azienda sanitarie, di tutte le strutture di produzione dei pasti presso le Strutture sanitarie della Regione Veneto’”.

“Un’operazione – concludono Stefano Fracasso, Claudio Sinigaglia e Bruno Pigozzo –  che sembra irreversibile e che condizionerà le decisioni future”.

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