Medicine di Gruppo Integrate: la resa di Zaia

Era un ambulatorio aperto delle 8 del mattino alle 20 di sera, dal lunedì al venerdì. Una comodità a cui erano abituati da anni le migliaia di pazienti dei nove medici di base con sede nel distretto dell’ex Giustinian. Una comodità che con il nuovo anno è stata tagliata. Da ieri, infatti, la medicina di gruppo – questo il nuovo inquadramento del servizio, ex Utap – apre da lunedì a venerdì, ma solo dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 19. Sette ore anziché dodici. Basta telefonate in segreteria, di fatto ad ogni ora del giorno. Impossibile usufruire della pausa pranzo per ritirare una ricetta. E già ieri, tra i pazienti, c’era chi si lamentava.

Una nuova organizzazione, con relativo taglio di orario, che si sono dati gli stessi medici, dopo che le trattative con l’Ulss per creare una medicina di gruppo integrata (che avrebbe mantenuto l’apertura di 12 ore, aggiungendone 2 anche il sabato) sono naufragate. Le interpretazioni delle due parti divergono, ma al di là del caso particolare, resta il fatto che la Regione che non finanzierà più questi super-ambulatori, che dovevano diventare presidi sul territorio, perché troppo costosi. «Una marcia indietro rispetto a un servizio che aveva dimostrato un’efficacia» denuncia per la Fimmg il dottor Stefano Rigo.

DA UTAP A GRUPPI
Quella dell’ex Giustinian era l’unica Utap di Venezia. Un gruppo di medici che condividevano la sede e la segreteria, aperta appunto 12 ore. Le Utap però erano una sperimentazione destinata a finire, per confluire nelle nuove tipologie introdotte dalla Regione tre anni fa: le Medicine di gruppo integrate (12 ore, più sabato mattina, ma anche con ulteriori servizi sanitari) o quelle semplici (7 ore, da lunedì a venerdì). Ebbene ai medici dell’ex Giustinian l’Ulss 3 aveva proposto il passaggio all’integrata. Ma la trattativa non era andata a buon fine. «La nuova organizzazione e i nuovi orari ridotti sono l’effetto di una scelta dei medici» sintetizza l’azienda, sottolineando come l’integrata avrebbe dato continuità e sviluppato l’Utap. «A suo tempo, però, i medici dell’ex Giustinian non hanno aderito alla proposta, e hanno inteso invece proseguire il servizio come semplice medicina di gruppo: questa formula associativa consente loro maggiore libertà sugli orari, e anche di ridurli fino a quelli annunciati, anche a fronte della richiesta dell’azienda sanitaria di mantenere un orario non penalizzante per l’utenza». «Eravamo disponibili a discutere – ribatte il dottor Domenico Merlo, portavoce del gruppo – ma ci è stata fatta una proposta con obiettivi irrealistici e un contratto immodificabile. In altre realtà ci sono colleghi che si sono trovati in difficoltà proprio per le spese che questa aggregazione comporta. E ora comunque la Regione non le finanzia più. Per quel che ci riguarda siamo convinti che i pazienti non saranno penalizzati».

LO SCENARIO
Sullo scenario generale interviene il dottor Rigo, della Fimmg: «L’ultimo piano regionale ha abbandonato la logica delle medicine integrate, nonostante l’efficacia dimostrata, per favorire quelle semplici. Non ne capiamo la ragione, che evidentemente è solo economica. Le medicine di gruppo semplice non hanno la potenzialità e l’efficacia dimostrata da quelle integrate. Erano una risposta importante per il territorio».
Roberta Brunetti

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Pubblicato da Claudio Sinigaglia su Mercoledì 2 gennaio 2019

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