Casa di riposo, aumenti delle rette in vista

Impegnative al palo, Ipab Luigi Mariutto costretto a ritoccare le rette per il prossimo anno. I famigliari degli anziani ospiti pagheranno di più a partire dal prossimo 1. febbraio, a meno che – come precisa lo stesso ente – nel frattempo non intervenga la Regione Veneto.
L’aumento, che è nell’ordine dell’1,5-2%, circa 45 euro al mese in più per ospite a seconda della residenza, è infatti strettamente legato alle decisioni regionali. «I nostri uffici – spiegano il presidente del Mariutto Paolo Zanardi e il direttore generale Franco Iurlaro – hanno elaborato i dati contabili necessari per predisporre la proposta di bilancio di previsione per il 2019, che dovrà essere approvato entro fine anno. Come già preannunciato al comitato familiari, i dati hanno purtroppo reso evidente la necessità di procedere a un ulteriore, sia pure contenuto, aumento delle rette di degenza, per poter incrementare le entrate e raggiungere l’equilibrio di bilancio». Secondo i vertici della storica casa di riposo miranese, il problema delle entrate è legato alle impegnative di residenzialità, cioè al contributo che la Regione riconosce in caso di ricovero nelle strutture assistenziali accreditate. 

La Regione eroga attualmente un numero di impegnative inferiore al fabbisogno del territorio dell’ex Ulss 13. Problema già evidenziato dal comitato dei sindaci, che aveva chiesto alla Regione di risolvere la disparità rispetto ad altri distretti dell’Ulss 3 e di altre aziende sanitarie: molte, oggi, possono contare su un numero di impegnative proporzionalmente superiore e le loro strutture, pertanto, permettersi di calmierare le rette di degenza. «A ciò – proseguono Zanardi e Iurlaro – si aggiunga che il valore del contributo regionale corrispondente all’impegnativa è fermo al 2010, cioè 8 anni fa, a fronte di un incremento degli indici Istat di circa il 12%».

L’aumento sarà contenuto, ma dal Mariutto sperano ancora di evitare i rincari. «Ci auguriamo – spiegano i vertici dell’ente miranese – che nel frattempo si verifichi un significativo intervento della Regione, sia in termini di numero delle impegnative sia per incrementarne il valore: ciò porterebbe a una parziale riduzione o addirittura all’annullamento dell’aumento. Ci rendiamo conto del pesante disagio che in questo periodo potrà causare l’aumento dei costi per il ricovero, ma non vi sono altre soluzioni per mantenere l’equilibrio di bilancio e il livello di qualità dell’assistenza».
Filippo De Gaspari

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Pubblicato da Claudio Sinigaglia su Martedì 27 novembre 2018

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