Bonus libri: retromarcia di Zaia, ora solo autocertificazione

“Il via libera all’autocertificazione non è una gentile concessione di Zaia, ma quanto previsto dalla legge, ed è in linea con le nostre richieste. Bene, comunque, che alla fine si sia convinto anche il nostro Governatore”.

Le parole sono dei consiglieri regionali del Partito Democratico, Francesca Zottis e Claudio Sinigaglia, i quali “hanno presentato una interrogazione in ordine alla documentazione aggiuntiva chiesta alle famiglie non comunitarie per calcolare l’Isee, in modo da poter accedere o meno al bonus libri per la scuola”. “Rischiavamo il caos – precisano gli esponenti dei Democratici –  anche per colpa di una tardiva comunicazione della Regione, oltre a ledere un diritto fondamentale come quello allo studio. Adesso, famiglie e Comuni, su cui gravava questa incombenza, potranno tirare un sospiro di sollievo”.

“La normativa nazionale, a cui fanno riferimento esponenti di Giunta e Maggioranza è chiara –  spiegano i consiglieri Dem – per chiedere l’accesso alle prestazioni sociali è sufficiente presentare una dichiarazione sostitutiva unica. Nessuno vieta, dopo, di esigere la documentazione sul reddito, coinvolgendo i Consolati”. “Non si può però pensare di bloccare le domande all’origine, con il risultato di discriminare decine e decine di bambini – concludono Francesca Zottis e Claudio Sinigaglia –  la Lega smetta di portare avanti provvedimenti di dubbia legittimità solo per alimentare la propria propaganda elettorale permanente, condotta spesso sulla pelle dei più deboli”. 

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Pubblicato da Andrea Ferrazzi su Lunedì 15 ottobre 2018

Breve aggiornamento:

“Sul bonus libri serve in ogni caso un intervento formale della Regione, con una circolare che dia indicazione chiare ai Comuni, smentendo in maniera inequivocabile quanto appare nelle istruzioni delle procedure web per la validazione delle domande. L’assessore Donazzan non può dire che non cambia niente: si parla chiaramente di documentazione ulteriore rispetto all’autocertificazione”.

I consiglieri del Partito Democratico Francesca Zottis e Claudio Sinigaglia, in una nota congiunta, ribadiscono “la necessità di un atto ufficiale, messo nero su bianco, da parte della Giunta dopo il ‘via libera’ di Zaia alle autocertificazioni per il calcolo dell’Isee anche per le famiglie non comunitarie, come peraltro previsto dalla legge. Il decreto del presidente della Repubblica 394/2000, a cui continuano a fare riferimento esponenti della maggioranza, non c’entra; per le prestazioni sociali vale il Dpcm 159 del 2013, che è chiaro: per il calcolo Isee, e quindi accedere eventualmente ai contributi, è sufficiente una dichiarazione sostitutiva unica.

Per tutti, senza distinzione per nazionalità”. “È evidente che la norma, allo stato dei fatti, è discriminatoria e concettualmente sbagliata poiché si parla di contributi regionali, quando si tratta di risorse statali che vengono poi girate ai Comuni. In ogni caso ci sono cittadini stranieri non hanno presentato la richiesta per l’accesso al contributo, dati i vincoli precedenti e sarebbe quantomeno opportuno riaprire i termini. Ferme restando le difficoltà per recuperare una documentazione aggiuntiva da Paesi che non hanno né un consolato né un console onorario”.

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