“Con i pensionamenti a quota 100 molti veneti resteranno senza medico di base”

Moretti e Sinigaglia (PD): “Con i pensionamenti a quota 100 molti veneti resteranno senza medico di base. 
La riforma va ad aggravare una situazione del personale che è già emergenziale”

“In Veneto abbiamo già una situazione emergenziale per quanto riguarda personale medico e pensionamenti, che si aggraverà nei prossimi anni. Con ‘quota 100’ sarebbe un vero e proprio disastro, ben peggio della riforma Fornero”. È quanto dichiarano in una nota congiunta i consiglieri del Partito Democratico Alessandra Moretti e Claudio Sinigaglia al termine della seduta della IV Commissione dove, tra l’altro, è stata illustrata la relazione sui finanziamenti della Regione per i contratti aggiuntivi per la formazione in Medicina e chirurgia.

“La questione del personale è centrale: dal 2022, con l’attuale programmazione, una fetta di veneti non avrà più il medico di base, nel 2027 ben 900mila quasi uno su cinque. Nel prossimo decennio, infatti, oltre la metà dei medici di medicina generale, circa 2.300, andrà in pensione e i nuovi ingressi sono chiaramente insufficienti per colmare il deficit”.

Ma l’allarme riguarda anche gli specialisti, come confermato da tre studi di Annao Assomed citati nella relazione sottoposta oggi ai consiglieri: “Tra il 2016 e il 2025 in tutta Italia cesseranno l’attività ben 47.284 medici specializzati, il 47% del totale, mentre i neospecialisti non superano le 42.550 unità, con un’emergenza che interesserà soprattutto gli ospedali del Sistema sanitario nazionale. Senza un piano serio di assunzioni la situazione è già grave – affermano ancora Moretti e Sinigaglia – Aggiungendo il ‘carico’ della quota 100 diventerebbe insostenibile. Come ha riportato anche uno studio della Cgil da febbraio potrebbero andare in pensione 1.332 medici: con questi numeri sarà impossibile garantire i servizi”.

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