Bacino termale euganeo: mille lavoratori degli alberghi costretti a rinunciare al tempo indeterminato

Venezia 19 ott. 2018 –    “Mille lavoratori assunti a tempo indeterminato, rischiano di restare a reddito zero nel periodo di chiusura forzata delle strutture alberghiere del Bacino termale euganeo in quanto l’Inps nega l’erogazione del Fondo d’integrazione salariale (Fis). L’alternativa, per ottenere gli ammortizzatori sociali, è il passaggio a contratti a termine. In ogni caso, per i lavoratori, è una pesante penalizzazione: cosa intende fare la Regione per evitarlo?”. Lo chiede il consigliere regionale del Partito Democratico Claudio Sinigaglia, che informa “di aver presentato sulla questione una interrogazione a risposta immediata”.

“Il Fis è un sostegno importante destinato ai dipendenti di aziende che non rientrano nel campo di applicazione della cassa integrazione – aggiunge l’esponente dei Democratici –  e garantisce l’80% della retribuzione per il monte delle ore in cui non hanno lavorato. Nel Bacino termale, in alcuni periodi dell’anno, gli alberghi, una trentina quelli coinvolti, chiudono perché non raggiungono il minimo sindacale di clientela, e quindi circa un migliaio di lavoratori si trovano  in pausa forzata e senza stipendio. Secondo l’Inps, però, non ci sarebbero dei motivi oggettivi per le chiusure, dovute invece a scelte personali delle strutture, da qui il ‘no’ all’erogazione del Fis che spetta invece ai dipendenti assunti a tempo determinato”.

“Quella descritta è una situazione di disparità paradossale – evidenzia il vicepresidente della Prima Commissione – Per ottenere gli ammortizzatori sociali, i lavoratori dovrebbero quindi abbandonare il tempo indeterminato, mentre i sindacati chiedono di rivedere i periodi di chiusura, che possono arrivare fino a 120 giorni l’anno, frammentati, oppure 70 continuativi”. “La Regione non può essere spettatrice passiva – chiosa Claudio Sinigaglia –  Stiamo parlando dell’area termale più importante d’Europa e le persone coinvolte sono un migliaio: chiedo quindi all’Assessore al Lavoro cosa intende fare per evitare una penalizzazione così pesante dal punto di vista contrattuale”.

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