Parchi in aula, il Pd all’attacco: legge neo-centralista

VENEZIA E’ convocata per martedì alle 10.30 la seduta del Consiglio regionale in cui sarà messo ai voti il progetto di riforma dei Parchi. “E’ una legge finta con cui viene istituzionalizzato il commissariamento. camuffando il nome” attaccano Graziano Azzalin e Claudio Sinigaglia del Partito Democratico, che venerdì sera a Monselice hanno affrontato il tema in un incontro con sindaci, associazioni e cittadini. Intanto anche Coldiretti chiede una correzione del testo.

In particolare i dem contestano le nuove modalità di designazione del vertici degli enti di gestione. “Avremo una centralizzazione delle decisioni- affermano Azzalin e Sinigaglia – che rappresenta un unicum nel panorama italiano. La Giunta designerà tre membri della Comunità (ex Consiglio) e due del nuovo Consiglio, mentre il governatore sceglierà direttamente il presidente, che prima veniva eletto. Tra l’altro vengono contraddetti i principi della legge 394 sulle aree protette, laddove il tanto vituperato centralismo romano mette un solo rappresentante, mentre gli altri sono decisi dalle Regioni interessate”.

Secondo il Pd queste modifiche contraddicono i principi dell’autonomia sostenuti dal governatore Luca Zaia e dalla sua maggioranza. «Le nomine – dichiara la forza di opposizione – si tramuteranno in una spartizione di posti, i parchi diventeranno dei neo-postifici per gli amici degli amici. Questa legge farlocca sulla governance contraddice, tra l’altro, anche il progetto iniziale presentato dalla Giunta, tanto valeva lasciare il commissario. La nostra manovra emendativa sarà tesa a riequilibrare i poteri, puntando sulla valorizzazione e la responsabilirzazione del territorio.

All’interno della Comunità devono esserci anche rappresentanti della Provincia, delle associazioni ambientaliste e delle categorie produttive e dovrà essere la stessa Comunità a indicare la rosa di candidati da cuii scegliere il presidente”.

GLI AGRICOLTORI Negli emendamenti confida anche Coldiretti Veneto. L’associazione di categoria “Nel riaffermare la necessità di un riconoscimento del ruolo dell’agricoltura nella gestione dei parchi, con la presenza dl un rappresentante del settore primario indicato dalle organizzazioni maggiormente rappresentative” rileva che questo passo “segnerebbe una svolta nella gestione rispetto al passato, in cui il settore agricolo era solo spettatore, subendo più che altro i vincoli pur rappresentando l’elemento principale di valorizzazione della biodiversità”.

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