Gli ospedali collassano: scatta la protesta sindacale

PADOVA «Se dopo l’incontro con la direzione generale dell’Uls 6 Euganea dal Prefetto Franceschelli, non avremo risposte concrete proclameremo uno sciopero generale assolutamente sentito e condiviso da quasi la totalità dei dipendenti dell’azienda ospedaliera». Il sindacato della Cisl lancia un ultimatum: o si arriva a un confronto serio, costruttivo e costante con il management della nuova Usl provinciale oppure sarà un muro contro muro. I responsabili provinciali della funzione pubblica del sindacato sono stati quantomai espliciti, perchè la situazione che si vive nei corridoi degli ospedali di Padova e provincia per il sindacato è al collasso.

La manifestazione di ieri mattina del sit-in via degli Scrovegni davanti all’ingresso della sede della direzione generale dell’Usl 6 è stato un primo avvertimento. «Non possiamo più accettare una situazione del genere» hanno ribadito i sindacalisti che hanno organizzato uno stato di agitazione per i lavoratori infuriati e decisi a far valere i propri diritti. Ieri dalle 11 una cinquantina di persone con bandiere e striscioni hanno urlato il loro malessere. Uls 6 è il caos si legge in un cartello che sintetizza il diffuso sentimento dei dipendenti sanitari e amministrativi.

Pubblicato da Claudio Sinigaglia su lunedì 2 aprile 2018

Il segretario generale Michele Roveron e il referente della sanità Fabio Turato della Cisl denunciano da tempo una situazione definita a dir poco imbarazzante. «Il clima che si respira tra i lavoratori è molto pesante – ammettono i due sindacalisti – registriamo da tempo una chiusura del dialogo con i vertici dell’azienda ospedaliera e una gravissima carenza di personale, sia sanitario che amministrativo. La mancanza di professionisti provoca disagi enormi. I riposi e le ferie vengono sistematicamente disattesi. Per la mancanza di personale nel mese di marzo non sono stati pagati gli straordinari ai sanitari in quanto ci sono problemi per elaborare i cedolini paga e sono slittate le pratiche per accedere alla pensioni di chi ha maturato i requisiti e, ancora, tutte le indennità vengono pagate in acconto in quanto non è chiaro a quanto ammonta il conguaglio».

Problemi quotidiani che per i sindacati non hanno risposte dai responsabili dell’azienda Euganea. «Ora arriveranno 55 infermieri, ma in realtà sono le sostituzioni delle maternità e delle lunghe malattie – afferma Fabio Turato – nella nostra Uls ci sono circa 200 persone all’anno, 2-3 per reparto, che sistematicamente non sono operative per diversi motivi. Chi lavora è sempre in affanno e sotto pressione». Per la Cisl, a volte, basterebbe davvero poco per venire incontro alle esigenze dei suoi lavoratori. «Al centro prenotazioni di Piove di Sacco da due anni gli 8 operatori chiedono di avere delle sedie nuove – spiega con esempi concreti Turato – gli Os, prevalentemente donne, della sala operatoria di Cittadella sono costretti fisicamente a trascinare i letti dei pazienti quando basterebbe un motore per spostare più agevolmente i degenti». 
Luca Marin

LA DENUNCIA…gli ospedali collassano: scatta la protesta sindacalePADOVA «Se dopo l'incontro con la direzione…

Pubblicato da Claudio Sinigaglia su giovedì 5 aprile 2018

Posted in Notizie, Sanità e Sociale.