Cure del linfedema, la Giunta cosa aspetta ad applicare le Linee di indirizzo approvate in Conferenza Stato-Regioni un anno e mezzo fa?

Venezia, 28 marzo 2018
“Il linfedema è una patologia che provoca il rigonfiamento degli arti a causa di una mancanza del drenaggio della linfa sotto la pelle, deformazione che procura anche dolore e difficoltà nei comuni movimenti del quotidiano, dal vestirsi al passeggiare. Se un tempo era classificata tra le malattie rare, oggi il linfedema è paragonabile per diffusione al tumore al seno. 40mila nuovi casi ogni anno si registrano in Italia e sono in costante aumento. Questa malattia, infatti, può presentarsi in chi soffre di alterazioni del sistema linfatico ma i casi aumentano soprattutto perché interessa dal 20% al 40% dei pazienti sottoposti a terapie oncologiche in cui si rende necessario intervenire con lo svuotamento dei linfonodi. In tutta Italia, tra linfedemi primari e secondari, i pazienti oncologici viventi affetti sono circa 350mila, in Veneto sono stimati in circa 40mila. Dobbiamo garantire pienamente il trattamento di questa patologia, riducendo la migrazione sanitaria: al momento, infatti l’assistenza sul territorio Veneto è gravemente insufficiente e frammentaria!”. A dirlo è Claudio Sinigaglia, consigliere del Partito Democratico, che ha presentato un’interrogazione a risposta immediata, sollecitando la Regione a intervenire.

“Al di là di pochi centri ultraspecialistici, con liste di attesa lunghe per accedere ai trattamenti, mancano informazioni e la prevenzione è pressoché inesistente. Tanto che numerosi pazienti sono costretti a recarsi all’estero, Austria e Germania soprattutto, con costi e disagi facilmente immaginabili, per ottenere cure adeguate. Un anno e mezzo fa sono state approvate le linee di indirizzo sulla cura del linfedema, che però sono ancora inapplicate. Non è certo il miglior modo per rispondere alle esigenze dei malati. Quanto ancora dovranno aspettare?”, domanda il vicepresidente della Prima commissione.

“L’intesa, sottoscritta durante la Conferenza Stato-Regioni, è del 15 settembre 2016, eppure è tutto fermo. Il testo prevede ‘lo sviluppo di reti integrate tra centri di riferimento per la patologia linfedematosa, ospedali, ambulatori territoriali, laboratori diagnostici e nel contempo di promuovere la costituzione, a livello regionale, di Pdta (percorsi diagnostici terapeutici assistenziali)’; inoltre le linee di indirizzo raccomandano ‘una organizzazione sanitaria tesa alla miglior gestione possibile del malato linfatico e una formazione specifica per i sanitari (MMG e specialisti) e parasanitari’. Quali sono i motivi oggettivi che ostacolano questa applicazione?”.

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