Sinigaglia (PD): “Valvole killer, Zaia non abbandoni le vittime: non possono pagare due volte per un grave episodio di malasanità

Venezia, 21 marzo 2018
“Perché Zaia ha abbandonato più di 30 famiglie vittime di malasanità? Cosa aspetta la Regione ad approvare la delibera sul fondo di sostegno alle vittime delle valvole cardiache difettose? Lo scaricabarile burocratico non è giustizia. Chi siano i danneggiati è chiaro e deve essere altrettanto chiaro che non possono essere loro a pagare”. È quanto afferma il consigliere del Partito Democratico Claudio Sinigaglia a proposito degli interventi chirurgici al cuore con valvole difettose effettuati dall’Azienda ospedaliera di Padova, con la drammatica beffa dei risarcimenti sospesi e la richiesta di restituzione delle somme ricevute come anticipo per i danni subiti.
“Due persone sono morte, le altre hanno dovuto subire una seconda operazione per sostituire le valvole. Le vittime e i loro cari hanno diritto al risarcimento, punto e basta!. Anche se le valvole erano certificate, anche se la ditta che le costruiva è ormai fallita, non possono esserci dei percorsi giuridici che vadano a imputare la responsabilità esclusiva a soggetti che non possono più rimborsare nessuno. E che, nel frattempo, l’Azienda ospedaliera chieda indietro il risarcimento prima erogato alle famiglie. Zaia non faccia finta di nulla e metta fine a un’ingiustizia enorme – insiste il vicepresidente della Prima commissione – Fra l’altro queste famiglie stanno pure sostenendo le spese legali, aggiungendo sofferenza a sofferenza per un’assurda ottusità che deve essere superata”.
Da qui il sollecito alla Giunta: “La Regione eroghi subito i finanziamenti – la delibera sul fondo di sostegno è già in ritardo di due mesi – e si rifiuti di chiedere indietro i risarcimenti. Ma occorre fare ancora di più: affrontare i percorsi legali di tutela, senza scaricarli sulle spalle di famiglie che hanno già sofferto troppo per questo grave episodio di malasanità. È una questione di giustizia tanto elementare quanto evidente”.

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