Nuova Consulta per l’autonomia del Veneto

VENEZIA

Il 9 novembre… il presidente della Regione, Luca Zaia, alla riunione di insediamento della Consulta per l’autonomia del Veneto.
L’INSEDIAMENTO«Questa non è un messa cantata», dice il governatore Luca Zaia guardando i componenti della Consulta per l’autonomia. Ad affollare la sala riunioni del Palazzo Grandi Stazioni sono i rappresentanti del mondo economico e sociale, ci sono i Comuni con l’Anci e le Province con l’Upi, in tutto più di quaranta enti e organismi. Zaia – che al tavolo ha voluto gli esperti della delegazione trattante: Mario Caramel, Ezio Zanon, Carlo Buratti, Mario Bertolissi, Mazzaroli, Andrea Giovanardi, Dario Stevanato, Maurizio Gasparin, assente giustificato Luca Antonini – ripercorre le tappe che hanno portato al referendum: «Dicevano che chiedere se si vuole maggiore autonomia era come dire se si vuole bene alla mamma? Beh, è bene dirlo ogni tanto. Il 57,2% di affluenza e il 98,1% di sì sono un risultato che nessun partito e nessun politico può raggiungere da solo. Quindi ha vinto un’idea di futuro e di progresso, sulla quale chiedo a tutti di non voler imporre la propria casacca». Il governatore avverte: «Non vogliamo la rissa, ma non firmeremo mai un’intesa farsa solo per fare una conferenza stampa e un paio di foto». Di lì a a qualche ora scoppierà una polemica a distanza con il governatore dell’Emilia Romagna (si veda l’articolo qui sotto), ma a Venezia nessuno batte ciglio.

I CONTRIBUTI
Cosa si aspetta Zaia dalla Consulta? «Non sono accettate proposte al ribasso e contenuti con il freno a mano tirato perché quelle 23 competenze sono scritte nella Costituzione e non intendiamo rinunciare e nessuna di esse. Qualcuno dice che sono troppe? Il Governo può sempre fare una controproposta, ma non posso andare a Roma con saldi e sconti prima ancora di aprire il negozio». Ergo, le categorie, le associazioni, le università, i sindacati, gli enti locali si facciano avanti: «Apriremo un portale sulla trattativa, potrete seguire l’iter passo dopo passo», dice Zaia. Anche perché, come spiega Gasparin, la Consulta procederà per aree tematiche. Cinque in tutto: Autonomie locali; Sanità e sociale; Istruzione, lavoro, cultura; Ambiente e territorio; Sviluppo economico. Ma ad attirare l’attenzione sono le slide che Gasparin illustra, quelle con i soldi che il Veneto si aspetta da Roma prendendosi le 23 materie. I 9/10 di Irpef fanno 12.546 milioni di euro. I 9/10 di Ires sono 2.461 milioni. I 9/10 di Iva 9.506 milioni. Al netto complessivamente sono 18.803 milioni di euro. Altre slide: Il Veneto spende meglio, Il Veneto riceve meno, Le tasse dei veneti pagano sprechi altrui. E qui si trovano i 971 milioni di euro tagliati alla sanità veneta dal 2011 al 2017, un dato che i consiglieri di opposizione del Pd presenti alla riunione contestano: «Impossibile», sbotta Claudio Sinigaglia.

LE REAZIONI
Tolto il Pd con il capogruppo Stefano Fracasso («Ho sentito tanto passato e poco futuro») e tolta la Cgil con il segretario Christian Ferrari («Impraticabile la richiesta del passaggio delle 23 materie e dei 9/10 del gettito fiscale»), gli altri sembrano tutti favorevoli. Matteo Zoppas, presidente di Confindustria: «La Regione sta portando avanti un iter corretto, noi continueremo a dare la nostra disponibilità. Per noi l’autonomia vuol dire molto, significherebbe potersi permettere maggiori investimenti». Massimo Zanon, presidente di Confcommercio: «È l’inizio di un percorso, giusto coinvolgere tutti». Maurizio Franceschi, direttore di Confesercenti: «Bene la Consulta e bene la decisione di procedere per tavoli tematici». Agostino Bonomo, presidente di Confartigianato: «A chi dice che 23 materie sono troppe rispondo che è bene alzare la posta per portare a casa qualcosa di più. Siamo soddisfatti di essere al tavolo e che la nostra richiesta di inserire la giustizia di pace sia stata inserita». Giuseppe Fedalto, presidente di Unioncamere: «Iniziativa lodevole e democratica, voglio solo controllare i numeri». Martino Cerantola, presidente di Coldiretti: «È opportuno non trascurare alcuna materia, tuttavia sarà necessario valutare alcune priorità». E la presidente dell’Anci, Maria Rosa Pavanello: «La road map tracciata è quella giusta, bene i tavoli tematici».
Alda Vanzan

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