i sindaci da Zaia per parlare della Pedemontana

Il Consiglio regionale ascolterà nuovamente i 39 sindaci dei territori trevigiani e vicentini attraversati dalla Pedemontana. La decisione è stata assunta da Marino Finozzi e Francesco Calzavara, i presidenti leghisti della prima e seconda commissione che giovedì si riuniranno in seduta congiunta. La ragione della nuova convocazione è evidente: la manovra ideata dal governatore Luca Zaia per finanziare il completamento dell’opera, se conferma l’esecuzione delle opere viarie complementari richieste dai Comuni, non prevede però le esenzioni dal pedaggio ai residenti fin qui ventilate e la circostanza potrebbe modificare l’atteggiamento degli amministratori, fin qui unanimi nel sostegno al progetto.

Intanto a Palazzo Ferro-Fini c’è chi spulcia la documentazione acclusa al dossier e fa i conti sui costi effettivi dei 94 km di superstrada tra Spresiano e Montecchio Maggiore: «La Regione si impegna a versare al Consorzio Sis un canone di disponibilità pari a 12,10 miliardi nell’arco di 39 anni, è vero che si tratta di una cifra ribassata rispetto ai 18 mld originari ma in tal modo viene eliminato ogni rischio d’impresa per il privato perché sarà l’amministrazione del Veneto ad introitare i pedaggi, esponendosi così alle incognite dei flussi di traffico, clamorosamente sovrastimate nel contratto originario», commenta il consigliere del Pd Claudio Sinigaglia; che rincara: «Questo è davvero un project financing singolare: i soldi investiti sono tutti pubblici, 614 milioni già stanziati dallo Stato più i 300 che saranno erogati dalla Regione, mentre il Gruppo Sis Dogliani ha un utile assicurato, anzi blindato. Ora Jp Morgan potrà tranquillamente emetterne i bond, chi esisterà a sottoscrivere obbligazioni garantite in partenza da un profitto pluriennale senza ombra di rischio? Giunti a questo punto della telenovela Pedemontana, mi chiedo chi sia il concedente e chi il concessionario dell’appalto».

Tant’è. A pungere il governatore, reo di aver riesumato l’addizionale regionale sull’Iperf che a partire dal 2018 graverà per 220 milioni sui contribuenti, provvede il blog di Beppe Grillo attraverso un post di Jacopo Berti, il capogruppo nostrano del M5S: «In campagna elettorale Zaia ha promesso di non alzare le tasse, con tanto di cartelli piazzati ovunque. In queste ore però il Veneto si è svegliato con una pesante gabella in più, reintrodotta proprio da lui. Dicono che sia pronto per andare a Roma come premier, di certo ha imparato

bene a dire balle come Renzi»; conclusione: «Prima con Galan e da due mandati come presidente, Luca Zaia governa il Veneto da vent’anni, eppure trova sempre il modo di scaricare barile su qualcun altro o di dire che non sapeva niente. Adesso, finalmente, saranno in molti ad aprire gli occhi».

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