SWG: speciale corruzione ed economia

Una centralità legata non solo al bisogno di fare pulizia, ma sorretta dalla convinzione che il sistema corruttivo è parte in causa nelle acclarate difficoltà di ripresa economica del nostro Paese. Gli studi economici sul nesso tra corruzione e crescita nelle Regioni hanno dimostrato da tempo il peso della corruzione sullo sviluppo italico. Nel corso degli ultimi 50 anni, la corruzione ha avuto un impatto negativo sulla crescita di alcuni territori, scoraggiando gli investimenti, creando un clima sfavorevole alle attività imprenditoriali, riducendo l’impatto degli investimenti pubblici, comprimendo i tassi di dinamismo. La corruzione, infatti, innesca effetti a catena sull’intero tessuto economico e sociale del Paese. Come una metastasi danneggia tutti i gangli vitali di una nazione, generando un lungo elenco di distorsioni.

In primo luogo la corruzione altera il funzionamento dei prezzi, ostacola il libero mercato e l’esplicarsi di una reale concorrenza. Agevola la chiusura di aziende sane. Colpisce il mercato del lavoro, spingendo al reclutamento di risorse umane a bassa qualificazione e schiacciando la professionalità d’imprese e persone verso il basso. Sospinge imprese e persone al rent seeking, alla ricerca di rendita economica per mezzo della manipolazione dell’ambiente economico e non attraverso la produzione di valore aggiunto. Rende meno fertile l’ambiente economico per la nascita di nuove imprese e nuove iniziative imprenditoriali (gli imprenditori corrotti, sfruttando amicizie e cordate privilegiate, creano nuove barriere all’entrata di nuove imprese sul mercato). Alimenta lo sviluppo e il proliferare dell’economia informale. Determina l’inefficacia degli sforzi e degli investimenti pubblici. Implica la distorsione nell’allocazione delle risorse finanziarie private e pubbliche, perché i proventi della corruzione non diventano fonte di nuovi investimenti produttivi, bensì prebende e benefit per l’agio di singoli. È fonte di diseguaglianze sociali, perché alimenta una redistribuzione reddituale verso soggetti non meritevoli e sposta le risorse verso i segmenti sociali più abbienti.

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L’elenco potrebbe ancora continuare, ma è chiaro che il tema corruzione non coinvolge solo e tanto la questione morale, ma genera anche enormi problemi economici e sociali al nostro Paese. Esso è fonte d’improduttività, è freno alla crescita economica e d’impresa, è causa di povertà e distribuzione diseguale.
Mettere mano, in modo chiaro e netto, al tema della lotta alla corruzione è una priorità per gli italiani e una sfida per tutti i partiti, sia sul piano della questione morale, sia su quello economico e sociale. Il tema, infatti, non si risolve solo con le regolette (pur giuste) su rimborsi e scontrini, ma implica lo sviluppo di una nuova cultura della legalità nella piena consapevolezza di quello che Sandro Pertini diceva nel lontano 1980: “i corrotti ed i disonesti sono indegni di appartenere al popolo italiano e devono essere colpiti senza alcuna considerazione. […] Offendono i milioni e milioni di italiani che pur di vivere onesti impongono gravi sacrifici a se stessi e alle loro famiglie”.

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